Corvi (casato)

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Crown of italian duke (corona normale).svg
Corvi, Corvo, de Corvis, Corbo
Coa fam ITA d'isernia.jpg
Post tenebras spero lucem
Et usa per armi questa famiglia un Corvo negro in campo d'oro[1]
Stato
Titoli
Maltese cross.svg Marchesi di Zazzara
Maltese cross.svg Baroni di Fontecchio
Maltese cross.svg Baroni di Roccascalegna
Maltese cross.svg Baroni di S.Pio
Maltese cross.svg Baroni di Torre Cerviglioni
Maltese cross.svg Nobili di Sulmona
Maltese cross.svg Patrizi delL'Aquila
Maltese cross.svg Feudatari di Campovalente
Maltese cross.svg Feudatari di Canacchiola
Maltese cross.svg Feudatari di Carceri
Maltese cross.svg Feudatari di Cerasoli
Maltese cross.svg Feudatari di Cerrano
Maltese cross.svg Feudatari di Pietrabbondante
Maltese cross.svg Feudatari di Cannocchiale (con la famiglia De Matteis)
Maltese cross.svg Feudatari di Morrone (con la famiglia De Matteis)
Maltese cross.svg Feudatari di Jaevim di Isernia (con la famiglia De Matteis)

Il casato Corvi (oppure Corvo, de Corvis, Corbo)[11] è un'antica famiglia feudale, che si diramò in diversi territori sottomessi al dominio dei vari sovrani di Napoli subentrati nel corso dei secoli. Alcuni rami del casato hanno origini attestate in Abruzzo e Molise.[12] Inoltre, bisogna ricordare che alcuni membri del casato dei Corvo o Corvi fecero parte dell'ordine di Malta dalla fine del XV secolo[12][13] o comunque dal XVI secolo.[13]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il cognome Còrvo o Còrvi, in antichità Còrbo o Còrbis,[11] deriverebbe dal sostantivo latino cŏrvus. In questa occasione, va ricorata l'esistenza di molte alterazioni linguistiche del cognome, tra queste i cognomi Corbino/i, Corvino/i (in latino Corvinus) che sono la forma vezzeggiativa dei cognomi detti all'inizio.[14] Per logica contraria a quanto appena scritto, Corvo potrebbe essere anche una forma contratta del cognome Corvino (dal latino Corvinus). Quest'ultimo cognome è ispirato dal corvo che durante una battaglia aiutò un avo della omonima famiglia cavando un occhio al nemico.[15] Da qui l'adorazione del corvo e quindi l'aggettivo per indicare la famiglia che lo venerava.

Origini della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

È probabile, si sottolinea che non è certo, che il casato dei Corvi abbia antichissime origini, comuni alle famiglie dai cognomi Corvini, Corvetti e altre forme linguistiche simili, che si fanno risalire alla gens Valeria.[16][14] Se così fosse si spiegherebbero anche le origini napoletane[17] attribuite da diverse fonti ai Corvinus o Corvini.[14][18]

Rami[modifica | modifica wikitesto]

Si suppone che il casato dei Corvi (o Corvo) si sia diramato nel corso dei secoli, per mezzo di una politica matrimoniale o forse per altri motivi strategici, prima nelle varie località di Abruzzo, Molise e Campania, luoghi dai quali sembra avere origine, e poi nel resto d'Italia. Va notato che, secondo l'armoriale delle famiglie italiane,[19] alcune famiglie Corvi o Corvo di Sulmona, Napoli, Bologna, Padova e in Piemonte sembrano avere in comune alcuni elementi degli stemmi e talvolta motti simili o corrispondenti tra loro.[19]

Abruzzo e Molise[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia napoletana[17] dei Corvi o Corvo si diramò inizialmente tra Molise e Abruzzo stabilendosi col tempo nelle città di Atri, Ortona a Mare, L’Aquila e Sulmona. Di questi rami vengono riportate di seguito altre notizie.

