Corpo sanitario aeronautico

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Corpo sanitario aeronautico
Corpo Sanitario Aeronautico.gif
Distintivo di specialità del Corpo Sanitario Aeronautico
Descrizione generale
Attivo1938 - oggi
NazioneItalia Italia
ServizioCoat of arms of the Italian Air Force.svgAeronautica Militare
TipoSanità militare
Commissione medica centraleVia Piero Gobetti 2/a, Roma
SoprannomeCSA
MottoPer seguir virtute et canoscenza[1]
Comandanti
Comandante attualeGen. isp. capo CSArn Enrico Tomao
[2]
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Il Corpo sanitario aeronautico (C.S.A.) è il corpo di sanità militare dell'Aeronautica Militare italiana.

Esso conta oggi circa 270 Ufficiali Medici e circa 580 Infermieri, peraltro ordinativamente appartenenti all'Arma Aeronautica.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Primo Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Già dagli albori del volo, con gli aerostati prima e gli aeroplani poi, furono studiate le modificazioni dell'ambiente in quota (diminuzione della pressione atmosferica, carenza di ossigeno) e gli stress tipici di piloti ed equipaggi (accelerazioni, disorientamento, fatica operazionale), tanto da rendere indispensabile un servizio di medicina interamente concentrato su questa particolare categoria di lavoratori.

Si crearono così i presupposti per la nascita di una nuova specializzazione, la Medicina Aeronautica, nel nucleo originario di ricercatori nel campo della fisiopatologia d'alta montagna, inizialmente guidata dal torinese Angelo Mosso, oggi considerato il padre delle discipline aeromediche.

Si comprese che, studiando le cause e analizzando i rischi, l'armonizzazione di discipline mediche differenti avrebbe potuto individuare le caratteristiche psicofisiche indispensabili perché un pilota potesse avventurarsi in aria, e accrescere con l'addestramento e la tecnologia la resistenza alle inusitate sollecitazioni che il volo comportava.

Il primo a comprendere la ristrettezza dei requisiti necessari per un pilota d'aeroplano fu forse, già nel 1914, il tenente di Cavalleria del Regio Esercito Luigi Falchi, primo medico pilota e antesignano dei moderni Medici di Stormo. Egli coniugò la sua formazione medica con la sua esperienza di aviatore per sancire che l'abilità al volo era possibile solo con determinati requisiti di "ereditarietà, costituzione organica e allenamento"[3]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Grande Guerra le istruzioni per la selezione per l'idoneità al pilotaggio prevedevano soltanto:

  • Salute, vista, udito ottimi;
  • Peso non superiore a kg. 75.

Una esempio tanto chiaro di sintesi, unito alle gravi limitazioni tecniche del tempo, scaturirono in svariati incidenti di volo.

Il Comando Supremo del Regio Esercito affidò al Padre francescano Agostino Gemelli, noto medico e psicologo, e al professor Amedeo Herlitzka, fisiologo triestino, il compito di individuare più completi requisiti per l'idoneità al volo, costituendo a Roma e a Torino appositi Gabinetti per le Ricerche Psicofisiologiche sull'Aviazione. Essi adoperarono due metodi d'indagine:

  • un debriefing a viva voce da parte dei piloti, che avevano l'obbligo di riportare qualunque disturbo avessero sofferto in azione;
  • una diretta esperienza di volo da parte dei medici ricercatori.

Fu subito chiara l'esigenza di individuare nei candidati al titolo di pilota la presenza di certe qualità caratteristiche, di assoluta eccellenza fisica e psicologica – in particolare una coordinazione neuromotoria superiore alla norma – che si affiancassero alle generali condizioni di buona salute, soprattutto a livello cardiovascolare e respiratorio.

Proprio a partire da una migliore selezione degli aspiranti piloti, basata su accertamenti clinici e strumentali costanti e standardizzati, già dal 1916 si notò una riduzione dell'infortunistica aviatoria, oltre che un miglioramento negli effetti dell'addestramento dei piloti.

La prima forma di aviotrasporto sanitario risale al 1917, con le ingegnose gondole portaferiti montate sul Caproni Ca.50, un prototipo che fu realizzato in unico esemplare, e del quale non è noto se sia mai stato utilizzato sul campo[4].

Tra le due guerre[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto di Medicina Legale di Roma durante la sua costruzione, 1931.

