Contea di Caltabellotta

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Contea di Caltabellotta
Informazioni generali
Capoluogo Caltabellotta
Popolazione 3094[1] (1640)
Dipendente da Regno di Sicilia
Evoluzione storica
Inizio 1338 con Raimondo Peralta
Causa Investitura a I Conte di Caltabellotta di Raimondo Peralta da parte del conte Federico III di Sicilia
Fine 1812 con Francisco de Borja Álvarez de Toledo
Causa Abolizione del feudalesimo con la promulgazione della Costituzione siciliana
Preceduto da Succeduto da
Val Demone Distretto di Sciacca

La Contea di Caltabellotta fu uno stato feudale esistito in Sicilia dal XIV secolo fino agli inizi del XIX secolo, corrispondente all'odierno comune di Caltabellotta, in provincia di Agrigento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Contea di Caltabellotta fu istituita con diploma del 20 gennaio 1338 concesso dal re Federico III di Sicilia al suo ammiraglio Raimondo Peralta - di cui ebbe conferma l'8 aprile 1339 - che lo nominò conte di detto feudo per i servigi da lui resi nella guerra contro gli Angioini.[2] Nel 1404, la Contea passò sotto il dominio dei Luna, poiché Artale de Luna, sposò Margherita Peralta, figlia del Conte Nicola.[3]

Nel 1568, a Caltabellotta ebbe luogo il matrimonio tra Cesare Moncada, principe di Paternò, ed Aloisia de Luna, figlia di Pietro, duca di Bivona, celebrato dal vescovo di Girgenti, che portò lo Stato feudale in dote ai Moncada.[4]

Il dominio dei Principi di Paternò sulla Contea di Caltabellotta durò fino al 1752, quando, a conclusione della lite per la successione tra Luigi Guglielmo Moncada Branciforte, duca di San Giovanni, e Donna Caterina Moncada Fajardo, figlia di Ferdinando, VI principe di Paternò, ed avviata dal primo dopo la morte di questi avvenuta nel 1713, il Tribunale della Gran Corte con apposita sentenza investì Federico Vincenzo Alvarez de Toledo Moncada, duca di Ferrandina, della Contea di Caltabellotta e degli altri domini feudali appartenuti ai Luna e agli Aragona.[5]

I Duchi di Ferrandina furono possessori della Contea di Caltabellotta fino al 1812, quando fu deliberata l'abolizione del feudalesimo in Sicilia con la promulgazione della Costituzione siciliana, concessa dal re Ferdinando III di Borbone in risposta alla rivolta scoppiata nell'isola e all'avanzata napoleonica.

Cronotassi dei Conti di Caltabellotta[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Trigilia, S. Pellegrino di Caltabellotta. Dalla leggenda alla storia, Trigilia, 2011, p. 90.
  2. ^ Russo, p. 58.
  3. ^ V. M. Amico, Dizionario Topografico Della Sicilia del 1757, vol. 1, Di Marzo, 1885, p. 199.
  4. ^ G. A. della Lengueglia, Ritratti della prosapia et heroi Moncadi nella Sicilia, vol. 1, Sacco, 1657, pp. 567-568.
  5. ^ V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. 1, Forni, 1981, p. 367.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. M. Emanuele e Gaetani, marchese di Villabianca, Della Sicilia nobile, vol. 1, Palermo, Stamperia de' Santi Apostoli, 1757.
  • E. Mazzarese Fardella, I feudi comitali di Sicilia dai Normanni agli Aragonesi, Catania, Giuffrè, 1974.
  • M. A. Russo, I Peralta e il Val di Mazara nel 14. e 15. secolo: sistema di potere, strategie familiari e controllo territoriale, Caltanissetta, Sciascia, 2003, ISBN 8882411745.