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Concattedrale di Santa Maria Assunta (Montalto delle Marche)

Coordinate: 42°59′19″N 13°36′32.47″E
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Concattedrale di Santa Maria Assunta
Facciata della Concattedrale di Santa Maria Assunta
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneMarche
LocalitàMontalto delle Marche
Indirizzopiazza Sisto V, 2 - Montalto delle Marche
Coordinate42°59′19″N 13°36′32.47″E
Religionecattolica di rito romano
TitolareMaria Assunta
Diocesi San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto
FondatoreSisto V
Architetto
Stile architettoniconeobarocco
Inizio costruzione30 maggio 1589
Completamentofine del XIX secolo
Sito webwww.diocesisbt.org/santa-maria-assunta-concattedrale/

La Concattedrale di Santa Maria Assunta e di San Vito è il duomo di Montalto delle Marche. Progettata nel 1587 dall'architetto Girolamo Rainaldi, allievo di Domenico Fontana, per volontà di papa Sisto V. Venne completata quasi tre secoli dopo dall'architetto Luigi Poletti.

Dal 1646, la chiesa conserva le reliquie di San Vito, protettore della città.[1]

Nel 1965 papa Paolo VI la eleva alla dignità di basilica minore. Insieme alla concattedrale dei Santi Gregorio Magno e Margherita di Ripatransone, è una delle due concattedrali della diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.

Bolla pontificia per istituire la Diocesi di Montalto

Sisto V, papa dal 1585 e successore di papa Gregorio XIII, considerava Montalto delle Marche una "patria carissima"[2].

Già nel 1586, con una bolla papale[3], il pontefice istituì la Diocesi di Montalto, attiva fino al 1810, e il Presidato omonimo. Il nuovo stato, con capitale Montalto, si estendeva dal mare agli Appennini e comprendeva il territorio di 13 comuni fino a Montemonaco.[4]

La nuova diocesi di Montalto ridimensionò le diocesi di Fermo ed Ascoli.[5]

Per volere dello stesso pontefice fu avviata, nel mese di maggio 1589, la costruzione della nuova cattedrale, in sostituzione della precedente collegiata di Santa Maria in Colle, oggi teatro comunale.

Progetto urbano sistino

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Il progetto di Sisto V era quello di ospitare la nuova chiesa cattedrale dove si trovava la vecchia Chiesa di San Pietro, sul Monte della Croce[6], avendo scelto di non intervenire nella città vecchia. Infatti, la sua idea era quella di creare una piazza grande quanto quella di Ascoli, capace di ospitare un importante mercato e dove si potesse affacciare il palazzo vescovile, ovvero l'attuale seminario.[7]

Inoltre il suo scopo era quello di erigere la chiesa nel punto di congiunzione delle tre vie che portavano a Montalto collegando la parte vecchia con la nuova che si sarebbe sviluppata verso le valli dell'Aso e del Menocchia.

Mentre veniva redatto il progetto per la realizzazione della cattedrale, il pontefice elargì al comune un'ingente somma di denaro per lo sbancamento del Monte della Croce, dove oggi si trova la chiesa. A presentare il progetto a Sisto V fu Domenico Fontana ma l'effettivo esecutore fu il suo allievo Girolamo Rainaldi.[8]

I lavori di sterramento si conclusero nei primissimi mesi del 1589, dando il via ai lavori di costruzione, avviati dal vescovo Paolo Emilio Giovannini con la posa della prima pietra il 30 maggio, festa di San Felice nonché onomastico dello stesso papa.[9] I lavori necessitarono di un elevato numero di mattoni e coinvolsero oltre ai fornaciai di Montalto quelli di Porchia, Patrignone, Jesi.[10]

Per avere informazioni aggiornate sull'andamento del cantiere, il papa mandò come supervisore ai lavori Pompeo Floriani.[11][12]

Alla morte di Sisto V, nel 1590, la basilica inferiore era stata completata. I lavori rallentarono significativamente per la mancanza di materie prime e per diverse calamità naturali, almeno fino alla morte del cardinale Alessandro Peretti, pronipote di Sisto V. Da quel momento in poi i lavori si fermarono del tutto per oltre 30 anni.[13]

Con l'arrivo del modenese Girolamo Codebò, 5° vescovo della Diocesi di Montalto, il cantiere della cattedrale riprese slancio e fu affidato ad Andrea Silvestri, un nobile appassionato di architettura[14]. Tra il 1656 e il 1659 vennero intonacate le cappelle della basilica inferiore, allungati i pilastri, eretta la scala a chiocciola che collega la chiesa inferiore a quella superiore e ultimato l'altare maggiore.[15]

All'inizio del 1700 la cattedrale era quasi del tutto completata, anche se mancavano la cupola, il campanile e la facciata.

