Convento dei Cappuccini (Calangianus)

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Convento dei Cappuccini
Calangianus - Ex convento dei frati cappuccini (07).JPG
StatoItalia Italia
RegioneSardegna Sardegna
LocalitàCalangianus-Stemma.png Calangianus
Religionecristiana cattolica di rito romano
Ordinefrati minori cappuccini
Diocesi Tempio-Ampurias
Inizio costruzioneprimi del XVIII secolo
Sito web

Coordinate: 40°55′19.47″N 9°11′28.35″E / 40.922074°N 9.191209°E40.922074; 9.191209

Il convento dei Cappuccini è stato un edificio religioso situato a Calangianus, centro abitato della Sardegna settentrionale. Una parte del convento, rimasta in essere, è situata sul retro della chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Edificato nel 1705 dai frati minori cappuccini - uno dei tre ordini mendicanti maschili che costituiscono la famiglia francescana - nel 1866 vi fu la soppressione e l'espulsione dei religiosi dal convento. In seguito a ciò, una parte venne ceduta alla Provincia di Sassari perché se ne servisse come caserma dei reali carabinieri, un'altra al Comune per destinarla a scuola, carcere e ufficio pretoriale.

Durante la prima e la seconda guerra mondiale, la chiesa fu occupata dai soldati che la ridussero in cattive condizioni. Nel 1946, grazie alla disponibilità di un comitato, vennero raccolti dei fondi per abbellire l'interno con affreschi del pittore milanese Carlo Armanni.

Il museo[modifica | modifica wikitesto]

Un'aula del Museo del Sughero.
Museo del Sughero
Calangianus - Ex convento dei frati cappuccini (05).JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàCalangianus
Indirizzovia San Francesco, 4
Caratteristiche
TipoArte e artigianato
Istituzioneluglio 2011
Aperturamaggio 2012
Sito web

I locali del convento ospitano oggi il Museo del Sughero di Calangianus. Il museo è stato inaugurato nel luglio del 2011, ma aperto e reso fruibile a partire da maggio 2012.[1]

Attualmente è gestito dall’associazione turistico-culturale Contiamoci, la quale ne ha curato l’allestimento. La struttura è articolata su due piani: all’interno delle caratteristiche celle del piano terra sono esposti gli antichi macchinari e gli utensili per la lavorazione del sughero. Il grande salone al piano superiore ospita, invece, una sezione multimediale con una serie di video che ripercorrono tutte le intere fasi della lavorazione, dall’estrazione del sughero dalla pianta, alla trasformazione in turaccioli finiti e una sala predisposta per convegni e laboratori didattici per bambini. Una guida accompagnerà i visitatori per illustrare e spiegare tutte le fasi e i macchinari della lavorazione.[2]

Il museo è dotato di un punto vendita dove è possibile acquistare prodotti e souvenir di artigianato locale.

Su prenotazione è anche possibile concordare dei pacchetti turistici che abbinano la visita al museo a quella di altri siti e monumenti caratteristici del paese, ai laboratori artigianali di manufatti di sughero o alle cantine di vino locali, in caratteristiche escursioni.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Daniele Puddu, Museo del Sughero a Calangianus, su www.paradisola.it. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  2. ^ Gian Carlo Deligios, Museo del Sughero - Calangianus, 3 maggio 2013. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  3. ^ Calangianus, la capitale del sughero, in www.turismo.it. URL consultato il 12 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X.
  • Francesco Floris (a cura di), Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&Compton editore, 2007.

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