SARS-CoV-2

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SARS-CoV-2
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Illustrazione del coronavirus SARS-CoV-2
Classificazione scientifica
Dominio Riboviria
Regno Orthornavirae
Phylum Pisuviricota
Classe Pisoniviricetes
Ordine Nidovirales
Sottordine Cornidovirineae
Famiglia Coronaviridae
Sottofamiglia Orthocoronavirinae
Genere Betacoronavirus
Sottogenere Sarbecovirus
Specie SARS-related coronavirus
Sinonimi

coronavirus 2 da sindrome respiratoria acuta grave
2019-nCoV (obsoleto)

Nomi comuni

2019-nCoV

Il coronavirus 2 da sindrome respiratoria acuta grave, abbreviato in SARS-CoV-2 (acronimo dall'inglese severe acute respiratory syndrome coronavirus 2),[1][2] in precedenza nominato nuovo coronavirus del 2019 (2019-nCoV,[3] o anche 2019 nCoV-ARD),[4] è un ceppo virale della specie SARS-related coronavirus/SARS-CoV, facente parte del genere Betacoronavirus (famiglia Coronaviridae), sottogenere Sarbecovirus, scoperto intorno alla fine del 2019; si tratta del settimo coronavirus riconosciuto in grado di infettare esseri umani.[2] Il nome ufficiale dato dall'Organizzazione mondiale della sanità alla sindrome causata dal virus è COVID-19 (abbreviazione dell'inglese COronaVIrus Disease-2019).[5]

Il virus è stato sequenziato genomicamente dopo un test di acido nucleico effettuato su un campione prelevato da un paziente colpito da una polmonite, di cui non si conosceva la causa, all'inizio della pandemia del 2019-2020 a Wuhan.[6][7][8]

Al 12 marzo 2020 non sono ancora ben chiare molte sue caratteristiche e, sebbene sia stata accertata la sua capacità di trasmettersi da una persona a un'altra, permangono delle incertezze sulle esatte modalità di trasmissione e sulla patogenicità.[9]

Caratteristiche biologiche[modifica | modifica wikitesto]

Il coronavirus SARS-CoV-2 è un ceppo virale appartenente sottogenere Sarbecovirus, della sottofamiglia dei coronavirus (Orthocoronavirinae), responsabili di patologie che vanno dal raffreddore comune a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). I coronavirus sono una vasta famiglia di virus, ma solo sei (229E, NL63, OC43, HKU1, MERS-CoV, SARS-CoV) erano precedentemente noti per la capacità di infettare le persone; quindi il SARS-CoV-2 è il settimo.

La sostanziale differenza dai precedenti è il periodo di incubazione, che va da 2 a 14 giorni durante i quali non provoca alcun sintomo. Il 26 gennaio, Ma Xiaowei (ministro in carica per la Commissione Nazionale di Sanità cinese) ha dichiarato che "il nuovo coronavirus è contagioso, seppur limitatamente, anche nel suo periodo di incubazione, che dura fino a 14 giorni".[10] L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ritiene che il tasso netto di riproduzione della trasmissione del virus da persona a persona sia tra 1,4 e 3,8. Questo valore indica il numero di altre persone a cui un paziente appena infetto può trasmettere la malattia, qualificando dunque il nuovo SARS-CoV-2 come infettivo quanto il SARS-CoV del 2002.[11] Durante una conferenza di aggiornamento del 29 gennaio 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità fa sapere che il metodo di trasmissione non è solo diretto, ma anche indiretto per contatto.[12]

Il genoma del SARS-CoV-2 presenta l'89% di nucleotidi identici a quelli del SARS-like-CoVZXC21 (diffuso nei pipistrelli) e l'82% identici a quelli del SARS-CoV; tuttavia solo il 40% degli aminoacidi coincide con quelli dei coronavirus legati alla SARS.[13]

Non è ancora noto come il virus potrebbe essersi trasferito da ospiti a sangue freddo a ospiti a sangue caldo.[14] Un evento di ricombinazione omologa può aver mescolato un virus del sottogenere A (Embecovirus, virus simili a SARS Bat CoVZC45 e CoVZXC21) con la proteina legante del recettore di un Beta-CoV ancora sconosciuto.[15][16]

