Cratere Archimede

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Cratere Archimedes
Tipo Crater
Satellite naturale Luna
Archimedes crater AS15-M-1542.jpg
Il cratere Archimede fotografato dall'Apollo 15. (Fonte: NASA)
Dati topografici
Coordinate 29°42′N 4°00′W / 29.7°N 4°W29.7; -4Coordinate: 29°42′N 4°00′W / 29.7°N 4°W29.7; -4
Maglia LQ-11 (in scala 1:2.500.000)

LAC-41 Montes Apenninus (in scala 1:1.000.000)

Diametro 81 km
Profondità 2,1 km
Localizzazione
Cratere Archimedes
Mappa topografica della Luna. Proiezione equirettangolare. Area rappresentata: 90°N-90°S; 180°W-180°E.

Archimede[1], o Archimedes secondo la denominazione ufficiale, è un grande cratere lunare intitolato dal 1935[2] dalla IAU al matematico, astronomo, filosofo, fisico e ingegnere dell'antica Siracusa, Archimede.[3][4][5] Si trova sui limiti orientali del Mare Imbrium.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

A sud del cratere si estende la regione montuosa dei Montes Archimedes. Sul bordo sudorientale si trova la piana sommersa della Palus Putredinis, la quale contiene un sistema di rime chiamate Rimae Archimedes che si estende per 150 chilometri. A nord-nordovest di Archimede si trovano i Montes Spitzbergen, una fila di cime nel Mare Imbrium.

Ad est di Archimede si trova il cratere Autolycus, e la distesa di superficie lunare tra queste due formazione fu il luogo dell'impatto della sonda sovietica Luna 2. Questo fu il primo strumento a raggiungere la superficie della Luna, dove atterrò il 13 settembre 1959.

A nordovest si trova l'importante cratere Aristillus. La pianura lavica tra Archimede, Aristillus, e Autolycus forma il Sinus Lunicus del Mare Imbrium. Delle creste corrugate conducono via dal cratere Archimede verso nord-nordovest, attraversando il mare.

Il diametro di Archimede è il più grande fra tutti i crateri presenti nel Mare Imbrium. Il bordo è caratterizzato all'esterno da un consistente terrapieno il cui colore più chiaro è dovuto a detriti generati nell'impatto e all'interno dai resti di un sistema di terrazzamenti, ma manca di una raggiera, solitamente associata ai crateri più giovani. Un promontorio triangolare si estende per una trentina di chilometri dal bordo sudorientale.

Il cratere manca di un picco centrale, ed è invaso dalle colate del mare circostante. Il pianoro interno manca di particolari caratteristiche, a parte i segni di pochi impatti minori verso il margine e qualche sporadico deposito a raggiera di materiale più chiaro, verosimilmente generati durante l'impatto che ha prodotto il cratere Autolycus.

Crateri correlati[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni crateri minori situati in prossimità di Archimede sono convenzionalmente identificati, sulle mappe lunari, attraverso una lettera associata al nome.[6]

Archimedes Latitudine Longitudine Diametro
C 31,6° N 1,5° W 8 km
D 32,2° N 2,6° W 5 km
E 25,0° N 7,2° W 3 km
G 29,1° N 8,2° W 3 km
H 23,9° N 7,0° W 4 km
L 25,0° N 2,6° W 4 km
M 26,1° N 3,2° W 3 km
N 24,1° N 3,9° W 3 km
P 25,9° N 2,5° W 3 km
Q 28,5° N 2,4° W 3 km
R 26,0° N 6,6° W 4 km
S 29,5° N 2,7° W 3 km
T 30,3° N 5,0° W 3 km
U 32,8° N 1,9° W 3 km
V 32,9° N 4,0° W 3 km
W 23,8° N 6,2° W 4 km
X 31,0° N 8,0° W 2 km
Y 29,9° N 9,5° W 2 km
Z 26,8° N 1,4° W 2 km

I seguenti crateri sono stati rinominati dall'Unione Astronomica Internazionale:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Il cratere Archimede sulla Luna. (Fonte: Nordic Optical Telescope e Stockholm Observatory; autori: M. Gålfalk, G. Olofsson e H.-G. Florén.)
Mappa degli elementi notevoli nel Mare Imbrium. Archimede è indicato dalla lettera G.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sotto la stessa luna, su Media Inaf. URL consultato il 14 marzo 206.
  2. ^ La IAU assegna ufficialmente dal 1935 i nomi dei crateri della faccia visibile della Luna; dal 1970 quelli della faccia nascosta e dal 1976 quelli di alcuni crateri minori.
  3. ^ Moon nomenclature - Crater, NASA Ames Research Center.
  4. ^ Gazetteer of Planetary Nomenclature - Moon Nomenclature: Mons, montes, U.S. Geological Survey. URL consultato il 21 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2010).
  5. ^ (DE) Krater mit individuellem Namen (Crateri con nome individuale), su astrolink.de.
  6. ^ Jonathan McDowell (a cura di), Lunar Craters, su host.planet4589.org, 2004.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andersson, L. E.; Whitaker, E. A., (1982). NASA Catalogue of Lunar Nomenclature. NASA RP-1097.
  • Blue, Jennifer (July 25, 2007). Gazetteer of Planetary Nomenclature. USGS. Retrieved 2007-08-05.
  • Bussey, B.; Spudis, P. (2004). The Clementine Atlas of the Moon. New York: Cambridge University Press. ISBN 0-521-81528-2.
  • Cocks, Elijah E.; Cocks, Josiah C. (1995). Who's Who on the Moon: A Biographical Dictionary of Lunar Nomenclature. Tudor Publishers. ISBN 0-936389-27-3.
  • McDowell, Jonathan (July 15, 2007). Lunar Nomenclature. Jonathan's Space Report. Retrieved 2007-10-24.
  • Menzel, D. H.; Minnaert, M.; Levin, B.; Dollfus, A.; Bell, B. (1971). Report on Lunar Nomenclature by the Working Group of Commission 17 of the IAU. Space Science Reviews 12 (2): 136–186. Bibcode 1971SSRv...12..136M. doi:10.1007/BF00171763.
  • Moore, Patrick (2001). On the Moon. Sterling Publishing Co. ISBN 0-304-35469-4.
  • Price, Fred W. (1988). The Moon Observer's Handbook. Cambridge University Press. ISBN 0-521-33500-0.
  • Rükl, Antonín (1990). Atlas of the Moon. Kalmbach Books. ISBN 0-913135-17-8.
  • Webb, Rev. T. W. (1962). Celestial Objects for Common Telescopes (6th revision ed.). Dover. ISBN 0-486-20917-2.
  • Whitaker, Ewen A. (1999). Mapping and Naming the Moon. Cambridge University Press. ISBN 0-521-62248-4.
  • Wlasuk, Peter T. (2000). Observing the Moon. Springer. ISBN 1-85233-193-3.

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