Countdown dimensione zero

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Countdown dimensione zero
Countdown dimensione zero.png
Martin Sheen e Kirk Douglas in una scena del film
Titolo originale The Final Countdown
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1980
Durata 103 min.
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Don Taylor
Soggetto Peter Powell
Sceneggiatura Gerry Davis,
Peter Powell
Produttore Peter Douglas
Casa di produzione Bryna Company
Fotografia Victor Kemper
Montaggio Robert Lambert
Musiche John Scott
Scenografia Fernando Carrere
Costumi Ray Summers
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Countdown dimensione zero (The Final Countdown) è un film statunitense di genere fantascientifico del 1980, diretto da Don Taylor.

Gli interpreti principali sono Kirk Douglas, Martin Sheen, Katharine Ross, James Farentino, Charles Durning, Ron O'Neal.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mentre naviga al largo di Pearl Harbor, la portaerei USS Nimitz attraversa una tempesta magnetica, al cui termine, all'insaputa dell'equipaggio, viene proiettata nel passato, al 6 dicembre 1941, il giorno precedente il devastante attacco da parte della marina imperiale giapponese alla flotta americana alla fonda nella base delle isole Hawaii[1].

Dopo un iniziale smarrimento, derivante dalla ricezione di trasmissioni radio chiaramente "datate" e dalle rilevazioni fotografiche dei ricognitori, mostranti situazioni risalenti a quaranta anni prima, il comandante Yelland e l'osservatore del dipartimento della marina Lasky esaminano i risultati delle ricerche del vice comandante Owens, esperto di storia della guerra nel Pacifico, scoprendo che quanto stanno vivendo coincide in ogni dettaglio con le vicende del 1941. Realizzano così di avere percorso il tempo a ritroso, sino alla vigilia dell'attacco.

Due F-14 Tomcat di pattuglia abbattono con estrema facilità due caccia giapponesi Mitsubishi A6M "Zero" che hanno appena mitragliato e affondato lo yacht del senatore Chapman, il quale si salva insieme a Laurel, la sua segretaria, e al cane Charlie. Una squadra di soccorso raccoglie i naufraghi e il pilota nipponico superstite: saranno gli unici personaggi del passato a venire in contatto diretto con l'equipaggio della Nimitz, che si trova così pienamente coinvolto nel corso storico. Inoltre, secondo gli archivi di Owens, il senatore Chapman, qualora non fosse scomparso misteriosamente alla vigilia dell'attacco giapponese, sarebbe divenuto vicepresidente con F. Delano Roosevelt, e quindi alla morte di questi, presidente degli Stati Uniti al posto di Truman.

Il pilota dello "Zero", interrogato da un interprete, è ostinatamente reticente, ma poi viene scosso dalle rivelazioni di particolari, anche segretissimi, che il vicecomandante mostra di conoscere riguardo all'attacco imminente, e in un tentativo disperato di avvisare via radio il proprio comando, grazie alla minaccia di un'arma che si è procurato, resta ucciso.

Chapman, che ritiene la Nimitz un'unità navale segretissima e all'avanguardia, chiede di comunicare via radio con Pearl Harbor, per avvisarli di quanto sta per accadere (gli F-14 della Nimitz hanno nel frattempo intercettato una massiccia formazione di Zero diretti all'attacco), ma quando pronuncia il nome della portaerei e del suo comandante (ovviamente inesistenti nel 1941), viene scambiato per un mitomane e la conversazione interrotta. Al senatore non resta che chiedere di venir trasportato con la segretaria a Pearl Harbor, ma il comandante, temendo le conseguenze di uno "strappo" nella Storia (Chapman scomparve in mare, non morì sotto le bombe), ordina segretamente all'elicottero su cui viaggiano di lasciarli (dotati di quanto necessario per sopravvivere) su una vicina isoletta deserta. Ma l'uomo, accortosi dell'inganno, si rifiuta di scendere e tenta un dirottamento, armato di una pistola lanciarazzi, causando la distruzione del velivolo e la morte di tutti gli occupanti. Sopravvivono solo Laurel e l'ufficiale Owens, scesi a terra prima del disastro.

Il comandante, superato ogni dubbio, ordina di fermare l'attacco giapponese, e forse la stessa guerra, avvalendosi della schiacciante superiorità tecnologica e dell'armamento nucleare di bordo, con conseguenze però imprevedibili per il corso della Storia, ma, pochi minuti prima del contatto, il radar rileva l'arrivo di una nuova tempesta magnetica, forse l'opportunità di tornare al presente, e l'ordine di attacco viene revocato. Pochi minuti dopo il nuovo passaggio della tempesta le telescriventi tornano a funzionare e riprende il contatto radio con il comando del Pacifico: il varco temporale ha riportato tutti i protagonisti, tranne Owens, nel 1980.

Giunti in porto, mentre Lasky sbarca, il cane Charlie, unico reduce dal passato, corre festoso verso l'auto del suo misterioso principale, lo stesso che all'inizio del film lo ha accompagnato al porto. Lasky sbircia nell'auto e riconosce Owens e Laurel invecchiati, i quali hanno tratto beneficio dalla conoscenza storica dell'uomo, ma senza interferire con il corso degli eventi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Per la scena della battaglia tra F-14 e caccia giapponesi furono impiegati veri velivoli, con grande difficoltà per i moderni Tomcat a compiere evoluzioni aeree insieme ai lentissimi Zero.[senza fonte]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« Buon film con buoni attori e con una buona idea di fondo: ammessa la possibilità di un salto nella dimensione tempo, si può resistere alla tentazione di modificare il corso degli eventi? »
(Fantafilm[2])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il bilancio fu di 2403 morti tra militari e civili statunitensi, di cui 1177 sulla sola corazzata USS Arizona, e appena 64 vittime tra i giapponesi. L'evento, ricordato come il "Giorno dell'infamia", causò l'entrata in guerra degli Stati Uniti contro le potenze dell'Asse
  2. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Countdown dimensione zero, in Fantafilm.

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