Genoma virale[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazione del genoma del SARS-CoV-2

Il 22 gennaio 2020, il Journal of Medical Virology ha pubblicato un rapporto con analisi genomica indicante che i serpenti nell'area di Wuhan sono "tra gli animali selvatici, il più probabile serbatoio" per il virus, ma sono necessarie ulteriori ricerche.[17]

Tuttavia, il modo in cui il virus potrebbe adattarsi sia agli ospiti a sangue freddo che a quelli a sangue caldo rimane un mistero.[18] Un evento di ricombinazione omologa può aver mescolato un virus "clade A" (virus simili a SARS Bat CoVZC45 e CoVZXC21) con la proteina legante del recettore di un Beta-CoV ancora sconosciuto.[19][20]

Infatti, le sequenze del betacoronavirus di Wuhan mostrano somiglianze con i betacoronavirus trovati nei pipistrelli;[21] tuttavia, il virus è geneticamente distinto da altri coronavirus come quello correlato alla sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e il coronavirus correlato alla sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus (MERS).[22]

Il SARS-CoV-2 è strettamente correlato al SARS-CoV-1 (identico dal 75% all'80%). Gli istituti di ricerca e per il controllo delle malattie cinesi hanno isolato cinque genomi del nuovo coronavirus, tra cui BetaCoV/Wuhan/IVDC-HB-01/2019, BetaCoV/Wuhan/IVDC-HB-04/2020, BetaCoV/Wuhan/IVDC-HB-05/2019, BetaCoV/Wuhan/WIV04/2019 e BetaCoV/Wuhan/IPBCAMS-WH-01/2019.[22][23][24] Il suo genoma è costituito da una singola elica di RNA di circa 30 kb (30 000 basi).[22]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Virioni di SARS-CoV-2 (in giallo) che emergono dalla superficie di cellule infettata (blu/rosa) coltivate in laboratorio

Ogni virione SARS-CoV-2 ha un diametro di circa 50-200 nanometri.[25]

Modello tridimensionale della proteina S (spinula) del SARS-CoV-2

Come altri coronavirus, SARS-CoV-2 presenta quattro proteine ​​strutturali, note: come proteina ​​S (spinula), E (inviluppo), M (membrana) e N (nucleocapside); la proteina N contiene il genoma dell'RNA mentre le proteine ​​S, E e M creano insieme l'inviluppo virale.[26] La proteina spinula[27], che è stata analizzata a livello atomico mediante microscopia crioelettronica,[28][29] è quella che permette al virus di attaccarsi alla membrana di una cellula ospite.[26]

Struttura del virione

Gli esperimenti di modellizzazione delle proteine ​​sulla proteina S del virus hanno suggerito che SARS-CoV-2 ha affinità con i recettori dell'enzima 2 di conversione dell'angiotensina (ACE2) delle cellule umane per usarle come "porta" di entrata nella cellula.[30]

Al 22 gennaio 2020, un gruppo cinese che lavorava con il genoma virale completo e un gruppo statunitense che utilizzava metodi di genetica inversa, hanno dimostrato indipendentemente che ACE2 era in grado di agire da recettore per SARS-CoV-2.[21][31][32][33][34][35] Gli studi hanno dimostrato che il SARS-CoV-2 ha un'affinità più elevata con ACE2 umano rispetto al SARS-CoV.[28]

Persistenza del virus[modifica | modifica wikitesto]

Diverse ricerche cercano di stabilire la persistenza del SARS-CoV-2 su vari tipi di superfici e ambienti anche in relazione alle condizioni variabili di temperatura, umidità ecc.

Aria[modifica | modifica wikitesto]

Ricerche indicano che il virus può rimanere infettivo negli aerosol per ore mentre sulle superfici fino a giorni.[36] Infatti, la COVID-19 è trasmessa dagli aerosol, in cui occorrono circa 66 minuti affinché si dimezzi il numero delle particelle di virus vitali. Il 25% mantiene ancora la virulenza dopo poco più di un'ora e il 12,5% della carica virale persiste dopo circa 3 ore.[36]

Secondo ricercatori cinesi il virus persiste entro 1 metro quadrato intorno ai pazienti con SARS-CoV-2, ciò è stato l'elemento che fa assumere la necessità del distanziamento di almeno un metro tra le persone.[37]

