Corteo storico e Torneo delle chiavi (Lucera)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il corteo storico di Lucera è una manifestazione storico-folkloristica che si tiene a Lucera dal 1983 nell'agosto di ogni anno, e che si ispira liberamente alle vicende storiche del periodo di Carlo II d'Angiò e della fondazione della Civitas Sanctae Mariae sulle rovine della Luceria Saracenorum.

Il torneo delle chiavi è una manifestazione ludica abbinata al corteo; prevede una gara fra i cinque rioni in cui è stata di recente divisa la città, che prendono il nome dalle cinque porte cittadine, per l'assegnazione di un palio.

Corteo storico[modifica | modifica wikitesto]

Il corteo storico viene istituito nel 1983 e rievoca la fondazione della Civitas Sanctae Mariae da parte di re Carlo II d'Angiò nel 1300.

Avvenimenti storici[modifica | modifica wikitesto]

Popolare raffigurazione di Santa Maria Patrona di Lucera

Dal 1223 in poi, i Saraceni di Sicilia in rivolta[1] vengono sottomessi e deportati a più riprese da Federico II a Lucera, che si trasforma in una florida città musulmana, in arabo Lūǧārah[2]. Secondo vari autori sei-settecenteschi, che si rifanno alla storiografia di parte guelfa del tempo, i pochi cristiani rimasti in città, perseguitati ed emarginati, si sarebbero visti costretti a nascondere in un sotterraneo un antico simulacro di Santa Maria già oggetto di venerazione, in località Tributa, ai margini della città[3][4][5][6]. Nell'agosto del 1300, in occasione del primo Giubileo della Chiesa Cattolica, indetto da Bonifacio VIII, il pio Carlo II d'Angiò decide di eliminare l'ultima roccaforte islamica nel suo Regno. L'impresa, pianificata in gran segreto, è affidata ad un suo fedelissimo, il miles Giovanni Pipino da Barletta, Maestro Razionale della Magna Curia, che riesce a portare a termine la "Crociata Angioina" in soli dieci giorni[7]. Secondo gli storiografi locali d'età barocca, nel giorno 15 agosto, solennità dell'Assunta, Pipino avrebbe dato ordine ai suoi soldati di comunicarsi per prepararsi degnamente allo scontro, facendo atto di giuramento alla Beata Vergine che, se gli avesse concesso la vittoria, avrebbe dedicato al suo nome la città. Dopo un primo scontro vittorioso con i saraceni in armi, i soldati datisi al saccheggio, e frugando per ogni dove, trovano in una lammia sotterranea l'antica statua della Vergine, portandola in processione come segno di buon auspicio[8][9]. Lūǧārah venne definitivamente conquistata con la forza e le ultime resistenze vinte il 24 agosto (festa di San Bartolomeo). La tradizione locale vuole che la Vergine Maria sia scesa in campo a favore dei d'Angiò, osteggiando le truppe saracene con immensi sciami di moscerini[10][11]. Le mura e le moschee furono abbattute e i saraceni lucerini in parte massacrati e in gran parte espulsi, per essere poi catturati e venduti come schiavi, o costretti a convertirsi al Cristianesimo[12][13]. Lucera, di lì a poco, fu ripopolata di abitanti cristiani provenienti dalle varie province peninsulare del Regno di Sicilia, specie dalla Calabria, e anche da fuori, e rinominata "Civitas Sanctae Mariae" (Città di Santa Maria). Venne fondata la Cattedrale dell'Assunta, la cui costruzione è attribuita a Pierre d'Angicurt[14]. Anche lo stemma della città viene fatto risalire a questo periodo: un leone passante, che rappresenterebbe re Carlo II, tenente con le branche anteriori un vessillo con l'effigie della Vergine Patrona[15]. Nel 1304, Carlo II d'Angiò giunse a Lucera e, come vuole la tradizione, donò simbolicamente le chiavi della città alla statua della Vergine[16], alla quale sua moglie Maria d'Ungheria offrì una collana d'oro[17]. In onore dell'Assunta, invocata col titolo di Santa Maria Patrona di Lucera, Carlo II istituì la festa da celebrarsi ogni anno con la massima partecipazione del popolo[18].

Svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Con l'istituzione del corteo storico del 1983, inizia a Lucera la tradizione di commemorare ogni 14 agosto la consegna delle chiavi della città da parte di Carlo II d'Angiò al simulacro di Santa Maria Patrona, seguito dalla processione in piazza Duomo. La recente tradizione è stata modificata nel 2000: la consegna delle chiavi si è spostata all'interno della cattedrale, dove è il vescovo a donare le chiavi alla statua di santa Maria Patrona, che viene successivamente portata in piazza Duomo in processione. Il corteo storico non ha avuto luogo nel 2000 e nel 2002[19]; e dal 2004 al 2010 il giorno della manifestazione è stato variabile (l'8 nel 2004, il 7 nel 2005, il 13 nel 2006, il 12 nel 2007, il 7 nel 2008, il 13 nel 2009, l'8 nel 2010), mentre dal 2011 in poi la data scelta è il 13 agosto. In alcuni anni si è anche assistito ad un cambiamento del periodo storico rievocato: la corte di Federico II (2003, 2004); le corti federiciane e angioine (2013).

Dal 1983 al 2016 la regia del corteo è stata di Giuseppe Grasso; nel 2017, il direttore artistico della 32ª edizione della manifestazione è stato Mosé La Cava[20].

Torneo delle chiavi[modifica | modifica wikitesto]

Palio di Lucera

Il torneo delle chiavi fu istituito nell'agosto 1985 ed ebbe la sua denominazione solo nel 1986. Consiste in una sfida fra le "cinque porte" della città di Lucera (p. Troia, p. Albana, p. San Severo, p. San Giacomo e p. Foggia), di cui furono creati anche gli stemmi ispirati liberamente a quelli di alcune famiglie nobili del Napoletano. Lucera, in occasione di questa manifestazione, è stata divisa in 5 grandi rioni e i rappresentanti di essi si sfidano con vari giochi medievali al fine di vincere un palio: in origine un drappo partito di bianco-celeste, con al centro un leone rampante d'oro, ispirato allo stemma della città; dal 2017, un drappo con le insegne dei d'Angiò (d'azzurro seminato di gigli d'oro, al lambello di tre pendenti di rosso) con due chiavi d'oro incrociate poste nel punto d'onore.

Nel 1985 il torneo consistette solo in una gara di tiro della balestra, ma dall'anno successivo si aggiunsero altri giochi. Dal 1998 al 2015 il torneo fu ridotto ad un semplice torneo di calcetto e nel 2016 si ebbe solo una gara di tiro alla fune. Nel 2017 il torneo è stato ripristinato con la "disfida delle cinque porte" in piazza Matteotti[21].

Le cinque porte
Porta Troia
Porta Albana
Porta San Severo
Porta San Giacomo
Porta Foggia

I Rioni[modifica | modifica wikitesto]

Porta Troia[modifica | modifica wikitesto]

Il rione è legato all'antico ingresso principale della città e conserva oggi l'unico arco di epoca angioina, risalente agli ultimi anni di regno di Roberto d'Angiò, che si affaccia su Piazza del Popolo. Si tratta della zona sud della città che collega il centro angioino con la città di Troia; il suo territorio si estende fino alla Stazione Ferroviaria e include i quartieri di Pezza del Lago e 167, e una parte del Centro Storico, fra cui Le Mura.

Stemma:

  • di rosso, all'aquila d'oro ad ali spiegate.

