Crazy Climber
| Crazy Climber videogioco | |
|---|---|
| Titolo originale | クレイジークライマー? |
| Piattaforma | Arcade, Atari 2600, Nintendo Entertainment System, Sharp X68000, WonderSwan, Arcadia 2001 |
| Data di pubblicazione | Arcade: Atari 2600, Arcadia 2001: |
| Genere | Piattaforme |
| Tema | Contemporaneo |
| Origine | Giappone |
| Sviluppo | Nihon Bussan |
| Pubblicazione | Nichibutsu (Giappone), Taito (Nord America) |
| Design | Shigeki Fujiwara |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo |
| Periferiche di input | Joystick, tastiera |
| Supporto | Cartuccia, dischietto |
| Seguito da | Crazy Climber 2 |
| Specifiche arcade | |
| CPU | Z80 (3,072 MHz) |
| Schermo | Verticale, 60,00 Hz |
| Risoluzione | 256x224 pixel (3/4), 96 colori |
| Periferica di input | Joystick a 4 direzioni, 2 pulsanti |
Crazy Climber (クレイジークライマー?, Kureijī Kuraimā) è un videogioco arcade uscito nel 1980, il primo in assoluto pubblicato da Nichibutsu. Viene considerato un precursore dei videogiochi a piattaforme arcade, al pari del successivo Donkey Kong.[3][4] È stato convertito per Famicom, Atari 2600, WonderSwan, Sharp X68000 e Arcadia 2001.
Ne è stato realizzato nel 1988 un sequel, Crazy Climber 2.[5]
Modalità di gioco
[modifica | modifica wikitesto]Il giocatore controlla con due joystick uno stuntman che deve raggiungere la sommità di quattro altissimi grattacieli arrampicandosi su di essi a mani nude. Per scalare i vari piani bisogna muovere i joystick su e giù in direzioni opposte, mentre per gli spostamenti laterali occorre portarli entrambi a sinistra o a destra.
Tale impresa viene ostacolata principalmente dagli inquilini degli edifici, tutti scienziati pazzi, che buttano dalle finestre vasi con piante oppure recipienti per liquidi. Lo stuntman deve anche evitare gli escrementi scaricati da un condor, aggirare un manesco scimmione che può affacciarsi dalle finestre più grandi, schivare attrezzi da palestra e pesanti insegne sulle quali appare la scritta che dà il nome al gioco - gli uni e le altre in caduta libera - e tenersi lontano dalle centraline elettriche, pericolose per via dei loro fili scoperti.[5]
Le vite a disposizione sono tre oppure quattro, a seconda delle versioni, ma sempre senza punti ferita; ogni livello presenta una serie di checkpoint. Nessun ostacolo può essere eliminato o neutralizzato.
Il protagonista ha modo di accelerare la scalata qualora riuscisse ad aggrapparsi ai palloncini colorati che appaiono in un paio di livelli (il secondo e il terzo): saranno in tal modo agevolmente superati diversi piani. Una volta arrivato alla sommità di un grattacielo il giocatore ottiene punti bonus se lo stuntman si fa agganciare dall'elicottero che proverà più volte un atterraggio lì sopra.[5]
Dopo che lo stuntman ha scalato tutti e quattro i grattacieli, il gioco ricomincia daccapo, con una difficoltà maggiore.
Cloni
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1981 uscirono due cloni di questo titolo, ambedue con lo stesso gameplay. Il primo è The Tower, prodotto dalla Data East e operativo tramite il DECO Cassette System. Si gioca nei panni di una donna, anziché di un uomo, che sale in cima e viene salvata da un elicottero. Presenta anche alcune nuove meccaniche di gioco mai viste nell'originale, come uno scoppio di incendio, la gente del posto che lancia sedie e oggetti infuocati dalle finestre, un terremoto che provoca la caduta di nuvole bianche, un uccello giallo che depone gli escrementi uno alla volta, un gorilla gigante con le mani protese che si muove su e giù.[6]
Il secondo è invece Rock Climber, prodotto dalla Taito. Pur essendo identico all'originale ha una diversa ambientazione: qui il protagonista non deve scalare grattacieli bensì le tre cime di una montagna.[7]
Curiosità
[modifica | modifica wikitesto]- In Italia l'arcade fu abbinato a un gioco a premi nella trasmissione Tip Tap Club, andata in onda nel 1982 su Rai 2.[8]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (JA) Masumi Akagi, アーケードTVゲームリスト 国内•海外編 (1971-2005), Nishinomiya, Amusement Tsūshin-sha, 2006, p. 55, ISBN 9784990251215.
- ↑ (JA) Masumi Akagi, アーケードTVゲームリスト 国内•海外編 (1971-2005), Nishinomiya, Amusement Tsūshin-sha, 2006, p. 127, ISBN 9784990251215.
- ↑ (EN) Donkey Kong, su AllGame, All Media Network. URL consultato il 26 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2014).
- ↑ (EN) Crazy Climber, su AllGame, All Media Network. URL consultato il 26 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2014).
- 1 2 3 (EN) Crazy Climber, su Arcade History. URL consultato il 26 gennaio 2017.
- ↑ (JA) ザ・タワー (JPG), in AM Life, vol. 11, ottobre 1983, p. 25.
- ↑ (EN) Rock Climber, su strategywiki.org. URL consultato il 26 febbraio 2024.
- ↑ quattrobit.blogspot.com, https://quattrobit.blogspot.com/2017/01/enrico-bianchi-i-videogiochi-di-super-g.html.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (JA) クレイジークライマー (JPG), in AM Life, vol. 11, ottobre 1983, p. 15.
- (JA) クレイジークライマー (JPG), in マイコンBASICマガジン, luglio 1994, p. 155.
- (JA) クレイジークライマー (JPG), in Gamest Mook Vol.112 - The Best Game 2, Shinseisha, p. 86.
- (JA) クレイジークライマー (JPG), in Akushon Gēmu Reimeikihen, vol. 5, 2014, pp. 28-29.
- (JA) Crazy Climber (JPG), in 1981遊戯機械総合年鑑 (1981 Amusement Machine Yearbook), 1981, p. 15.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Crazy Climber, su MobyGames, Blue Flame Labs.
- (EN) Crazy Climber (PlayStation 4) / Crazy Climber (Nintendo Entertainment System) / Crazy Climber (WonderSwan), su GameFAQs, Red Ventures.
- Crazy Climber, su Arcade Database.
- (EN) Crazy Climber, su Killer List of Videogames, The International Arcade Museum.
- (EN) Crazy Climber, su IMDb, IMDb.com.
