Cosimo Damiano Damato

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Cosimo Damiano Damato (Margherita di Savoia, 1973) è un regista e sceneggiatore italiano, attivo soprattutto nel mondo del teatro.

Cosimo Damiano Damato

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in Puglia, inizia a lavorare a teatro e nel corso della carriera collabora con Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, Catherine Deneuve, Michele Placido, Riccardo Scamarcio, Lucio Dalla, Renzo Arbore e Moni Ovadia[1] Nel 2008 dirige il film d'animazione La luna nel deserto con la sceneggiatura di Raffaele Nigro. Al film offrono la voce Leonardo Metalli, Michele Placido e Violante Placido, Renzo Arbore, Emilio Solfrizzi, Antonio Stornaiolo, Caterina Sylos Labini, Attilio Romita, Savino Zaba, Angelo Tumminelli e Arnoldo Foà, mentre la musica originale è dei Radiodervish. Il film è stato presentato alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il giornalista Vincenzo Mollica ha definito il cartoon " un film poetico che tocca e sconquassa il cuore".

Parallelamente si dedica alla sperimentazione teatrale, scrivendo il reading come Agricane ed Orland - Cavalieri per amor cortese (con le voci di Sergio Rubini e Riccardo Scamarcio) e il musical Ritornare a Sud che vede in scena come voci recitanti Giancarlo Giannini e Silvia De Santis, lo spettacolo è prodotto da Angelo Tumminelli della Star Dust di Roma. Con gli stessi artisti dirige Amadè - Il ritratto del genio. La collaborazione con Arnoldo Foà inizia nel 2008 con Sono sfiorite le rose - Il carteggio d'amore fra Sibilla Aleramo e Dino Campana .[2] Debutta con successo nel 2009 alla Versiliana con la regia de L'intelligenza, il cuore, le dita con Riccardo Scamarcio.

Nel 2009 firma il docufilm Una donna sul palcoscenico, dedicato alla poetessa Alda Merini, che vede la partecipazione di Mariangela Melato e che viene selezionato come "evento speciale" nella sezione Venice Days, Giornate degli Autori " nell'ambito della 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (il film è stato prodotto da Angelo Tumminelli della Star Dust di Roma). Nello stesso anno viene invitato a presentare il film a Parigi all' Istituto di Cultura, ad intervistarlo è lo scrittore Corrado Augias.

Tra il 2009 e il 2010 ha diretto diversi spettacoli con Isabella Ferrari (Di marmo il seno, di diamante il core), Stefania Sandrelli (Femmina e la morte), Giulio Scarpati (Il genio di Vatel), Michele Placido (ll conte di S. Germain) e Fabrizio Bentivoglio.( Vanvitelli: l'ombra del figlio), Carlo delle Piane ( l'amore è un delirio). Dopo la lunga collaborazione con la Star Dust inizia un nuovo percorso sperimentale con auto-produzioni e nel 2010 dirige Isabella Santacroce in Via Crucis. Nello stesso anno è ospite a Musicultura con il recital " L'amore è un delirio" recitando al fianco di Arnoldo Foà ( in scena anche Orsetta Foà e Giovanni Maria Block). Io sono il teatro Arnoldo Foà raccontato da Foà è il docufilm sul grande attore presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2011 (alla prima del film è presente in sale il regista Ettore Scola). Nello stesso anno debutta con lo spettacolo musicale Il bene mio, scritto con Raffaele Nigro. Si tratta di una concept-story sulla vita di Matteo Salvatore. Vi partecipano Lucio Dalla, Renzo Arbore, Teresa De Sio, Moni Ovadia, Lunetta Savino, Marco Alemanno, Erica Mou e Savino Zaba. Lo spettacolo va in scena l'ultima volta il 10 febbraio 2012 al Teatro Petruzzelli di Bari con Lucio Dalla e Marco Alemanno,[3] dopo la scomparsa di Dalla lo spettacolo torna in scena a dicembre 2013 con il titolo " Prapatapumpa, padrone mio ti voglio arricchire con Moni Ovadia ed H.E.R, debuttando con successo all'Arena del Sole di Bologna e restando in cartellone al Teatro Vittoria di Roma per due settimane.