Porta Albana[modifica | modifica wikitesto]

Il rione trae origine da una porta (denominata Albana da alcuni storici), che si ritiene si aprisse fra il colle Albano e il colle Belvedere, nella cinta muraria esterna riferibile all'età romana, secondo la mappa disegnata da Rocco del Preite a fine '600. Non ci sono fonti storiche sulla presenza di questa porta in epoca svevo-angioina. Con gli angioini l'area della fortezza è separata dalla città, forse con l'arretramento delle mura e l'apertura di una nuova porta, che prenderà successivamente il nome di Porta Sant'Antonio Abate, per la vicinanza dell'omonima chiesa. Si tratta della zona ovest-nord ovest della città; il suo territorio si estende dalla Fortezza Svevo-Angioina all'Ospedale Lastaria, includendo il quartiere di Porta Croce, la Villa Comunale e la parte del Centro Storico vicina a San Domenico.

Stemma:

  • dal 1985, di beige con una sbarra rossa e due conchiglie dello stesso colore disposte in capo e in punta;
  • nel 1993 e dal 2017, di beige con due sbarre rosse e due conchiglie dello stesso colore disposte in capo e in punta.

Porta San Severo[modifica | modifica wikitesto]

Il rione trae origine dalla porta che si apriva in quella che attualmente è Piazza dei Martiri di Via Fani e che venne abbattuta nel 1860. Si tratta della zona nord-nord est della città che collega il centro angioino con la città di San Severo; il suo territorio si estende fino al Cimitero Comunale, includendo il quartiere dei Cappuccini e buona parte del Centro Storico (San Francesco, Carmine, Cassella, Torretta, Santa Lucia e San Matteo).

Stemma:

  • dal 1985, di azzurro con una sbarra d'oro caricata di tre rose rosse;
  • dal 2017, di azzurro con una sbarra d'oro caricata di tre rose rosse, e una spiga di grano al naturale nel canton destro del capo.

Porta San Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

Il rione trae origine dalla porta che si apriva in un punto imprecisato delle mura, in direzione dell'antico casale di San Giacomo sito extra moenia. Si tratta della zona a est di Lucera; il suo territorio si estende fino all'Anfiteatro Augusteo, includendo una parte del Centro Storico, fra cui San Leonardo.

Stemma:

  • dal 1985, scaccato di verde e di giallo;
  • dal 2017, inquartato di verde e di giallo, con una stella d'oro a otto punte nel primo cantone.

Porta Foggia[modifica | modifica wikitesto]

Il rione è legato alla porta che si apre in Piazza Di Vagno, una ricostruzione ottocentesca della porta medievale. Si tratta della zona sud est della città che collega il centro angioino con la città di Foggia; il suo territorio si estende dalla parte del Centro Storico includendo una parte del Centro Storico, fra cui Santa Caterina.

Stemma:

  • dal 1985, d'oro con una sbarra rossa;
  • dal 1987, d'oro con una sbarra rossa e due pignatte di nere disposte in capo e in punta;
  • dagli anni '90, d'oro a tre pignatte di nero disposte 2 su 1, con un lambello a tre pendenti di rosso nel capo.

È l'unico tra i 5 stemmi delle porte ad essere chiaramente identificabile con l'arma della famiglia Pignatelli.

I giochi medievali[modifica | modifica wikitesto]

Le gare consistono in prove di forza e abilità:

  • Tiro della balestra (solo in alcune edizioni)
  • Tiro alla fune
  • Albero della cuccagna
  • Tiro dell'arco
  • Corsa delle giare
  • Lotta con i bastoni (solo in alcune edizioni)
  • Torneo equestre (solo in alcune edizioni)

