Commodore PET

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Commodore PET
Commodore PET2001.jpg
Un Commodore PET 2001
Classe di computer personal computer
Produttore Commodore
Presentazione gennaio 1977
Inizio commercializzazione giugno 1977
Fine commercializzazione giugno 1982
Prezzo di lancio 795$
CPU MOS 6502 a 1 MHz
RAM di serie 4 KB
RAM massima 96 KB
Tastiera incorporata sì (alfanumerica, 73 tasti)
Display incorporato display video CRT da 9 pollici in bianco/blu e nero
Scheda video immagine generata da logiche TTL
Risoluzioni video 40×25 caratteri
Scheda audio no
Porte 1 IEEE 488, 1 porta parallela, 1 porta di espansione, 2 porte per registratore (1 interna, 1 esterna)
Periferiche di serie registratore a cassette integrato
SO di serie KERNAL
Altro software di serie Microsoft BASIC 1.0~4.0

Commodore PET (sigla per Personal Electronic Translator)[1] è una famiglia di personal computer a 8 bit progettata da Chuck Peddle per conto di Commodore International. Il primo modello commercializzato fu il PET 2001, presentato nel mese di gennaio del 1977 al Consumer Electronics Show di Las Vegas e commercializzato a partire dal mese di giugno dello stesso anno. I computer furono in seguito ridenominati Commodore CBM (da Commodore Business Machines) per evitare problemi legali in Europa dato che la Philips commercializzava nel Vecchio Continente un computer denominato "Programm-Entwicklungs-Terminal" e l'acronimo "PET" era già registrato.[2] I PET/CBM furono tolti dal mercato nel 1982, sostituiti dai computer della serie CBM-II.[1]

Il Commodore PET 2001, uscito prima dell'Apple II e del Radio Shack TRS-80, è da alcuni considerato il primo personal computer di massa della storia.[3] Secondo la rivista Byte questo primato spetterebbe tuttavia allo Sphere 1, un computer del 1975, che però non raggiunse i numeri del computer di casa Commodore.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi degli anni settanta del XX secolo Commodore si era affermata come produttrice di calcolatrici elettroniche basate sui chip di Texas Instruments. Nel 1975, però, Texas Instrument decise di non limitarsi alla fornitura degli integrati ai produttori ma di vendere anch'essa le calcolatrici, riuscendo a tenere un basso prezzo per via del fatto che produceva gran parte dei componenti necessari al loro assemblaggio. Questa mossa tagliò fuori dal mercato molte società, compresa la Commodore, che vide precipitare i suoi utili. Per abbassare i prezzi di vendita dei suoi prodotti anche Commodore avrebbe dovuto produrre in proprio i chip necessari alle sue calcolatrici. Si mise così alla ricerca di un produttore da acquistare, che individuò in MOS Technology, una piccola società della Pennsylvania che stava attraversando un periodo di crisi finanziaria.[5]

Commodore acquistò MOS Technology nel 1976, rilevando anche tutti i suoi dipendenti. Tra il personale di MOS Technology c'era anche Chuck Peddle, l'ignegnere che aveva supervisionato il progetto del MOS 6502. MOS Technology aveva prodotto e commercializzato il MOS KIM-1, un microcomputer basato sul MOS 6502 che nei piani della società sarebbe servito agli sviluppatori che avessero voluto utilizzare quella CPU ma che era stato acquistato anche da semplici amatori.[6]

Jack Tramiel, il presidente di Commodore, fu convinto da Peddle che le calcolatrici avevano fatto il loro tempo e che il futuro erano i computer e lo autorizzò a svilupparne uno basato sul KIM-1. Peddle aggiunse alla scheda del KIM-1 un circuito video per la visualizzazione dei dati su monitor, 4 KB di RAM, un interprete BASIC della Microsoft ed assemblò il tutto in un case che includeva un monitor, una tastiera ed un registratore a cassette.[6] Il PET fu presentato nel mese di gennaio del 1977 al Consumer Electronics Show di Las Vegas e poi alla successiva West Coast Computer Faire, ma anche nella catena di negozi Radio Shack, nella previsione che il computer fosse venduto anche lì. In quell'anno furono presentati anche altri home computer quali l'Apple II e il TRS-80, ma la Commodore ebbe il grosso vantaggio di riuscire a distribuire il PET a livello mondiale nel giro di pochi mesi.[6] Il PET fu un successo soprattutto in ambito didattico grazie al fatto che incorporava tutto il necessario per funzionare: una tastiera per immettere i dati, un monitor per vedere i risultati, un registratore per salvare i programmi.[7]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche principali del PET 2001:[8][9]