Dall'amicizia con Tonino Accolla nasce Il piccolo principe raccontato da Homer presentato al Festival Castel dei Mondi. Realizza nel 2012 il docufilm Missoni Swing riguardante l'epopea di Ottavio Missoni (con la partecipazione di Dario Fo e musiche di Renzo Arbore). A Fo e a Franca Rame dedica Dario e Franca (coregia di Tayu Vlietstra). Nel 2013 presenta il documentario Os-cia- la bellezza di Tonino Guerra con Tonino Guerra con la partecipazione amichevole di Abbas Kiarostami (nel documentario viene raccontata anche l'ultima sceneggiatura inedita del Maestro Guerra affidata a Damato che avrebbero dovuto girare insieme in Puglia).

il 24 febbraio 2014 debutta alla Sala Umberto di Roma con lo spettacolo di teatro civile Freedom - Imparare la libertà con Gherardo Colombo. L'ex magistrato si fa demiurgo della libertà attraverso un dialogo appassionato fra un maestro ed un allievo, alla ricerca di valori conquistati attraverso grandi e piccole battaglie in tutto il mondo. In scena Gherardo Colombo, Sara Colombo, Piotta, e lo stesso Damato che legge una lettera di Piergiorgio Welby I testi sono di Gherardo Colombo e Damato che ne firma l'adattamento oltre che la regia dello spettacolo. Il 5 aprile 2014 è ospite del Bif&st per presentare in anteprima il film documentario Prapatapumpapumpapà con Moni Ovadia, Marco Alemanno, Renzo Arbore. Il film è un vero doppio-omaggio a Matteo Salvatore e Lucio Dalla, due artisti diversi ma ambedue amati dal popolo, un caso del destino che gli ha fatti incontrare proprio in quel mondo fantastico che è la musica. Salvatore viene raccontato da Renzo Arbore attraverso un viaggio nella memoria, commuove l'ultima esibizione di Lucio Dalla, presente nel film con tre inediti registrati in una delle sue ultime esibizioni in Italia.

Come voce recitante ha realizzato alcuni reading, fra cui, Storie di lucio in coppia con Erica Mou, esibendosi alla Libera Università di Alcatraz di Jacopo Fo e Allora andiamo..omaggio a Enzo Jannacci, recitando i tesi di Ragazzo padre e Lettere da lontano, accompagnato alla chitarra da Fausto Mesolella e Mimmo Epifani.

Nell'aprile 2014 al Festival del Cinema Europeo ha adattato e messo in scena il testo inedito di Arnoldo Foà "Pericolo di vita" con voce recitante Pamela Villoresi .

Si è esibito al Concerto del Primo Maggio 2014 in Piazza San Giovanni a Roma, recitando la libertà di Giorgio Gaber.

A giugno 2014 scrive e dirige il recital OliodiVino con voce narrante Alessandro Haber debuttando al Teatro Traetta di Bitonto ( i testi sono scritti a quattro mani con Raffaele Nigro).

In lavorazione il film documentario "Prima che il Gallo canti" con Don Andrea Gallo , realizzato in collaborazione con la Comunità di San Benedetto al Portodi Genova. Damato insieme a Don Andrea Gallo stava lavorando al canovaccio dello spettacolo “ Prima che il Gallo canti” in cui il Donga commenta a modo suo le canzoni dei cantautori che affrontano temi a lui cari come il bisogno d'amore, gli umili, la strada, la solidarietà, la solitudine e la ricerca della luce. Un viaggio nella spiritualità attraverso la musica d'autore italiana con canzoni ispirate a temi sacri in cui riversano dubbi esistenziali, preghiere laiche, presentando un Dio più vicino all'uomo. Il commovente “testamento spirituale” di Don Andrea Gallo sul rapporto fra Dio e la musica vede nel documentario l'amichevole partecipazione di Vasco Rossi, Dario Fo, Francesco Guccini, Stefano Benni, Roberto Vecchioni, Caparezza, Piero Pelù, Erri De Luca, Claudio Bisio, Raf, Gaetano Curreri, Fiorella Mannoia, Patty Pravo, Federico Zampaglione, Vauro Senesi, Dario Vergassola, Paolo Rossi, Maurizio Landini e Don Luigi Ciotti. La colonna sonora è firmata da Sergio Cammariere che è anche presente nel film.