Per l'intero XVIII secolo i lavori si interruppero fino ad inizio XIX, quando fu istituito un censo con il contratto rogato dal notaio Giuseppe Lucidi il 6 agosto 1816 per cui la comunità e il capitolo di Montalto si impegnavano a vendere quattro candelabri e una croce con piede d'argento (detti argenti sistini), donati a suo tempo da Sisto V, per garantire la prosecuzione dei lavori.[16]

Nel 1847 venne eletto il vescovo Eleonoro Aronne, che affidò il cantiere a Luigi Poletti, riedificatore della Basilica romana di San Paolo, impegnato fino al 1880, anno della sua morte.

Verso la fine del XIX secolo, Luigi Fontana si occupò di rifinire gli interni della concattedrale, che venne terminata grazie al finanziamento di Carlo Sacconi e l'intervento di Giuseppe Breccia nella prima metà del XX secolo.[17] Le vetrate delle cappelle vennero colorate nel 1991, dopo diverse opere di restauro che continuarono anche dopo il 2000 a seguito degli eventi sismici.[18]

Lato sud della fabbrica

La Cattedrale è isolata dagli altri edifici limitrofi. Si affaccia sull'attuale piazza Sisto V e presenta un dislivello di quota di 11 metri fra la facciata e l'abside. La struttura dell’edificio è interamente realizzata in mattoni pieni; la copertura è prevalentemente in capriate lignee, ad eccezione di alcune porzioni (navate laterali e sagrestia di sinistra) che presentano una copertura latero cementizia.[19]

La fabbrica si sviluppa su due livelli: la chiesa superiore è caratterizzata da un impianto a croce latina a tre navate e dieci cappelle laterali; la chiesa inferiore presenta una pianta a croce greca con due cappelle.

Sono presenti due ingressi principali, uno al piano superiore passando dal portico, l'altro al piano inferiore in corrispondenza della cripta.

I due piani sono collegati da due scale, una a chiocciola (fino alla cella campanaria) e l’altra di tipo lineare.[20]

Prospetto della facciata definitiva di Giuseppe Breccia

La realizzazione della facciata è stato l'ultimo intervento architettonico del cantiere. La soluzione architettonica, proposta da Poletti, si presentava in stile neoclassico, rifacendosi a modelli rinascimentali. Il portico venne completato nel 1896, seguendo il progetto di Luigi Fontana (successore di Poletti). Nel 1939 il canonico Antonio Mattielli contattò l'architetto Giuseppe Breccia, che propose quattro progetti per la nuova facciata. Venne adottata la quarta soluzione, che prevedeva la modifica della parte alta del timpano e la realizzazione di una balaustra di colonnine vicina ai modelli barocchi o tardo rinascimentali.[17]

La torre campanaria, costruita nel 1852 su disegno di Luigi Poletti, raggiunge un’altezza di 55 m[21]. Presenta finestroni ad arco a tutto sesto e ordini architettonici sovrapposti:

  • Il primo ordine, a pianta quadrata, raggiunge l'altezza dell'abside.
  • Il secondo ordine è a pianta ottagonale con capitelli ionici.
  • Il terzo ordine, ovvero la cella campanaria, è a pianta circolare con capitelli corinzi.[22]
Torre campanaria

Il secondo e il terzo ordine sono decorati con lesene.[23] La copertura della cella campanaria è realizzata con una cupola a sesto ribassato rivestita di lastre in zinco.[24]

Nel 1851 iniziò la demolizione della torre campanaria della Chiesa di Santa Maria in Colle, ritenuta pericolante.[25] Le sue sei antiche campane furono trasferite all'interno della cella campanaria della Cattedrale e sono:

  • Vito (1567), il "campanone" da 11 quintali;
  • Assunta (1717), dal peso di 6 quintali;
  • Rosaria (1728), la campana delle messe da 2 quintali;
  • Cecilia (1263), peso circa 190 kg, la campana più antica recuperata dal convento di San Francesco delle Fratte;
  • una campana da circa 80 kg (1948);
  • Agnese (1718), la più piccola, di 75 kg.[26][27]

Livello inferiore

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Deposizione di Giorgio Paci

Il piano inferiore ospita la cripta della cattedrale con le tombe dei vescovi. Dietro l'altare è presente un gruppo in gesso della deposizione di Cristo dello scultore Giorgio Paci realizzata nel 1860. È composto di sei figure che assistono la sepoltura di Gesù.

