Corrado Grabbi

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Corrado Grabbi
Corrado Grabbi - Juventus FC 1994-95.jpg
Grabbi alla Juventus nel 1994
Nazionalità Italia Italia
Altezza 181 cm
Peso 80 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Squadra Juventus U-15 (vice)
Ritirato 2008 - giocatore
Carriera
Giovanili
1992-1993 Juventus
Squadre di club1
1993-1994 Sparta Novara 31 (8)
1994-1995 Juventus 2 (1)
1995 Lucchese 8 (1)
1995-1996 Chievo 18 (2)
1996-1998 Modena 58 (30)
1998-1999 Ternana 14 (2)
1999-2000 Ravenna 29 (13)
2000-2001 Ternana 34 (20)
2001-2002 Blackburn 14 (1)
2002 Messina 12 (4)
2002-2004 Blackburn 16 (1)
2004 Ancona 7 (1)
2004-2005 Ternana 13 (1)
2005-2006 Genoa 25 (8)
2006-2007 Arezzo 7 (0)
2007-2008 Bellinzona 6 (0)
Carriera da allenatore
2009-2010 Juventus Pulcini
2010-2013 Juventus Esordienti
2013-2015 Juventus Giov. Reg.
2015- Juventus U-15 (Vice)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 25 giugno 2013

Corrado Grabbi (Torino, 29 luglio 1975) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante, tecnico del settore giovanile della Juventus.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È il nipote di Giuseppe Grabbi, mediano della Juventus degli anni 1920, a sua volta vincitore di un titolo nazionale nella stagione 1925-1926. Anche il padre, Luigi, ha giocato nelle giovanili del club bianconero.[1] La madre invece è una casalinga. Ha due sorelle, Silvia e Simona.[1]

Crebbe a pochi passi dallo stadio Comunale di Torino dove si allenava all'epoca la Juventus.[1] Arrivato alle giovanili della squadra bianconera, da centrocampista fu spostato subito al reparto più avanzato.[1] In giovane età Grabbi non sapeva che i calciatori percepissero uno stipendio ma nonostante ciò decide comunque di non superare gli esami di maturità, autodefinendosi un «geometra mancato».[1]

Al tempo della militanza al Blackburn abitava a Manchester, in una casa nella campagna inglese, dove si trasferì con la famiglia. Imparò anche l'inglese.[1] Durante il periodo al Genoa prese residenza a Nervi.[2]

È sposato con Elisa e ha due figli, Edoardo[1] e Rachele.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Emerso agli esordi come un centravanti molto dotato sia fisicamente sia tecnicamente,[1] ciò nonostante numerosi infortuni ne hanno fortemente minato la carriera, costringendolo dapprima a ciclici stop e infine a un precoce ritiro dall'attività agonistica.[2][3]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi alla Juventus, prestiti vari[modifica | modifica wikitesto]

Fan di Michel Platini[1], Grabbi, dopo esser cresciuto nelle giovanili della Juventus, dov'era anche capitano,[1] per la stagione 1993-1994 passò in prestito allo Sparta Novara, tra i dilettanti. L'annata seguente tornò alla Juventus dove fece la spola tra le giovanili di Antonello Cuccureddu, con cui vinse la Coppa Italia Primavera,[4] e la prima squadra di Marcello Lippi, con cui esordì in Serie A l'11 dicembre dello stesso anno, nella gara dell'Olimpico di Roma contro la Lazio vinta 4-3 dai bianconeri, realizzando nell'occasione il suo primo e unico gol in maglia bianconera;[5][6] cinque giorni prima aveva già fatto il suo debutto assoluto in campo europeo, nella gara di Coppa UEFA contro gli austriaci dell'Admira/Wacker.[7] Al termine della stagione 1994-1995, pur da comprimario poté fregiarsi delle vittorie bianconere in Serie A e in Coppa Italia, che rimarranno gli unici trofei della sua carriera professionistica.

