Congregazione per le Chiese orientali

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Congregazione per le Chiese orientali
Congregatio pro Ecclesiis orientalibus
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Tratta le materie concernenti le Chiese orientali, sia circa le persone sia circa le cose (Pastor Bonus, 56)
Eretto1º maggio 1917
Prefettocardinale Leonardo Sandri
Segretarioarcivescovo Giorgio Demetrio Gallaro
Sottosegretariopresbitero Flavio Pace
SedePalazzo del Bramante, Via della Conciliazione, 34 - 00193 Roma
Sito ufficialewww.orientchurch.va
dati catholic-hierarchy.org
Santa Sede · Chiesa cattolica
I dicasteri della Curia romana

La Congregazione per le Chiese orientali (Congregatio pro Ecclesiis orientalibus) è una delle nove congregazioni della Curia romana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di una congregazione per i cristiani di rito orientale risalgono a Papa Gregorio XIII che, nel 1573, su impulso delle comunità albanesi del meridione d'Italia, istituì la Congregatio de rebus graecorum, alla quale furono affidate la trattazione dei problemi relativi ai cattolici di rito bizantino, nonché la difesa e la diffusione della fede fra i cristiani d’Oriente.

Nel 1622 fu eretta la Congregazione de Propaganda fide, il cui fine specifico era quello di provvedere sia alle missioni fra i pagani sia alle attività da svolgere nell'Oriente cristiano sotto il giogo degli infedeli[1]. Ben presto fu avvertita la necessità di costituire, all'interno della stessa Propaganda fide, delle commissioni appositamente per gli orientali: nacquero la Commissione super dubiis orientalium (1627) e la Commissione super correctione euchologii graecorum (1636-1645). Quest’ultima, nel 1719, vide estese le proprie competenze e modificata la propria denominazione in Congregatio super correctione librorum Ecclesia orientalis.

In seno a questo dicastero, il 6 gennaio 1862 papa Pio IX eresse la Congregatio de Propaganda Fide pro negotiis ritus orientalis con il breve Romani Pontifices. L'organismo venne reso autonomo da papa Benedetto XV con il motu proprio Dei Providentis del 1º maggio 1917 e assunse il nome di Congregatio pro Ecclesia orientali. A capo del dicastero vi era il papa, che delegava le sue funzioni al Segretario (di norma un cardinale). Il principio della delega valeva anche tra Segretario ed Assessore, il terzo livello gerarchico: se il Segretario svolgeva le funzioni del Prefetto della Congregazione, il prelato con il titolo di Assessore ricopriva il ruolo di Segretario. Alla nuova Congregazione furono attribuite, per i riti orientali, le facoltà di cui godevano le varie congregazioni romane per le cose e le persone di rito orientale, ad eccezione delle funzioni disciplinari, che rimasero di competenza dei tribunali della Santa Sede.

Nel 1938, per unificare l’opera di apostolato nelle regioni orientali, la Sacra Congregazione per la Chiesa orientale ottenne piena ed esclusiva giurisdizione sui fedeli, sulla gerarchia, sulle opere e gli istituti, sia di rito latino sia di rito orientale. Il nome attuale del dicastero (Congregatio pro Ecclesiis orientalibus) fu scelto da papa Paolo VI con la costituzione apostolica Regimini Ecclesiae universae del 15 agosto 1967. Da tale data alla guida del dicastero non vi è più il papa. Sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, con la costituzione apostolica Pastor Bonus del 28 giugno 1988, ha assunto l'attuale fisionomia.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il dicastero si occupa di favorire la crescita, di salvaguardare i diritti e il patrimonio liturgico, disciplinare e spirituale delle comunità cattoliche orientali di rito armeno, bizantino, copto e siro. Queste comunità, pur dopo lo scisma del 1054, tornarono in piena comunione col Pontefice Romano, mantenendo però la loro liturgia e il loro diritto canonico.

Nelle regioni dove risiedono queste comunità (Italia meridionale e Sicilia, Albania meridionale, Bulgaria, Cipro, Egitto, Eritrea, Etiopia settentrionale, Giordania, Grecia, Iran, Iraq, Libano, Palestina, penisola del Sinai, Siria e Turchia) la Congregazione per le Chiese orientali ha anche giurisdizione assoluta sui vescovi, sul clero e sui religiosi.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Prefetti[modifica | modifica wikitesto]

Segretari[modifica | modifica wikitesto]

Assessori[modifica | modifica wikitesto]

Assessori onorari[modifica | modifica wikitesto]

Sottosegretari[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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