L'8 agosto 2014 è stato ospite del Festival Estasi Musicando ad Alcatraz da Jacopo Fo con lo spettacolo Alda Dante Rock, un recital inedito che vede Damato voce recitante e Renzo Rubino eseguire musiche e canzoni dal vivo.

Ha scritto a quattro mani con Giuliano Grittini il recital La favola della bellezza, messo in scena in anteprima al Festival delle Nazioni di Città di Castello: in scena lo stesso Damato e Pamela Villoresi che sono accompagnati dalle musiche all'Ensemble strumentale dell'Orchestra da camera di Perugia diretta dai Maestri Filippo Fanò e Vache Sharafyan in due esecuzioni in prima assoluta. Lo spettacolo ha debuttato con successo il 31 agosto all'auditorium S.Chiara di Sansepolcro.

A settembre 2014 iniziano le riprese del film breve Tu non c'eri, scritto da Erri De Luca. Nel cast Piero Pelù, Brenno Placido e Bianca Guaccero.[4]

In occasione dei cinquant'anni di carriera di Fausto Mesolella, ha duettato ad EstasiMusicando ( libera università di Alcatraz) con il grande chitarrista recitando "Adius" di Piero Ciampi e "L'amante improvviso" degli Avion Travel.

Il 25 agosto 2015 ha debuttato a Pollara nelle Isole Eolie ( dove Massimo Troisi girò “Il postino”) con il recital Poetry Soundtrack con il Maestro Luis Bacalov. Lo spettacolo celebra i grandi poeti del cinema: da Pasolini a Fellini, da Troisi a Tarantino e la riscoperta del pugliese Fernando Di Leo, autore del cult-movie Milano Calibro 9. Lo spettacolo ha aperto la seconda edizione di “Salina, la metafora della poesia” dedicata a Philippe Noiret. Bacalov e Damato raccontano cinque artisti che hanno saputo donare storie civili, sognanti, poetiche e noir con quello slancio chiamato fantasia. Film come il Vangelo secondo Matteo, La città delle donne, Il Postino e Django non sarebbero quei capolavori che sono senza il genio compositivo e creativo del Premio Oscar Luis Bacalov, autore delle colonne sonore. Il recital è un viaggio che ci propone quelle straordinarie composizioni eseguite in una veste minimale, così come sono nate. A scandire le musiche poesie, monologhi, pensieri, e aneddoti letti da Cosimo Damiano Damato per raccontare il vissuto artistico ed umano dei registi. Si parte con Pier Paolo Pasolini. A cinquant'anni dal suo Vangelo, il Premio Oscar ci propone alcune delle composizioni del film amato anche da Papa Francesco. Per l'occasione è stato scritto un monologo inedito dal Premio Super Campiello, Raffaele Nigro, che racconta come Pasolini sia arrivato a scrivere quel film. Per raccontare Fellini Damato ha scritto un monologo ispirato al film La città delle donne e ai disegni del “Libro dei sogni”, attingendo anche da alcuni racconti personali del suo amico poeta Tonino Guerra. Il racconto di Troisi è affidato alle poesie di Neruda. Per Fernando di Leo invece si tratta di un proprio omaggio inedito con la riscoperta delle sue poesie giovanili. Per raccontare Tarantino, sulle musiche del Grande duello di Bacalov, Damato ha scritto il monologo Amore Killer ispirato a Kill Bill.

