Accademia delle arti del disegno

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La sede fiorentina dell'Accademia nel Palazzo dell'Arte dei Beccai.

L'Accademia delle Arti del Disegno è una Associazione privata con sede in Firenze. Essa è l'Istituzione erede della più antica accademia artistica fondata da un potere pubblico nel mondo. La sua creazione con il nome di Accademia del Disegno risale al gennaio 1563. Nel 1784, a seguito di una profonda riforma, il nome mutò in Accademia di belle arti di Firenze: furono potenziate le funzioni di insegnamento, ma al singolo collegio dei professori furono mantenute prerogative di giudizio e guida in alcuni campi artistici. Il Collegio dei professori assunse nuovamente il nome di Accademia delle Arti del Disegno e dal 1938 ha assunto nuovamente una sua autonomia ereditando le funzioni, le prerogative e parte del patrimonio dell'Accademia del Disegno. Oggi è un Istituto organizzato in 5 Classi di discipline (Pittura, Scultura, Architettura, Discipline Umanistiche e Storia dell'Arte), che si occupa di tutela del patrimonio, di studio e sviluppo delle discipline artistiche, umanistiche e scientifiche organizzando e promuovendo il dialogo tra saperi.

Il presidente il carica dal 2015 è la prof.ssa Cristina Acidini.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La Compagnia di San Luca, tradizionalmente datala sua fondazione al 1339. Essa nacque come un raggruppamento speciale interno all'Arte dei Medici e Speziali al fine di promuovere la devozione dei "dipintori" (i pittori) della città. La sua origine non deve confodersi con quella delle compagnie laicali, specialmente quelle di mutuo soccorso, i cui scopi erano del tutto assenti nella Compagnia di San Luca. Essa era intitolata al santo evangelista che cui tradizionalmente si attribuisce la qualità di aver per primo ritratto la Vergine.

Tale compagnia non aveva un luogo fisso di riunione anche se andò spesso radunandosi in spazi (tra cui almeno due diverse cappelle) messi a disposizione dello spedale di Santa Maria Nuova all'interno delle proprietà dello Spedale. Questa accolita di persone, di cui sopravvivono alcuni registri all'Archivio di Stato di Firenze, andò via via spegnendosi nel fervore e nella partecipazione.

Storia dell'Accademia[modifica | modifica wikitesto]

Un frate scultore, che era entrato a far parte dell'Ordine dei Servi di Maria, Giovannangelo Montorsoli, grazie alle amicizie con l'architetto e uomo di fiudicia della corte medicea Giorgio Vasari e dello spedalingo degli Innocenti, Vincenzio, Borghini, suggerì di rianimare la Compagnia di San Luca. Fu così che Vasari e Borghini, intuendone il potenziale e la necessità, proposero a Cosimo de' Medici, allora duca di Firenze, di fondare una pratica comunitaria di formazione artistica che completasse quella tradizionale della bottega, creando una Compagnia e Accademia del Disegno i cui primi statuti furono proclamati il 13 gennaio 1563.

Mentre la Compagnia era la formazione più ampia cui potevano aderire tutti gli artisti, l'Accademia, costituita solo dalle più eminenti personalità, era un organismo ristretto che governava la Compagnia e, tra gli altri compiti, aveva finalità di tutela e supervisione sull'intera produzione artistica del principato mediceo.

Il ruolo ed il prestigio di questa istituzione, non certo confinati negli angusti limiti politico-economici del principato toscano, raggiunsero ben presto traguardi inaspettati. Il primo accademico ad essere eletto col titolo di padre e maestro delle arti fu Michelangelo Buonarroti e da lì a breve moltissimi artisti di tutta Italia chiesero di far parte del sodalizio che comprese Francesco da Sangallo, Agnolo Bronzino, Benvenuto Cellini, Giorgio Vasari, Bartolomeo Ammannati, il Giambologna, Jacopo Ligozzi, Tiziano, Tintoretto, Palladio[1], ecc. Si trattava di un sodalizio prevalentemente maschile, essendo i professionisti principalmente uomini, seppur senza preclusioni ufficiali per l'ammissione delle donne: la prima ad esservi ammessa fu Artemisia Gentileschi.

Sul modello dell'istituzione fiorentina, nel 1593 Federico Zuccari raccolse gli artisti attiva a Roma in un'istituzione simile, l'Accademia di San Luca.

L'Accademia del Disegno di Firenze, celebrata e riconosciuta nel suo primato già con la preparazione delle esequie di Michelangelo nella basilica di San Lorenzo a Firenze nel 1564 e ancora nei numerosi eventi trionfali realizzati nella città, sin dal 1585 l'Accademia fu innalzata a livello di "Arte" (corporazione), riconoscendo quindi all'istituzione un tribunale proprio interno per gli iscritti e numerosi privilegi e finendo per far prevalere l'azione burocratico-amministrativa su quella educativa e di stimolo per le arti.