Iscrizione per il trasferimento del Santo Sepolcro nella cripta

Alle pareti si trovano gli altorilievi delle tredici stazioni della Via Crucis.[28]

All'interno di una delle due cappelle laterali è presente una replica della grotta di Lourdes e nell'altra un presepe permanente con scene realizzate nella campagna marchigiana per il Natale dell'anno 1988. In alto, nel braccio sinistro della pianta a croce greca è presente un'iscrizione[29] che rende credibile l'ambizioso progetto di Sisto V di portare a Montalto delle Marche il Santo Sepolcro di Gerusalemme.[30]

Livello superiore

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Navata centrale

La decorazione interna è opera di Luigi Fontana che vi lavorò dal 1876 al 1880 incaricato dal vescovo Eleonoro Aronne. Il vescovo e il cardinale Carlo Sacconi contribuirono alla spesa arricchendo la Cattedrale di alcuni vasi sacri in argento dorato.

Tutto l'apparato pittorico mira alla celebrazione della Vergine alla quale è dedicata la Cattedrale. Lungo la base delle volte dell'intero edificio è riportato il Magnificat[31] e sul soffitto della navata centrale affrescati tre episodi: visita a Santa Elisabetta, Immacolata Concezione e Annunciazione.[20]

Altare della basilica superiore

Altare centrale

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Nell'area dell'altare centrale il pavimento del presbiterio è decorato con una successione geometrica che ricorda i mosaici policromi dell'età imperiale romana, eseguiti alla fine del 1950. Originariamente, sotto la mensa era presente una grata di ferro che metteva in collegamento il livello superiore con quello inferiore per garantire la regolazione termica.

L'altare maggiore in legno dorato fu sostituito con uno nuovo in marmi pregiati. I primi scalini creati alla base coprono oggi per più di due metri parte del disegno del presbiterio.[32]

Dietro l'altare si trova il coro di legno, due nicchie con San Luca e San Giovanni e un bassorilievo con l'Assunzione di Maria.

Agli estremi del transetto sono presenti sul lato sinistro la cappella di San Vito e sul lato destro la cappella del Santissimo Sacramento.

Cappella di San Vito
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Cappella di San Vito

La cappella è in onore a San Vito, protettore della città dal 1646. Qui sono conservate in un reliquiario di bronzo dorato a forma di tempietto circolare alcune reliquie del santo: il cranio, quattro denti molari e una piccola parte di mascella. La pala d'altare con raffigurati la Madonna col Bambino, San Vito e San Venanzio è opera del pittore Pietro Lucatelli, su commissione del marchese Tarquinio Santacroce. È stata realizzata nel 1691 e consegnata nel 1692[33]. Successivamente, nel 1878, la Giunta municipale stabilì di porre mano alle decorazioni finali della cappella, facendola anche marmorizzare e dorare, e diede l'incarico a Luigi Fontana. Al centro del soffitto Fontana rappresenta la Gloria di San Vito, sorretto da angeli con la palma del martirio, i flagelli e il fascio, che va a simboleggiare il perseguitore Impero romano.[34]

Cappella del Santissimo Sacramento
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Speculare a quella di San Vito, la cappella del Santissimo Sacramento presenta sul soffitto un Cristo risorto con a sinistra l'apparizione alla Maddalena e a destra la cena di Emmaus, realizzati da Luigi Fontana. Al centro è presente una pala con l'Ultima Cena e sotto di questa si trova un tabernacolo[35].

Cappelle lato sinistro

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Nel lato sinistro sono presenti cinque Cappelle dedicate a santi e figure bibliche: Madonna della Misericordia, Sant'Antonio Abate, San Giuseppe, Santissimo Crocifisso, San Domenico.

