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Contrada Sant'Ambrogio

Coordinate: 45°35′34.22″N 8°55′02.82″E
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Contrada Sant'Ambrogio
contrada di Legnano
Blasonaturatagliato, in alto a sinistra due quadratini gialli in campo verde, in basso a destra lo staffile di sant'Ambrogio in campo giallo
Informazioni generali
Colori  giallo e verde
MottoOderint dum metuant[N 1]
Istituzione1932
Edificio religioso di riferimentochiesa di Sant'Ambrogio
Patronosant'Ambrogio
Festa della contrada7 dicembre
Contradaiolisantambrosiani, ambrogini
Reggenza
Gran prioreErmenegildo Pizzo
CapitanoMattia Landi
CastellanaGiulia Restelli
ScudieroJacopo Bertelli
Gran damaRosanna Garavaglia
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Lombardia
ComuneLegnano
Manierovia Madonna delle Grazie 3
Coordinate45°35′34.22″N 8°55′02.82″E
La contrada e il palio
Vittorie al palio7
Ultima vittoria: 2025
Vittorie alla provaccia13
Ultima vittoria: 2024
Cappotti1
Ultimo cappotto: 1986
AlleateNessuna
AvversarieSan Magno[1]
Legnarello[2]
Mezzi di informazione
Sito ufficialewww.contradasantambrogio.it
PeriodicoLo Staffile
Mappa di localizzazione
Map
Palio di Legnano

La contrada Sant'Ambrogio è una delle otto contrade in cui è divisa la città lombarda di Legnano. È situata nella zona centro-sud della città. Partecipa annualmente al palio di Legnano ed è stata istituita in occasione dell'organizzazione della festa del Carroccio (1932)[3].

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Legnano e Battaglia di Legnano.
Corte lombarda nel quartiere legnanese di Sant'Ambrogio negli anni sessanta del XX secolo
Il santuario della Madonna delle Grazie di Legnano

Il territorio della contrada comprende parte del centro storico della città del Carroccio. L'abitato appartenente alla contrada di Sant'Ambrogio è pertanto tra i più antichi di Legnano e include, tra l'altro, il santuario della Madonna delle Grazie.

Ancora oggi la contrada viene ricordata con l'appellativo dialettale legnanese Burgu di maragàsc (in italiano, "Borgo del granoturco") per via dei fusti di granoturco che un tempo erano conservati nei vecchi cortili per poi essere bruciati[4].

Il centro storico di Legnano ha una forma allungata lungo la direttrice tracciata da un'antica strada che corrisponde ai moderni corso Magenta e Garibaldi, che fanno da confine tra le contrade di Sant'Ambrogio e San Magno. Questa strada proviene dalla Valle Olona e mette in comunicazione Castellanza con Legnano attraversando l'agglomerato urbano legnanese da nord a sud; all'ingresso e all'uscita da Legnano furono costruite due porte di accesso di cui una, quella meridionale, era conosciuta come "Porta di Sotto": fu demolita nel 1818 perché rendeva difficoltosa la circolazione dei carri degli agricoltori[5][6].

A nord, nel rione Mugiato, era presumibilmente situata una "Porta di Sopra" della quale, però, non sono rimaste testimonianze tangibili, dato che fu verosimilmente abbattuta in tempi più remoti[7]. Il tratto di corso Garibaldi che attraversa la contrada Sant'Ambrogio era anticamente conosciuto come contrada maggiore[8].

Il territorio della contrada potrebbe essere stato teatro degli scontri decisivi della battaglia di Legnano. Il Carroccio venne posizionato sul bordo di un ripido pendio fiancheggiante l'Olona, così che la cavalleria imperiale, il cui arrivo era previsto da Castellanza lungo il corso del fiume, sarebbe stata obbligata ad assalire il centro dell'esercito della Lega Lombarda risalendo una scarpata[9][10]. Federico Barbarossa sarebbe stato quindi costretto ad attaccare l'esercito comunale in una situazione di svantaggio, dato che avrebbe dovuto sferrare l'assalto dal basso[10].

La Battaglia di Legnano di Amos Cassioli (1860), dipinto conservato presso la Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti a Firenze[11]

Questa scelta si rivelò poi sbagliata: il Barbarossa arrivò infatti da Borsano, cioè dalla parte opposta, obbligando le truppe comunali, che avevano la strada di fuga sbarrata dall'Olona, a resistere intorno al Carroccio[10]. Una delle cronache dell'epoca, gli Annali di Colonia, contiene infatti un'informazione che indica dove probabilmente fosse il Carroccio[12]:

(latino)
«[...] At Longobardi aut vincere aut mori parati, grandi fossa suum exercitum circumdederunt, ut nemo, cum bello urgeretur, effugere posset. [...]»
(italiano)
«[...] I lombardi, pronti a vincere o a morire sul campo, collocarono il proprio esercito all'interno di una grande fossa, in modo tale che quando la battaglia fosse stata nel vivo, nessuno sarebbe potuto fuggire. [...]»

