Consapevolezza corporea

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Con l'espressione consapevolezza corporea si intende uno stato di coscienza e percezione dei propri movimenti e meccanismi corporei non mediate. Rientra nel più ampio spettro dei meccanismi neurali di coscienza, e il suo raggiungimento può essere legato talvolta alla pratica della meditazione, in quanto pratica capace di portare l'essere umano a una maggiore autoconsapevolezza.

In senso fisico, essa è definita dalla temperatura corporea, dalla presenza di stati di affaticamento, dalla coordinazione nei movimenti e in generale dalle sensazioni che attengono al corpo.

In questi ultimi anni la consapevolezza corporea si è sviluppata assorbendo e sintetizzando elementi propri delle arti performative e della stessa antropologia. È questo il caso della Dynamic Body Awareness (Consapevolezza Corporea Dinamica), metodo psicofisico creato in Francia dall'artista e antropologo Martino Nicoletti e destinato a favorire una connessione diretta tra mente, corpo ed emozioni profonde.[1]

Gli elementi della consapevolezza corporea[modifica | modifica wikitesto]

  • Interocezione: si intende con questo termine la percezione delle informazioni "interne", quali il respiro, la peristalsi gastrointestinale, il senso di fame e sazietà, ma anche la cognizione del dolore e delle altre emozioni. Mediante l'interocezione il corpo comunica il proprio stato di salute ed efficienza fisica: infatti, i circuiti neurali che forniscono queste informazioni sono in connessione diretta con quelli che governano i processi di regolazione corporea[2];
  • esterocezione: in opposizione alla prima, è la percezione delle sorgenti esterne di informazione;
  • schema corporeo: cioè la coordinazione dei movimenti delle diverse parti del corpo e la loro relazione con l'ambiente.

Si concretizza attraverso l'integrazione senso-motoria delle diverse percezioni e fonti di informazione corporee ed emotive;

Infine, la consapevolezza corporea è anche intrecciata alla capacità di identificare, descrivere e nominare i propri sentimenti e le proprie emozioni.

Prima manifestazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Forme di consapevolezza corporea, almeno nel senso della coordinazione cosciente dei movimenti, appaiono già negli ultimi due mesi di vita del feto prima della nascita.

È soprattutto fondamentale, per la definizione e lo sviluppo della consapevolezza corporea, il rapporto con il corpo materno; si tratta infatti del primo Altro su cui regolare, già a partire dalla prima suzione pochi minuti dopo la nascita, la regolazione del Sé. I movimenti del neonato rivelano d'altronde proprio in questa circostanza un abbozzo primitivo di schema corporeo e di autoconsapevolezza.

In ogni caso è corretto sostenere che la consapevolezza corporea si sviluppa principalmente nei primi tre anni di vita, man mano che si innalza la capacità motoria e la padronanza dei movimenti.

Psicofisiologia[modifica | modifica wikitesto]

Sono i recettori periferici - detti ergorecettori - a registrare gli stati corporei e a inviare segnali neurologici, in seguito a stimolazioni, al midollo spinale e al cervello. In particolare sono i recettori muscolari a inviare informazioni (riguardo a temperatura, dolore, pressione, vibrazione). Alle risposte periferiche interocettive vanno aggiunte quelle eterocettive, cioè in risposta all'ambiente esterno; assieme formano le informazioni afferenti.

Esse affluiscono al tronco dell'encefalo, che regola le funzioni corporee e da cui partono in risposta le informazioni efferenti, ossia dal centro alla periferia. In base ad esse mutano o si attivano i processi omeostatici, come la pressione sanguigna, il battito cardiaco, la respirazione, la digestione, allo scopo di garantire il benessere fisico dell'individuo.

Dal tronco dell'encefalo le fibre interocettive proseguono, attraverso talamo e ipotalamo (area limbica), fino alla corteccia cerebrale. L'ipotalamo contribuisce alla regolazione omeostatica sia connettendosi al sistema nervoso autonomo sia secernendo ormoni neuroendocrini nel flusso sanguigno.

Attraverso il talamo passano gli stimoli provenienti dalle zone "periferiche" e diretti alla corteccia; nell'insula, invece, posta anch'essa nell'area limbica, avviene una rappresentazione dell'attivazione dei recettori. L'informazione arriva alla corteccia, o meglio alla sua area implicata nella percezione specifica, grazie a questa rappresentazione.

"Il decennio del cervello"[modifica | modifica wikitesto]

Sul tema della consapevolezza corporea e della sua importanza nei processi di sviluppo fisico o di riparazione di un trauma (anche psicologico), l'interesse è relativamente recente, e gli studi resi possibili dall'utilizzo di RM funzionale, PET ed elettromagnetoencefalogramma, ossia di metodi che permettono l'analisi in tempo reale della risposta cerebrale agli stimoli.

Questo è accaduto a partire dagli anni '90 (che sono stati definiti "il decennio del cervello"). Da allora ricerche neuroscientifiche si sono concentrate su varie tematiche, fra cui la differenza fra ricordi ed esperienze vissute al presente o fra conoscenza verbale e non verbale, ma anche sul ruolo dell'esperienza in prima persona e sull'analisi globale, e non limitata a specifiche aree del cervello, delle risposte neurologiche.