Il 28 marzo 1923 venne costituita l'Aeronautica Militare come Forza Armata autonoma.

L'8 ottobre 1925 venne istituito il Servizio Sanitario Aeronautico, nel quale prestavano per il momento servizio ufficiali medici del Regio Esercito e della Regia Marina. Venne delineata la struttura organizzativa sanitaria centrale, territoriale e periferica, tuttora in vigore nelle sue generalità, e un Comitato centrale per gli studi sanitari aeronautici e gli Istituti medico-legali per l'Aeronautica.

Il servizio aveva, come del resto ha tuttora, tre aree d'attività:

  • quella assistenziale e di supporto logistico e sanitario, comprendente il trasporto aereo urgente di ammalati e traumatizzati;
  • quella di studio e ricerca nell'ambito della fisiopatologia degli avieri in servizio e sul lungo termine, da cui sarebbe scaturito naturalmente il servizio di formazione e addestramento del personale;
  • quella medico-legale, volta alla selezione e al giudizio di idoneità al volo, militare e civile, e alle attività collaterali.

Dalla seconda metà degli anni 1920 vennero creati dunque i quattro Istituti Medico-Legali dell'Aeronautica, a Milano, Roma, Firenze e Napoli. L'Istituto Medico-Legale di Roma, in particolare, venne posto nell'attuale sede di via Piero Gobetti, un edificio di gusto razionalista ancora perfettamente funzionante allo scopo.

Presso il Centro Sperimentale di Montecelio permaneva poi una Sezione dedicata alla sperimentazione aeromedica, dove lo stesso Padre Gemelli pilotò un velivolo-laboratorio Caproni a doppio comando, per ricerche di psicofisiologia. I test per la valutazione della funzionalità dei diversi apparati, con un approccio multidisciplinare ed applicativo, ebbero ricadute anche sulla nascente medicina del lavoro.

Essenziale fu il contributo del Centro per lo studio della tuta elastica di derivazione subacquea che fu usata dal maggiore Mario Pezzi il 7 maggio 1937 per conseguire il primato di 15.655 metri di altitudine con un aeroplano a elica, tuttora imbattuto[5]

Il primo convegno di Medicina Aeronautica risale al 1937, a Milano, e fu l'occasione per presentare il primo velivolo concepito per il trasporto aeromedico, un Caproni Ca.133.

Il Corpo Sanitario Aeronautico nacque a seguito della Legge 1501 del 25 giugno 1937 e fu organicamente istituito dalla Legge 1174 del 16 giugno 1938. In questo stesso anno nacque il centro studi e ricerche di medicina aeronautica, istituzione medico-scientifica con sedi a Guidonia, Torino e Milano, affidate congiuntamente a Ufficiali Medici ed eminenti cattedratici, allo scopo di dettare le linee guida per l'attività degli Istituti Medico-Legali deputati alla certificazione sia dei piloti militari, sia del personale dell'aviazione civile.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

L'entrata in guerra dell'Italia nel 1940 portò alla ridislocazione dei Reparti Sanitari dell'Aeronautica sui vari fronti, con un'intensa attività di aeroevacuazione di feriti e pazienti dalle zone di guerra: sono documentati, nel corso dell'intero conflitto, 17.336 trasporti d'emergenza di personale militare e civile, italiano e straniero, alleato o nemico.

Compito essenziale di tutti i Corpi sanitari delle Forze Armate era anche la profilassi da malattie infettive e tropicali, quali tifo, malaria, parassitosi.

Il compito del recupero di naufraghi fu soprattutto affidato all'idrovolante CANT Z.506.

Risale al 1942 la pubblicazione del Trattato di Medicina Aeronautica, redatto col contributo degli Ufficiali del Corpo Sanitario Aeronautico specialisti in varie discipline e che costituì per un decennio lo stato dell'arte della ricerca italiana in questo campo.

Furono costituiti nuovi Istituti di Medicina Legale Aeronautica ad Addis Abeba, Padova e Ferrara, oltre a nosocomi specializzati in chirurgia e ortopedia accessibili al personale aeronautico, presso l'attuale Ospedale San Camillo di Roma e a Monte Urpinu, nelle vicinanze di Cagliari, in locali sotterranei protetti.