Nel 1454, Pietro Paolo della famiglia Corbo diventò Presidente della Regia Camera di Re Alfonso I di Sicilia.[20][21]

Nel 1455, il barone Pietro-Giovanni Corvo ( ? - 1491), in seguito a un terremoto, si distinse come benefattore del restauro nel Monastero di S. Caterina delle Religiose Domenicane.[22] Quindi per onorarlo con gratitudine vennero riportati in vari spazi dello stesso Monastero gli stemmi del suo casato nobile. Questi stemmi si rovinarono e si ridussero col terremoto del 1706.[11]

Nel 1490 Carlo Corvo, figlio del barone Pietro-Giovanni Corvo, aderì all'ordine dei Cavalieri Gerosolimitani o ordine di Malta.[13][12]

Dopo il 1491, con la morte di Pietro-Giovanni Corvo, l'investitura dei feudi risulta divisa in due casati tra i fratelli germani (cioè che hanno in comune entrambi i genitori) Giovanbattista, lo stesso Carlo Corvo e Vinciguerra Mariano.[13][12] Risultano discendenti del primogenito Giovanbattista, che Pietro-Giovanni ebbe insieme con Carlo (forse Giovanbattista e Carlo erano gemelli), e per Vinciguerra Mariano.[23]

Nel 1606 Annibale II Corvi, feudatario di Fontecchio, Roccascalegna e S. Pio, acquisì il titolo di Marchese di Zazzara (o Zazzera) sposando Giovanna Zazzara, figlia del marchese Giovanni Vincenzo e di Isabella Strina.

Anche le famiglie Ammone, Matteis, Mazzara, Petris, Pazzis e Tabassi contrassero altri importanti matrimoni con il casato dei Corvi, in Abruzzo e Molise.

Campania[modifica | modifica wikitesto]

Va ricordata la probabile presenza della famiglia Corbo o Corvo alla corte angioina. Secondo alcune fonti,[12] il casato dei Corvo discenderebbe dalla famiglia de Rampinis d'Isernia, come probabilmente fu anche per quella D'Isernia alla quale apparteneva Andrea d'Isernia.[12]

«Nel 1436. Antonio d’Isernia era Giudice della Gran Corte insieme con Francesco Arcamone, e l’istesso Camillo Salerno nell’allegata prefatione che fè alle consuetudini di Napoli, ci lascò anche scritto, che la famiglia Corbo nobile frà l’altre nella Città di Sulmona della Provincia d’Apruzzo, hebbe anche origine dalla Famiglia Rampinis della Città d’Isernia, della qual famiglia detto habbiamo, che ancor s’originò la famiglia d’Isernia, propagata da quel tanto famoso Giurisconsulto Andrea; onde non sarà fuor di proposito dar in questo luoco, un saggio medesimamente della famiglia Corbo di Solmona, per quanto à nostra notitia n’è pervenuto, & in essa ritrovo quel Pietro Giovanni possessor de’feudi di Pietra Abondante, delli Corvi, e di Torre Cerviglione in Apruzzo, per la cui morte, ch’avvenne nell’1491, né fù investito Gio:Battista suo primogenito, ch’egli hebbe insieme con Carlo, che fù Cavalier di Malta, e Vinciguerra Mariano suoi figli.»[12]

Citazione tratta da: "Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis", Parte Terza, da pagina 115 a pagina 120, Napoli 1671 [12]

Col cognome di Corbo o Corvo, la famiglia era ascritta al Sedile Portanova della città di Napoli per amministrare la città tentando di raggiungere il bene comune col popolo, che lamentava dei propri problemi tramite un proprio Sedile del Popolo.

Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Un ramo della famiglia Corvi o Corvo, che come simbolo usava l'arma d'oro col corvo nero sulla maggiore delle tre vette di un monte verde, si sarebbe trasferito a Bologna. In alternativa, questa famiglia usava anche lo scudo d'argento col corvo nero e sopra il capo di questo tre stelle d'oro su un fondale blu.[19]

Padova[modifica | modifica wikitesto]

Un altro ramo della famiglia Corvi o Corvo, che usava sempre gli stessi scudi araldici d'oro oppure d'argento, sembra essere stato anche a Padova.[19]

Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Non va esclusa l'ipotesi, secondo la quale un ramo della famiglia si fosse stanziato in Piemonte. Infatti, varie vicende storiche portarono le nobili famiglie del Regno di Napoli anche a Cuneo e dintorni, soprattutto nel XIV secolo. Sotto il dominio degli angioini, nel 1306, la zecca del Regno di Napoli fu trasferita a Cuneo. Poi, nel 1309 quando Carlo II d'Angiò morì, tutti i nobili del Regno di Napoli si radunarono a Cuneo per giurare fedeltà a Roberto di Napoli. Inoltre, a Cuneo in passato era presente l'antico hospitale di San Giovanni Battista gestito dagli Ospedalieri di San Giovanni, ordine al quale la famiglia Corvi (o Corvo) aderiva.[24]

Simboli della famiglia Corvi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono vari blasoni (o stemmi), con le relative armi (o scudi), per il casato Corvi (o Corvo, de Corvis, Corbo) che sembrano cambiati nel tempo.[19]

  1. Secondo qualcuno, che associa una discendenza comune alla famiglia Corbo o Corvo e a quella di Andrea d'Isernia (1230 circa – Napoli, 1316), l'arma antica della famiglia Corvo è d'oro al corvo nero.[12]
  2. Un altro scudo associato alla famiglia Corvi, rispetto a quello appena descritto aggiunge un monte a tre vette verdi e sulla cima più alta il corvo. Si tratta di uno scudo simile a quello del comune di Montecorvino Rovella o Montecorvino Pugliano. Questi sono entrambi in provincia di Salerno, luogo dove sarebbe nato Andrea d'Isernia,[25] secondo quanto riportato nei "Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis" riguardo a ciò che ancor prima scrisse il Dottor Fabrizio Pinto nel suo libro "Salerno Assediato da Francesi".[25] Secondo altri, invece, Andrea era nato a Isernia, antica città del Sannio.
  3. Esiste un altro scudo della famiglia Corvo o Corvi, d’argento al corvo posato di nero, col capo d’azzurro a tre stelle d’oro.[19]
  4. Molto antico, forse di epoca angioina associato al cognome Corbo o Corvo, è lo scudo a fondale d’oro con un corvo, che aggiunge rispetto al primo, un giglio rosso al di sopra del corvo.[19]
  5. Il blasone, forse il più noto del casato Corvi, sembra essere quello che presenta un'arma come descritta nel secondo esempio, cioè con fondale d’oro e un corvo nero sulla più alta di tre vette di un monte colorato di verde, però al di sopra del corvo vi è in aggiunta un giglio rosso.[19] Sopra lo scudo è presente un elmo con corona a cinque punte e cimiero con drago uscente.[26]
  6. Lo stemma della famiglia Corvi-Zazzara è visibile sul portale del Palazzo omonimo di Sulmona. Secondo quanto si può osservare dallo stemma lapideo sul portale, lo scudo è partito, cioè diviso, in due da un asse verticale: a sinistra sulla più alta delle tre vette di un monte c'è un corvo, al di sopra di questo vi è un giglio (presumibilmente rosso); a destra presenta una parte inferiore e superiore divisa da un elemento ricurvo a mo' di scudo, tre bande oblique (Zazzara e D'Aragona[27]) occupano la parte inferiore, mentre nella parte superiore c'è un busto di sovrano coronato. Lo scudo è sormontato da una corona a cinque punte.

Personaggi storici della famiglia Corvo nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Corvo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autobiografia "La giovinezza" l'autore Francesco De Sanctis (1817-1883) narra degli anni di formazione delle sue idee letterarie, estetiche e politiche. Nei capitoli “23 - Lo stile[28], "24 - Camillo De Meis e la mia scuola"[29], "27 - Proposta di matrimonio. Il marchese e i giornali"[30] fa riferimenti a don Francesco. Si tratta del barone Francesco Corvo. Nel libro (che arriva circa fino al 1843-1844) si parla anche delle lezioni di quella che fu poi chiamata la "prima scuola napoletana" (1838/39-1848), raccolte ed edite da Benedetto Croce con il titolo "Teoria e storia della letteratura".