Per il festival Augustali a Melfi ha allestito, in prima nazionale, lo spettacolo teatrale Elettroshock, che vede Damato voce narrante al fianco della cantante Antonella Ruggiero, in un viaggio, fra monologhi e canzoni, che raccontano il vissuto artistico ed umano di Alda Merini. I testi sono firmati a quattro mani con Giuliano Grittini.

A ottobre 2016 l'atteso film breve “Tu non c’eri”, scritto da Erri De Luca con Piero Pelù, Brenno Placido e Bianca Guaccero viene presentato in anteprima nell'ambito degli eventi collaterali alla Festa del Cinema di Roma[5]. Il critico Annamaria Piacentini ha scritto: " è una storia d’amore in bilico tra il poetico e il surreale, tra il mondo famigliare solo percepito e quello sognato, in un’infanzia solitaria dove il lacerante mistero del padre, diventa un “rumore” assordante. Il regista li mette a confronto perché imparino a guardare la realtà. La sua macchina da presa volteggia tra la natura incontaminata, si ferma sulla roccia da scalare. I due volti si avvicinano e i loro sguardi si incrociano. Damato punta alla verità, senza ipocrisie, senza emozioni incontrollate . Qualcuno dice che il cinema italiano naviga in brutte acque, allora facciamo le scelte giuste: di un regista come lui in Italia c’è bisogno"[6]. Il film è pubblicato da Compagnia Editoriale Aliberti in un cofanetto con dvd e libro in uscita a Natale 2016.

A dicembre 2016 pubblica l'antologia poetica "La stanza sul porto" edito da Acquaviva[7], la storica piccola casa editrice amata da Alda Merini. Il libro è curato dal poeta ed editore Giuseppe D'Ambrosio Angelillo che scrive nella prefazione: " Un canzoniere d'amore, di terra e di mare: una nuova voce della poesia italiana. Mediterranea, semplice e potente al tempo stesso... Appassionata, popolana e altamente lirica... Un albatro vola ora sui porti di mare della Puglia". In quarta di copertina sono presenti dei versi inediti scritti da Alda Merini per Damato. La poesia si chiama " Favola per Cosimo": Io guardo la tua anima e mi sento disincantata. Ci sono donne che hanno inventato la favola della bruttezza. Ci sono donne che hanno inventato la favola della bellezza. Ma il vero mostro che abbiamo in noi è la nostra pietà. La pietà non si compra. Cosimo, Io e Te siamo amici di pietà nascoste sappiamo che Maria Vergine è mostro di castità. Noi vediamo la donna bella e la osanniamo ma dentro è piena di brutture nascoste. Ma io e te che siamo brutti e buoni chissà che mostri siamo. Certamente una nuova specie che nascerà nel futuro".

La Cineteca Nazionale gli ha dedicato una retrospettiva sul suo cinema dal titolo " Cosimo Damiano Damato: visioni, fantasie, sogni, rivoluzioni, poesie e follie"[8]

