Corticella (Bologna)

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Corticella (Bologna)
ex quartiere
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bologna - Stemma.svg Bologna
ComuneBologna-Stemma.svg Bologna
Territorio
Coordinate44°32′55.42″N 11°21′17.54″E / 44.548728°N 11.354872°E44.548728; 11.354872 (Corticella (Bologna))Coordinate: 44°32′55.42″N 11°21′17.54″E / 44.548728°N 11.354872°E44.548728; 11.354872 (Corticella (Bologna))
Abitanti17 306[1] (31-12-2005)
Altre informazioni
Cod. postale40128
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Corticella (Bologna) – Localizzazione

Corticella (Curdgèla in dialetto bolognese[2]) è un rione del comune di Bologna, un tempo costituente un quartiere. Oggi la riorganizzazione amministrativa del Comune ha posto l'area nel Quartiere Navile del comune di Bologna.

L'area, pressoché unita col capoluogo, è situata nella zona settentrionale della città ed è attraversata dall'antico Canale Navile; si trova ad una distanza di circa cinque chilometri dalla cerchia muraria di Bologna, fuori da Porta Galliera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo dell'alto medioevo si hanno le prime informazioni sulla presenza di un insediamento nell'area di Corticella, anche se sembra che la zona fosse già abitata dall'epoca romana.

Il nome «Corticella» deriva dal diminutivo del termine «curtis», indicante un'area non uniformemente coltivata e comprendente magazzini e laboratori in grado di reggere un'economia di autoconsumo; la parola «curtis» è la stessa che, infatti, diede origine al termine «economia curtense».

Nel 1829 un farmacista della zona, il dottor Giovanni Minelli, scoprì una sorgente di acqua solforosa, in grado di offrire effetti terapeutici. Per ciò fu creato un «parco delle fonti» sulle sponde del canale Navile, di cui oggi è rimasto il nome in «Via delle Fonti». Le fonti termali sono state molto in voga fino ai primi del Novecento, oggi non sono più aperte per il pubblico. In molte immagini dell'epoca si vedono comitive di persone che raggiungono le terme usando barconi che navigavano sul canale.

Dopo il 1945 vi fu lo sviluppo industriale dell'area, con la nascita nel 1948 del «Pastificio Corticella»[3]. Lo stabilimento produceva la pasta con l'omonimo marchio ed è stato per lunghi anni proprietà di Cooperative aderenti a Lega delle Cooperative. La massima espansione della attività commerciale e produttiva è stata nella prima metà degli anni '90. Negli ultimi anni la proprietà è passata di mano più volte e la presenza nell'azionariato delle Coop è passata a minoranza. L'ultimo proprietario è la Newlat SpA che ha chiuso il pastificio e definitivamente cessato la produzione il 31 dicembre 2011.

L'ex Pastificio Corticella visto da via di Corticella.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco di Via dei Giardini

Tra le costruzioni storiche più importanti vi è la chiesa di Corticella, dedicata ai santi Savino e Silvestro.

Tra le odierne via Nicola Zanichelli e via Leone Pesci sorge Villa Rambaldi, appartenuta in passato a Giovanni Minelli e soprannominata "Il Teatro"[4]. Adiacente alla villa vi è una corte chiusa nella quale sorgevano un podere, una casa colonica e un pozzo, quest'ultimo ancora esistente. Tale corte prende il nome di Brichétti, termine probabilmente derivato dai "brichétt", agglomerati di polvere di carbone e legna utilizzati come alimentazione per le stufe[5]. Oggi sia Villa Rambaldi che il complesso dei Brichetti sono edifici privati residenziali.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento ai caduti tra via Sant'Anna e via di Corticella.

Un monumento situato tra via Sant'Anna e via di Corticella, costruito nel secondo dopoguerra, è dedicato ai caduti e ai dispersi della prima e della seconda guerra mondiale.

In via delle Fonti, nei pressi del civico 8, una statua ricorda l'uccisione di quattro giovani partigiani tra i 17 e i 20 anni.[6]

Parchi e aree verdi[modifica | modifica wikitesto]

Di rilievo storico sono le Caserme Rosse, nei pressi della tangenziale: questa zona, che oggi ha l'aspetto di un parco cittadino, fu il punto di raccolta dal quale partivano i convogli di prigionieri ebrei per Auschwitz durante l'occupazione nazista della seconda Guerra Mondiale.

Un'area verde a nord-est del quartiere, racchiusa tra le vie Sant'Anna e Shakespeare, è ciò che rimane dell'ex Stazione Provinciale di Avicoltura fondata da Alessandro Ghigi nel 1931. Qui venivano effettuate ricerche scientifiche sulle varie specie di uccelli, sugli anfibi, sugli animali da cortile e sulla fauna selvatica. Negli anni '90, dopo la graduale dismissione delle attività, l'area fu destinata allo sviluppo edilizio, con conseguente demolizione delle strutture e degli alberi esistenti. Soltanto dopo numerose ricerche e assemblee pubbliche un gruppo di cittadini riuscì a salvaguardare l'area grazie al vincolo di tutela posto dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici.[7] L'area venne così acquisita dal Comune di Bologna e data in gestione all'associazione di volontariato "Oasi dei Saperi"[8].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno della stazione di Bologna Corticella, vista da via di Corticella.

Il rione è servito dalla stazione ferroviaria di Bologna Corticella, sulla ferrovia Bologna-Padova. Il rione è collegato a Castel Maggiore e alle zone extraurbane successive grazie a diverse linee di autobus della Tper.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zona Corticella (PDF), su S.I.T. Comune di Bologna. URL consultato il 5 gennaio 2020.
  2. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  3. ^ Dal sito dell'azienda http://www.corticella.it/corticella/home.html Archiviato il 18 aprile 2010 in Internet Archive.
  4. ^ Corticella, Villa Rambaldi, su collezioni.genusbononiae.it.
  5. ^ Itinerario di Arte Diffusa, Comune di Bologna (PDF), su comune.bologna.it.
  6. ^ A Corticella quattro ragazzi impiccati per rappresaglia ai fili del tram, su bibliotecasalaborsa.it.
  7. ^ Chi Siamo, su Oasi dei Saperi - Organizzazione No Profit. URL consultato il 5 gennaio 2020.
  8. ^ Oasi dei Saperi - Organizzazione No Profit, su Oasi dei Saperi - Organizzazione No Profit. URL consultato il 5 gennaio 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]