Cappella della Madonna della Misericordia
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Cappella della Madonna della Misericordia

L'immagine della Madonna delle Misericordia al momento dello sbancamento del Monte della Croce era molto onorata. È per questa ragione che è stata riallestita nella prima cappella del lato sinistro della cattedrale.[14]

Alla fine degli anni cinquanta del XVII secolo i pittori Luca Forte e Marino Umili di Patrignone lavorarono alle elaborazioni in stucco.[36]

Cappella di Sant'Antonio Abate
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Al centro della cappella si trova la statua in gesso di Sant' Antonio Abate con il fuoco che l'angelo dipinto sul soffitto tiene nella mano destra. Nella nicchia di destra si trova la statua di cartapesta di San Francesco Saverio. Sotto l'altare si conserva la scultura in legno del Cristo Morto. La scultura è coperta da un sottile velo traforato.[37]

Cappella di San Giuseppe
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Al centro, nella pala d'altare, è rappresentato il transito di San Giuseppe. Nella nicchia di destra si trova una statua policroma in gesso raffigurante San Giuseppe con Gesù Bambino. Sul soffitto è raffigurato un angioletto che tiene il bastone fiorito di giglio, che è un riferimento alla rielaborazione medievale del racconto apocrifo del Protovangelo di Giacomo della metà del II secolo d.C.[38]

Cappella del Santissimo Crocifisso
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La Cappella del Santissimo Crocifisso è arricchita da stucchi, in origine dorati. A destra e a sinistra dell'altare sono presenti due figure intere di angeli adoranti con altre figure di putti e teste di angeli che seguono lo stile tardobarocco.[39]

Cappella di San Domenico
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Ai lati della cappella è rappresentato lo stemma del cardinale Carlo Sacconi. Sul soffitto troviamo San Domenico in gloria sorretto da angeli e a sinistra Sant'Agostino, rappresentato come dottore della Chiesa. Nella rappresentazione di sinistra San Domenico guarisce un ammalato. Sull'altare è presente un baldacchino di legno dorato, sostenuto da due angeli.[40]

Cappelle lato destro

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Cappella del Battistero

Nel lato sinistro sono presenti cinque cappelle dedicate a santi e figure bibliche: Battistero, Madonna del Rosario, Madonna Addolorata, Madonna di Reggio, Sacra Famiglia.

Cappella del Battistero
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Il battistero era originariamente in legno. Nel 1967 è stato sostituito dall'attuale in travertino. Presenta delle colonne con capitelli corinzi e oltre ad alcuni strumenti da lavoro il fonte battesimale è arricchito da teste di angeli, volute e serti di frutta.

Del 1967 sono anche le opere pittoriche realizzate da Michelangelo Bedini. Nella cappella è ospitato un cero pasquale con l'Alfa e l'Omega con a sinistra un'opera moderna eseguita con una tecnica mista a fresco.[41]

Cappella della Madonna del Rosario
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Al centro si trova una statua policroma in gesso che raffigura incoronati la Madonna e il Bambino. Nella nicchia di destra si trova la statua in gesso di Santa Margherita Maria Alacoque. A sinistra si trova la statua della Madonna della Misericordia, proveniente dall'omonima chiesa di Via Roma, oggi sala San Vito. Sul pilastro della navata centrale si trova l'epigrafe di Pier Saverio Antonini.[42]

Cappella dell'Addolorata
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Cappella dell'Addolorata

Nella Cappella è presente una pala centrale con ai lati una statua e un dipinto. La statua dell'Addolorata in cartapesta policroma e posta nella nicchia centrale attorno alla quale sono riportati in tondi monocromi i sette dolori di Maria. I dipinti laterali del soffitto rimandano a immagini della Passione di Cristo. Sotto il tabernacolo è posto il busto di San Gabriele dell'Addolorata e nella nicchia di sinistra la statua policroma in gesso di Santa Cecilia che tiene con la mano destra la palma del martirio e nella sinistra un rotolo con note musicali. Sulla destra della cappella si trova anche una raffigurazione di Santa Scolastica vergine, sorella di San Benedetto. Ai lati dell'altare lo stemma araldico della famiglia Massi-Mauri, i cui elementi si ripetono anche su quattro candelabri.[43]

Cappella della Madonna di Reggio
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Madonna di Reggio sul soffitto

La cappella venne fatta costruire dal vescovo Girolamo Codebò e venne dedicata alla Madonna di Reggio, raffigurata nel dipinto sul soffitto. Sulla destra si trova un'epigrafe riferita al grande miracolo di Reggio nel quale un ragazzo riacquista udito e parola. Nella nicchia di sinistra è raffigurato San Girolamo , patrono dei traduttori con i suoi attributi: il libro, un leone e la pietra con cui si colpiva al petto. Alla base dei candelabri e della croce è riportato il Sacro Cuore di Gesù.[44]

