Corneto (Puglia)

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Corneto è stato un borgo medievale della Capitanata, attestato a partire dall'XI secolo e distrutto nel 1349, situato nel territorio dell'odierno comune di Ascoli Satriano.

Fu un casale in possesso dell'abbazia della Santissima Trinità di Venosa, a cui venne donato da Roberto il Guiscardo nel 1063[1].

Il casale prosperò e in una cronaca di Venosa del XII secolo è citato come uno dei più grandi del regno[2]. Nel 1191 subì un saccheggio da parte dell'imperatore Enrico VI, in seguito all'appoggio dato dall'abbazia venosina a Tancredi di Lecce[2] che gli contendeva il trono di Sicilia.

I Cavalieri teutonici ottennero diverse donazioni di terre presso Corneto a partire dal 1226, inizialmente soggette alla commenda di Barletta. In seguito ad una cospicua ulteriore donazione da parte dell'imperatore Federico II, nel 1231 il gran maestro Ermanno di Salza, amico e consigliere dell'imperatore, vi istituì una commenda autonoma, che ebbe sede a poca distanza dal borgo, nella Torre Alemanna, tuttora conservata. Primo "commendatore" fu Algotio[3].

Nel 1232 vi morì e vi fu sepolto il monaco francescano Benvenuto da Gubbio, per il quale il casale di Corneto richiese al papa la canonizzazione[4]. Nei pressi si trovava una scuderia di proprietà imperiale[5]

L'abitato fu circondato da un muro con fossato e il castrum (centro fortificato) fu restituito nel 1268 da Carlo I d'Angiò all'abbazia di Venosa. Nel 1297 i beni dell'abbazia a Corneto, in seguito alla sua soppressione, passarono per volere di papa Bonifacio VIII all'ordine di San Giovanni di Gerusalemme, che vi stabilì una masseria (domus terre Cornete)[6]

Agli inizi del XIV secolo il borgo godeva di grande prosperità[7] e ugualmente prospera era la commenda teutonica[8].

Nel 1349 il borgo fu distrutto nell'ambito della guerra tra la regina Giovanna I di Napoli e Carlo di Durazzo. La Torre Alemanna rimase il centro di una grande azienda agricola gestita dall'ordine teutonico[9] che a partire dalla metà del XV secolo appartenne alla commenda cardinalizia di abbazia di San Leonardo di Siponto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Houben 2001, citato in bibliografia, p.22. La donazione fu confermata da Roberto conte del Principato nel 1096, citando la presenza un praepositus Corneti, preposto dell'abbazia, e da Guglielmo II conte di Principato nel 1105.
  2. ^ a b Houben 2001, citato in bibliografia, p.22.
  3. ^ Houben 2001, citato in bibliografia, p.21, p.33.
  4. ^ Luigi Pellegrini, "Gli ordini mendicanti in Capitanata. Secoli XIII-XIV", in M. S. Calò Mariani (a cura di), Capitanata medievale, Foggia 1998, p.113.
  5. ^ La struttura è menzionata nei pressi di Corneto dal Quaternus de excadenciis Capitinate del 1248 o 1249: Houben 2001, citato in bibliografia, p.20.
  6. ^ Houben 2001, citato in bibliografia, p.25.
  7. ^ In un documento del 1300 pagò la somma più elevata tra tutte le località della Capitanata in occasione di una tassa straordinaria (nota 56 Houben).
  8. ^ Houben 2001, citato in bibliografia, p.24.
  9. ^ Houben 2001, citato in bibliografia, p.28.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hubert Houben, "L'ordine religioso-militare dei Teutonici a Cerignola, Corneto e Torre Alemanna", in Kronos, 2, 2001, pp.17-44 (testo on-line in (PDF) scaricabile da questa pagina dei Servizi informatici bibliotecari d'ateneo dell'università degli studi di Lecce).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]