In occasione della serata dedicata a Fernando Di Leo, tenutasi il 23 marzo alla Casa del cinema di Roma, con la partecipazione di Marco Giusti, Renzo Arbore, Gianluca Curti, Rita Di Leo e la regista Deborah Farina, Damato, invitato dai critici della Cineteca Nazionale, Luca Pallanch e Domenico Monetti, ha recitato la poesia “Lo sciopero”, tratta dal libro di Di Leo “Le intenzioni..1950-1960 (Edizioni Sabinae, 2017). “ Ogni volta che viene pubblicato un libro di poesie la bellezza di Dostoevskij si fa carne viva, voce, danza. Riscoprire Di Leo poeta è un dono che si fa alla grande poesia del 900. Quando Deborah Farina mi ha fatto scoprire queste poesie le ho subito fatte leggere a Luis Bacalov, con il quale stavamo lavorando ad uno spettacolo sul suo viaggio compositivo per il cinema italiano e ci è venuto naturale mettere Di Leo al fianco di Pasolini, Fellini e Troisi. Di Leo poeta è straordinario, il suo sguardo civile è potente, pasoliniano e corsaro nei versi “Ballate del marxismo mitologico”, quasi profetico, di quella rivoluzione che sarebbe arrivata otto anni dopo. In alcuni versi sembra di ritrovare la stagione di “Nuova scena” di Dario Fo. Visionario ed orfico ne “Le ballate dell’imperfetta letizia”. Ed ancora spietatamente dark con i suoi “Personaggi”, la sua “Assassinio a Castel Gandolfo” ripercorre le ballate assassine inglesi: questa poesia l’avrebbe potuta cantare Nick Cave o Leonard Cohen. Quello che aleggia in ogni sua poesia è un’inquietudine giovanile esistenziale, mista al suo sangue, quello meridionale che non crede e che sa fare miracoli, che coglie la solitudine di Dio e la ricerca degli uomini che non sono altro che “creature assetate di eterno”.[9]