Cappella della Sacra Famiglia
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Sotto l'altare è presente la statua di San Tiburzio martire in veste rossa con una fascia azzurra in vita e il capo ornato sia da un'aureola dorata che da una corona di fiori bianchi e rossi. Nella mano sinistra porta la palma del martirio e nella destra una croce. Sulla destra della cappella una statua di Sant'Ubaldo, a sinistra, invece, si trova Santo Liborio e un gruppo in stile moderno con Maria, Giuseppe e il bambino.[45]

  1. Nel verbale della seduta del Consiglio Comunale di Montalto del 26 agosto 1646 si deliberò, all’unanimità, di eleggere San Vito a patrono della città, in seguito alla donazione della sua reliquia da parte del vescovo Girolamo Codebò (Archivio Storico Comunale Montalto, sez. antico regime, serie Consigli comunali, reg. 14, c. 43, 26 agosto 1646)
  2. In un breve apostolico redatto in occasione della donazione di un reliquiario alla città, Sisto V scrive: "Quando sia intenso il nostro affetto verso codesta terra di Montalto". (Catani V., https://www.papasistov.it/it/dono-del-reliquiario.html)
  3. ASCMD, Bolla di erezione della Diocesi di Montalto, 1586
  4. Parisciani G., 1986, pp. 125-127
  5. Papa G., 1985, pp. 69-71
  6. Il progetto della nuova diocesi di Montalto era descritta nella bolla papale Super Universas Orbis Ecclesias del 14 novembre 1586 (Comune di Montalto delle Marche, 2020, p. 84)
  7. Papa G., 1985, pp. 146-153
  8. Emidi F., 2022a, p.10
  9. Comune di Montalto delle Marche, 2020, pp. 84-85
  10. Acciarri G., 2019/2020, p. 43
  11. Papa G., 1985, p.128
  12. Adami G., 2007
  13. Acciarri G., 2019/2020, pp. 50-51
  14. 1 2 ASCM, sez. Antico Regime, serie Libri delle spese speciali, reg. 6, Libro delle spese per la fabbrica della Chiesa della Misericordia, 1656
  15. Acciarri G., 2019/2020, p. 52
  16. ASCM, sez. napoleonica, serie Carteggio amministrativo, cat. Amministrazione, b.102 ex 373, f. 321 "Magistero di Cappella e argenti sistini", 1819
  17. 1 2 Breccia T., 2005, pp. 155-159
  18. Acciarri G., 2019/2020, pp. 65-66
  19. Acciarri G., aa 2019/2020, p. 68
  20. 1 2 Emidi F., 2022a, p. 24
  21. Acciarri G., aa 2019/2020, p. 69
  22. Bonifazi L., 2005
  23. Piccinini D., 2010, p. 185
  24. Uguccioni C., 2024
  25. ASCM, sez. napoleonica, serie Carteggio amministrativo, cat. Culto, b. 290, f. 1362, 1851
  26. Emidi F., 2022a, p. 103
  27. Il concerto di campane della Concattedrale: https://www.youtube.com/watch?v=qxHSRDd5SJ4
  28. Emidi F., 2022b, pp. 240-241
  29. L'iscrizione tradotta dal latino recita: D.O.M / PER IL TRASFERIMENTO DEL SEPOLCRO DEL SIGNORE / SISTO V ROM[ANO] PONT[EFICE] / QUESTO TEMPIO COSTRUÌ LE FONDAMENTA / NELL'ANNO MDXC
  30. Emidi F., 2022b, pp. 240-242
  31. Emidi F., 2022a, p. 36-37
  32. Emidi F., 2022a, pp. 44-47
  33. ASCM, sez. Antico Regime, serie Carteggio amministrativo, Corrispondenza e carte varie, b. 2, f. 70 "Spese per la Cattedrale", 1692
  34. Emidi F., 2022b, pp. 229-230
  35. Emidi F., 2022b, pp. 237-238
  36. Emidi F., 2022b, pp. 220-221
  37. Emidi F., 2022b, pp. 222-223
  38. Emidi F., 2022b, pp. 223-225
  39. Emidi F., 2022b, p. 225
  40. Emidi F., 2022b, pp. 226-228
  41. Emidi F., 2022b, p. 232
  42. Emidi F., 2022b, p. 233
  43. Emidi F., 2022b, p. 234
  44. Emidi F., 2022b, pp. 235-236
  45. Emidi F., 2022b, pp. 236-237
