Conopophaga lineata

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Mangiamoscerini rossiccio
Flickr - Dario Sanches - CHUPA-DENTE (Conopophaga lineata).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Tyranni
Infraordine Furnariides
Famiglia Conopophagidae
Genere Conopophaga
Specie C. lineata
Nomenclatura binomiale
Conopophaga lineata
(Wied, 1831)

Il mangiamoscerini rossiccio o moschiniere rossiccio (Conopophaga lineata (Wied, 1831)) è un uccello passeriforme della famiglia Conopophagidae[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Misura 11,5-14 cm di lunghezza, per 16-27 g di peso[3].

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare in natura.

Si tratta di uccelli dall'aspetto massiccio e paffuto, muniti di grossa testa appiattita che sembra incassata direttamente nel torso, becco conico piuttosto corto e appuntito, ali corte e arrotondate, coda corta e squadrata e forti zampe allungate.

Il piumaggio è di colore bruno su fronte, vertice e nuca, separato dall'altra area bruna che comprende lati del collo, dorso, ali (dove tende a scurirsi sulle remiganti, che assumono inoltre sfumature ocracee) e coda da un sopracciglio che, spesso e bruno-grigiastro fra i lati del becco e l'occhio, una volta raggiunto quest'ultimo si assottiglia considerevolmente e diviene grigio-biancastro, giungendo fino alla nuca. il resto della faccia e le guance sono di colore rossiccio (da cui il nome comune della specie), così come rossicci sono il petto, i fianchi e il sottocoda, mentre il ventre e l'area fra gola e petto sono di oclore bianco sporco.
Il dimorfismo sessuale è presente, con femmine dalla colorazione più spenta (soprattutto l'area ventrale, più tendente al bruno che al rossiccio) e dalle sopracciglia meno marcate.

In ambedue i sessi il becco è nerastro superiormente e grigio-rosato inferiormente, le zampe sono di color carnicino e gli occhi sono di colore bruno scuro.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare in natura.
Esemplare spiega le ali in Brasile.

Si tratta di animali essenzialmente diurni, che vivono da soli o in coppie (anche in gruppetti familiari durante la fase finale della stagione riproduttiva), muovendosi perlopiù nel sottobosco o fra i cespugli bassi, scendendo al suolo spesso, ma solo per pochissimo tempo, per catturare le prede: rispetto agli altri moschinieri, questa specie è meno schiva, e può essere osservata più di frequente.

Il richiamo di questi uccelli è costituito da sequenze di 5-7 fischi aspri e crescenti.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Il moschiniere rossiccio è un uccello insettivoro, che staziona sui rami bassi osservando i dintorni per la maggior parte del tempo, volando velocemente al suolo o salendo a beccare fra le foglie nel caso di avvistamento di un'eventuale preda, rappresentata da piccoli insetti e altri invertebrati.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione riproduttiva va da agosto (più tardi nel nord dell'areale, dove questi uccelli nidificano in ottobre o addirittura in dicembre) a gennaio[3]: si tratta di uccelli monogami, che portano avanti una singola covata l'anno.

Il nido è a forma di coppa e piuttosto grossolano, costruito intrecciando rametti e muschio alla biforcazione del ramo di un cespuglio o di un albero basso: al suo interno la femmina depone 2-3 uova grigiastre, che cova assieme al maschio per una quindicina di giorni, al termine dei quali schiudono pulli ciechi ed implumi.

L'allevamento della prole è anch'esso a carico di entrambi i genitori, che si alternano nell'imbeccare e accudire i nidiacei, che s'involano a circa tre settimane dalla schiusa e si affrancano dalle cure parentali a circa un mese e mezzo di vita.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare in natura.
Esemplare nello stato di San Paolo.

Il moschiniere rossiccio è endemico del Sudamerica centro-orientale, del quale è diffuso in un areale che va dalla costa centro-orientale del Bahia all'Uruguay nord-orientale (dove, così come nel Rio Grande do Sul, è stato osservato per la prima volta solo di recente[3]) attraverso il sudest e il sud del Brasile, ad ovest fino al Mato Grosso meridionale, al Paraguay orientale e alle province argentine di Misiones e Corrientes settentrionale.
Si tratta di uccelli tendenzialmente residenti, che però mostrano una tendenza a spostarsi in seguito alla stagione degli amori, sebbene tali movimenti siano ancora poco studiati e conosciuti[3].

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalla foresta atlantica e dalla foresta a galleria umida sempreverde.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Se ne riconoscono due sottospecie[2]:

  • Conopophaga lineata lineata (Wied, 1831) - la sottospecie nominale, diffusa nella porzione settentrionale e nord-orientale dell'areale occupato dalla specie;
  • Conopophaga lineata vulgaris Ménétries, 1835 - diffusa nella porzione meridionale dell'areale occupato dalla specie;

Alcuni autori riconoscerebbero inoltre le sottospecie anomalus dell'Alto Paraná (sinonimizzata con vulgaris) e rubecula della microregione di Chapada dos Veadeiros (sinonimizzata con la nominale): due esemplari della sottospecie nominale ottenuti a Ibiquera mostrano inoltre alcune importanti differenze nella livrea e potrebbero rappresentare una sottospecie a sé stante, così come le popolazioni più meridionali, le quali mostrano inoltre differenze consistenti anche a livello genetico e di vocalizzazioni, al punto che secondo alcuni potrebbero addirittura rappresentare una specie a sé stante[4][5].
In passato anche il moschiniere del Ceará veniva considerato una sottospecie di quello rossiccio, ma gli esami molecolari hanno mostrato una sua maggiore affinità col moschiniere del Perù (del quale è un sister taxon[2]), pur formando verosimilmente una superspecie assieme proprio al moschiniere rossiccio e alle specie roberti, peruviana, ardesiaca, castaneiceps e forse melanogaster[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Conopophaga lineata, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.3, IUCN, 2017.
  2. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Conopophagidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 10 aprile 2018.
  3. ^ a b c d e (EN) Rufous Gnateater (Conopophaga lineata), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 10 aprile 2018.
  4. ^ Boesman, P., Notes on the vocalizations of Rufous Gnateater (Conopophaga lineata), in HBW Alive Ornithological Note, nº 66, 2016.
  5. ^ (PT) Pessoa, R. O., Sistemática e Biogeografia Histórica da Família Conopophagidae (Aves: Passeriformes): Especiação nas Florestas da América do Sul, in Universidade de São Paulo, 2007.

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