Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale

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La Convenzione di Parigi per la Protezione della Proprietà Industriale, firmata a Parigi, il 20 marzo 1883, fu uno dei primi trattati sulla proprietà intellettuale e proprietà industriale. Si stabilì un'Unione di Paesi per proteggere questo diritto. La convenzione, con alcune modifiche e miglioramenti, è ancora in vigore nel 2016.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con la rivoluzione industriale e con la crescita degli scambi commerciali era sempre più urgente la necessità di armonizzare le diverse leggi locali in questo ambito.

Nel 1873 a Vienna, inoltre, durante la Mostra Internazionale delle Invenzioni si era verificato un evento singolare: gli inventori provenienti da paesi stranieri si erano rifiutati di partecipare alla mostra poiché temevano che le loro idee potessero essere rubate ed utilizzate commercialmente in altri paesi, dal momento che non era presente alcuna tutela di carattere sovranazionale.

Dieci anni dopo, come risposta ai problemi e alle proteste, venne quindi firmata a Parigi la Convenzione per la tutela della Proprietà Industriale, volta a stabilire le tutele in tema di marchi, brevetti e modelli industriali.

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

La convenzione si applica alla proprietà industriale nel senso più ampio, includendo brevetti, modello d'utilità, marchi, disegni e modelli industriali.

Diritto di reciprocità[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'art.2[1] del trattato, i paesi firmatari si impegnano a riconoscere ai cittadini degli altri Stati dell'Unione gli stessi diritti in materia di proprietà intellettuale, riconosciuti ai propri cittadini. Ciò garantisce l'uguaglianza di trattamento in tutti paesi.

Diritto di priorità[modifica | modifica wikitesto]

Il Diritto di Priorità, secondo le disposizioni dell'art.4[2], si applica ai brevetti, disegni e modelli industriali. Questo significa che, chiunque abbia depositato in uno dei paesi dell'Unione una domanda di brevetto d'invenzione, di modello d'utilità, di disegno o modello industriale, di marchio di fabbrica o di commercio, godrà di un diritto di priorità per eseguire il deposito negli altri paesi. È sufficiente depositare la domanda di brevetto in uno Stato dell'Unione per avere diritto alla priorità. I tempi per allargare la protezione della propria idea o invenzione ad altri Stati di interesse sono di dodici mesi per i brevetti d'invenzione e i modelli d'utilità, di sei mesi per i disegni o modelli industriali e per i marchi di fabbrica o di commercio.

Prima della convenzione di Parigi era necessario scegliere, al momento del deposito, tutti i mercati di interesse e affrontare i costi delle tasse di deposito e della traduzione nella lingua di ciascuno Stato.

L'Assemblea e gli altri organi[modifica | modifica wikitesto]

I Paesi aderenti alla Convenzione hanno costituito un'Assemblea, in cui è presente un delegato disponente di voto per ogni paese, assistito eventualmente da consiglieri ed esperti. L'Assemblea si occupa di far sì che la Convenzione sia correttamente rispettata e svolge qualsiasi altro compito che la Convenzione stessa comporta.

È inoltre presente un Comitato esecutivo, costituito dall'Assemblea, composto da un quarto dei Paesi membri dell'Assemblea stessa. Ha il compito principale di preparare l'ordine del giorno dell'Assemblea.

I compiti amministrativi sono, infine, svolti dall'Ufficio internazionale, che funge da segreteria e raccoglie le informazioni relative alla protezione della proprietà industriale.

Fondazione e modifiche[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una conferenza diplomatica tenutasi a Parigi nel 1880, la convenzione venne inizialmente firmata da 11 stati: Belgio, Brasile, Francia, Guatemala, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, El Salvador, Serbia, Spagna e Svizzera.

Il trattato fu revisionato a Bruxelles, Belgio, il 14 dicembre 1900; a Washington, Stati Uniti, il 2 giugno 1911; a L'Aia, Paesi Bassi, il 6 novembre 1925; a Londra, Gran Bretagna, il 2 giugno 1934; a Lisbona, Portogallo, il 31 ottobre 1958; a Stoccolma, il 14 luglio 1967 e fu rettificato il 28 settembre 1979.

