Culchebret

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Conclubet)
Jump to navigation Jump to search

I Culchebret (o Colchebret, Conclubet, Concublet, Conclubet di Arena) furono una famiglia normanna molto potente e influente nelle vicende storiche, culturali, politiche ed economiche dell'Italia meridionale e della Sicilia, a partire dall'XI secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine normanna, giunti in Italia al seguito degli Altavilla, i Culchebret (o Conclubet di Arena) furono tra le famiglie normanne più importanti vicine a Ruggero I, insieme ai de Luci, ai Borrello, ai Mortain, e agli Avenel [1].

Secondo quanto riporta Crollalanza[2], i Culchebret discesero da un Ruggero, figlio naturale del conte Ruggero, mentre il capostipite documentato fu un certo Scullando vissuto nella prima metà dell'XI secolo [3]. Da Scullando discese un Ruggero, ucciso nel 1065 con il nipote Gilberto durante l'assedio del castello di Ajello[4]. Da Ruggero discese un Guglielmo Culchebret indicato con l'appellativo di dominus in una pergamena del febbraio 1105[5]. Secondo altre fonti, ritenute meno credibili su un piano storico, la famiglia era di origine tedesca.

I Culchebret (o Conclubet) furono signori di Stilo e di Gerace ed ebbero in feudo già dal XIII secolo la contea di Arena in Calabria e da essa presero il predicato del cognome. La terra di Arena fu eretta in marchesato nel 1536 [6] a favore di Giovan Francesco dall'Imperatore Carlo V. A questa famiglia appartenne anche Andrea Concublet, personaggio di rilievo della nobiltà del Regno di Napoli del XVII secolo.

Blasone[modifica | modifica wikitesto]

Arma: Di rosso, a quattro fasce d'argento; lo scudo accollato ad un'aquila bicipite di nero, ciascuna testa coronata d'oro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Karl Schellhass, Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken, Volume 88, Editore Walter de Gruyter, 2009. p. 8.
  2. ^ Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Giornale araldico, 1886
  3. ^ Roberto Fuda, Una dinastia normanna in Calabria: i Colchebret di Arena, in "Studi in onore di arnaldo d'Addario", vol, IV, Conte Editore, Lecce 1995, pp. 1079-1094.
  4. ^ Storia di Aiello Calabro.
  5. ^ AA.VV, Ruggero il gran conte e l'inizio dello stato normanno, atti delle seconde Giornate normanno-sveve (Bari, 19-21 maggio 1975), Centro di studi normanno-svevi, Università degli studi di Bari, Volume 2, Edizioni Dedalo, Bari 1991, p. 257 n.135.
  6. ^ Domenico Capano, Piergiovanni Salimbeni, nel Settecento, da quella picciola Terra di Limpidi, in "http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=379", seconda edizione, Lulu Editore, Londra 2010, pp. 33-34

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Scipione Ammirato, Delle famiglie nobili napoletane, vol. II, pag. 182 e seg.
  • Roberto Fuda, Una dinastia normanna in Calabria: i Colchebret di Arena, in "Studi in onore di arnaldo d'Addario", vol, IV, Conte Editore, Lecce 1995, pp. 1079-1094.
  • Domenico Capano, Piergiovanni Salimbeni, nel Settecento, da quella picciola Terra di Limpidi, in "http://www.comunedasa.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=379", seconda edizione, Lulu Editore, Londra 2010, pp. 33-34.