Numerosi furono comunque i professori eccellenti che svolsero qui il loro servizio, tra i quali Galileo Galilei.

L'Accademia, incaricata nel 1603 di vigilare contro le esportazioni di opere d'arte dal Granducato toscano, continuò il suo ruolo di insegnamento e orientamento delle arti nelle sue numerose sedi; di esse oggi sopravvive soltanto la cosiddetta cappella di San Luca nei chiostri della basilica della Santissima Annunziata di Firenze dove sono sepolti numerosi e importanti Accademici tra cui Pontormo, Bronzino, Cellini. L'ultimo ad esservi sepolto è stato Rodolfo Siviero, presidente dell'Accademia dal 1971 al 1983.

Nel 1784 il granduca Pietro Leopoldo di Lorena riformò l'Accademia del Disegno. Nacque così l'Accademia delle Belle Arti il cui scopo principale era quello dell'insegnamento artistico e gratuito ai ragazzi meritevoli. Tuttavia le prerogative culturali, di dibattito e di promozione, nonché quelle connesse alla concessione dei premi e alla gestione del patrimonio furono affidate ad un organismo interno dell'Accademia di Belle Arti che si chiamò Collegio dei Professori. Il Collegio dei professori in questa veste continuò a svolgere la gran parte delle funzioni della precedente Accademia del Disegno, finché nel 1873 si riconobbe escplicitamente questa funzione esplicitando nei rinnovati statuti la duplice funzione e il duplice nome.

Nel 1936 le leggi di riforma dell'istruzione artistica elaborate dal governo fascista portarono ad un Commissariamento dell'Accademia di Belle Arti preludio alla definitiva separazione dell'Accademia delle Arti del Disegno dall'Accademia di Belle Arti, che oggi continuano a essere istituti distinti e separati.

L'Accademia di Belle Arti è un istituto pubblico di insegnamento, mentre l'Accademia delle Arti del Disegno, fino al 1958 parte del Ministero della Pubblica Istruzione, ha da quella data assunto il carattere di istituto privato di ricerca.

L'Accademia delle Arti del Disegno dal 1970 ha sede nel trecentesco palazzo dell'Arte dei Beccai, è suddivisa oggi in cinque Classi: classe di pittura, classe di scultura, classe di architettura, classe di storia dell'arte, classe di discipline umanistiche e scienze. Ad ogni classe afferiscono due ordini di accademici ciascuno nel numero di 15: ordinari e corrispondenti. Completa il ruolo della di ogni classe l'ordine degli Accademici Emeriti nel numero di 5. Il ruolo generale dell'Accademia è completato dagli Accademici d'Onore cioè tutte quelle persone per le quali siano stati riconosciuti meriti culturali, artistici, sociali o particolari verso l'Istituto.

In tutta la sua storia l'Accademia del Disegno ha avuto più di 6500 affiliati a vario titolo.

Oggi si può consultare questa lista dal sito internet dell'ente[2].

Il titolo di accademico di ogni ordine e grado è un titolo onorifico.

Tra le personalità del Novecento che hanno fatto parte dell'Accademia si ricordano: Salvatore Settis, Antonio Paolucci, Alberto Ronchey, Giuseppe Penone, il premio Nobel Rita Levi-Montalcini e i premi Pritzker Philip Johnson, Jørn Utzon, Robert Venturi e Renzo Piano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jacopo Cavallucci (1873). Notizie intorno alla Regia Accademia delle Arti del Disegno di Firenze (in Italian). Firenze: Tipografia del Vocabolario.
  • Luigi Biagi (1941). L'Accademia di Belle Arti di Firenze. Firenze: Le Monnier.
  • Zygmunt Wazbinski (1987). L'Accademia medicea del Disegno a Firenze nel Cinquecento (in Italian). Firenze: Olschki.
  • Armando Nocentini (1963). Cenni storici sull'Accademia delle Arti del Disegno) (in Italian). Firenze: Olschki.
  • Paola Barocchi (ed by, 1964), I Fondatori dell'Accademia del Disegno (in Italian). Firenze: Olschki.
  • Luigi Zangheri, Francesco Adorno (1998). Gli statuti dell'Accademia delle Arti del Disegno. (in Italian). Firenze: Olschki.
  • Karen Edis-Barzman (2001). The Florentine Academy and the Early Modern State. The Discipline of Disegno. (in English). Cambridge: Cambridge University Press.
  • Enrico Sartoni (ed. by, 2014), Da Michelangelo alla Contemporaneità. Storia di un primato mondiale 450 anni dell'Accademia delle Arti del Disegno (in Italian). Firenze: Regione Toscana.

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