Comunità di pratica virtuale

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Una comunità di pratica virtuale è una estensione delle comunità di pratica. Tale concetto, infatti, è stato definito per esprimere l'apprendimento situato all'interno di una comunità fisica. La diffusione del World Wide Web e la successiva nascita di comunità virtuali hanno indotto ad estendere il concetto di comunità di pratica anche ad alcune di queste. Ad esempio le comunità wiki, quali Wikipedia.org, sono ritenute comunità di pratica virtuali. Le comunità virtuali sono inoltre soggette alle perturbazioni della noosfera. Al loro interno si sviluppano prassi di autoregolazione selettiva per accettare tutti i cambiamenti possibili, permettendo l'innovazione e la crescita di valore. La capacità di autoregolazione è tanto più forte quanto maggiore è il capitale sociale, cioè i saperi e le reti di relazioni disponibili. L'offerta progettuale di una comunità virtuale, per essere indirizzata ad una fattiva condivisione dei saperi, deve realizzarsi nel rispetto dello stile professionale, orientato alla ricerca delle soluzioni dei problemi mediante un modello cooperativo tra gli attori coinvolti.

Non vi è comunque accordo sull'uso dell'aggettivo virtuale in questo contesto, poiché la comunità è reale anche se interagisce soprattutto con strumenti dell'ICT. In alternativa sono stati proposti i termini : on-line community [1], computer-mediated community [2], electronic community [3] e distributed community [4]. E' possibile anche un confronto tra le comunità di apprendimento virtuale e le comunità di pratica distribuite [5]

Comunità virtuale come comunità di pratica[modifica | modifica wikitesto]

La tesi delle comunità virtuali come comunità di pratica affronta il tema della socialità in rete analizzando la comunità virtuale come una forma di legame peculiare del cyberspazio e la comunità di pratica, come declinazione possibile della comunità virtuale stessa. In seguito alla modifica della percezione dello spazio tempo, apportata dai media elettronici e digitali, si sono verificati notevoli cambiamenti nelle forme di socializzazione. È sopraggiunta, inoltre, la tendenza di molti individui a “prendere le distanze” dalle istituzioni tradizionali e a formarsi da sé, per cercare spazi più ampi di libertà e creatività, selezionando informazioni e modelli di comportamento dal flusso informativo veicolato dai media elettronici e digitali. I mass media, danno infatti la possibilità di sperimentare come simultanei, eventi che accadono in luoghi remoti, rendono in questo modo le interazioni sociali indipendenti dalla condivisione di uno stesso ambiente spazio-temporale generando una socialità mediata, caratterizzata da un'esperienza dell'altro che non necessita dell'incontro. Grazie ai media elettronici ogni individuo è aperto ad un mondo più ampio e variegato del proprio locale, fatto di stili di vita, modi di pensare ed agire che, sempre più spesso, vengono riportati nella propria vita quotidiana.

Costituzione ed evoluzione di una comunità di pratica in rete[modifica | modifica wikitesto]

Nel cyberspazio, l'integrazione tra dimensione informativa e partecipativa, porta alla formazione di una comunità di apprendimento che può configurarsi anche come comunità di pratica. Quest'ultima, nel modello di Wenger, si costituisce off line come sistema di apprendimento innovativo e dinamico, a partire da un processo di collaborazione e negoziazione tra i suoi membri, attraverso i quali si individuano sia le attività che le competenze della comunità necessarie per realizzarle. Tuttavia, negli ultimi anni, nell'ambito degli studi organizzativi [6], sono state condotte diverse ricerche che mostrano come possano emergere anche comunità di pratiche on line. Nella comunità virtuale le attività lavorative si realizzano come attività pratiche e sociali prodotte localmente dall'interazione tra i membri e tra questi ultimi e gli artefatti tecnologici per affrontare le contingenze e gli eventi che si presentano nel corso dell'attività lavorativa quotidiana. Inoltre, i processi di costruzione dei significati, di diagnosi e soluzione di problemi specifici, di uso e definizione di pratiche competenti,sono pratiche sociali che si realizzano attraverso l'interazione sociale e discorsiva tra operatori, in nessun caso patrimonio dei singoli operatori, ma piuttosto "distribuite" tra i membri della comunità di pratica lavorative. Una comunità virtuale nata intorno ad un interesse o ad un progetto lavorativo, e caratterizzata da una relazione collaborativa tra i suoi membri finalizzata alla costruzione di un sapere collettivo, può essere considerata anche luogo di apprendimento. Infatti, se il luogo è un evento, qualcosa che accade quando due soggetti umani si incontrano può essere considerato luogo di apprendimento quando avviene uno scambio di conoscenze ed esperienze individuali ogni volta generanti una conoscenza innovativa che può manifestarsi e prendere forma in una comunità di pratiche.