Metalli e altri materiali[modifica | modifica wikitesto]

Sull'acciaio inossidabile, per dimezzare la carica virale sono necessarie 5 ore e 38 minuti. Sulla plastica, invece, l'emivita è di 6 ore 49 minuti; sul cartone l'emivita è di circa tre ore e mezza. La carica virale sul rame si dimezza più velocemente che altrove, dove la metà del virus viene inattivato entro 45 minuti.[36][38][39]

Acqua[modifica | modifica wikitesto]

I sistemi di sanificazione delle acque potabili dovrebbero garantire di rimuovere o inattivare il virus,[40] così come quelli delle piscine e delle vasche di idromassaggio.[40]

Al 23 marzo 2020 si ritiene che il rischio di trasmissione della COVID-19 attraverso i sistemi fognari sia basso; pur non potendolo escludere del tutto ad oggi non ci sono prove che ciò si sia verificato. Nell'epidemia di SARS del 2003, è stata documentata la trasmissione associata agli aerosol delle acque reflue; per cui va monitorata l'efficienza dei sistemi di clorazione delle acque reflue.[40]

Storia ed epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Disinformazione riguardo al SARS-CoV-2.

Origine del virus[modifica | modifica wikitesto]

Diverse ipotesi formulate nei primi studi propendono per un'eziopatogenesi a probabile carattere zoonotico (come la SARS e la MERS). Più scienziati ritengono infatti che le malattie potrebbero aver avuto origine dal Bungarus multicinctus, un serpente altamente velenoso commerciato nel mercato umido di Wuhan, dove viene venduta carne di animali selvatici. Poiché la maggior parte del primo gruppo di umani infetti lavorava in quel mercato, si ipotizza che vi sia giunta una versione primordiale del virus, che da lì si sarebbe propagato nella provincia e nelle aree limitrofe.[41] Il 22 gennaio 2020, il Journal of Medical Virology ha pubblicato un rapporto con analisi genomica che riflette che i serpenti nell'area di Wuhan sono "il più probabile serbatoio di animali selvatici" per il virus, ma sono necessarie ulteriori ricerche. Stando ad alcune ipotesi, il virus avrebbe mutato prima dai pipistrelli e dopo i serpenti si sarebbe diffuso tramite un vettore sconosciuto.[41]

Secondo Daniel Lucey, della Georgetown University, le prime infezioni sarebbero occorse nel novembre 2019 o prima, essendoci uno studio pubblicato che mostra come 13 dei primi 41 pazienti riconosciuti non avevano alcunché a che fare con il mercato del pesce. Uno studio filogenetico basato su genomi pubblicati, suggerisce che la trasmissione possa essere avvenuta per il tramite di un singolo animale infetto.[42]

Il 17 marzo 2020, uno studio pubblicato su Nature mostra come la struttura genetica del virus sia incompatibile con qualsiasi alterazione artificiale oggi conosciuta e che, a conferma dei precedenti studi, la sua origine sia molto probabilmente animale[43].

Fattori epidemiologici[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine di gennaio 2020 il virus si è diffuso a Bangkok (Thailandia), Tokyo (Giappone), Seul (Corea del Sud), Cina, Taiwan, Hong Kong, Macao, in Malesia, Giappone, Stati Uniti, Vietnam, Singapore, Francia, Germania, Australia, Canada, Nepal, Cambogia, Sri Lanka, Italia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Brasile, Russia e Spagna.[44]

Alle 24:00 del 1º febbraio 2020, la Commissione Nazionale di Sanità (istituzione cinese) indicava: 14 411 casi confermati di cui 2 011 considerati gravi, 304 decessi, 328 pazienti guariti e dimessi, 19 544 casi sospetti. 118 478 persone sono sotto osservazione medica.[45][46]

Cittadini di Wuhan in coda per acquistare mascherine durante la pandemia di COVID-19 del 2019-2020.