  • Acciarri, Gianmarco. 2019. «Interventi di restauro e proposta di valorizzazione della Concattedrale S. Maria Assunta e S. Vito di Montalto delle Marche (AP)». Università Ca’ Foscari di Venezia. https://unitesi.unive.it/retrieve/eb1e7aaf-cdcf-4151-b5dc-805bcc4b314e/876949-1248001.pdf.
  • Adami, Giuseppe. 1997. «FLORIANI, Pompeo». Dizionario Biografico degli Italiani XLVIII. https://www.treccani.it/enciclopedia/pompeo-floriani_(Dizionario-Biografico)/
  • Archivio Storico Comunale Montalto, sez. Antico Regime, serie Consigli comunali, reg. 14, c. 43, 26 agosto 1646;
  • ASCM, sez. Antico Regime, serie Libri delle spese speciali, reg. 6, Libro delle spese per la fabbrica della Chiesa della Misericordia, 1656;
  • ASCM, sez. Antico Regime, serie Carteggio amministrativo, Corrispondenza e carte varie, b. 2, f. 70 "Spese per la Cattedrale", 1692;
  • ASCM, sez. napoleonica, serie Carteggio amministrativo, cat. Amministrazione, b.102 ex 373, f. 321 "Magistero di Cappella e argenti sistini", 1819;
  • ASCM, sez. napoleonica, serie Carteggio amministrativo, cat. Culto, b. 290, f. 1362, 1851;
  • ASCM, sez. postunitaria, serie Carteggio amministrativo, cat. Culto, b. 375, f. 180, "Cappella di San Vito", 1868;
  • ASCM, sez. postunitaria, cat. Culto, b. 482, f. 890, "Fabbrica della Cattedrale", 1885 (f. 1939);
  • ASCMD, Bolla di erezione della Diocesi di Montalto, 1586.
  • Bonifazi, L. 2005. Campanile della Chiesa Cattedrale Montalto delle Marche, 1852. Scheda di catalogo. Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche. http://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1100240085-bene-componente.
  • Breccia, Tommaso. 2001. «Questione di immagine: la facciata della Cattedrale di Montalto e altre facciate dell’architetto Giuseppe Breccia (1898-1955)». Immagini della memoria storica VI: 147–169.
  • Catani, Vincenzo. s.d. "Breve di Sisto V ai Montaltesi in occasione del dono del reliquario". Forum. Consultato il 20 novembre 2025. https://www.papasistov.it/it/dono-del-reliquiario.html
  • Comune di Montalto delle Marche. 2020. Agenda 2021. V centenario della nascita di Felice Peretti/Sisto V: 1521-2021. Edizioni Palumbi.
  • Emidi, Franco. 2022a. La cattedrale fondata da Sisto V a Montalto nella Marca (sec. XVI-XX): dedicata alla B.V. Maria Assunta. Edizioni Palumbi.
  • Emidi, Franco. 2022b. «La cattedrale fondata da Sisto V a Montalto della Marca (secc. XVI-XX)». In Studi su Felice Peretti Sisto V per le celebrazioni del V centenario dalla nascita 1521-2021, a cura di Manuela Martellini. Edizioni Palumbi.
  • Natali, Anna. s.d. «L’addiazione sistina di Montalto». Forum. Consultato 21 ottobre 2025. https://www.papasistov.it/it/patria-carissima.html.
  • Papa, Giovanni. 1985. Sisto V e la diocesi di Montalto: erezione e consolidamento. Biblioteca storica. Maroni G.
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  • Piccinini, Deborah. 2010. «Gli ultimi interventi e il completamento dei lavori della fabbrica della Cattedrale di Montalto». Immagini della memoria storica XV: 179–226.
  • Lucatelli P. (1691), Madonna con S. Vito e S. Venanzio. 2009. Scheda di catalogo. Diocesi di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto. https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/4903962/Lucatelli+P.+%281691%29%2C+Madonna+con+S.+Vito+e+S.+Venanzio.
  • Uguccioni, Carlo. 2024. Concattedrale di Santa Maria Assunta. Scheda di catalogo. Diocesi di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto. https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/25387/Concattedrale+di+Santa+Maria+Assunta.

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