Ciò potrebbe significare che le fasi decisive della famosa battaglia siano state combattute nell'odierna contrada San Martino oppure in prossimità del quartiere legnanese della "Costa di San Giorgio", e quindi su un territorio ora appartenente alla contrada di Sant'Ambrogio, a quella di San Magno e al comune di San Giorgio su Legnano, non essendo in altra parte del Legnanese individuabile un'altra scarpata con queste caratteristiche[9]. Tra il quartiere della Costa di San Giorgio e l'Olona è ancora oggi presente un pendio che è stato in seguito incluso nel parco castello.

La chiesa di riferimento

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Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Ambrogio (Legnano).
La chiesa di Sant'Ambrogio

La contrada fa riferimento alla chiesa di Sant'Ambrogio[13]. In occasione della vittoria della contrada nella corsa ippica, la copia della croce di Ariberto da Intimiano viene solennemente traslata nella chiesa di riferimento del rione vincitore e qui conservata per un anno: questo ambito simbolo di vittoria è custodito nella chiesa fino all'edizione successiva del palio. È la chiesa della città con le origini più antiche[14].

La prima citazione di un edificio religioso dedicato a sant'Ambrogio a Legnano è contenuta in un documento del 1389, il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, che fu scritto da Goffredo da Bussero[14]. La chiesa, nella forma moderna, risale al 1590; venne costruita sui resti del precedente tempio dedicato a Sant'Ambrogio. All'epoca era infatti comune che le nuove chiese venissero ricostruite mantenendo qualche resto (ad esempio una parete o un altare) della costruzione precedente[15]. La chiesa di Sant'Ambrogio ha subito un ingrandimento nel 1740, dopo il quale ha assunto il moderno aspetto[16]. Le opere d'arte più importanti presenti nella chiesa di Sant'Ambrogio sono alcuni dipinti di Giambattista e Francesco Lampugnani, che risalgono al XVII secolo[16].

Interno del maniero della Contrada Sant'Ambrogio

Nel corso della sua storia la contrada ha cambiato diversi manieri[N 2][17]. Originariamente il rione aveva sede all'interno del cortile Cairoli, poi nella corte adiacente all'oratorio e in seguito nell'antico cortile del Brianza, che si trova di fronte alla chiesa di Sant'Ambrogio e che è caratterizzato da un portale d'ingresso di grande pregio architettonico[17]. Dato che parte del territorio della contrada comprende il centro storico della città non è stato facile, per il rione, trovare una sede definitiva che fosse ampia a sufficienza, che avesse un prezzo abbordabile e che rispondesse alle esigenze legate alla vita associativa[17].

Alla fine la scelta è caduta su uno stabile che si trova al centro della contrada, in via Madonna delle Grazie, lungo una strada che collega la chiesa di Sant'Ambrogio e il santuario della Madonna della Grazie, ovvero i due edifici di culto presenti nel rione[17]. Il maniero, che è di proprietà della contrada, ha sede in un edificio moderno a due piani; l'interno è stato modificato in modo tale da richiamare lo stile medievale con l'utilizzo di mobili d'epoca e con la realizzazione di alcune vetrate artistiche[17]. Al piano terreno sono presenti il bar e il salone principale che può ospitare, anche in caso di cene, circa 150 persone, mentre al piano superiore sono state ricavate le stanze di lavoro, come quella destinata alla preparazione dei costumi della sfilata e la sala del consiglio, le cui pareti sono ornate da opere che riproducono sant'Ambrogio[18].

I colori ed il gonfalone

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I resti del campanile romanico dell'antica chiesa di San Salvatore, ora inglobati nella basilica di San Magno

I colori della contrada sono spiegati da una leggenda e da un fatto storico realmente accaduto[4]. La leggenda racconta che una volta all'anno, in una notte di febbraio, un demone dalla pelle gialla aveva l'abitudine di aggirarsi per le vie del rione vestito di una vecchia tunica verdastra, con l'intento di recarsi nella chiesa di Sant'Ambrogio a compiere dei furti. Le scorribande durarono fino a quando il parroco, stanco di queste sparizioni, infilò nella serratura del portone d'ingresso una coroncina di rosario: in questo modo il demone trovò le sue chiavi ostacolate e mise le dita per liberare il foro, ma toccando l'oggetto sacro si sgonfiò e morì, lasciando sul sagrato la sua pelle giallastra ed il suo il mantello verde. Il mattino seguente i fedeli, recandosi in chiesa, trovarono tali resti e adottarono questi colori a simbolo della contrada.