Il CSA subì diverse perdite nel conflitto: 17 Ufficiali Medici, 46 Sottufficiali Aiutanti di Sanità caduti, e innumerevoli prigionieri e deportati. Grandi furono le ricompense:

La Medaglia d'oro fu conferita, postuma, al capitano medico Aldo Di Loreto, giustiziato sommariamente il 12 novembre 1943.[6]; da allora, il suo nome fu attribuito all'Istituto Medico-Legale di Roma.

Il dopoguerra e la ricerca spaziale[modifica | modifica wikitesto]

Risale al 1947 la costituzione ufficiale del Servizio di Soccorso Aereo, denominato con l'acronimo inglese SAR (Search and Rescue), finalizzato non più esclusivamente al soccorso di naufraghi e superstiti di incidenti aerei, ma soprattutto al trasporto aeromedico d'urgenza e al soccorso di popolazioni colpite da calamità naturali, in collaborazione con la Protezione Civile. I velivoli impiegati erano spesso di derivazione statunitense:

Nel 1951 venne ricostituito, a fianco dell'Istituto di Medicina Legale di Roma di via Piero Gobetti, il nuovo Centro studi e ricerche di medicina aeronautica, erede dei Centri d'anteguerra.

Il Corpo sviluppò nel tempo, grazie alle esperienze belliche e a quelle relative alla protezione civile, quelle dottrine, capacità e procedure che in ambito NATO erano considerate indispensabili in materia di evacuazione sanitaria (MEDEVAC) aeromedica.

Inoltre, si inaugurarono nuovi filoni di attività, come le procedure di rischieramento fuori dai confini nazionali, dimostrate più volte nel corso delle missioni militari italiane all'estero – soprattutto a partire dal 1982 con la missione Italcon – e la medicina aerospaziale.

A questo proposito, nel 1956 fu innalzata nel Centro di Medicina Aeronautica una torre di subgravità alta 22 metri, la quale consente di realizzare veri stati di subgravità, sia pure di breve durata, preceduti e seguiti da accelerazioni, per mezzo di un sedile cabinato capace di muoversi lungo l'asse verticale grazie alla retrazione di elastici a esso ancorati[7].

Nel 1959 il Centro Studi si dotava di una centrifuga per esperimenti sull'uomo, acquisita in Germania e dotata di un braccio rotante di 6 metri, usata per esperimenti di accelerazione fino al limite teorico di 20 volte l'accelerazione di gravità, poi aggiornata nel 1972 grazie alla nuova gondola ideata dall'allora colonnello ingegnere Licio Giorgieri.

Fu successivamente creato, nel 1961, un asse di subgravità per lo studio dei movimenti corporei e delle variazioni di consumo energetico nella locomozione in condizioni di ridotta gravità, per mezzo di un elastico legato a una complessa imbracatura avvolta attorno al soggetto studiato. Esso permise i primi studi per la deambulazione sul suolo lunare.

Personale sanitario dell'Aeronautica prese parte attivamente al Progetto San Marco per il lancio di satelliti scientifici in orbite equatoriali.

Nel 1983 l'Italia poté ottenere il primo esperimento di medicina spaziale grazie al trasporto di un complesso apparato di balistocardiografia, concepito e realizzato dal generale medico Aristide Scano, a bordo dello Space Shuttle Columbia nel corso della missione STS-9.

L'Istituto Medico-Legale Aldo di Loreto di Roma ha poi effettuato tutti gli accertamenti psicofisici dei candidati astronauti nazionali: Franco Malerba, Roberto Vittori, Luca Parmitano tra i tanti.

In particolare, nel 2005 tre Ufficiali Medici – il Tenente Colonnello Francesco Torchia, i Capitani Paola Verde e Angelo Landolfi – hanno conseguito la qualifica di Space Flight Surgeon ("Chirurgo Spaziale") presso il centro addestramento cosmonauti Jurij Gagarin di Città delle Stelle, città chiusa della Russia occidentale In questo contesto i tre ufficiali italiani hanno potuto apprendere le usuali procedure di intervento, direttamente dalle mani degli esperti:

  • requisiti di selezione e addestramento dei cosmonauti;
  • gestione da terra dei problemi sanitari del personale in volo;
  • la riabilitazione che segue il rientro a terra dopo lunghi periodi di microgravità.

Nella stessa occasione fu affidato al colonnello Vittori un esperimento per la missione Sojuz TMA-6, predisposto dal Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale di Pratica di Mare, riguardante la percezione della posizione del corpo umano nello spazio.

Il biocontenimento nel trasporto aeromedico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Volo sanitario.