Sebbene non siano ancora del tutto chiare le modalità di trasmissione del virus, è stato confermato che è in grado di passare da persona a persona. Un funzionario della sanità pubblica nello stato di Washington negli Stati Uniti ha osservato che i coronavirus vengono trasmessi principalmente "attraverso uno stretto contatto con un altro individuo, in particolare tossendo e starnutendo su qualcun altro che si trova entro un raggio di circa 1-2 metri da quella persona".[47] Si ritiene, infatti, che nella maggior parte dei casi la diffusione tra persone avvenga attraverso le goccioline respiratorie emesse da un individuo infetto mediante tosse o starnuti che, successivamente, vengono inalate da un soggetto sano che si trovi nelle vicinanze. Non è chiaro se sia possibile infettarsi dal virus anche dopo aver toccato superfici o oggetti ove sia presente portando poi le mani verso la propria bocca o verso il naso o gli occhi.[48]

Sebbene i virus respiratori siano trasmissibili solitamente quando il soggetto malato presenta anche i sintomi, sembrerebbe che il SARS-CoV-2 possa diffondersi anche in occasione di un contatto ravvicinato con un paziente asintomatico.[48] Si stima che il numero di riproduzione di base della trasmissione del virus da persona a persona sia tra il 1,4 e il 3,8. Tale valore indica il numero di altre persone a cui un paziente appena infetto possa trasmettere la malattia. Secondo quanto riferito, il nuovo coronavirus è stato finora in grado di trasmettersi in catena fino a un massimo di quattro persone.[49]

Il 22 gennaio 2020, alcuni scienziati avevano pubblicato un articolo che, dopo aver esaminato "umani, pipistrelli, galline, ricci, pangolini e due specie di serpenti", concludeva che il SARS-CoV-2 "sembra essere un virus ricombinante fra il coronavirus del pipistrello e un coronavirus di origine sconosciuta" ... e ... "tra gli animali selvatici il serpente è il serbatoio più probabile per il SARS-CoV-2" da cui poi viene trasmesso agli umani.[50][51] Ulteriori studi hanno inoltre suggerito che il SARS-CoV-2 sia originato a seguito della "combinazione di virus da pipistrelli e serpenti".[50][51][52] Tuttavia, parte della comunità scientifica ha contestato tali conclusioni sostenendo che il pipistrello doveva essere il serbatoio naturale, mentre l'ospite intermedio, un uccello o un mammifero e non gli stessi serpenti.[52][53]

Al 25 gennaio 2020 non è ancora stato confermato quale possa essere il serbatoio naturale del SARS-CoV-2 nella fauna selvatica e l'ospite intermedio che lo ha trasmesso agli esseri umani. È stato invece confermato che il virus riesca a entrare nella cellula umana attraverso il recettore ACE 2, come il virus SARS.[54]

Il 20 gennaio 2020 la trasmissione da persona a persona è stata confermata a Guangdong, in Cina, da Zhong Nanshan, capo del gruppo della commissione sanitaria che indagava sulla pandemia, rivelando che avviene attraverso le mucose di occhi, naso, bocca o contatto[senza fonte].

In Italia, incrociando i dati epidemiologici e molecolari, secondo uno studio italiano[55][56], la diffusione potrebbe essere partita intorno al 25 gennaio: infatti, studiando la banca dati GISAID, si scopre che i tre genomi del virus prelevati dei malati di Codogno sono strettamente correlati a quello isolato primariamente da un paziente ammalatosi di Covid-19 in Baviera, tra il 24 e il 27 gennaio 2020.

Patologie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: COVID-19.
Sintomi della malattia COVID-19 dovuta all'infezione da SARS-CoV-2

L'infezione da SARS-CoV-2 nell'uomo comporta una malattia chiamata COVID-19. I pazienti contagiati dal virus accusano solitamente sintomi simili all'influenza, come febbre (in oltre il 90% dei casi), tosse[57] secca (oltre l'80% dei casi), stanchezza, respiro corto (circa 20% dei casi) e difficoltà di respiro (circa 15% dei casi)[58] che sono stati descritti come "simil-influenzali".[59] Dall'analisi dei dati su 155 pazienti italiani deceduti al 6 marzo[60], condotta dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), sono meno comuni i sintomi gastrointestinali e non, come la diarrea, la Congiuntivite e l' ereuzione Cutanee (da cui ha correlazione con la malattia di Kawasaki), o anche l'emottisi, cioè l'emissione di sangue dalle vie respiratorie, ad esempio con un colpo di tosse. Invece, uno studio cinese evidenzia principalmente in 99 casi su 204 pazienti, cioè circa il 48,5%, la presenza di diarrea o altri sintomi gastrointestinali (vomito, dolori addominali).[61] Sintomi che si hanno in una fase avanzata dell'infezione, sono la parziale (disosmia), o totale (anosmia) perdita olfattiva, o del gusto (disgeusia) che, al momento, non è chiaro se siano transitorie e possano terminare con la guarigione, o siano permanenti.[62][63]