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Corvo de Corvis[modifica | modifica wikitesto]

In un tempo imprecisato, forse nel XVII secolo, secondo il folclore popolare mostrato pure in modo inverosimile nel film "Sottovoce" (regia Claudio Pazienza, 1993), un rappresentante del casato de Corvis dalla Corte di Napoli si trasferì a Roccascalegna, dove avrebbe tentato di ristabilire lo ius primæ noctis. Col fine di ribellarsi, qualcuno si travestì per sostituirsi alla sposa e si intrufolò nel Castello per assassinare l'esponente della famiglia de Corvis.[31]

Personaggi noti del casato[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis, Volume 3, Della Famiglia D'Isernia e Corvo p. 115 (vedere l'illustrazione) e p. 119 (vedere la descrizione sul fondo della pagina), Napoli 1671
  2. ^ Alfonso V d'Aragona conquistò il Regno di Sicilia Citeriore e assunse il titolo di Alfonso I Rex Utriusque Siciliae, Re d’Entrambi le Sicilie. Questo regno “Utriusque Siciliae” non va confuso col futuro Regno delle Due Sicilie, proclamato nel dicembre del 1816
  3. ^ Alfonso V d'Aragona conquistò il Regno di Sicilia Citeriore, unificandolo al suo Regno di Sicilia Ulteriore (la Sicilia) e assunse il titolo di Rex Utriusque Siciliae col nome di Alfonso I
  4. ^ Alfonso I di Sicilia (che è anche Alfonso V d’Aragona) lascerà in eredità l’Aragona e l’isola di Sicilia al fratello Giovanni II d'Aragona, mentre Napoli andrà a suo figlio naturale, Ferdinando I (detto Ferrante I) separando così nuovamente i due regni
  5. ^ Nel 1495, Re Carlo VIII di Francia scese con le sue armate in Italia, diventò Carlo IV di Napoli per breve tempo, ma poi Ferdinando II lo scacciò con la sua controffensiva
  6. ^ Luigi XII di Francia conquistò Napoli nell'estate 1501
  7. ^ Il Regno di Napoli passa al figlio di Giovanna III e Filippo d’Asburgo, Carlo d'Asburgo (Carlo IV di Napoli), che poi diventerà anche Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico dal 1519
  8. ^ La Corona di Spagna cedette ufficialmente il Regno di Napoli con il trattato di Utrecht del 1713
  9. ^ Unione delle Corone di Napoli e di Sicilia (1816)
  10. ^ In Italia, dal 1948 i titoli nobiliari non sono riconosciuti dalla Costituzione della Repubblica Italiana
  11. ^ a b c "Memorie Storiche Degli Uomini Illustri Della Città Di Solmona" p. 102, Ignazio Di Pietro, anno 1806, Stamperia Grossiana
  12. ^ a b c d e f g h i Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis, Parte Terza, in Napoli 1671 ,Libro indirizzato: all’Illustrissimo & Eccellentissimo Signore Don Pietro Antonio; Raymondo Folch De Cardona olim D’Aragona. Vedere da pagina 115 a pagina 120. «Nel 1436. Antonio d’Isernia era Giudice della GranCorte insieme con Francesco Arcamone, e l’istesso Camillo Salerno nell’allegata prefatione che fè alle consuetudini di Napoli, ci lascò anche scritto, che la famiglia Corbo nobile frà l’altre nella Città di Sulmona della Provincia d’Apruzzo, hebbe anche origine dalla Famiglia Rampinis della Città d’Isernia, della qual famiglia detto habbiamo, che ancor s’originò la famiglia d’Isernia, propagata da quel tanto famoso Giurisconsulto Andrea; onde non sarà fuor di proposito dar in questo luoco, un saggio medesimamente della famiglia Corbo di Solmona, per quanto à nostra notitia n’è pervenuto, & in essa ritrovo quel Pietro Giovanni possessor de’feudi di Pietra Abondante, delli Corvi, e di Torre Cerviglione in Apruzzo, per la cui morte, ch’avvenne nell’1491, né fù investito Gio:Battista suo primogenito, ch’egli hebbe insieme con Carlo, che fù Cavalier di Malta, e Vinciguerra Mariano suoi figli.»