Il ruolo delle emozioni[modifica | modifica wikitesto]

Molti processi omeostatici, cioè regolativi del benessere fisico, non sono consapevoli (a questo proposito si può ipotizzare che lo scopo di certe emozioni sia di richiamare l'attenzione dell'individuo su alcuni di essi). Altri, tuttavia, vedono una forte componente di valutazione soggettiva. In questo caso le emozioni influenzano, attraverso il ricordo di esperienze simili in passato e delle risposte apprese, la reazione corporea. Tale funzione riguarda ancora una volta l'area limbica, e in particolare la corteccia cingolata anteriore, in collegamento con la corteccia motoria, premotoria, e l'area motoria supplementare.

Eventi traumatici[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di traumi fisici o psichici, è possibile che la consapevolezza corporea innata e sviluppata si perda praticamente del tutto, con il subentrare al suo posto di una modalità cerebrale di risposta automatica alle minacce; tale modalità si basa su uno schema di riduzione delle possibilità di risposta, in caso di stress, a una mera strategia di attacco, fuga o paralisi. Non esiste più, dunque, la capacità di valutazione emotiva e regolazione delle funzioni corporee che è alla base della consapevolezza corporea.

La riparazione del trauma, e il ristabilirsi della normale consapevolezza, avviene non soltanto grazie a periodi di riposo fisico, ma anche con il contatto con persone in grado di allacciare relazioni di sintonia. Si ripete dunque il processo primigenio di individuazione del Sé attraverso la relazione interattiva e interpersonale[3]. Al termine del processo di ripristino si recupera la normale capacità di interazione momentanea con l'ambiente, abbandonando la modalità automatica post-trauma.

L'embodiment[modifica | modifica wikitesto]

Nel campo della Psicoterapia corporea prende sempre più spazio il concetto di "embodied", che tradotto significa "incarnato", "corporeo". Esso si riferisce all'assunto che i convincimenti psichici e i vissuti inconsci di una persona sono incarnati, "incisi" nel corpo; dunque, attraverso l'analisi attenta delle sensazioni corporee ed emozionali si può raggiungere l'inconscio e conquistare, così, un più alto grado di consapevolezza. L'embodiment, quindi, attraverso una maggiore coscienza di sé, permetterebbe di trasformare comportamenti, atteggiamenti e vissuti emotivi[4].

Tale asserzione deriva degli studi di Wilhelm Reich, il quale aveva individuato una relazione profonda tra lo psichico e il somatico. Reich, dalle sue teorizzazioni, sviluppò la Vegetoterapia carattero-analitica, metodo corporeo, analitico e psicoterapeutico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicoletti Martino, Il Corpo di guarigione: la consapevolezza corporea come chiave di conoscenza e trasformazione di sé, Torino, Età dell'Acquario, 2014.
  2. ^ Fogel A., The Psychophysiology of Self-Awareness, W. W. Norton, London 2008.
  3. ^ Schore A.N., I disturbi del Sé. La disregolazione degli affetti, Astrolabio, Roma 2010.
  4. ^ La relazione embodied nella psicologia corporea | L. Barbato – Società Italiana di Analisi Reichiana, su analisi-reichiana.it. URL consultato il 6 febbraio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edelman, G.M., Il presente ricordato: una teoria biologica della coscienza, Rizzoli, Milano 1991.
  • Fogel A., The Psychophysiology of Self-Awareness, W. W. Norton, London 2008.
  • Kandel E. R., Genes, nerve cells, and remembrance of things past, in "Journal of neuropsychiatry and Clinical Neurosciences", 1/1989, pp. 103–125.
  • Lowen A., Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, Milano 1978.
  • Lowen A., Lowen L., Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, Astrolabio, Roma 1979.
  • Lowen A., Bioenergetica, Feltrinelli, Milano 1983.
  • Lowen A., Arrendersi al corpo, Astrolabio, Roma 1994.
  • Mancia M., Sentire le parole. Archivi sonori della memoria implicita e musicalità del transfert, Bollati Boringhieri, Torino 2004.
  • Nicoletti M., Il corpo di guarigione: la consapevolezza corporea come chiave di conoscenza e di trasformazione di sé, Età dell'Acquario, Torino 2014.
  • Plutchik R., Psicologia e biologia delle emozioni, Boringhieri, Torino 1995.
  • Reich W., Analisi del carattere, SugarCo, Milano 1975.
  • Schacter D.L., Alla ricerca della memoria, Einaudi, Torino 2001.
  • Schore A.N., I disturbi del Sé. La disregolazione degli affetti, Astrolabio, Roma 2010.
  • Stallone Alborghetti M., Bioenergetica per tutti, Ed. Universale, Roma 2008.
  • Stern, D., Il mondo interpersonale del bambino, Boringhieri, Torino 1987.
  • Stern D.N., Il momento presente, Cortina, Milano 2005.