Grabbi con la formazione Primavera juventina nella stagione 1994-1995

L'anno successivo venne mandato in prestito prima alla Lucchese, dove stentò a segnare (1 gol in 8 partite) e poi, da novembre, al Chievo, in entrambi i casi in Serie B: anche a Verona non riuiscì a segnare con continuità, realizzando solo 2 gol in 18 sfide di campionato. Nel 1996 passò poi al Modena, compagine di Serie C con cui siglò 30 gol in 58 partite. Come emerso dalla sua testimonianza contro Luciano Moggi e suo figlio Alessandro nell'ambito del processo Gea World, nel 1997 Grabbi si sarebbe dovuto trasferire al Prato ma, di fronte al rifiuto del giocatore, l'ex dirigente della Juventus gli rispose: «dovresti giocare nel giardino di casa tua»;[8] Secondo lo stesso Grabbi, «hanno cercato di distruggermi, in Italia, altrimenti non si spiegherebbe perché stavo in retrovia nel Modena in Serie C e [dopo qualche anno] il Blackburn ha investito su di me 22 miliardi di vecchie lire.»[1]

Ternana[modifica | modifica wikitesto]

Le prestazioni offerte nel biennio in Emilia convinsero la Ternana ad acquistarlo nel luglio del 1998.[9] Durante il periodo in Umbria uscì illeso da un incidente d'auto sul raccordo autostradale Terni-Orte.[6] Nella prima stagione con la squadra umbra fu frenato da una rara malattia, il morbo di Ledderhose, che gli impedì quasi di camminare e per la quale finì spesso sotto i ferri,[6][10] segnando solamente 2 gol su rigore (contro Chievo e Verona) in 14 incontri di campionato. Dopo essere stato operato dai medici della Juventus per la prima volta nel giugno del 1998,[10] andò in prestito per un'annata al Ravenna dove realizzò 13 gol. In questo periodo espletò anche gli obblighi di leva, guarendo completamente dalla malattia nell'ottobre del 1999 e prendendosi cinque mesi di convalescenza.[10] Tornò così a Terni dove nel 2000-2001 disputò la miglior stagione della sua carriera, con 20 gol e 15 assist[11] che lo fecero entrare nel cuore dei tifosi rossoverdi; in quell'annata Grabbi formò un prolifico trio d'attacco con Massimo Borgobello e Fabrizio Miccoli, portando la compagine rossoverde a sfiorare la promozione in Serie A.

L'esperienza inglese, l'inizio del declino[modifica | modifica wikitesto]

In virtù di ciò attirò le attenzioni degli inglesi del Blackburn, che ne acquistarono il cartellino nel luglio del 2001[12] in cambio di 22 miliardi di lire[1] (£ 6,7 milioni):[13] l'acquisto, avallato dal tecnico Graeme Souness, si rivelò tuttavia un flop[14][15][16] tanto che, secondo la stampa britannica, mai tanti soldi furono buttati «nella spazzatura»;[13][14][16] ancora oggi è considerato uno dei peggiori trasferimenti nella storia della Premier League,[13][14][17][18] campionato in cui non riuscì a incidere segnando solo 1 gol in 14 presenze e venendo dunque girato in prestito[19] al Messina, in Serie B, nel gennaio del 2002. Neanche in Sicilia seppe riproporre la forma avuta nell'ultimo periodo a Terni, ma contribuì comunque alla conquista della salvezza grazie alla doppietta firmata, nell'ultimo turno, contro il Crotone. Rientrato in Inghilterra, Souness provò a dargli un'altra chance in Premier League ma Grabbi deluse nuovamente le aspettative: in 41 incontri tra campionato e coppe realizzò solo 5 gol e, ormai stanco di lui, nel gennaio del 2004 il Blackburn lo cedette a titolo definitivo e gratuito all'Ancona. Grabbi giustificò le sue mediocri prestazioni oltremanica[6][16][19] con il difficile ambientamento al calcio e al clima britannico, aggiungendo anche i difficili rapporti con i suoi compagni di squadra.[13]

Ritornato in Italia, si presentò nelle Marche completamente fuori forma[20] e dopo un paio di mesi s'infortunò;[21] rientrò circa un mese dopo, allenandosi a parte.[22] Ad Ancona però, non riuscì a evitare la retrocessione della squadra in Serie B, disputando solo 7 gare a causa del succitato spot fisico. Durante il periodo anconitano, nel marzo del 2004 tornò inoltre a soffrire della rara malattia di Ledderhose che l'aveva già colpito in passato a Terni, e che gli provocò l'ispessimento dell'arco plantare rendendogli difficile persino solo camminare.[2]