Il 30 luglio al Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi nella sezione Frontiera del libro ha presentato in anteprima nazionale l'antologia poetica "La quinta stagione" pubblicato da Aliberti Compagnia editoriale. Il libro è impreziosito dalla prefazione di Erri De Luca che scrive "La quinta stagione" per Cosimo Damiano Damato è incendio delle altre quattro. È l'amore di un barbaro che prova lo sgomento di farsi gentile. L'amore al suo sprigionamento procura il ripudio di se stessi, l'identità acquisita nel monolocale. Anche un castello è tale, se abitato da solo. L'amore qui sbaraglia, spoglia e non assomiglia a niente prima. I versi sono salmoni che cercano di risalire una rapida, in obbedienza a un ordine di arrembaggio. Il vocabolario qui è trattato da energia rinnovabile."[10] Scrive nella postfazione Rosanna Hébuterne: " Damato ha da sempre abitato la poesia, l’ha fatto al cinema e a teatro ma questa volta apre la sua “stanza sul porto” mettendo a nudo il suo vissuto da eterno aedo - Non voglio che la terra sia mai lieve. Voglio che maceri i miei nervi, il sangue, i capelli. Che corroda le ossa e distilli la carne con spezie di farfalle per disseminare i versi giustiziati ancora in vita - La poesia di Damato è quel miracolo segreto che rende possibile la danza fra i vivi e i morti. Si insinua laddove il dolore germoglia fantasia e cambia pelle in quella serenità dell’inquietudine che dona bellezza e sovverte le leggi di fisica e ragione tracciando le linee della vita su quel palmo che sa farsi sentiero e vita. E la poesia meridiana è quel maestrale che si inerpica fra strade, ulivi, mari in forza controvento, quella magia esoterica che rende lo stesso amore necessario, vitale, urgente, una febbre che guarisce il viandante solitario. In questo viaggio Damato ritrova l’amore vissuto con potenza devastante come la stessa poesia permeata da una letteratura contaminata con la vita. Damato racconta la storia del suo amore, un amore segreto, stretto fra i denti, nascosto nei silenzi delle controre maledette, magiche e sacre del Sud, un amore che assume le sembianze di una Sibilla a cui il poeta deve tutto. La sensualità e l’impegno civile, la sacralità esistenziale, le inquietudini, l’erotismo, il dolore, i figli e il palcoscenico, il commiato dell’esistenza si fanno speciali stanze su quel giardino segreto dove cantare l’amore, quello perduto, perso e poi ripreso, dimenticato, inseguito, afferrato, sognato, trasognato, sofferto, salvifico, sterminato, spietato ed infinito perché “ Abbiamo solo un cuore/ abbiamo novantaseimila chilometri di vasi sanguigni dove viaggia il sangue fatto di figli, madri e padri da amare. Abbiamo polmoni, pelle che si rigenera […] Abbiamo solo un cuore, miliardi di poesie, canzoni, fotografie, abbiamo solo un cuore, una bocca, un corpo, una voce. Abbiamo solo un cuore e possiamo amare solo una volta sempre e per sempre”. Damato ci dona le sue poesie come un “cristo velato” dove la carne e lo spirito sono nudi coperti solamente dai versi da versare in bicchieri di cristallo fragile per miracolare quell’atto ruminante che è la mistica laica della poesia stessa: “Sei la culla e l’altalena/ la cura e la premura/ la commozione e la pietanza/ l’obbedienza e la pazienza/ il bagliore e l’approdo/ il vino e l’incenso/ il braciere e il sudario/ la pace e lo sgomento/ l’ossessione e il pentimento/ lo scirocco ed il tormento. Sei la rivoluzione del Cristo Velato nell’ultimo nervo che s’avvinghia alla vita nell’atto di dolore. Entra nel mio disastro e abbandono/ cucimi la tua fede e cerchiamo una chiesa senza santi e candele/ il tempo è un angelo monumentale lucidato da lacrime di marmo/ sospese nell’attesa dell’arrembaggio benedetto. E sospendo i pensieri con le mani aggrappate alla fronte. Non voglio più abitare cappelli ma solo le falde delle tue labbra spinte/ salde al giuramento nascosto dalle intenzioni di un barbaro che non riesce a leggere il Vangelo”. La fibra poetica è il midollo dell’esistenza che diviene cantico di quel dolore che Damato lava con il teatro della poesia. Non ci sono inni ma laude segrete, frammenti di inquietudini a forma di solitudini e litanie dolci nella loro disperata voglia di declinare la passione. I fogli diventano pelle che ricoprono il sangue dei versi di un amore che supera la lacerazione tragica dell’abbandono cercato, sfiorato, fuggito e cantato". La Gazzetta del Mezzogiorno in una recensione di Valentina Nuzzaci dal titolo " Le pietà nascoste nei versi di Damato - raccolta poetica alla ricerca di una stagione salvifica" scrive: " I pugliesi la poesia ce l'hanno nell'anima. Una condizione dello spirito quasi inevitabile quando l'amore per una donna, al tempo stesso sofferenza e salvifica passione, lo si vive all'interno di cornici naturali fatte di ulivi contorti e terra scura, mare cristallino e sole cocente, pietra bianca e roccia porosa. Ed è così anche per Cosimo Damiano Damato. [...] L'appassionato Damato esprime in versi l'amore di un uomo fatto di materia grezza, ruvida e non levigata. Il suo è un sentimento che gli provoca una dolorosa presa di coscienza di sè, un processo possibile solo quando si sollecita la vera parte di noi stessi. I suoi sono versi carichi di inquietudine. Damato scrive e facendolo scarnifica fino all'osso, affondando la lama poetica senza preoccuparsi della sofferenza che inevitabilmente provocherà a se stesso o a chi si ritroverà nella sua lirica. Perché vive così, senza filtri. Intensamente". Il romanzo in versi dell’ultimo Damato è il titolo della recensione scritta dallo scrittore RAFFAELE NIGRO nella sua rubrica “ Che Sud fa”: “..L’arte dunque, che sia poesia cinema teatro racconto, è stata croce e delizia nella vita di Damato, mezzo attraverso il quale ha pensato di esprimersi e di costruire la propria vita. Damato ha affrontato la vita con impeto passionale e feroce. Si è lasciato sorprendere come una barca gettata nella tempesta, i suoi studi di sociologia a Trento, gli amori giovanili, le lotte e le rivolte, l’abbandono di sé al sentimento e mai alla razionalità, con sconfitte successive e riprese. Tumultuoso e selvaggio come la sua poesia, che è un flusso di coscienza continuo, una confessione a occhi chiusi al lettore e alla donna che ama, per la quale costruisce questo canzoniere d’altri tempi e che col tempo ingaggia una battaglia, consapevole che la vita e l’amore sono soggetti alla edacità delle stagioni e contro la cui limitatezza Damato prova a costruirne una quinta, la stagione dell’amore affidato alla poesia, all’arte, madre di tutte le bellezze”.