Albo d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Anno Rione Capo Porta Luogo
14 agosto 1985 Porta Albana / Fortezza svevo-angioina
14 agosto 1986 Porta Albana / Fortezza svevo-angioina
14 agosto 1987 Porta Troia / Fortezza svevo-angioina
14 agosto 1988 Porta San Severo / Anfiteatro romano
14 agosto 1989 Porta San Severo / Anfiteatro romano
14 agosto 1990 Porta San Severo / Anfiteatro romano
14 agosto 1991 Porta San Severo / Anfiteatro romano
14 agosto 1992 Porta Albana / Anfiteatro romano
14 agosto 1993 / Anfiteatro romano
10° 14 agosto 1994 / Anfiteatro romano
11° 14 agosto 1995 / Anfiteatro romano
12° 14 agosto 1996 / Fortezza svevo-angioina
13° 14 agosto 1997 Porta Foggia / Fortezza svevo-angioina
14° 13 agosto 2016 Porta San Severo Tonino Spagnuolo Piazza del Duomo
15° 12-13 agosto 2017 Porta Troia Pio Francesco Maceria Piazza Matteotti
16° 12-13 agosto 2018 Porta Albana Maurizio Vitarelli Piazza Matteotti

Torneo di calcetto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 fu istituito un "torneo di calcetto in costume d'epoca", organizzato dall'associazione sportiva "Le 5 Porte". Con la soppressione dei giochi medievali, nel 1998 il torneo di calcetto prese la denominazione di "torneo delle chiavi". Non fu disputato tra il 2009 e il 2014[22]. Nel 2017 è stato inserito all'interno del nuovo torneo: la squadra vincitrice porta 5 punti alla rispettiva porta di appartenenza. Il torneo si svolge in due fasi, con la finale disputata il 13 agosto.

Super trofeo[modifica | modifica wikitesto]

Edizione Anno Rione Luogo
14 agosto 1992 Campetto della G.I.
14 agosto 1993 Campetto della G.I.
14 agosto 1994 Campetto della G.I.
14 agosto 1995 Campetto della G.I.
14 agosto 1996 Campetto della G.I.
14 agosto 1997 Campetto della G.I.
14 agosto 1998 Campetto della G.I.
14 agosto 1999 Campetto della G.I.
14 agosto 2000 Campetto della G.I.
10° 14 agosto 2001 Campetto della G.I.
11° 14 agosto 2002 Campetto della G.I.
12° 14 agosto 2003 Campetto della G.I.
13° 14 agosto 2004 Campetto della G.I.
14° 14 agosto 2005 Porta Foggia Campetto della G.I.
15° 14 agosto 2006 Porta San Severo Campetto della G.I.
16° 14 agosto 2007 Porta San Severo Campetto della G.I.
17° 14 agosto 2008 Porta Foggia Campetto della G.I.
18° 14 agosto 2015 Porta San Giacomo Campetto della G.I.
19° 13 agosto 2016 Porta San Giacomo Campetto della G.I.
20° 13 agosto 2017 Porta Troia Campetto della G.I.
21° 13 agosto 2018 Porta Troia Campetto della G.I.

Rievocazione[modifica | modifica wikitesto]

  • 12 agosto:
    1. Partenza dal punto di ritrovo del rione di appartenenza di ogni porta, di cinque piccoli cortei con i rappresentati di ciascun rione.
    2. Arrivo in piazza Duomo e benedizione dei vessilli da parte del vescovo.
    3. Sfilata da piazza Duomo a piazza Matteotti.
    4. "Disfida delle 5 porte" in piazza Matteotti
  • 13 agosto:
    1. Partenza del corteo storico dalla Fortezza svevo-angioina
    2. Arrivo del corteo in piazza Duomo, con proclamazione della Porta vincitrice e spettacolo di sbandieratori