  13. ^ a b c d "Memorie Storiche Degli Uomini Illustri Della Città Di Solmona" p. 116, Ignazio Di Pietro, anno 1806, Stamperia Grossiana
  14. ^ a b c Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis, Parte Terza, Napoli 1671, Libro indirizzato: all’Illustrissimo & Eccellentissimo Signore Don Pietro Antonio; Raymondo Folch De Cardona olim D’Aragona. Vedere da pagina 121 a pagina 125. «Con l’occasione della Famiglia d’Isernia, havendo trattato della Famiglia Corbo, per l’opinione, che vi è, che sia questa, con quella dell’istesso sangue, & ambedue dalla Famiglia de Rampinis originate; Non farà fuor fi proposito trattar anche della Famiglia Corbino, solamente nel diminuitivo, dal cognome di Corbo, […]; Poiché nel regnar del Rè Roberto, & propriamente nel 1320. Vghetto Corbino Cavalier Pisano fù eletto Governatore della Provincia di Calabria…»
  15. ^ Decimus Junius Juvenalis, D. Junii Juvenalis Satirae p. 1090, J. Antonelli, 1839.
    «Corvino: antichissima fu la famiglia Corvinia cognominata dal corvo, che difese Valerio Corvino, mentre combatteva contro un feroce soldato dell'armata gallica».
  16. ^ "Memorie di religione, di morale e di letteratura", tomo IV, p. 275, 1834 Modena, Dalla Reale Tipografia Eredi Soliani.
    «Il primo Messalla era della famiglia dei Corvini, per fede di Seneca (da brev. vit. i3): Corvinus primus Messanam vicit, et primus ex familia Valeriorum Messoria appellatus est: e d'altra parte attesta Dionisio (Mai. Script. Vat. T. II, p. 496) che M. Valerio, il quale per l'ostento del corvo si appellò Corvino, traeva l'origine da Valerio Publicola, uno dei liberatori di Roma».
  17. ^ a b L'agettivo napoletano o napoletana (al plurale napoletani o napoletane) fa riferimento a Napoli, che non è da intendersi solo come città, ma anche come Regno di Napoli
  18. ^ "Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti" volume I p. 320, compilato dal commendatore G. B. di Crollalanza, 1886 Pisa, Presso la direzione del Giornale araldico. «Corbini o Corvini di Sicilia [...] originaria di Napoli».
  19. ^ a b c d e f g h Wikipedia: Armoriale delle famiglie italiane (Corv), vedere Corvo, Corvi
  20. ^ Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis, Della famiglia D'Isernia e Corvo, pagina 120, in Napoli 1671
  21. ^ Alfonso V d'Aragona conquistò il Regno di Sicilia Citeriore, unificandolo al suo Regno di Sicilia Ulteriore (la Sicilia) e assunse il titolo di Rex Utriusque Siciliae col nome di Alfonso I
  22. ^ Il convento Santa Caterina d'Alessandria a Sulmona (usato per le monache donne) era compreso nel complesso monastico dei Domenicani, col quale comunicava. Quindi, qualche simbolo della famiglia Corvo, potrebbe essere nascosto anche a San Domenico (Sulmona). Inoltre, è da ricordare che il complesso di San Domenico, nel XV secolo fu ampliato per mezzo di offerte da parte di sovrani angioini come Giovanna II D'Angiò-Durazzo di Napoli (regina angioina del Regno di Sicilia Citeriore)
  23. ^ Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis, Della famiglia D'Isernia e Corvo, in Napoli 1671
  24. ^ Sottomissione a Carlo D'Angiò