Il trasporto sanitario è uno dei compiti elettivi della Forza Armata ed è un servizio attivo, senza soluzione di continuità, in collaborazione coi principali istituti ospedalieri del Paese. Il trasferimento aeromedico avviene solitamente con velivoli del 31º[8] o del 14º Stormo, ancora coi mezzi da trasporto della 46ª Brigata aerea[9].

Pur essendo per vocazione impegnato nella gestione di pazienti in grave e imminente pericolo di vita, a partire dal 2005[10] il Corpo Sanitario Aeronautico ha concentrato parte delle sue forze nello studio e nell'implementazione di tecnologie capaci di affrontare la movimentazione di pazienti altamente contagiosi, per esempio affetti da ebola, febbre emorragica, SARS o colera.

A partire dal 2009, anche grazie a protocolli di sicurezza elaborati in collaborazione con l'Istituto nazionale per le malattie infettive di Roma e l'Ospedale Luigi Sacco di Milano, l'Aeronautica si è presa carico di formare gli equipaggi e realizzare le attrezzature necessarie all'isolamento totale dei pazienti, come le barelle ATI (Air Transit Isolator) e STI (Stretcher Transit Isolator): esse sono strutture di alluminio e PVC dotate di filtri e pressurizzazione negativa, energeticamente autosufficienti, e tali da consentire ai sanitari di intervenire sul paziente senza venire a contatto con fluidi biologici o aria contaminata.[11]

Le dotazioni a disposizione della Forza Armata per il trasporto in biocontenimento assoluto sono costituite, al momento (novembre 2014), da due barelle di tipo ATI e altrettante STI, a cui si aggiungono altri cinque sistemi N-36, analoghi alle barelle ATI, ma certificati per l'impiego su breve tratta e caricabili anche a bordo di elicotteri AB-212 e AW-139. In attesa del dispiegamento, i dispositivi si trovano presso l'Infermeria Principale di Pratica di Mare, ove opera il "Gruppo di Protezione Medica", ossia un gruppo di medici specialisti e personale infermieristico specializzato, abilitati al pronto impiego a bordo di aeromobili.

I velivoli adibiti al trasporto aereo in biocontenimento assoluto sono i C-130J Hercules e i C-27J Spartan in dotazione all'Aeronautica, ai quali si è aggiunto[12] un KC-767A del 14º Stormo.

Elenco delle operazioni fuori area[modifica | modifica wikitesto]

Gli interventi dal 1990 in poi hanno seguito le specifiche NATO per il supporto campale con installazioni che fossero almeno di categoria Role 1[16]:

  • 1990-1991 – Emirati Arabi Uniti e Turchia. Il CSA era approntato in due basi della coalizione ONU in azione durante la Prima Guerra del Golfo: presso al-Dhafrah, nell'emirato di Abu Dhabi, integrato nell'Operazione Locusta, in supporto ai Tornado IDS, e presso Incirlik, nel sud della Turchia, in assistenza a un reparto di difesa aerea composto da F-104.[17]
  • 1993 – Somalia. Nell'ambito dell'operazione Restore Hope, il CSA si dislocò all'Aeroporto di Mogadiscio.[18]
  • 1997 – Albania. L'Aeronautica Militare schierò propri contingenti di sicurezza e sanitari all'Aeroporto di Tirana, nel corso dell'Operazione Alba in soccorso alla popolazione flagellata dai disordini civili di quell'anno.[19]
  • marzo 1999 – Kosovo. Il 1º ROA (Reparto Operativo Autonomo) A.M.I.KO. (Aeroporto Militare Italiano in Kosovo) è stato aperto in concomitanza coi lavori di espansione dell'aviosuperficie di Giacovizza, operata dalle forze NATO-KFOR. La sua missione è terminata il 20 dicembre 2013, con un passaggio di consegne ufficiale.[20]
  • aprile 2000 – Albania. Gruppo ALBIT di Valona, operativo fino al gennaio 2003.[21]
  • maggio 2000 – aeroporto di Pristina. Qui ha operato il 2º ROA fino all'aprile 2003.
  • ottobre 2000 – Macedonia. Il CSA interviene col proprio personale nel KFOR Rear Headquarters di Skopje, e vi rimane fino al marzo 2001.
  • novembre 2000 – Eritrea. Il 3º ROA ha lavorato presso l'Aeroporto di Asmara fino al novembre 2002.[22]
  • giugno 2002 – Afghanistan. Il 4º ROA Restò operativo fino al dicembre 2002 presso l'Aeroporto di Bagram.
  • ottobre 2002 – Kirghizistan. Presso l'aeroporto di Manas prese posto il 5º ROA, in supporto del contingente italiano inquadrato nella forza di stabilizzazione dell'Afghanistan ISAF. Restò operativo fino al settembre 2003. Fu significativo un intervento di aviotrasporto su un C-130J appositamente autorizzato dalle autorità italiane, di tre bambini leucemici per un trapianto di midollo osseo presso l'Ospedale oncologico pediatrico di Padova.
  • giugno 2003 – Iraq. L'Aeronautica e il 6º ROA si sono dislocati all'aeroporto di Tallil nel più ampio quadro dell'Operazione Antica Babilonia, dove sono rimasti in operazione fino al novembre 2006.[23][24]
  • marzo 2003 – Emirati Arabi Uniti, 7º ROA con Ufficiale medico anestesista presso il nucleo della Croce Rossa Italiana 'Aeromedical Staging Unit (unità di supporto preliminare per il trasporto aereo sanitario) presso l'aeroporto di Al Bateen[25]. L'unità è tuttora funzionante.
  • aprile 2005 – Task Force Aquila presso l'aeroporto di Herat[26]. Il contingente è ancora attivo, e assorbe tuttora personale sanitario aeronautico[27].
  • novembre 2009 – Mali. Nel corso dell'Operazione Ridare la Vita medici della ONG “Associazione Fatebenefratelli per i Malati Lontani” (AFMAL), uniti a personale sanitario e organizzativo aeronautico, hanno dispensato cure oftalmologiche e praticato interventi chirurgici urgenti alla popolazione della cittadina di Gao, nell'est del Paese.[28]
  • novembre 2010 – Uganda. Sotto la coordinazione del CSA un distaccamento di medici militari e civili hanno costituito una compagine interforze per fornire supporto medico e chirurgico presso l'ospedale St. Joseph di Kitgum.[29]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Capo del Corpo Sanitario Aeronautico è posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare. Egli decide formazione e profili d'impiego del personale sanitario, provvedendo all'elaborazione dei programmi di studio.

La gestione e l'organizzazione della sanità aeronautica, invece, sono responsabilità del Capo del Servizio Sanitario del Comando Logistico. Si tratta di una complessa struttura da cui dipendono le proposte di impiego del personale sanitario dell'Aeronautica, l'approvvigionamento di materiali e mezzi, la pianificazione finanziaria e l'assistenza sanitaria propriamente detta, compresa la definizione dei requisiti e il controllo dell'idoneità psicofisica del personale della Forza Armata.

Per questi compiti il Capo Servizio ha a disposizione come consulente tecnico un Brigadier Generale Medico in qualità di vice Capo Servizio, e quattro uffici di staff, diretti da altrettanti Colonnelli medici.

Arruolamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Corpo comprende Ufficiali Medici, Sottufficiali Infermieri (se laureati in infermieristica), e altri Aiutanti di Sanità non laureati, ma comunque inseriti in ruoli sanitari.

Distintivo a forma d'aquila per ufficiali membri del CSA.

Gli ufficiali del ruolo normale (C.S.A.r.n.[30]) provengono dai corsi normali dell'Accademia Aeronautica o dai concorsi per ufficiali in ferma prefissata. In quest'ultimo caso, essi sono in possesso della laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, dell'abilitazione per l'esercizio della professione medica, e hanno superato un corso della durata di 15 settimane circa direttamente all'interno dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Il loro grado di nomina è tenente.

Gli ufficiali del ruolo speciale (C.S.A.r.s.), ugualmente in possesso della laurea in Medicina e della prescritta abilitazione, e vengono direttamente nominati col grado di sottotenente, al termine del processo di selezione e dopo un corso di circa 8 settimane.

I sottufficiali infermieri (A.A.r.ma./OP.SAN.SPEC.[31]) si qualificano presso la Scuola marescialli dell'Aeronautica Militare di Viterbo[32] come Operatore Sanitario Specializzato, previo conseguimento della laurea in infermieristica presso l'Università di Roma La Sapienza. I frequentatori dei corsi normali della Scuola ottengono il titolo di maresciallo di terza classe.

