Contrada Ferruzza

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Nome: Contrada Ferruzza
Stemma: Vaiato di bianco e nero caricato di un airone d'argento
Colori: Bianco e nero
Presidente: Simone Daddi
Capitano: Federico Donnini
Barbaresco: Gabriele Mannucci
Indirizzo: Via della Pescaia, 18
Nome Patrono: Madonna della Ferruzza
Data patrono: 15 agosto
Vittorie: 1 (1981) con Luca Sardelli su Vola Vola
Contrade Alleate: -
Contrade Rivali: Contrada Cappiano
Nome Contradaioli: Ferruzzini o ferruzzani
Sito: www.contradaferruzza.it
Periodico: Il Cenerino (semestrale)

Storia della contrada Ferruzza

Le origini della Contrada Ferruzza risalgono alla prima metà del 1300; del suo nome nel corso degli anni sono state date versione contrastanti.

La più attendibile, in quanto condivisa da alcuni storici, è quella che fa risalire il nome a tale Perizzo o Pieruccio di Nuto , che avendo fatto costruire una fonte, da lui stessi denominata " Fonte della Peruzza", col passare degli anni ribattezzata " Fonte della Ferruzza".

Da essa secondo questa teoria, avrebbe preso il nome anche l'Oratorio della Madonna della Ferruzza edificato circa un secolo dopo, intorno alla metà del 1400.

Chiesa della Vergine della Ferruzza

Il nome Ferruzza nasce nella seconda metà del Quattrocento e ha origine dal podestà Antonio Ferrucci, che, come è emerso dalle recenti ricerche di Aurora Del Rosso, fece costruire la Fonte e il Tabernacolo dedicato alla Madonna, che da lui si denominò della Vergine Ferruccia. La Fonte fu detta anche “Nuova”, perché si contrapponeva ad fonte una più antica, esistente in questa zona fin dal XIII secolo e che corrispondeva molto probabilmente con l'attuale Fontina (Via della Fontina). Questa fonte più antica era anche detta "Peruzza”, avendo preso il nome da tale Peruzzo, vissuto nella prima metà del Duecento. Evidentemente in epoca moderna, probabilmente nel Seicento, a causa della loro somiglianza, i due nomi erano stati fusi nellunico nome attuale: Ferruzza.

La zona della Ferruzza ha però origini ancora più antiche. Certamente prima del Tabernacolo c'era qui un romitorio, cioè un rifugio per uno o più eremiti, documentato fin dal XIII secolo fuori di Porta Sant'Andrea (quella che poi fu detta popolarmente Torre di Castruccio), lungo la Via Francigena, la strada che, provenendo da Lucca, risaliva la collina di Fucecchio prima di entrare all'interno del castello. Qui tutta la fascia dell'altura che scende verso la pianura fino al luogo dove sorgeva un tempo la manifattura dei tabacchi, era denominata Ghiaia, dalla presenza di giacimenti ghiaiosi, che i Fucecchiesi nel Medioevo utilizzavano per realizzare i fondi stradali. Ne estrassero, ad esempio, quantità abbondanti a iniziare dal 1289 per inghiaiare la nuova strada che univa Fucecchio con Ponte a Cappiano. Nel luogo detto Ghiaia doveva esistere anche un insediamento di una certa importanza a cui faceva capo una potente famiglia, detta appunto dei da Ghiaia, che vantava diritti sul ponte sull'Arno. In questa stessa zona sorgeva anche l'ospedale di Rosaia, luogo di sosta per i pellegrini che transitavano lungo la Via Francigena. Era situato nell'area compresa tra le attuali Piazza dei Seccatoi e Via dei Rosai. Purtroppo di questo edificio non rimane alcuna traccia, essendo pressoché abbandonato già nel XVI secolo. Aveva però antichissime origini essendo stato fatto costruire dai conti Cadolingi nella prima metà dell'undicesimo secolo.

Dopo la realizzazione della Fonte Nuova e del Tabernacolo con l'affresco recentemente attribuito a Filippino Lippi, la fama dell'Immagine della Madonna, alla quale furono attribuiti molti miracoli, crebbe a tal punto che il Comune stanziò somme di un certo rilievo per la costruzione di un oratorio in cui fu chiusa l'Immagine sacra (tra il 1518 e il 1533). L'edificio rimase a lungo sotto il patronato del Comune di Fucecchio, sia pure dipendendo dalla Collegiata di San Giovanni Battista. Intorno all'oratorio si formò anche una confraternita di laici (la Compagnia della Ferruzza), che organizzavano processioni e collaboravano con il Comune per la manutenzione della Chiesa.

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