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

L'anno successivo fece nuovamente ritorno alla Ternana per la terza volta ma, debilitato da vari problemi al ginocchio, disputò solo 13 partite realizzando appena 1 rete. L'11 settembre 2005 venne ingaggiato dal Genoa di Giovanni Vavassori,[6][23] contribuendo alla promozione della squadra ligure tra i cadetti.[3] Prima del match di ritorno dei play-off contro il Monza, devastato dagli infortuni che lo avevano perseguitato negli anni (ha subito 8 interventi chirurgici ai piedi),[2][3] annunciò di aver preso in esame la possibilità di ritirarsi dall'attività agonistica a causa delle sue condizioni fisiche, ma di essersi poi persuaso a continuare vista l'insistenza dei tifosi, dei compagni di squadra e del presidente genoano Enrico Preziosi.[2]

Nel gennaio del 2007 fu ceduto all'Arezzo, squadra dalla quale poi rescisse il contratto durante la successiva sessione estiva di calciomercato. Firmò quindi un accordo con il Bellinzona, compagine svizzera militante nella Challenge League, con la quale ottenne la promozione nella Super League. Al termine dell'annata 2007-2008 pose fine a una carriera costellata da troppi infortuni.[2][3]

In carriera ha totalizzato complessivamente 9 presenze e 2 reti in Serie A, 30 presenze e 2 reti in Premier League, e 122 presenze e 42 reti in Serie B.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2009-2010 entra nello staff tecnico del settore giovanile della Juventus, diventando allenatore dei Pulcini. L'annata successiva passa gli Esordienti. Nel 2013-2014 assume la carica di tecnico dei Giovanissimi Regionali.[24]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1993-1994 Italia Sparta Novara CND 31 8 CI-D - - - - - - - - 31 8
1994-1995 Italia Juventus A 2 1 CI 1 0 CU 1 0 - - - 4 1
lug.-nov. 1995 Italia Lucchese B 8 1 CI 1 0 - - - - - - 9 1
nov. 1995-1996 Italia Chievo B 18 2 CI - - - - - - - - 18 2
1996-1997 Italia Modena C1 31 15 CI-C 2 1 - - - - - - 33 16
1997-1998 C1 27 15 CI-C 5 2 - - - - - - 32 17
Totale Modena 58 30 7 3 - - - - 65 33
1998-1999 Italia Ternana B 14 2 CI 1 0 - - - - - - 15 2
1999-2000 Italia Ravenna B 29 13 CI 5 1 34 14
2000-2001 Italia Ternana B 34 20 CI 3 1 - - - - 37 21
2001-gen. 2002 Inghilterra Blackburn PL 14 1 FACup+CdL 2+4 1+0 - - - - - - 20 2
gen.-giu. 2002 Italia Messina B 12 4 CI - - - - - - - - 12 4
2002-2003 Inghilterra Blackburn PL 11 1 FACup+CdL 2+3 0+1 CU 2 1 - - - 18 3
2003-gen. 2004 PL 5 0 FA+CdL 0+1 0+0 CU 2 0 - - - 8 0
Totale Blackburn 30 2 12 2 4 1 - - 46 5
gen.-giu. 2004 Italia Ancona A 7 1 CI - - - - - - - - 7 1
2004-2005 Italia Ternana B 13 1 CI 0 0 - - - - - - 31 16
Totale Ternana 61 23 4 1 - - - - 65 24
2005-2006 Italia Genoa C1 25 8 CI 0 0 - - - - - - 27 0
2006-gen. 2007 B 0 0 CI - - - - - - - - 0 0
Totale Genoa 25 8 0 0 - - - - 25 8
gen.-giu. 2007 Italia Arezzo B 7 0 CI - - - - - - - - 7 0
2007-2008 Svizzera Bellinzona CL 6 0 CS 2 1 - - - - - - 8 1
Totale carriera 294 93 33 8 5 1 332 102

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Juventus: 1994-1995
Juventus: 1994-1995

