Corridor 7: Alien Invasion

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Corridor 7: Alien Invasion
videogioco
Corridor7.png
PiattaformaMS-DOS
Data di pubblicazione1994
GenereSparatutto in prima persona
Temafantascienza
OrigineStati Uniti
SviluppoCapstone Software
PubblicazioneIntraCorp, GameTek
Modalità di giocogiocatore singolo, multiplayer
Periferiche di inputtastiera, joystick, mouse
Motore graficoWolfenstein 3D engine
SupportoFloppy disk, CD-Rom
Requisiti di sistemaCPU 386, 2MB RAM, VGA

Corridor 7: Alien Invasion è uno sparatutto in prima persona per sistemi MS-DOS, sviluppato e distribuito nel 1994 dalla statunitense Capstone Software. Il gioco utilizza una versione modificata del motore grafico di Wolfenstein 3D, il Wolfenstein 3D engine, acquistato in licenza da Capstone che lo utilizzerà anche per Operation Body Count, dello stesso anno. Venne pubblicata anche una guida al gioco dalla casa editrice specializzata BradyGames.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 2012 l'umanità è giunta su Marte. Qui ha trovato un piccolo manufatto di origine sconosciuta, possibile testimonianza della vita extraterrestre. L'oggetto viene portato in una speciale area di ricerca segreta, chiamata Corridor 7, dove esposto ai raggi gamma apre un portale che causa un'invasione aliena. Nei panni di un agente speciale, occorrerà cercare di salvare il destino dell'umanità prima che gli alieni escano dalla base per conquistare il mondo.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

In Corridor 7, a differenza di altri titoli simili, per procedere nei livelli è necessario eliminare una certa percentuale di nemici (variabile a seconda della difficoltà selezionata). Il gioco è uscito in due versioni: floppy disk e cd-rom. In quest'ultima sono state aggiunte diverse caratteristiche: 10 livelli in più (per un totale di 46), nuovi armi e nemici, un nuovo livello di difficoltà che rende casuale il posizionamento di oggetti e avversari, e una modalità deathmatch multigiocatore che comprende 8 livelli appositi.

Corridor 8: Galactic Wars[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 era in via di sviluppo il seguito, intitolato Corridor 8: Galactic Wars. Il gioco doveva essere realizzato sfruttando il motore grafico Build di 3D Realms, già usato dalla software house per i due Witchaven e William Shatner's TekWar, ma fu abbandonato per il fallimento della società che possedeva Capstone, Intracorp; stessa sorte toccò a Fate. Di entrambi i titoli esistono versioni beta reperibili in rete.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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