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo sbarco dei cristiani Normanni (1061), capitanati da Ruggero d'Altavilla, nella Sicilia araba porta alla successiva nascita del Regno di Sicilia (1130), con la difficile convivenza di varie etnie e diverse fedi religiose.
  2. ^ "La prima ā di Luģārā va naturalmente pronunciata ä, per il noto fenomeno dell'imāla diffuso in tanta parte del territorio linguistico arabo e segnatamente in Occidente, il quale si riscontra costante nella grafia dei nomi proprio lucerini (Agegius= al-Ḥaģģāģ, Solimen=Sulaymān, Abderramen e Adrahmen=ʿAbd ar-raḥmān [ma anche Aderraman], Hosman e Occhimen=ʿUṯmān ecc.)." G. Levi Della Vida, La sottoscrizione araba di Riccardo di Lucera, in <<Rivista degli Studi orientali>>, X, 1923-1925, p. 292
  3. ^ Tale narrazione sa di tarda descrizione agiografica, creata ad hoc per giustificare la violenta reazione angioina contro i saraceni e il presunto ritrovamento della statua.
  4. ^ Giambattista Gifuni, Origini del ferragosto lucerino, Lucera 1932, p.11-31
  5. ^ Giambattista Gifuni, Varietà di cultura storica, letterale e civile, a cura di Giuseppe Trincucci, Lucera 2008 p. 55.
  6. ^ Istorie fiorentine, 2 voll., Milano, 1802, vol. 2, p. 71, cit. da J.A. Taylor, Muslims in Medieval Italy, p. 35.
  7. ^ I documenti coevi ci dicono molto poco di ciò che accadde in quei drammatici giorni, lasciando libero il campo agli storiografi locali d'età barocca.
  8. ^ BCL, Tommaso Angiullo O.P., ms. 1665
  9. ^ Rocco Del Preite, Breve Descrittione della Città di Lucera di S. Maria prima detta Luceria per Historia dalla sua Origine, Lucera, 2005, pp. 99-106
  10. ^ Antonio Maria Lombardi, Lucera liberata sempre da varie calamità e specialmente dall'attuale flagello del colera-morbo la mercé di Santa Maria Patrona della città Scepi, Lucera 1856, pag. 54
  11. ^ Massimiliano Monaco, Santa Maria Patrona di Lucera, Claudio Grenzi Editori, Lucera 2008
  12. ^ Tonino Del Duca, Vita e distruzione della Colonia Saracena di Lucera
  13. ^ Vito Bianchi, Sud ed Islam, una storia reciproca, Capone Editore, Lecce, 2003
  14. ^ Sulla base di un documento della cancelleria angioina che menziona il miles Pierre d'Angicourt (Petrus de Angicuria), il Protomagister operum Curie, chiamato a Lucera per una perizia sull'abbattimento di alcune case, si ipotizza che sia lui l'ideatore della Cattedrale dell'Assunta. Treccani: Pierre d'Angicourt
  15. ^ Rocco Del Preite, Breve Descrittione della Città di Lucera di S. Maria prima detta Luceria per Historia dalla sua Origine, Lucera, 2005, pp. 106
  16. ^ Statua che ancora oggi si venera nella Cattedrale di Lucera e che, in base alle recenti indagini storico-artistiche, è di fattura angioina, ascrivibile ai primi del '300, e quindi non può essere considerata la stessa statua, che secondo alcuni cronisti, fu nascosta nel periodo islamico.
  17. ^ Giambattista Gifuni, Varietà di cultura storica, letterale e civile, a cura di Giuseppe Trincucci, Lucera 2008, pag.58-59
  18. ^ Vincenzo Coletti, Indagini storiche sopra Lucera, Pompei 1934, pag. 116
  19. ^ Riecco il corteo storico a Lucera
  20. ^ Corteo storico: Nuovo direttore artistico
  21. ^ Torna il Torneo delle Chiavi
  22. ^ Torneo di Calcetto: un grande ritorno

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giambattista Gifuni, Origini del ferragosto lucerino, Pesci, Lucera 1932, II edizione 1933;
  • Enrico Venditti, Vecchio Ferragosto Lucerino, Editrice Costantino Catapano, Lucera 1985;
  • Dionisio Morlacco, Il culto di Santa Maria Patrona in Benignitas et Humanitas a cura di Giuseppe Trincucci, Litostampa, Foggia 2007;
  • Gaetano Schiraldi, La devozione di Lucera a Santa Maria Pubblisud, Lucera 2008;
  • Massimiliano Monaco, Santa Maria Patrona di Lucera, Claudio Grenzi Editori, Lucera 2008;

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]