Convenzione per l'abolizione del lavoro forzato

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La Convenzione per l'abolizione del lavoro forzato, anche detta Convenzione 105, è un trattato internazionale parte delle otto convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL): siglata dalla Conferenza generale della OIL il 25 giugno 1957 ed entrata in vigore il 17 gennaio 1959, la convenzione vieta il ricorso al lavoro forzato in tutte le sue forme, in particolare come forma di punizione dei lavoratori che ricorrano al diritto di sciopero, come misura di coercizione o rieducazione politica o come metodo per realizzare discriminazioni razziali, sociali, nazionali o religiose.

La convenzione modifica i termini della precedente Convenzione sul lavoro forzato del 1930.

Nazioni aderenti[modifica | modifica wikitesto]

Al 2013, la convenzione è stata ratificata da 174 dei 185 membri della OIL[1]; gli 11 Stati membri della OIL che non hanno ratificato la convenzione sono:

Due delle nazioni che hanno ratificato la convenzione (Malaysia e Singapore) hanno poi ritirato la loro adesione; a queste si aggiungono poi gli altri otto Stati delle Nazioni Unite che non sono membri della OIL: Andorra, Bhutan, Corea del Nord, Liechtenstein, Micronesia, Monaco, Nauru e Tonga.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ratifications of C105 - Abolition of Forced Labour Convention, 1957 (No. 105), su ilo.org. URL consultato il 19 marzo 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]