L'antico palazzo Leone da Perego medievale, demolito alla fine del XIX secolo e in seguito sostituito dal moderno e omonimo edificio, in un acquarello di Giuseppe Pirovano

Un'altra spiegazione, questa volta di carattere storico, proviene dal ritrovamento della salma dell'arcivescovo di Milano Leone da Perego, deceduto a Legnano nel 1257 nell'omonimo palazzo[19], sotto il portico della chiesa di Sant'Ambrogio; questo ritrovamento avvenne nel 1650 durante i lavori di ampliamento dell'edificio religioso[20]. A tal proposito Agostino Pozzo, prevosto di Legnano, scrisse:

«[...] fu trovato il corpo dell'arcivescovo Leone da Perego sotto un volto nei muro, poco elevato da terra, tutto intero, in un grosso tronco di arbore e scavato a modo di culla et scrivendo questo viveano persone che attestavano haverlo veduto. Venne ciò a notitia di San Carlo vivendo qual si trovò una sera in Legnano et riconosciuto il tutto fa mattina immediatamente seguente non si vide né l'arcivescovo vivo né il morto [...]»

Secondo invece due cronisti medievali, la salma di Leone da Perego venne inumata nella chiesa legnanese di San Salvatore[21]. Sempre secondo i resoconti di Agostino Pozzo, per ritrovare il suo tesoro, che si credeva sepolto nella chiesa di sant'Ambrogio e che si diceva composto da oggetti d'aurei e di bronzo, si continuò a scavare, ma invano. Dopo il suo ritrovamento, la salma di Leone da Perego scomparve senza più lasciare traccia[13].

Considerando l'evento storico legato al ritrovamento della salma dell'arcivescovo, il significato del giallo e del verde è collegato, rispettivamente, all'oro e al bronzo del tesoro di Leone da Perego. Sul gonfalone è della contrada è invece raffigurato lo staffile di sant'Ambrogio[4].

Albo d'oro delle reggenze

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L'albo d'oro delle reggenze della contrada Sant'Ambrogio è[22]:

Anno Capitano Castellana Gran priore Scudiero
1935Carlo Pensotti,
poi Carlo Galli
---
1936Osvaldo Prandoni---
1937Luigi Assi---
1938Carlo Rossini---
1939Vito Silvestri---
Dal 1940 al 1951 tutte le attività relative al palio di Legnano sono state sospese
a causa delle vicende belliche legate alla seconda guerra mondiale
[23]
1952Enzo PaganiCittera-Paolo Cairoli
1953Enzo PaganiLangè-Paolo Cairoli
1954Enzo PaganiAnna Pravettoni-Paolo Cairoli
1955Enzo PaganiAnna Pravettoni-Paolo Cairoli
1956Enzo PaganiAnna Pravettoni-Gino Ruzzon
1957Enzo PaganiEnrica Barbaglia-Gino Ruzzon
1958Enzo PaganiEnrica Barbaglia-Gino Ruzzon
1959Enzo PaganiEnrica Barbaglia-Gino Ruzzon
1960Sem PrandoniAnna Sartorelli-Gino Ruzzon
1961Sem PrandoniLuciana Sartorelli-Rolando Nizzolini
1962Sem PrandoniLuciana Sartorelli-Rolando Nizzolini
1963Sem PrandoniLuciana Sartorelli-Rolando Nizzolini
1964Benedetto SartorelliSilvana Borsani-Rolando Nizzolini
1965Benedetto SartorelliAnna Menticelli-Rolando Nizzolini
1966Benedetto SartorelliRoberta Colombo Bolla-Rolando Nizzolini
1967A. Della FogliaLuisa Cozzi Maria-Rolando Nizzolini
1968Ermanno RomanòPatrizia Crespi-Eupreprio Rizzo
1969Ermanno RomanòPatrizia Crespi-Eupreprio Rizzo
1970Ermanno RomanòLuisa Bellotti Maria-Eupreprio Rizzo
1971Ermanno RomanòAlessandra FerrarioGenesio MocchettiEupreprio Rizzo
1972Ermanno RomanòAlessandra FerrarioGenesio MocchettiEupreprio Rizzo
1973Edoardo MolteniDonatella BertelliGenesio MocchettiEupreprio Rizzo
1974Edoardo MolteniDonatella BertelliGenesio MocchettiEupreprio Rizzo
1975Giuliano LocatelliPatrizia ColomboEdoardo MolteniEupreprio Rizzo
1976Giuliano LocatelliCarmen CattaneoEdoardo MolteniGianni Gilormello
1977Luca PaganiCarmen CattaneoErmanno RomanòGianni Gilormello
1978Luca PaganiCarmen CattaneoErmanno RomanòGianni Gilormello
1979Luca PaganiCarmen CattaneoGiancarlo LampertiMassimo Borsani
1980Giancarlo PeroniPatrizia AlliRino FranchiMassimo Borsani
1981Gianpiero MariPatrizia AlliAlessandra FerrarioRolando Nizzolini
1982Gianpiero MariPatrizia AlliEnzo PaganiRolando Nizzolini
1983Gianpiero MariPatrizia AlliEnzo PaganiRolando Nizzolini
1984Gianpiero MariRosanna GaravagliaEnzo PaganiRolando Nizzolini
1985Marco CairoliPaola SartorelliAlfiero SartorelliRemo Bevilacqua
1986Marco CairoliPaola SartorelliAlfiero SartorelliRemo Bevilacqua
1987Marco CairoliPaola SartorelliAlfiero SartorelliRemo Bevilacqua
1988Remo BevilacquaPaola CollimedagliaRoberto CattaneoMario Fisichella
1989Remo BevilacquaPaola CollimedagliaRino FranchiLuciano Vignati
1990Angelo VignatiDaniela ToiaRino FranchiGiovanni Roveda
1991Angelo VignatiDaniela ToiaEzio ToiaGiovanni Roveda
1992Giovanni RovedaDaniela ToiaEzio ToiaVittorio Tammaro
1993Alberto RomanòIsabella RondaniniEzio ToiaEugenio Bertoglio
1994Alberto RomanòIsabella RondaniniEzio ToiaEugenio Bertoglio
1995Alberto RomanòRaffaella ToiaRita SarediLeandro Bertazzi
1996Alberto RomanòRaffaella ToiaRita SarediLeandro Bertazzi
1997Alberto RomanòRaffaella ToiaVincenzo ArmaturaLeandro Bertazzi
1998Alberto RomanòRaffaella ToiaVincenzo ArmaturaLeandro Bertazzi
1999Alberto RomanòRaffaella ToiaAlessandro RotaRoberto Brignoli
2000Alberto RomanòSabrina MarraAlessandro RotaDiego Bianchi
2001Alberto RomanòSabrina MarraAlessandro RotaLuigi Casadio
2002Remo BevilacquaSabrina MarraGiovanni RovedaLuigi Casadio
2003Remo BevilacquaSara BertazziGiovanni RovedaMassimiliano Roveda
2004Remo BevilacquaSara BertazziGiovanni RovedaMassimiliano Roveda
2005Remo BevilacquaSara BertazziGiovanni RovedaMassimiliano Roveda
2006Remo BevilacquaRoberta TammaroGiovanni RovedaMassimiliano Roveda
2007Marco VitaliPatrizia MarraRino FranchiAdelio Berton
2008Marco VitaliPatrizia MarraRino FranchiMario Venditti
2009Marco VitaliPatrizia MarraRino FranchiMario Venditti
2010Marco VitaliPatrizia MarraFabrizio NicolettiSimone Pagani
2011Massimiliano RovedaMarta GaravagliaNicoletti FabrizioGiacomo Alberio
2012Massimiliano RovedaMarta GaravagliaNicoletti FabrizioGiacomo Alberio
2013Massimiliano RovedaMarta GaravagliaNicoletti FabrizioGiacomo Alberio
2014Massimiliano RovedaMarta GaravagliaNicoletti FabrizioGiacomo Alberio
2015Massimiliano FranchiIlaria VeritàMario VendittiLuigi Plastino
2016Massimiliano FranchiIlaria VeritàMario VendittiLuigi Plastino
2017Massimiliano FranchiIlaria VeritàSabrina MarraMattia Landi
2018Massimiliano FranchiIlaria VeritàSabrina MarraMattia Landi
2019Remo BevilacquaSilvia MocchettiSabrina MarraAndrea Marazzini
2020Remo BevilacquaSilvia MocchettiSabrina MarraAndrea Marazzini
2021Remo BevilacquaSilvia MocchettiSabrina MarraPaolo Nicoletti
2022Mattia LandiFrancesca PiazzaErmenegildo PizzoAlessandro Ortica
2023Mattia LandiFrancesca PiazzaErmenegildo PizzoAlessandro Ortica
2024Mattia LandiGiulia RestelliErmenegildo PizzoAlessandro Ortica
2025Mattia LandiGiulia RestelliErmenegildo PizzoJacopo Bertelli
2026Mattia LandiGiulia RestelliErmenegildo PizzoJacopo Bertelli

Nota: in grassetto le reggenze che hanno retto la contrada in occasione delle vittorie al palio.

