Concetti fluidi e analogie creative

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Concetti fluidi e analogie creative
Titolo originale Fluid Concepts and Creative Analogies
Autore Douglas Hofstadter
1ª ed. originale 1995
1ª ed. italiana 1996
Genere Saggio
Sottogenere Scienze cognitive
Lingua originale inglese

Concetti fluidi e analogie creative è un saggio di Douglas Hofstadter.

Il libro, che ha come sottotitolo Modelli per calcolatore dei meccanismi fondamentali del pensiero, cerca di vedere come un computer potrebbe dare risposte plausibili a domande come: "se la stringa abc diventa abd, cosa diventerà efg?" La risposta che quasi tutti darebbero è efh, immaginando come regola "l'ultima lettera della stringa viene sostituita dalla successiva in ordine alfabetico". Qualcun altro potrebbe però dire efd ("l'ultima lettera della stringa viene sostituita da d"), ma anche "No, diventa abd" (la stringa tutt'intera viene sostituita da abd") è una risposta plausibile.

Hofstadter è diventato famoso per il suo libro Gödel, Escher, Bach, dove vengono trattati moltissimi temi; questo libro invece tratta dei risultati ottenuti dal gruppo di ricerca sulle scienze cognitive (nome da lui preferito a quello usuale di intelligenza artificiale) guidato appunto da Hofstadter. Alcuni dei capitoli sono così stati scritti insieme ad altri ricercatori, anche se sono stati rivisti dall'autore per uniformare lo stile del libro.

Il punto di vista di Hofstadter e del suo gruppo di lavoro è molto diverso dal filone principale dell'intelligenza artificiale; l'idea che traspare dal testo è il cercare un sistema per definire in maniera rigorosamente automatica, e in un certo senso subcognitiva, il concetto di analogia. Un sistema che sappia fare delle analogie può essere considerato intelligente; per arrivare a compiere analogie, il passo necessario è quello dello slittamento (slippage) dei concetti. Nell'esempio iniziale, il concetto da far slittare è quello legato a "successione di lettere dell'alfabeto"; ma se la seconda stringa invece che efg fosse stata xyz sarebbero stati necessari ulteriori slittamenti. Si potrebbe aggiungere il concetto di "alfabeto circolare" e arrivare a xya; oppure eguagliare a e z come "estremi dell'alfabeto" e giungere così a wyz. Tutto questo viene trattato nel capitolo dedicato a Copycat, uno dei sistemi giocattolo studiati, insieme a Seek-Whence che generalizza successioni di numeri, Jumbo che costruisce anagrammi, o Letter Spirit che sfrutta i "grigliabeti" (alfabeti con il vincolo di essere formati dai segmenti di un display a LED) per scoprire come completare un alfabeto con un certo "stile".

Hofstadter afferma veementemente le proprie idee e non lesina certo critiche agli altri filoni dell'IA, che secondo lui sono partiti con obbiettivi troppo ambiziosi e quindi alla fine si riducono a una serie di comportamenti ad hoc messi insieme. I suoi microambienti di studio, e i "codicelli" (codelets) che compiono operazioni subcognitive, dovrebbero permettere di isolare comportamenti a più alto livello che forniscano nuove idee per lo studio della cognitività.

La versione italiana del libro contiene una postfazione (scritta direttamente in italiano dall'autore) che racconta i problemi di traduzione, che portano anch'essi a uno slittamento dei termini come del resto già fatto notare all'interno del libro, ed è una specie di ponte verso i temi che Hofstadter tratterà nel suo successivo Le Ton Beau de Marot.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Douglas Hofstadter, Concetti fluidi e analogie creative, traduzione di Massimo Corbò, Isabella Giberti e Maurizio Codogno, collana Biblioteca scientifica, Adelphi, 1996, pp. 586. ISBN 8845912523.