Una delle principali modifiche è stata quella dell'Aia del 1925 che ha previsto l'inserimento dell'art. 10-bis[3] sulla concorrenza sleale. In tale articolo viene stipulato che i Paesi che hanno firmato la Convenzione sono tenuti ad assicurare protezione contro gli atti di concorrenza sleale, ovvero ogni atto di concorrenza contrario agli usi onesti in materia industriale o commerciale. Sono in particolare modo vietati i fatti che generino confusione o le asserzioni false che screditino lo stabilimento, i prodotti, o l'attività industriale e commerciale di un concorrente. Sono proibite infine le indicazioni che traggano in errore sulla natura, il modo di fabbricazione, le caratteristiche, l'attitudine all'uso o la quantità delle merci.

L'art. 10-bis ha inoltre ispirato la costituzione del''art. 2598 sulla concorrenza sleale del Codice Civile Italiano entrato in vigore nel 1942.

Paesi membri[modifica | modifica wikitesto]

La Convenzione ha ora 173 stati contraenti[4], il che la rende uno dei trattati con più larga diffusione globale. Taiwan e Kuwait non fanno parte della Convenzione.

Tra i paesi contraenti ci sono: Albania; Algeria; Andorra; Antigua e Barbuda; Argentina; Armenia; Australia; Austria; Azerbaigian; Bahamas; Bahrain; Bangladesh; Barbados; Bielorussia; Belgio; Belize; Benin; Bhutan; Bolivia; Bosnia ed Erzegovina; Botswana; Brasile; Bulgaria; Burkina Faso; Burundi; Cambogia; Camerun; Canada; Repubblica Centrafricana; Ciad; Cile; Cina; Colombia; Comore; Congo; Costa d'Avorio; Costa Rica; Croazia; Cuba; Cipro; Repubblica Ceca; Corea del Nord; Corea del Sud; Repubblica Democratica del Congo; Danimarca; Gibuti; Dominica; Repubblica Dominicana; Ecuador; Egitto; El Salvador; Guinea Equatoriale; Estonia; Finlandia; Francia; Gabon; Gambia; Georgia; Germania; Ghana; Grecia; Grenada; Guatemala; Guinea; Guinea-Bissau; Guyana; Haiti; Santa Sede; Honduras; Ungheria; Islanda; India; Indonesia; Iran; Iraq; Irlanda; Israele; Italia; Giamaica; Giappone; Giordania; Kazakistan; Kenya; Kirghizistan; Laos; Lettonia; Libano; Lesotho; Liberia; Libia; Liechtenstein; Lituania; Lussemburgo; Madagascar; Malawi; Malesia; Mali; Malta; Mauritania; Mauritius; Messico; Monaco; Mongolia; Montenegro; Marocco; Mozambico; Namibia; Nepal; Paesi Bassi; Nuova Zelanda; Nicaragua; Niger; Nigeria; Norvegia; Oman; Pakistan; Panama; Papua Nuova Guinea; Paraguay; Perù; Filippine; Polonia; Portogallo; Qatar; Moldavia; Romania; Federazione Russa; Ruanda; Saint Kitts e Nevis; Saint Vincent e Grenadine; San Marino; Santa Lucia; São Tomé e Principe; Arabia Saudita; Senegal; Serbia e Montenegro; Seychelles; Sierra Leone; Singapore; Slovacchia; Slovenia; Sudafrica; Spagna; Sri Lanka; Sudan; Suriname; Swaziland; Svezia; Svizzera; Siria; Tagikistan; Thailandia; Macedonia; Togo; Tonga; Trinidad e Tobago; Tunisia; Turchia; Turkmenistan; Uganda; Ucraina; Emirati Arabi Uniti; Regno Unito; Tanzania; Stati Uniti d'America; Uruguay; Uzbekistan; Venezuela; Vietnam; Yemen; Zambia; Zimbabwe.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La Convenzione di Parigi è amministrata dall'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO)[5], con sede a Ginevra, in Svizzera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]