Ha scritto e diretto il videoclip musicale "Dalla pace del mare lontanto" di Sergio Cammariere .[11] La nuova versione del celebre pezzo del cantautore calabrese , pubblicata nell’album antologico “Io”, ha ispirato la sceneggiatura di un vero e proprio film breve d’animazione scritto e diretto dal regista pugliese e realizzato grazie al contributo dall’Apulia Film Commission. Il videoclip è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma nell’ambito del premio RomaVideoClip aggiundicandosi il premio “Il cinema incontra la musica”. La storia: Cammariere issa un pianoforte nel mare, le prime note scatenano una tempesta la cui marea inghiotte il pianoforte che si trasforma in una grande arca musicale e Cammariere assume le sembianze di Noè alla guida di una grande arca musicale. “La musica ci salverà” è la metafora del film breve: mentre il diluvio è nel pieno della sua potenza, Cammariere-Noè continua a suonare e a traghettare la sua arca in mezzo al mare, mentre dalla terra ferma gli animali cercano di raggiungere l’imbarcazione. Ogni creatura ricorda nella fisicità disegnata un cantautore italiano, un vero omaggio alla musica di ieri e di oggi dal gatto Gino Paoli al cavallo Fabrizio De Andrè, dal ragno Lucio Dalla al principe rospo Francesco De Gregori. Le scene apocalittiche si susseguono mentre Cammariere-Noè, “ripreso” con una superotto dallo stesso Damato nei panni di un uccello tropicale, continua a suonare salvando altri animali-cantanti. L’arca attraversa mari e coste, tra cui alcune coste pugliesi come San Domino delle Tremiti, il faro di Otranto, le Saline di Margherita di Savoia con i suoi fenicotteri e la poetica Polignano dove il delfino Domenico Modugno traghetta e porta in salvo l’orso Francesco Guccini in balia delle onde su una zattera dalla bandiera rossa. L’arca attraversa altri mari, l’Italia è sommersa dalla tempesta, il panda Pino Daniele sul Vesuvio viene salvato dal volo dell’aquila Franco Battiato. Ci sono anche Luigi Tenco e Dalidà, due passeri in amore portati in salvo dall’ulivo Erri De Luca. Sergio continua a cantare mentre un primate Piero Pelù abbandonato su un isolotto con un grande balzo raggiunge l’arca sempre alla deriva nell’alluvione. Le città crollano, il duomo di Milano cade a pezzi con il cane Roberto Vecchioni che con il suo immancabile sigaro annebbia la madonnina. Gli va in aiuto un altro cane, il cane GianMaria Testa a bordo del suo trenino migrante che segue la rotta della salvezza verso l’indicazione del “Roxy Bar” lasciando salire a bordo anche il lupo Vasco Rossi. Il cielo finalmente si apre, l’approdo è vicino, gli animali dalla stiva escono a prua traghettati dalla scimmia Miles Davis a poppa perduto in un divino assolo con la sua tromba (suonata da Fabrizio Bosso). Nella gioia festosa che si respira sull’arca sfilano altri animali salvi fra cui il leone Lucio Battisti, la leonessa Fiorella Mannoia, l’unicorno divino Patty Pravo, il dromedario Renzo Arbore, la giraffa Umberto Bindi, il pellicano Giorgio Gaber, la civetta Enzo Jannacci, il corvo Vinicio Capossela, ad aspettarli dall’altra sponda c’è la lenta e saggia tartaruga Bruno Lauzi. Appare all’orizzonte una piccola barca in mezzo al mare, Cammariere si accorge di aver sognato tutto, nella barchetta c’è una bambina che gli sorride e gioca con degli animali di peluche. La pace del mare lontano è qui! Un carrello veloce mette in campo il cilindro magico di Rino Gaetano. "Il videoclip è un capolavoro di animazione" ha titolato La Repubblica[12]

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Scrive su La Gazzetta del Mezzogiorno occupandosi di teatro, cinema e musica.

