Conferenza di Evian

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La conferenza di Evian ebbe luogo dal 6 al 15 luglio 1938 nella località francese di Évian-les-Bains, sul Lago Lemano. Era stata convocata dal presidente degli Stati Uniti d'America, Franklin D. Roosevelt, per discutere e trovare una soluzione sul problema dell'aumento del numero di rifugiati ebrei provenienti dalla Germania nazista. Si intendeva cioè gestire il movimento di profughi della Germania e dell'Austria attraverso canali di emigrazione organizzati e spingere i governi partecipanti ad accogliere un numero di profughi proporzionale alle proprie dimensioni. Ventidue organizzazioni parteciparono su base volontaria e molte di esse presentarono piani oralmente o per iscritto. Il fatto che la conferenza non espresse una condanna ufficiale della Germania per il trattamento riservato agli ebrei fu largamente sfruttato dalla propaganda nazista.

In origine, Roosevelt voleva che a ospitare la conferenza fosse la Svizzera; essa, però, si rifiutò poiché temeva di dover abbandonare la sua strategia di Paese unicamente di transito per i profughi. Il suo unico scopo era quello di impedire lo stanziamento dei profughi permettendone il solo passaggio.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Le leggi di Norimberga del 1935 resero gli ebrei tedeschi, i quali erano già perseguitati dal regime di Hitler, rifugiati senza patria. Nel 1938, 150.000 di 600.000 ebrei tedeschi avevano lasciato la Germania, per lo più per recarsi in Palestina, ma le quote di immigrazione inglesi impedirono a molti di accedervi. Nel marzo 1938 Hitler annesse l'Austria alla Germania e rese 200.000 ebrei austriaci nella condizione di rifugiati apolidi. A settembre, la Gran Bretagna e la Francia, attraverso l'accordo di Monaco, permisero ad Hitler di occupare parte della Cecoslovacchia, azione che fu conclusa nel marzo 1939 quando Hitler annesse il resto del paese, rendendo altri 200.000 ebrei dei rifugiati.

Procedimento[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della conferenza, i delegati espressero apertamente la loro simpatia per i rifugiati ma non presero decisioni in merito all'accettazione nei propri paesi tra cui Stati Uniti d'America e Inghilterra. Il delegato australiano sentenziò: "non avendo problemi razziali, non desideriamo certo importarli". Il delegato francese, invece, affermò che la Francia aveva raggiunto il punto estremo di saturazione riguardo all'accoglienza di rifugiati. La maggior parte delle rappresentative si allineò a questa dichiarazione. L'unica nazione che si propose di accogliere rifugiati ebrei fu la Repubblica Dominicana che ne accettò circa 100.000. Nel 1940 il generale Rafael Leonidas Trujillo siglò un accordo con cui mise loro a disposizione 26.000 acri di terra.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ralph Weingarten, Die Hilfeleistung der westlichen Welt bei der Endlösung der deutschen Judenfrage, 1981

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]