Comportamento passivo-aggressivo

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Il comportamento passivo-aggressivo è caratterizzato da un susseguirsi di resistenza indiretta alle esigenze o richieste degli altri e dall'evitare il confronto diretto.[1] Far finta di non capire facendo il finto tonto è una tipica strategia passivo-aggressiva. Tale comportamento è spesso soggetto di lamentele da parte dei colleghi di lavoro, suscita frustrazione o rabbia e viene etichettato come malizioso o manipolativo. Il comportamento passivo-aggressivo può essere usato inconsciamente o consapevolmente per suscitare queste emozioni e reazioni negli altri. Può anche essere usato come alternativa alla verbalizzazione o all'acting out della propria rabbia.

È un atto se è occasionale e non interferisce sostanzialmente con la funzione sociale o occupazionale o le relazioni; è un comportamento se usato in modo più persistente; è un disturbo della personalità se esiste un modello pervasivo di tale comportamento che interferisce in tali aree della personalità.

Disturbo della personalità[modifica | modifica wikitesto]

La revisione IV (DSM-IV) del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali descrive il disturbo di personalità passivo-aggressivo come un "modello pervasivo di atteggiamenti negativistici e di resistenza passiva alle richieste di prestazioni adeguate in situazioni sociali e professionali".

L'aggressività passiva è la risposta a un'altra persona, il richiedente, che richiede o esige che qualcuno "farà, può fare, sa, può spendere tempo o denaro" quando il soggetto ha specificamente detto "non posso, non voglio, non lo farò". Accettare le richieste dell'altro ma fare un cattivo lavoro, essere in ritardo o non riuscire a soddisfare la richiesta è l'unico modo per comunicare al richiedente che "NO" significa davvero "NO!". La colpa e il disordine non sono nella persona che ricorre all'aggressione passiva ma nel richiedente che costringe l'altra persona a usare l'aggressività passiva.

Il comportamento passivo-aggressivo non è necessariamente un disturbo della personalità. Un disturbo della personalità è caratterizzato da deviazione nell'affettività, cognizione, controllo degli impulsi e necessità di gratificazione con modi di percepire, pensare e comportamenti inflessibili, disadattivi o diversamente disfunzionali. Ci deve essere un disagio personale attribuibile a tale comportamento.

Applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Psicologia[modifica | modifica wikitesto]

In psicologia, il comportamento passivo-aggressivo è caratterizzato da un modello abituale di resistenza non attiva ai requisiti previsti, opposizione, imbarazzo, testardaggine e atteggiamenti negativi in risposta ai requisiti per i normali livelli di prestazione previsti da altri. Molto spesso si verifica sul posto di lavoro, dove la resistenza è esibita tramite comportamenti indiretti come procrastinazione, oblio e inefficienza intenzionale, specialmente in risposta alle richieste delle figure di autorità, ma può anche verificarsi in contesti interpersonali.[2]

Un'altra fonte definisce il comportamento passivo-aggressivo come: "Un tratto di personalità caratterizzato da un modello pervasivo di atteggiamenti negativi e caratterizzato da resistenza passiva, talvolta ostruzionista, al rispetto delle aspettative in situazioni interpersonali o professionali. Comportamenti: impotenza, procrastinazione, testardaggine, risentimento, imbarazzo o incapacità deliberata/ripetuta di eseguire i compiti richiesti di cui si è (spesso esplicitamente) responsabili".[3] Altri esempi di comportamento passivo-aggressivo potrebbero essere l'evitare la comunicazione diretta o chiara, eludere i problemi, paura dell'intimità o della concorrenza, inventare scuse, incolpare gli altri, ostruzionismo, vittimismo, fingere il rispetto delle richieste, sarcasmo, complimenti maliziosi e nascondere la rabbia.[4][5]

Teoria del conflitto[modifica | modifica wikitesto]

Nella teoria del conflitto, il comportamento passivo-aggressivo può assomigliare a un comportamento meglio descritto come cattivo, poiché consiste in atti ostili deliberati, attivi, ma attentamente velati che hanno un carattere distintamente diverso dal comportamento non assertivo di resistenza passiva.[6]

Lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Il comportamento passivo-aggressivo di lavoratori e dirigenti è dannoso per l'unità e la produttività del gruppo di lavoro. Se questo comportamento viene ignorato, potrebbe tradursi in una riduzione dell'efficienza e frustrazione tra i lavoratori.[7] Se i manager sono passivi-aggressivi nel comportamento, possono finire per soffocare la creatività della squadra. De Angelis afferma: "In effetti avrebbe perfettamente senso che coloro che sono stati promossi a posizioni di comando siano spesso quelli che in superficie sembrano essere simpatici, diplomatici e solidali, ma che in realtà sono sabotatori disonesti e maleducati dietro le quinte".[8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comportamento passivo-aggressivo fu inizialmente definito clinicamente dal colonnello William Menninger durante la seconda guerra mondiale nel contesto della reazione degli uomini alla conformità militare. Menninger descrisse soldati che non erano apertamente ribelli, ma espressero la loro disobbedienza civile (quella che chiamava "aggressività") "mediante misure passive, come il broncio, la testardaggine, la procrastinazione, l'inefficienza e l'ostruzionismo passivo" a causa di ciò che Menninger considerava una "immaturità" e una reazione allo "stress militare di routine".[9]

Secondo alcune opinioni psicoanalitiche, la non conformità non è indicativa del vero comportamento passivo-aggressivo, che può invece essere definito come la manifestazione di emozioni che sono state represse sulla base di un'esigenza autoimposta di accettazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Passive-Aggressive | Meaning of Passive-Aggressive, su Lexico Dictionaries. URL consultato il 18 dicembre 2019.
  2. ^ (EN) American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders-IV, Washington, DC, American Psychiatic Association, 2000, pp. 733–734, ISBN 978-0890420621. URL consultato il 18 dicembre 2019.
  3. ^ (EN) Passive-aggressive personality disorder, su The Free Dictionary. URL consultato il 18 dicembre 2019.
  4. ^ (EN) What is passive aggressive behaviour?, su Counselling directory. URL consultato il 18 dicembre 2019.
  5. ^ (EN) 10 Things Passive-Aggressive People Say, su Psychology Today. URL consultato il 18 dicembre 2019.
  6. ^ (EN) George Simon, In sheep's clothing: understanding and dealing with manipulative people, Parkhurst, 2010, ISBN 978-1-935166-30-6, OCLC 1060571685. URL consultato il 18 dicembre 2019.
  7. ^ (EN) Kimberly A. Harms, Passive Aggressive Behaviour, 3ª ed., maggio-giugno 2012.
  8. ^ (EN) Paula M. De Angelis, Blindsided: Recognizing and dealing with passive-aggressive leadership in the workplace, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2009, p. 3, ISBN 978-1-4421-5920-4, OCLC 794470917. URL consultato il 18 dicembre 2019.
  9. ^ (EN) Christopher Lane, The Surprising History of Passive-Aggressive Personality Disorder (PDF), in Theory & Psychology, 2009-02, DOI:10.1177/0959354308101419. URL consultato il 18 dicembre 2019.
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