Corporatocrazia

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Manifestazione globale a Montreal, 2011

Con corporatocrazia si intende una società o un sistema governato o controllato dalle corporazioni.[1] Non si deve confondere con il corporativismo, ovvero la dottrina che concepisce la collaborazione e la coesistenza di più classi sociali all'interno di una data società.[2] La corporatocrazia vede nella finanza mondiale e nelle grandi corporazioni attori primari nel determinare scelte e dinamiche politiche.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

L'economista Jeffrey Sachs nella sua opera The Price of Civilization ha descritto gli Stati Uniti come una corporatocrazia.[3] In questa opera sostiene che la corporatocrazia si fondi su alcune tendenze: partiti nazionali deboli, rappresentanza politica forte nei singoli distretti locali, la preminenza della classe militare degli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, un grande numero di corporazioni che usano denaro per finanziare le campagne elettorali, e la globalizzazione che sposta il bilanciamento dei poteri lontano dalla classe lavoratrice.[3]

Vignetta raffigurante il sistema capitalistico concepito come società verticistica, dove – all'apice – vi è l'élite capitalistica

In una certa prospettiva, Corporatocrazia e governo dell'élite coincidono. Lo sostiene Charles Wright Mills: nelle corporatocrazie vi sono individui benestanti che rivestono una posizione di rilievo e controllano i processi di determinazione delle politiche pubbliche.[4] Il termine corporatocrazia assume un'accezione negativa in particolare nella prospettiva dei critici della globalizzazione, che sostenogno tale processo come una dinamica di concentrazione del potere decisionale nella mani di pochi.[5]

Nel 2010 Edmund Phelps ha pubblicato un'analisi sostenendo che la causa delle disuguaglianze nei redditi non sia il libero mercato o il capitalismo ma, al contrario, il risultato dell'emergenza della corporatizzazione.[6] In questa prospettiva, l'espansione del ruolo delle corporation è in antitesi con i principi del libero mercato. Infatti, il controllo del potere decisionale e di influenza da parte di pochi è assimilabile a una visione quasi monopolistica dell'economia. La corporatocrazia viene, dunque, intesa come una forma di monopolio. Ne consegue che la naturale crescita di un libero mercato, se determinata dal potere di influenza di alcune –poche– corporazioni, viene frenata e determinata arbitrariamente, entrando in contraddizione, appunto, con il principio di libero mercato. Si stima che le 200 più grandi corporation abbiano più influenza dell'80% dell'umanità e più potere delle economie di 182 Paesi messi insieme.[7] Phelps, nel suo libro Mass Flourishing, definisce il processo di corporatizzazione con le seguenti coordinate: condivisione di potere tra governo e grandi corporazioni; un'espansione dell'attività di lobbying e di supporto alle campagne politiche in cambio di un appoggio da parte del governo, aumento nella crescita dell'influenza nei settori finanziari e bancari, un consolidamento del campo delle corporazioni per mezzo di fusioni e acquisizioni, assieme a un potenziale aumento di corruzione e malafede nel rapporto tra governo e corporazioni e una mancanza di sviluppo di imprenditoria e piccole imprese, portare invece a uno stato di afasia.[8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://en.oxforddictionaries.com/definition/corporatocracy
  2. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/corporativismo/
  3. ^ a b Jeffrey Sachs, The Price of Civilization, New York, Random House, 2011, pp. 105, 106, 107, ISBN 978-1-4000-6841-8.
  4. ^ Christopher Doob, Social Inequality and Social Stratification, 1st, Boston, Pearson, 2013, pp. 143.
  5. ^ Roman Haluszka, Understanding Occupy’s message, Toronto Star, 12 novembre 2011. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  6. ^ Capitalism vs Corporatism - Edmund Phelps Columbia University. January 11, 2010).
  7. ^ http://www.europeanfinancialreview.com/the-rise-of-the-corporatocracy/
  8. ^ Edmund Phelps, Mass Flourishing: How Grassroots Innovation Created Jobs, Challenge, and Change, 1st, Princeton University Press, 25 agosto 2013, p. 392, ISBN 978-0-691-15898-3.
  9. ^ Edward Glaeser, Book Review: 'Mass Flourishing' by Edmund Phelps, in Wall Street Journal, 18 ottobre 2013. URL consultato il 21 settembre 2015.
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