Consiglio superiore di sanità
Il Consiglio superiore di sanità è il massimo organo di consulenza tecnica e scientifica del Ministero della salute italiano. Svolge funzioni sia consultive sia propositive nei confronti del dicastero ed esprime pareri tecnico-scientifici, ove richiesto (e, comunque, ogni volta sia obbligatorio per legge), a beneficio del ministro, delle direzioni generali del ministero, oltre che dell'Autorità giudiziaria, ove quest'ultima ritenga necessario interpellarlo per dirimere contenziosi.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il Regio Consiglio superiore di sanità fu istituito nel 1847 nel Regno di Sardegna col compito di "vegliare all'esercizio della medicina e della chirurgia, non che della ostetricia, della flebotomia e della farmacia". Oltre a un Presidente, di diritto il Procuratore generale presso la Corte d'appello di Torino, ne facevano parte 12 membri (6 ordinari e 6 straordinari), più il "conservatore del vaccino" per il vaiolo[1].
L'istituto fu ereditato dal Regno d'Italia attraverso la legge di unificazione amministrativa del 20 marzo 1865 n. 2248, la cosiddetta «Legge Ricasoli»[2], ereditato quindi successivamente dalla legislazione della Repubblica italiana.
Le prerogative, l'organizzazione e il funzionamento del Consiglio superiore di sanità sono disciplinati dal decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266[3], dal decreto ministeriale 6 agosto 2003 n. 342[4], dal decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44 e dal decreto legge n. 90 del 24 giugno 2014.
Il Consiglio è composto da 30 membri non di diritto, esperti nei vari settori della medicina e chirurgia e della sanità pubblica, nominati dal Ministro della salute, e da 26 componenti di diritto. I componenti non di diritto del Consiglio superiore di sanità durano in carica tre anni a decorrere dalla data di insediamento.
Il Consiglio si articola in cinque sezioni tematiche, un comitato di presidenza e un'assemblea generale.
Funzioni del Consiglio superiore di sanità
[modifica | modifica wikitesto]Il Consiglio superiore di sanità ha sia compiti consultivi che compiti propositivi. Esamina, su richiesta del Ministro della Salute, ciò che riguarda la sanità pubblica e viceversa può proporre al Ministro della Salute di esaminare i problemi che riguardano l'igiene e la sanità, o indagini scientifiche.
- prende in esame i fatti riguardanti la salute pubblica, su proposta del ministro della Salute;
- propone indagini scientifiche su avvenimenti di rilevante interesse nel campo dell'igiene e della sanità;
- propone la formulazione di schemi, norme e provvedimenti per la tutela della salute pubblica;
- propone la preparazione di norme per l'edificazione di opere per l'igiene pubblica (per es., ospedali, istituti di cura) da parte di pubbliche amministrazioni;
- esprime pareri obbligatori sui regolamenti e sulle convenzioni internazionali che riguardano la salute pubblica; sulle tabelle delle lavorazioni insalubri e dei coloranti nocivi; sulle norme per la tutela della salute pubblica; sugli insetticidi; sui lavori pericolosi delle donne e dei fanciulli e sulle norme igieniche del lavoro, sugli stupefacenti, sui servizi diretti a prevenire ed eliminare i danni delle emanazioni radioattive e delle contaminazioni atmosferiche.
Presidenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1865-1868: Maurizio Bufalini
- 1869-1871: Pietro Cipriani
- 1872-1877: Guido Baccelli
- 1878-1880: Francesco Ratti
- 1881-1886: Costanzo Mazzoni
- 1887-1915: Guido Baccelli
- 1916-1918: Camillo Golgi
- 1919-1935: Ettore Marchiafava
- 1935-1943: Dante De Blasi
- 1943-1950: Interruzione dell'attività per la guerra
- 1950-1966: Cesare Frugoni
- 1967-1975: Pietro Valdoni
- 1976-1981: Aldo Cimmino
- 1982-1990: Alessandro Beretta Anguissola
- 1991-1993: Giuseppe Zannini
- 1994-1996: Luigi Frati
- 1997-2005: Mario Condorelli
- 2006-2009: Franco Cuccurullo
- 2009-2014: Enrico Garaci
- 2014-2018: Roberta Siliquini
- 2019-2025: Franco Locatelli
- 2025-in corso: Alberto Siracusano
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Regio editto di Carlo Alberto del 30 ottobre 1847 n. 640 (on-line)
- ↑ Achille Serpieri, Legge sulla amministrazione comunale e provinciale: all. A della Legge 20 marzo 1865, n. 2248 per l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, annotata dagli avvocati Achille Serpieri e David Silvagni, Torino : Unione Tipografico-Editrice, 1884
- ↑ Decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, Riordinamento del ministero della sanità, a norma dell'art. 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 180 Suppl. Ord. del 3 agosto 1993 (on-line)
- ↑ Ministero della Salute, Decreto 6 agosto 2003, n.342, Regolamento recante sostituzione del regolamento concernente la composizione e l'ordinamento del Consiglio superiore di sanità, adottato con decreto ministeriale 27 febbraio 1997, n. 76. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 287 dell'11 dicembre 2003 (on-line)
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Ministero della Salute, Consiglio superiore di sanità, su salute.gov.it.
- Discorso pronunciato il 21 gennaio 1986 da Alessandro Beretta Anguissola in occasione del conferimento al Consiglio Superiore della Sanità della medaglia d'oro al merito della sanità (PDF), su salute.gov.it.
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