Gli Aiutanti di Sanità (Operatori ai servizi sanitari o OP.SERV.SAN.), comprendono altre figure del personale aeronautico non laureato in medicina o in infermieristica, appartenente della categoria dei sottufficiali o dei graduati.

Istituti Medico-Legali (IML)[modifica | modifica wikitesto]

L'entrata dell'IML di Milano, nel distaccamento aeronautico.

Gli Istituti Medico-Legali per l'Aeronautica Militare sono due:

  • IML Angelo Mosso di Milano;
  • IML Aldo di Loreto di Roma.

Essi si occupano della selezione iniziale e del controllo periodico di piloti, navigatori ed equipaggi di volo, sia dell'Aeronautica che altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, oltre che dei piloti e assistenti di volo dell'Aviazione Civile. Inoltre, si occupano di verificare l'idoneità psicofisica del personale a terra dell'Aeronautica e le indagini sulla resistenza agli ambienti estremi (quali la selezione dei candidati astronauti).

Quanto al riesame dei giudizi emessi dagli Istituti Medico-Legali, il Servizio Sanitario dell'Aeronautica dispone di due organismi, territorialmente competenti:

Infermerie Principali[modifica | modifica wikitesto]

L'IML di Roma oggi, a poca distanza da Palazzo Aeronautica e dall'Infermeria Principale.

Il Servizio Sanitario dell'Aeronautica annovera 6 Infermerie Principali, deputate alla erogazione di consulenze polispecialistiche e terapie a favore di tutto il personale militare e civile della Difesa, compresi i parenti diretti, promuovendo campagne di prevenzione in materia di malattie cardiache, tumori, salute dentale e ginecologia:

  • Infermeria Principale di Milano, dipendente dall'IML Angelo Mosso di Milano;
  • Infermeria Principale di Roma (dipendente dall'IML Aldo di Loreto di Roma;
  • Infermeria Polifunzionale di Pozzuoli, inserita nell'Accademia Aeronautica;
  • Dipartimento di Medicina Legale di Bari, struttura interforze a conduzione dell'Aeronautica;
  • Infermeria Principale di Aeroporto di Verona-Villafranca, dedicata alla predisposizione delle attrezzature campali Role 1 per le operazioni all'estero;
  • Infermeria Principale di Pratica di Mare, dedicata all'evacuazione aeromedica e all'organizzazione delle Aeromedical Staging Unit per il Gruppo di Protezione Sanitaria, oltre che il trasporto dei pazienti altamente infettivi.

Perfezionamento alla Medicina Aerospaziale[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto di Perfezionamento e Addestramento in Medicina Aeronautica e Spaziale (già Scuola Militare di Sanità Aeronautica) si trova a Roma e cura la qualificazione del personale sanitario aeronautico. Esso prevede corsi regolari, inquadrati dall'ordinamento militare per gli ufficiali medici vincitori di concorso pubblico, e offre supporto formativo ai Corpi Sanitari di altre Forze Armate e istituzioni civili, quali la Croce Rossa Italiana (con un nucleo di Infermiere Volontarie dell'Aria).

Si prendano ad esempio di questa unione d'intenti il Corso di Gestione delle Emergenze, aperto agli operatori delle forze speciali, sia il Corso di Laurea in Infermieristica, tenuto presso il Centro in convenzione con l'Università di Roma La Sapienza.

Organizzazione periferica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dell'Infermeria Principale di Roma

La capillare diffusione nei Reparti della Forza Armata di un'assistenza sanitaria puntuale agisce, è risaputo, come un moltiplicatore di forze, garantendo agli uomini e alle donne delle Forze Armate un punto di riferimento per profilassi, diagnosi e terapia capace di prolungare e mantenere quanto più possibile l'operatività di tutto il personale.

Tutti i Reparti ed Enti dell'Aeronautica Militare dipendenti dai quattro Alti Comandi nei quali è divisa la Forza Armata (Comando della Squadra Aerea, Comando Logistico, Comando Scuole, Comando 1ª Regione Aerea) dispongono di servizi sanitari dedicati, denominati Infermerie di Corpo.

A seconda delle capacità operative, le Infermerie di Corpo sono articolate in tre livelli:

  • Tipo A, per le Brigate e gli Stormi operativi;
  • Tipo B, per Enti, Istituti di Formazione e Scuole, Quartier Generali degli Alti Comandi;
  • Tipo C, per Distaccamenti Aeroportuali, Depositi ed Enti minori.