Il 26 gennaio, Ma Xiaowei (Commissione Nazionale di Sanità) ha dichiarato che "il nuovo coronavirus è contagioso anche nel suo periodo di incubazione, che dura fino a 14 giorni".[10]

I casi di infezione grave possono causare polmonite, insufficienza renale acuta, fino ad arrivare al decesso.[64] I pazienti presentano anche leucopenia (carenza di globuli bianchi) e linfocitopenia (carenza di linfociti).

In una dichiarazione rilasciata il 23 gennaio 2020, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che un quarto degli infetti presentava ulteriori malattie gravi e che molti di quelli deceduti accusavano ulteriori patologie come ipertensione, diabete o malattie cardiovascolari che alteravano il sistema immunitario.[65] Uno studio dimostra che la circonferenza del collo è un fattore di rischio per la necessità di ventilazione invasiva meccanica ed esito peggiore della malattia.[66]

Uno studio condotto sui primi 41 pazienti ricoverati negli ospedali di Wuhan con casi confermati ha riferito che la maggioranza dei pazienti era in buona salute prima di contrarre l'infezione e che oltre un quarto dei soggetti precedentemente sani necessitava di terapia intensiva.[67][68] Tra la maggior parte di coloro che hanno necessitato di un ricovero in ospedale, i parametri vitali erano stabili al momento del ricovero e presentavano un basso numero di globuli bianchi e bassi linfociti.[58]

Sebbene si supponga che le prime infezioni siano avvenute già qualche mese prima,[42] i primi 59 casi sospetti sono stati registrati tra la fine di dicembre 2019 e l'inizio di gennaio dell'anno successivo e tra questi l'infezione è stata confermata in 41 pazienti. 30 (73%) di questi erano uomini e l'età media era di 49 anni; quasi un terzo (32%) presentava una patologia di base pregressa, tra cui otto con diabete, sei con ipertensione e sei con malattie cardiache. Due terzi di questo primo gruppo erano stati esposti al mercato all'ingrosso dei frutti di mare di Huanan. I sintomi riportati tra loro sono stati: 40 (98%) con febbre, 31 (76%) con tosse e 18 (44%) con dolori muscolari e stanchezza. Sintomi meno frequenti includevano tosse con espettorato o emottisi, mal di testa e diarrea. Circa la metà del gruppo presentava carenza di respiro e per 13 è stato necessario il ricovero in terapia intensiva. L'esame tramite tomografia computerizzata effettuato su tutte le 41 persone contagiate ha rivelato la presenza di polmonite. Le complicanze includevano 12 pazienti con sindrome da distress respiratorio acuto, cinque con danno cardiaco acuto e quattro con infezione secondaria.[69]

Ricerca di un vaccino[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2020, diverse organizzazioni e istituzioni hanno iniziato a lavorare sulla creazione di vaccini per il 2019 n-CoV basato sul genoma pubblicato. Il 30 gennaio il programma quadro Orizzonte 2020 dell'UE ha pubblicato un invito a manifestare interesse.

Altrove, tre progetti sui vaccini sono supportati dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), compresi i progetti delle società biotecnologiche Moderna e Inovio Pharmaceuticals e un altro dall'Università del Queensland. Il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti sta collaborando con Moderna per creare un vaccino RNA corrispondente a una spinula della superficie del coronavirus e spera di iniziare la produzione entro maggio 2020. In Australia, l'Università del Queensland sta studiando il potenziale di un vaccino a pinza molecolare che modificherebbe geneticamente le proteine virali per farle imitare il coronavirus e stimolare una reazione immunitaria. Inovio Pharmaceuticals, che sviluppa vaccinazioni del DNA che non sono ancora state approvate per uso umano, ha un vaccino candidato pronto per i test preclinici e sta collaborando con un'azienda cinese al fine di accelerarne l'accettazione da parte delle autorità di regolamentazione in Cina.