Il primo modello del PET 2001 fu messo in commercio con 4 KB di memoria: successivamente furono offerti modelli con 8, 16 o 32 KB di RAM. I modelli della serie 8000 portarono la RAM fino a 96 KB: alla memoria sopra ai 32 KB si accedeva usando la tecnica del bank switching.[10] La ROM conteneva un interprete BASIC denominato Commodore BASIC, derivato dal Microsoft BASIC, che fungeva da interfaccia per il sistema operativo, denominato KERNAL, composto dalle routine di accesso all'hardware del computer. A causa del fatto che sui computer della serie 2001 l'immagine era generata da logiche TTL, la modalità video disponibile era solamente quella testuale monocromatica. Una parvenza di grafica la si poteva ottenere utilizzando i caratteri semi-grafici integrati nel set di caratteri PETSCII, composti da quadretti, linee e simboli vari. Lo schermo era da 9" in bianco/blu su nero, o da 12" a fosfori verdi o sempre bianco/blu su nero su alcuni modelli. La risoluzione era di 40×25 caratteri tranne che sui computer della serie 8000, che visualizzavano 80 colonne,[10] grazie anche al chip grafico MOS 6545 CRTC che fu adottato a partire dalla serie 3000.[11]

Un punto di forza del computer era il registratore a cassette integrato, che permetteva di leggere e salvare dati e programmi su comuni musicassette, il formato di distribuzione del software più comune ed economico all'epoca. Nell'ottica di contenere i costi di produzione, piuttosto che sviluppare un'unità propria, gli ingegneri Commodore avevano semplicemente adattato un registratore normalmente reperibile in commercio e lo avevano inserito nel computer ricavandogli un vano apposito. Uno dei punti negativi del computer era la sua tastiera. I tasti erano piccoli e ravvicinati, di gomma e difficili da premere, denominati "chiclet" perché ricordavano la forma di una gomma da masticare. La tastiera fu in seguito sostituita da quella con tasti di tipo tradizionale già in uso sulle versioni "business" dei PET.[1]

Le scelte per contenere bassi i prezzi si ripercossero positivamente sul prezzo di vendita: il PET 2001 con 4 KB di RAM fu messo in commercio ad un prezzo di 795 dollari, ribassato a 595 dollari quando fu presentato il modello con 8 KB, venduto a 795 dollari.[3]

Modelli[modifica | modifica wikitesto]

Il PET subì nel corso degli anni diverse evoluzioni. Venne aumentata la memoria disponibile, vennero inseriti su ROM interpreti BASIC sempre migliori (il culmine venne raggiunto con il CBM BASIC 4.0). Si resero disponibili delle unità a disco esterne, tra le quali il Commodore 4040 ed il Commodore 2031.

L'evoluzione riguardò anche il nome: l'acronimo PET venne sostituito con CBM (sigla per Commodore Business Machines), in quanto la Philips rivendicò l'esclusività dell'acronimo PET che aveva utilizzato in Europa prima della Commodore.[2]

Fra i modelli più suggestivi vi è senza dubbio il SuperPET (modello "SP9000"), realizzato in collaborazione con l'università di Waterloo. Era dotato di linguaggi di alto livello (quali il Fortran e il Pascal) presenti su ROM. Era inoltre presente un processore ausiliario (il 6809) dedicato proprio all'esecuzione di questi linguaggi evoluti. Come unità video utilizzava il MOS 6545 CRTC.[12]

L'aggressiva politica commerciale portò nel tempo la casa madre a praticare alcuni espedienti considerati discutibili dagli utenti, come quello di perforare le schede madri di alcuni esemplari, ad esempio di CBM 4006 e CBM 4016, per impedire l'espansione della memoria RAM e costringere all'acquisto del modello CBM 4032 con 32 KB di serie.[13]

Gli 8 bit Commodore destinati al settore business raggiunsero la massima evoluzione con i modelli CBM-II, che sostituirono i PET/CBM, che potevano disporre fino ad 1 MB di memoria, erano dotati del chip sonoro MOS SID ed avevano, oltretutto, un design molto accattivante per il quale venne assegnato un premio.

L'architettura PET originale, potenziata nelle capacità audio/video, e con l'aggiunta di uno slot per cartridge per una semplice distribuzione del software, fornì la base per gli home computer VIC 20 e Commodore 64.