  25. ^ a b Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis, Parte Terza, Napoli 1671, Libro indirizzato: all’Illustrissimo & Eccellentissimo Signore Don Pietro Antonio; Raymondo Folch De Cardona olim D’Aragona. Vedere da pagina 116 e 117 «... benche il Dottor Fabritio Pinto nell’elegantissimo suo libro intitolato Salerno assediato da Francesi, ci lasciasse scritto, che Andrea d’Isernia, del quale parliamo, fosse nato in Salerno, trahendo però la sua origine da Isernia, per ragion della quale così si cognominò; mà ciò dice alla sfuggita, senza che in sua prova vi apporti né scrittura, né autorità alcuna, ò qualche verisimil congettura alla quale ci potessimo appigliare.»
  26. ^ Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis, Volume 3, Della Famiglia D'Isernia e Corvo p. 115 (vedere l'illustrazione) e p. 119 (vedere la descrizione sul fondo della pagina), Napoli 1671
  27. ^ Non è chiaro a quale famiglia si riferisca esattamente il nome D'Aragona, potrebbe essere direttamente riferito alla famiglia reale oppure a quella degli Acquaviva d'Aragona. Infatti, va ricordato che Giulio Antonio Acquaviva ottenne dal re Ferdinando I di Napoli (detto Ferrante), figlio illegittimo di Alfonso I di Napoli, il diritto di aggiungere il nome D'Aragona al proprio cognome e di inquartare il proprio stemma con i colori dei Trastámara. Considerati i luoghi ove la famiglia Corvo (anticamente Corbo) aveva i propri feudi (in Abruzzo e Molise), è certo che avessero relazioni con la famiglia Acquaviva, così come avevano relazioni coi reali, dato che nel 1454 Pietro Paolo della famiglia Corbo diventò Presidente della Regia Camera di Re Alfonso I di Sicilia.
  28. ^ Francesco De Sanctis “La giovinezza – Ricordi”, p.141-142, a cura di Gennaro Savarese, Guida Editori, URL consultato in data 10 ottobre 2019
  29. ^ Francesco De Sanctis “La giovinezza – Ricordi”, p.153-156, a cura di Gennaro Savarese, Guida Editori
  30. ^ Francesco De Sanctis “La giovinezza – Ricordi”, p.174 e p. 179, a cura di Gennaro Savarese, Guida Editori
  31. ^ AA.VV., Leggende popolari..., su castelloroccascalegna.it (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2010).
  32. ^ Don Bartolomeo Corvo (1784 - 1852), su archiviobarnabiti.it. URL consultato il 12 ottobre 2019.
  33. ^ "Memorie Storiche Degli Uomini Illustri Della Città Di Solmona" p. 180, Ignazio Di Pietro, anno 1806, Stamperia Grossiana, URL consultato il 10 Ottobre 2019
  34. ^ Biblioteca Universitaria di Napoli, vedere Nicola Corvo, URL consultato il 10 Ottobre 2019
  35. ^ "Memorie Storiche Degli Uomini Illustri Della Città Di Solmona" p. 157, Ignazio Di Pietro, anno 1806, Stamperia Grossiana, URL consultato il 10 Ottobre 2019

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Real Commissione Dei Titoli di Nobiltà”, Archivio di Stato di Napoli
  • "Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli del signor Carlo De Lellis", 1671 Napoli
  • "Historia Della Città E Regno Di Napoli", Summonte Giovanni Antonio, 1748-1750 Raffaello Gessari, Napoli
  • "Memorie Storiche Degli Uomini Illustri Della Città Di Solmona", Ignazio Di Pietro, anno 1806, Stamperia Grossiana
  • "La giovinezza: ricordi", De Sanctis Francesco, a cura di Gennaro Savarese, Coll. Archivio del romanzo n. 4, Napoli: Guida, 1983, ISBN 88-7042-129-5

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]