Tiene corsi di scrittura creativa. Ha ideato e diretto il festival della letteratura Spiagge d'autore.

Ha condotto conversazioni pubbliche con Franco Battiato, Alessandro Baricco, Stefano Benni, Vincenzo Cerami, Vinicio Capossela, Paolo Villaggio, Abbas Kiarostami, Neri Marcorè, Carlo Verdone, Ornella Muti, Lina Wertmuller, Giancarlo De Cataldo, Walter Pedullà, Jack Hirschman, Tonino Guerra, Erri De Luca, Raffaele Nigro, Rocco Papaleo, Maria Luisa Spaziani, Arnoldo Foà, Lucio Dalla, Piero Pelù, Camilo Guevara e Alberto Granado, Maram al-Masri, Silvio Muccino, Walter Veltroni, Jacopo Fo, Franco Califano, Gianni Minà, Filippo Timi, Roberto Vecchioni.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

nel 2012 ha ricevuto la Menzione di merito dal Foggia Film Festival per il suo documentario Io sono il teatro – Arnoldo Foà raccontato da Foà[13]. Fra i riconoscimenti ottenuti ha ricevuto il "Premio Mediterrante" nel 2009, il " Premio Pulcinellamente" nel 2010, "Premio Matteo Salvatore" nel 2011, il " Premio Palmi nel 2014 nella sezione - "Premio internazionale I Sud del Mondo", nel 2016 il Premio Roma Videoclip.[14]

  1. ^ musicultura.it
  2. ^ cinemaitaliano.info
  3. ^ Lucio Dalla, quattro anni dopo: l'ultima esibizione insieme a Marco Alemanno, su Il Fatto Quotidiano, 1° marzo 2016. URL consultato il 21 agosto 2017.
  4. ^ Piero Pelù con Erri De Luca sul set: "Con lui la realtà viaggia più dell'immaginazione", in Spettacoli - La Repubblica, 18 settembre 2014. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  5. ^ Festa del Cinema di Roma, #RomaFF11 - Piero Pelù sul red carpet della Festa, 19 ottobre 2016. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  6. ^ Intervista a Piero Pelù: "Sul set sono un padre assente ma nella vita cerco di essere un buon genitore" - Al di là del cinema..., in Al di là del cinema..., 19 ottobre 2016. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  7. ^ Cosimo Damiano Damato LA STANZA SUL PORTO poesie ACQUAVIVA, su libriacquaviva.blogspot.it. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  8. ^ Cosimo Damiano Damato: Visioni, fantasie, sogni, rivoluzioni, poesie e follie, cinetecanazionale.it.
  9. ^ Centro Sperimentale di Cinematografia - CSC-Cineteca Nazionale. Il 23 marzo, alla Casa del Cinema, a partire dalle 17.00, "La riscoperta di Fernando Di Leo poeta", su www.fondazionecsc.it. URL consultato il 29 marzo 2017.
  10. ^ (IT) La quinta stagione di Cosimo Damiano Damato -, in Leggere a Colori, 20 luglio 2017. URL consultato il 02 agosto 2017.
  11. ^ (IT) "Dalla pace del mare lontano", Sergio Cammariere diventa Noè in versione cartoon - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2017. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  12. ^ Sergio Cammariere diventa Noè: il videoclip è un capolavoro di animazione, su Repubblica Tv - la Repubblica.it, 28 ottobre 2017. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  13. ^ Premi 2012
  14. ^ Premiazione della XIV edizione del Premio Roma Videoclip - Taxidrivers.it, in Taxidrivers.it, 15 dicembre 2016. URL consultato il 16 dicembre 2016.

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