Spazio dei flussi e spazio dei luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avanzare della tecnologia delle reti telematiche ha preso il sopravvento lo spazio dei flussi, in grado di mettere in relazione luoghi distanti fra di loro, sulla base della selezione sociale. A differenza dello spazio dei luoghi che isola le persone, le reti danno forma e luogo ad un territorio virtuale diverso da quello convenzionale in cui nasce una comunicazione virtuale mediata dal computer dando vita ad una comunità. L'aggettivo "virtuale" può essere fuorviante perché lascia intendere le aggregazioni come immaginarie, non reali, come se l'interazione face-to-face(faccia a faccia) fosse l'unico modo per avere una comunità. Tale comunità virtuale non si struttura a partire da una presenza fisica, ma da una comunicazione che parte da individui che hanno in comune gli stessi interessi e valori anche se abitano in luoghi distanti fra di loro. Ciò implica la capacità di condividere con altre persone nel cyberspazio anche regole e obiettivi finalizzati al benessere e alla continuità della comunità. La rete quindi, si concretizza in spazio fisico e mentale che permette di realizzare prodotti diversi attraverso la cooperazione dei partecipanti.

Parametri comunicativi delle comunità virtuali[modifica | modifica wikitesto]

Le comunità virtuali sono servizi di comunicazione sincroni, richiedono infatti la presenza simultanea di emittenti e destinatari che scambiano messaggi testuali o audiovisivi attraverso strumenti condivisi. La sincronia ha come vantaggi complementari l'immediatezza e l'apertura, ma anche lo svantaggio di interventi estemporanei e confusi e superficiali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Trad.Ing.:"in-linea", Cothrel & Williams, 1999.
  2. ^ Trad.Ing.:"comunità tramite computer".Etzioni & Etzioni, 1999.
  3. ^ Trad. Ing.:"Comunità elettronica". Wasko & Faraj, 2000.
  4. ^ Trad.Ing.:"Comunità distribuita". Wenger et al., 2002. Kimble & Hildreth, 2005.
  5. ^ Couros & Kesten, 2003 website.
  6. ^ Stato dell'arte degli studi organizzativi, slideshare.net.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cothrel, J., & Williams, R.L. (1999). On-line communities: helping them form and grow. Journal of Knowledge Management, 3(1), 54-60.
  • Etzioni, A., & Etzioni, O. (1999). Face-to-face and computer-mediated communities, A comparative analysis. The Information Society, 15, 241-248.
  • Kimble, C., & Hildreth, P. (2005). Dualities, Distributed Communities of Practice and Knowledge Management, Journal of Knowledge Management, 9(4), 102 - 113.
  • Wasko, M.M., & Faraj, S. (2000). “It is what one does”: why people participate and help others in electronic communities of practice. Journal of Strategic Information Systems, 9, 155-173.
  • Wenger, E., McDermott, R., & Snyder, W.M. (2002). Cultivating Communities of Practice. Boston: Harvard Business School Press.
http://www.shvoong.it/
  • M. Boati, Asfor, E-learning Summit, Ilsole24ore, 21 marzo 2003.
  • dit.unitn.it/~dandrea/lvc/Menegon.pdf
  • P.G.Rossi, "Dal testo alla rete-multimedialità e didattica" ed. tecnodid (2000). 179-180.
  • ZUCCHERMAGLIO, C. (1996). "Vygotsky in azienda. Apprendimento e comunicazione nei contesti di lavoro", Roma, La Nuova Italia Scientifica

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]