Il Corpo Sanitario Aeronautico dispone poi, nelle principali basi, della figura di Medico di Stormo. Si tratta di un medico preparato in medicina aeronautica, presente in tutti i Reparti di volo, con il compito di vigilare sull'efficienza psicofisiologica del personale navigante, mediante controlli sanitari periodici[33]. Il suo obbiettivo è quello di prevenire rischi alla sicurezza del volo, intervenendo su insidie fisiche e psichiche spesso sottovalutate o misconosciute.

Cronotassi comandanti[modifica | modifica wikitesto]

  • Generale Ispettore Capo Ottavio Sarlo (6 febbraio 2009 - 19 settembre 2013)
  • Gen. isp. capo CSArn Enrico Tomao (19 settembre 2013 - in carica)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su paginedidifesa.it. URL consultato il 14 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2014)..
  2. ^ Il Corpo Sanitario Aeronautico verso il futuro | Sarlo | Giornale di Medicina Militare Archiviato il 15 gennaio 2014 in Internet Archive..
  3. ^ Cento anni di volo in Italia: Medici per l'Aeronautica Archiviato il 16 gennaio 2014 in Internet Archive., Col. CSArn Paolo Tosco, Giornale di Medicina Militare, n.2/2009.
  4. ^ Gianni Caproni, Gli Aeroplani Caproni - studi, progetti, realizzazioni dal 1908 al 1935, Milano, 1937.
  5. ^ I grandi aviatori Archiviato il 30 giugno 2013 in Internet Archive., aeronautica.difesa.it.
  6. ^ ANPI Biografia: Aldo di Loreto.
  7. ^ Gli effetti della subgravità e i metodi per riprodurla a terra e in volo, Annalsofgeophysics.eu, Vol 16, No 3 (1963).
  8. ^ Volo ospedale per Milano, da aeronautica.difesa.it, 02/03/2010.
  9. ^ Trasporto in biocontenimento da Catania a Roma, da aeronautica.difesa.it, 08/03/2010.
  10. ^ Corso gestione e trasporto di pazienti contagiosi, da aeronautica.difesa.it, 24/09/2014.
  11. ^ Il Generale Manfroni al "webinar" sull'Ebola, da aeronautica.difesa.it, 10/11/2014.
  12. ^ Bio-contenimento assoluto, da aeronautica.difesa.it, 11/11/2014.
  13. ^ Isole Ionie da treccani.it.
  14. ^ 4 novembre 1956, carri armati in Ungheria, da avantionline.it.
  15. ^ Un documento edito dall'Aeronautica a 50 anni dal massacro.
  16. ^ NATO Logistics Handbook - Chapter 16: Medical Support.
  17. ^ La guerra in Iraq, aeronautica.difesa.it.
  18. ^ Somalia (1992), aeronautica.difesa.it.
  19. ^ Albania (1991-1998), aeronautica.difesa.it.
  20. ^ Aeroporto AMIKO: passaggio di responsabilità Archiviato il 1º gennaio 2014 in Internet Archive., da aeronautica.difesa.it, 20/12/2013.
  21. ^ ALBANIA (Missione Conclusa): GRUPPO AUTONOMO - ALBIT VALONA su POSTA dalle MISSIONI.
  22. ^ Eritrea (2000), aeronautica.difesa.it.
  23. ^ Celebrato a Tallil l'anniversario dell'AMI, 29/3/2006.
  24. ^ Iraq (2003), da aeronautica.difesa.it.
  25. ^ Corriere della Sera - La composizione del contingente italiano.
  26. ^ Missione umanitaria per la Task Force Aquila di Herat, da difesa.it, 10/1/2006.
  27. ^ Il generale Lupini incontra il personale del Corpo Militare in Afghanistan e negli Emirati Arabi Uniti, da cri.it.
  28. ^ Conclusa la missione in Mali, da aeronautica.difesa.it.
  29. ^ La missione umanitaria delle Forze Armate italiane "Quattro Stelle per l'Uganda", www.difesa.it.
  30. ^ Ruoli, aeronautica.difesa.it.
  31. ^ Specialità, aeronautica.difesa.it.
  32. ^ Laurea per gli allievi Marescialli dell'Aeronautica Militare infermieri del 13º corso Normale, aeronautica.difesa.it.
  33. ^ [1].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]