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Juventus: 1994-1995

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Roberto Perrone, «In esilio perché non ho avuto maestri», in Corriere della Sera, 12 gennaio 2003, p. 41 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2014).
  2. ^ a b c d e f Grabbi come Amleto 'Smettere o non smettere?', in la Repubblica, 15 giugno 2006. URL consultato il 17 novembre 2014.
  3. ^ a b c d Ciccio Grabbi, bravo e sfortunato, in la Repubblica, 28 dicembre 2011. URL consultato il 17 novembre 2014.
  4. ^ Aurelio Benigno, La Juve trionfa in Coppa Italia, in La Stampa, 6 aprile 1995, p. 44.
  5. ^ Alessandro Ruta, Linea verde, semaforo rosso. Quando manca il lieto fine, su gazzetta.it, 12 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2008).
  6. ^ a b c d e Filippo Grimaldi, Grabbi e il Genoa «Siamo uguali», in La Gazzetta dello Sport, 15 novembre 2005. URL consultato il 17 novembre 2014.
  7. ^ Aurelio Benigno, Ecco l'ultimo dei Grabbi, in La Stampa, 7 dicembre 1994, p. 42.
  8. ^ Xavier Jacobelli, Grabbi: non diedi la mia procura a Moggi jr e Zavaglia e fui ceduto dalla Juve alla Ternana, su club.quotidiano.net, 4 marzo 2008.
  9. ^ Giuseppe Calvi, Antonello Capone e Carlo Laudisa, Colpo Grabbi per la Ternana, in La Gazzetta dello Sport, 11 luglio 1998. URL consultato il 17 novembre 2014.
  10. ^ a b c Guglielmo Longhi, Grabbi e l'incubo Ternana, correre senza avere i piedi, in La Gazzetta dello Sport, 28 aprile 2000.
  11. ^ Ternana, addio a Paolo Borea, l'ex dg che rilanciò Ciccio Grabbi, su ilmessaggero.it, 22 luglio 2014.
  12. ^ Filippo Maria Ricci, Grabbi l'inglese: «L'Italia? No, resto qui», in Corriere della Sera, 31 ottobre 2001, p. 47 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2014).
  13. ^ a b c d (EN) Tom Bellwood, THE LIST: The worst strikers to have played in the Premier League, Nos 30-21, su dailymail.co.uk, 8 ottobre 2009. URL consultato il 16 novembre 2014.
  14. ^ a b c (EN) Why Did They Bother...Corrado Grabbi, su blackburn.vitalfootball.co.uk, 27 settembre 2006. URL consultato il 17 novembre 2014.
  15. ^ Livia Taglioli, Premier, anche Sheva fra i bidoni, su gazzetta.it, 7 luglio 2007. URL consultato il 17 novembre 2014.
  16. ^ a b c Guglielmo Longhi, Grabbi, fuga dagli inglesi, in La Gazzetta dello Sport, 1º febbraio 2002. URL consultato il 17 novembre 2014.
  17. ^ (EN) Transfer Flops - The official ave-it hall of shame, su ave-it.net (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2012).
  18. ^ (EN) Top 25 worst transfers?, su soccermanager.com, 29 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2008).
  19. ^ a b Rosario Pasciuto, Grabbi abbraccia Buonocore 'Che onore giocare con lui', in la Repubblica, 1º febbraio 2002. URL consultato il 17 novembre 2014.
  20. ^ Calcio, l'Ancona presenta Grabbi; Sonetti: è grasso, su sport.repubblica.it. URL consultato il 17 novembre 2014.
  21. ^ Calcio, Ancona: risentimento muscolare per Grabbi, su sport.repubblica.it, 24 febbraio 2004. URL consultato il 17 novembre 2014.
  22. ^ Calcio, Ancona: Grabbi e Sartor a parte, su sport.repubblica.it, 23 marzo 2004. URL consultato il 17 novembre 2014.
  23. ^ Calcio, il Genoa prende Grabbi, su sport.repubblica.it, 11 settembre 2005. URL consultato il 17 novembre 2014.
  24. ^ Settore Giovanile, gli allenatori 2013/14, su juventus.com, 11 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Perrone (a cura di), Il libro del calcio italiano 1999/2000, Roma, Corriere dello Sport - Stadio, 1999, p. 66.
  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]