Craj

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Craj
Craj.png
Paese di produzioneItalia
Anno2005
Durata82 min
Generedocumentario
RegiaDavide Marengo
SoggettoTeresa De Sio, Davide Marengo, Paola Papa
SceneggiaturaTeresa De Sio, Davide Marengo, Paola Papa
ProduttoreGianluca Arcopinto
Casa di produzionePablo
Distribuzione (Italia)Pablo
FotografiaVittorio Omodei Zorini
MontaggioDario Baldi, Davide Marengo (collaborazione) Thomas Torelli (collaborazione)
MusicheTeresa De Sio, Uccio Aloisi, Giovanni Lindo Ferretti, I Cantori di Carpino, Matteo Salvatore
Interpreti e personaggi
Premi

Craj è un film documentario del 2005 sulla musica popolare pugliese diretto da Davide Marengo, tratto dall'omonimo spettacolo ideato e scritto da Teresa De Sio con la collaborazione di Giovanni Lindo Ferretti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un viaggio attraverso la musica popolare della Puglia, intrapreso a cavallo dal principe Floridippo (Giovanni Lindo Ferretti) ed a piedi dal suo servo Bimbascione (Teresa De Sio), alias don Chisciotte e Sancho Panza.

Lungo il percorso s'imbattono nei 4 maestri (ottantenni) della musica popolare pugliese che raccontano la vita, le abitazioni di paese o di campagna, e che suonano da quattro palcoscenici allestiti durante la tournée dello spettacolo dal vivo: nel Gargano i Cantori di Carpino (Antonio Maccarone e Antonio Piccininno), ad Apricena (Foggia) il cantastorie Matteo Salvatore, ed a Cutrofiano Uccio Aloisi.

La frase simbolo del film è "la luna gira il mondo e voi dormite" (di Matteo Salvatore). La parola Craj in dialetto pugliese significa Domani.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è girato con tecniche miste che vanno dal super 8 al 16 mm, al mini dv. Uscito al cinema in poche copie, ha richiamato l'attenzione del pubblico e della stampa.

Location[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato tutto in Puglia: nella città di Foggia, nel promontorio del Gargano (in particolare a Carpino ed Apricena) e nel Salento, a Cutrofiano.[1]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Scheda di Alfonso Marrese per Apulia film commission.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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