Coppa dei Caraibi 1990

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Coppa dei Caraibi 1990
Caribbean Championship 1990
Competizione Coppa dei Caraibi
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione
Date dal 22 luglio 1990
al 29 luglio 1990
Luogo Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago
(1 città)
Partecipanti 6 (20 alle qualificazioni)
Impianto/i 1 stadio
Statistiche
Incontri disputati 6
Gol segnati 16 (2,67 per incontro)
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1989 1991 Right arrow.svg

La Coppa dei Caraibi 1990 (Caribbean Championship 1990) fu la seconda edizione della Coppa dei Caraibi, competizione calcistica per nazione organizzata dalla CFU. La competizione si svolse a Trinidad e Tobago dal 22 luglio al 29 luglio 1990 e vide la partecipazione di sei squadre: Barbados, Giamaica, Grenada, Martinica, Saint Vincent e Grenadine e Trinidad e Tobago.

La CFU organizzò questa competizione dal 1989 al 1990 sotto il nome di Caribbean Championship; dall'edizione del 1991 a quella del 1998 cambiò nome e divenne Shell Caribbean Cup; le edizioni del 1999 e del 2001 si chiamarono Caribbean Nations Cup; infine dal 2005 la competizione si chiama Digicel Caribbean Cup.

Prima della finale, durante lo svolgimento delle partite, ci fu un colpo di Stato ordito da un'organizzazione islamica, la Jamāʿat al Muslimīn[1]. In quel momento questa situazione non era nota ai giocatori, né allo staff, né tantomeno al pubblico che assisteva. Solo successivamente il torneo fu abbandonato.

Il colpo di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Venerdi 27 luglio 1990, 114 membri del Jamāʿat al Muslimīn, un'organizzazione islamica di Trinidad, guidata dagli Imam Yasin Abu Bakr e Bilaal Abdullah, tentarono di organizzare un colpo di stato contro il governo di Trinidad e Tobago. Quarantadue insorti assaltarono la "Red House" (la sede del Parlamento), dove presero come ostaggi il primo ministro A. N. R. Robinson e la maggior parte del suo Gabinetto, incluso Horace James; nel frattempo altri settantadue insorti attaccarono gli uffici della Trinidad and Tobago Television (TTT), all'epoca l'unica stazione televisiva del paese, e gli uffici della Trinidad Broadcasting Company, una delle uniche due stazioni radio del paese. Alle 18 di quel giorno Yasin Abu Bakr apparì in televisione ed annunciò che il governo fu rovesciato, e che egli stava negoziando con l'esercito: esigeva la calma e disse che non ci sarebbe stato nessun saccheggio.

La forza di difesa di Trinidad e Tobago e la polizia rispose circondando la zona attorno alla Red House. Ci furono diffusi saccheggi e incendi dolosi a Port of Spain e in altre parti del "Corridoio Est-Ovest", ma nel resto del paese regnava la calma. Il presidente Emmanuel Carter dichiarò lo stato di emergenza e impose la legge marziale. Diversi membri del gabinetto che non erano presenti al momento dell'attentato nella Red House organizzarono il governo all'hotel Hilton. La notte del 27 luglio l'esercito prese il controllo di un trasmettitore della TTT posizionato a Cumberland Hill, togliendo così il segnale televisivo dall'etere.

Dopo sei giorni di negoziati, il 1º agosto i musulmani si arresero, e furono arrestati. Gli insorti furono processati per alto tradimento, ma la corte d'appello confermò l'amnistia offerta per assicurarsi la loro resa e furono rilasciati. Successivamente il Consiglio Privato invalidò l'amnistia, ma i membri del Muslimeen non furono riarrestati.

Durante il colpo di stato morirono circa ventiquattro persone, con perdite di beni per milioni. Tra i morti ci fu anche il membro del parlamento Leo Des Vignes. Molta gente ritiene che questo attentato fu la fine del potere del governo retto dal National Alliance for Reconstruction.

Formula[modifica | modifica wikitesto]

  • Qualificazioni
Trinidad e Tobago (come paese ospitante) è qualificato automaticamente alla fase finale. Rimangono 20 squadre, divise in quattro gruppi di quattro squadre (il gruppo D ha un turno preliminare con un girone da cinque squadre, la prima si qualifica al turno successivo). Giocano partite di sola andata, le prime classificate e la migliore seconda si qualificano alla fase finale.
  • Fase finale
6 squadre, divise in due gruppi da tre squadre. Giocano partite di sola andata, le prime classificate si qualificano per la finale. La vincente si laurea campione CFU.

Qualificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Qualificazioni alla Coppa dei Caraibi 1990.

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Fase finale[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo A[modifica | modifica wikitesto]

Port of Spain
22 luglio 1990
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago 5 – 0 Grenada Grenada Hasely Crawford Stadium

Port of Spain
25 luglio 1990
Grenada Grenada 0 – 0 Giamaica Giamaica Hasely Crawford Stadium

Port of Spain
27 luglio 1990
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago 0 – 0 Giamaica Giamaica Hasely Crawford Stadium

Pos Squadra P.ti G V N P GF GS DR
1 Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago 3 2 1 1 0 5 0 +5
2 Giamaica Giamaica 2 2 0 2 0 0 0 0
3 Grenada Grenada 1 2 0 1 1 0 5 -5

Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago qualificata alla finale. Giamaica Giamaica qualificata alla finale per il terzo posto.

Gruppo B[modifica | modifica wikitesto]

Port of Spain
22 luglio 1990
Barbados Barbados 2 – 2 Martinica Martinica Hasely Crawford Stadium

Port of Spain
25 luglio 1990
Martinica Martinica 2 – 0 Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine Hasely Crawford Stadium

Port of Spain
27 luglio 1990
Barbados Barbados 3 – 2 Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine Hasely Crawford Stadium

Pos Squadra P.ti G V N P GF GS DR
1 Martinica Martinica 3 2 1 1 0 4 2 +2
2 Barbados Barbados 3 2 1 1 0 5 4 +1
3 Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine 0 2 0 0 2 2 5 -3

Martinica Martinica qualificata alla finale. Barbados Barbados qualificata alla finale per il terzo posto.

Finale 3º posto[2][modifica | modifica wikitesto]

Bridgetown
29 luglio 1990
Barbados Barbados  –  Giamaica Giamaica Hasely Crawford Stadium

Finale[2][modifica | modifica wikitesto]

Bridgetown
29 luglio 1990
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago  –  Martinica Martinica Hasely Crawford Stadium

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Storia di Trinidad e Tobago, su trinidadtobago.eu.
  2. ^ a b Le finali per il primo e il terzo posto non si sono disputate per l'abbandono dalla competizione da parte delle squadre, dovuto al colpo di stato

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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