In un progetto indipendente, la Public Health Agency del Canada ha concesso l'autorizzazione al Centro internazionale per i vaccini (VIDO-InterVac) dell'Università del Saskatchewan di iniziare a lavorare su un vaccino. VIDO-InterVac mira ad avviare la produzione e la sperimentazione animale nel marzo 2020 e la sperimentazione umana nel 2021.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dopo la malattia anche il coronavirus ha un nome, Sars-CoV-2, in ANSA, 12 febbraio 2020.
  2. ^ a b Che cosa è il coronavirus, in Agenzia Giornalistica Italia, 7 marzo 2020. URL consultato il 18 luglio 2020.
  3. ^ (EN) Novel Coronavirus (2019-nCoV) Situation Report - 10 (PDF), Organizzazione mondiale della sanità, 30 gennaio 2020. URL consultato il 18 luglio 2020.
  4. ^ (EN) WHO declares 2019-nCoV ARD ‘Public Health Emergency of International Concern’; Phil Gov’t issues travel ban, su doh.gov.ph, 31 gennaio 2020. URL consultato il 18 luglio 2020.
  5. ^ L'OMS ha chiamato COVID-19 la sindrome causata dal nuovo coronavirus, in il Post, 11 febbraio 2020. URL consultato l'11 febbraio 2020 (archiviato l'11 febbraio 2020).
  6. ^ New-type coronavirus causes pneumonia in Wuhan: expert, su Xinhua, 9 gennaio 2020. URL consultato il 23 gennaio 2020.
  7. ^ http://www.chinacdc.cn/dfdt/201912/t20191226_209404.html
  8. ^ https://platform.gisaid.org/epi3/start/CoV2020
  9. ^ (EN) Novel coronavirus disease 2019 (COVID-19) pandemic: increased transmission in the EU/EEAand the UK – sixth update (PDF), su ecdc.europa.eu, 12 marzo 2020. URL consultato il 18 luglio 2020.
  10. ^ a b Coronavirus contagious even incubation stage, in https://amp.scmp.com/news/china/society/article/3047701/coronavirus-contagious-even-incubation-stage-chinas-health#.
  11. ^ ECDC sheet 2019-nCoV, in https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/Risk-assessment-pneumonia-Wuhan-China-26-Jan-2020_0.pdf.
  12. ^ WHO conference about 2019-CoV, in https://twitter.com/ungeneva/status/1222519769275883521?s=21.
  13. ^ (EN) Chan JF, Kok KH, Zhu Z, Chu H, To KK, Yuan S, Yuen KY, Genomic characterization of the 2019 novel human-pathogenic coronavirus isolated from a patient with atypical pneumonia after visiting Wuhan
  14. ^ Massimo Zito, Sintomi e probabile origine del coronavirus di Wuhan, Reccom Magazine, 23 gennaio 2020. URL consultato il 23 gennaio 2020.
  15. ^ (EN) Wei Ji, Wei Wang e Xiaofang Zhao, Homologous recombination within the spike glycoprotein of the newly identified coronavirus may boost cross-species transmission from snake to human, in Journal of Medical Virology, DOI:10.1002/jmv.25682. URL consultato il 23 gennaio 2020.
  16. ^ (EN) Guangxiang “George” Luo, Haitao Guo e Shou-Jiang Gao, Snakes could be the original source of the new coronavirus outbreak in China, su The Conversation, 22 gennaio 2020. URL consultato il 23 gennaio 2020.
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  18. ^ Massimo Zito, Sintomi e probabile origine del coronavirus di Wuhan, Reccom Magazine, 23 gennaio 2020. URL consultato il 23 gennaio 2020.
  19. ^ (EN) Wei Ji, Wei Wang e Xiaofang Zhao, Homologous recombination within the spike glycoprotein of the newly identified coronavirus may boost cross-species transmission from snake to human, in Journal of Medical Virology, DOI:10.1002/jmv.25682. URL consultato il 23 gennaio 2020.
  20. ^ (EN) Guangxiang “George” Luo, Haitao Guo e Shou-Jiang Gao, Snakes could be the original source of the new coronavirus outbreak in China, su The Conversation, 22 gennaio 2020. URL consultato il 23 gennaio 2020.
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