Contrade avversarie

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La contrada ed il palio

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Lo stesso argomento in dettaglio: Vincitori del palio di Legnano e della provaccia.

La contrada di Sant'Ambrogio ha conquistato 7 vittorie al palio: 1962, 1968, 1986, 1988, 2004, 2012 e 2025[23].

N° vittoria Anno Capitano Fantino Cavallo
11962Sem PrandoniGiorgio Terni detto VittorinoLa Gigolette
21968Ermanno RomanòEttore SimonazziCapriccio
31986Marco CairoliAntonello Casula detto MorettoSarazar
41988Remo BevilacquaLuca Semenzato detto CecchettiSarazar
52004Remo BevilacquaDino Pes detto VellutoSoldato
62012Massimiliano RovedaSilvano Mulas detto VogliaDeo Volente
72025Mattia LandiGiuseppe Zedde detto GingilloAristoteles

La contrada ha anche vinto tredici edizioni della provaccia (1986, 1989, 1992, 1993, 1994, 1996, 1998, 1999, 2001, 2008, 2019, 2021, 2024)[24] realizzando in un'occasione il "cappotto" (1986).

  1. In italiano: "mi abbiano in odio, purché mi temano".
  2. I "manieri" sono le sedi delle contrade di Legnano.

Bibliografiche

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  1. 1 2 Il Palio di Legnano entra nel vivo: le rivalità, su ilgiorno.it. URL consultato il 13 maggio 2016.
  2. 1 2 Traslazione della Croce: Sant'Ambrogio contro Legnarello, su ilgiorno.it. URL consultato il 13 maggio 2016.
  3. D'Ilario, 2000, p. 4.
  4. 1 2 3 Contrada Sant'Ambrogio, su collegiodeicapitani.it. URL consultato il 4 aprile 2014.
  5. D'Ilario, 1984, p. 213.
  6. Ferrarini, p. 101.
  7. Agnoletto, pp. 32-33.
  8. D'Ilario, 1984, p. 98.
  9. 1 2 Agnoletto, p. 39.
  10. 1 2 3 D'Ilario, 1984, p. 233.
  11. Amos Cassoli, La battaglia di Legnano, 1860, su musica.san.beniculturali.it. URL consultato il 14 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2016).
  12. D'Ilario, 1976, p. 85.
  13. 1 2 La Chiesa di S.Ambrogio:Gli oltre dieci secoli di storia del più antico tempio di Legnano, su legnano.org. URL consultato il 4 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 27 giugno 2007).
  14. 1 2 D'Ilario, 1984, p. 236.
  15. D'Ilario, 1984, p. 238.
  16. 1 2 D'Ilario, 1984, p. 244.
  17. 1 2 3 4 5 Autori vari, p. 202.
  18. Autori vari, pp. 202-203.
  19. D'Ilario, 1984, p. 211.
  20. 1 2 D'Ilario, 1984, p. 237.
  21. Ferrarini, p. 56.
  22. Le reggenze (PDF), su paliodilegnano.it. URL consultato il 6 agosto 2017.
  23. 1 2 L'albo d'oro del Palio di Legnano, su contradalegnarello.it. URL consultato il 4 aprile 2014.
  24. La Provaccia, su contradalegnarello.it. URL consultato il 29 maggio 2017.
  • Autori vari, Il Palio di Legnano : Sagra del Carroccio e Palio delle Contrade nella storia e nella vita della città, Banca di Legnano, 1998, SBN TO01145476.
  • Attilio Agnoletto, San Giorgio su Legnano - storia, società, ambiente, 1992, SBN CFI0249761.
  • Giorgio D'Ilario, Egidio Gianazza, Augusto Marinoni, Legnano e la battaglia, Edizioni Landoni, 1976, SBN LO11256757.
  • Giorgio D'Ilario, Egidio Gianazza, Augusto Marinoni, Marco Turri, Profilo storico della città di Legnano, Edizioni Landoni, 1984, SBN RAV0221175.
  • Giorgio D'Ilario, Sagra del Carroccio - Palio delle Contrade, Tipotecnica, 2000, ISBN non esistente.
  • Gabriella Ferrarini, Marco Stadiotti, Legnano una città, la sua storia, la sua anima, Telesio editore, 2001, SBN RMR0096536.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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