La prima azienda che importò nel 1977 il PET 2001 in Italia fu la Harden S.p.A. di Sospiro (Cremona), fondata da Luigi Bonezzi.[14]

Elenco dei modelli[modifica | modifica wikitesto]

  • Commodore PET 2001-2K
    • Commodore PET 2001-4K
    • Commodore PET 2001-8K
    • Commodore PET 2001-8C
    • Commodore PET 2001-8C
    • Commodore PET 2001-16K
    • Commodore PET 2001-32K
    • Commodore PET 2001B-8
    • Commodore PET 2001B-16
    • Commodore PET 2001B-32
    • Commodore PET 2001N-8
    • Commodore PET 2001N-16
    • Commodore PET 2001N-16
    • Commodore PET 2001N-32
    • Commodore PET 2001NT
    • Commodore MDS 6500
  • Commodore CBM 3000
    • Commodore CBM 3008
    • Commodore CBM 3016
    • Commodore CBM 3032
  • Commodore CBM 4000
    • Commodore CBM 4004
    • Commodore CBM 4008
    • Commodore CBM 4016
    • Commodore CBM 4032
    • Commodore CBM 4064
  • Commodore CBM 8000
    • Commodore CBM 8008
    • Commodore CBM 8016
    • Commodore CBM 8032
    • Commodore CBM 8032-32 B
    • Commodore CBM 8032 SK
    • Commodore CBM 8096
    • Commodore CBM 8096 SK
    • Commodore CBM 8096d
    • Commodore CBM 8296
    • Commodore CBM 8296d
  • Commodore CBM SP9000
  • Commodore CBM B128-80HP
    • Commodore CBM B128-80LP
    • Commodore CBM B256-80HP.
    • Commodore CBM B256-80LP
    • Commodore CBM B128-40
    • Commodore CBM B256-40
    • Commodore CBM B500
  • Commodore CBM 200
    • Commodore CBM 210
    • Commodore CBM 220
  • Commodore CBM 500
    • Commodore CBM 505
    • Commodore CBM 510
    • Commodore CBM P500
  • Commodore CBM 600
    • Commodore CBM 610
    • Commodore CBM 620
  • Commodore CBM 700
    • Commodore CBM 710
    • Commodore CBM 720
    • Commodore CBM 730

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Scheda del PET 2001, Oldcomputers.net. URL consultato il 18/06/2015.
  2. ^ a b Commodore CBM 3001, Zimmers.net. URL consultato il 18/06/2015.
    (EN)

    « Encouraged by brisk US and Canada sales of the PET 2001, Commodore introduced their wonder machine to the European market, only to hit an almost immediate snag. A Dutch company called Philips was producing a 96 kB. RAM System called the "Programm-Entwicklungs-Terminal", and had rights to the acronym "PET". Facing threats of a lawsuit, Commodore removed the "PET" name from their 2001 series computers, and rebadged them in Europe as the "CBM 3001" series. The CBM 3008 was briefly available, to be quickly replaced by the more common CBM 3016 and the CBM 3032 (...) »

    (IT)

    « Incoraggiata dalle buone vendite del PET 2001 in Canada e Stati Uniti, Commodore introdusse la sua meravigliosa macchine anche sul mercato europeo, registrando però subito un problema. Una società olandese chiamata Philips produceva un sistema con 96 KB di RAM chiamato "Programm-Entwicklungs-Terminal" ed aveva i diritti sull'acronimo "PET". Capendo di poter imbattersi in un'azione legale, Commodore rimosse il nome "PET" dalla sua linea di computer e decise di ribattezzarli per l'Europa come "CBM 3001". Il CBM 3008 fu disponibile brevemente, sostituito dai più diffusi CBM 3016 e CBM 3032(...) »

  3. ^ a b Commodore PET, the world's first personal computer, Commodore.ca. URL consultato il 18/06/2015.
  4. ^ From the Publisher... Are they real?, Byte (rivista), 1975.
  5. ^ Chronological History of Commodore, Commodore.ca. URL consultato il 18/06/2015.
  6. ^ a b c Jack Tramiel survival and starting over, Commodore.ca. URL consultato il 18/05/2015.
  7. ^ Informazioni sul Commodore PET, Oldcomputers.net. URL consultato il 21/04/2015.
  8. ^ Specifiche tecniche del PET 2001, Old-computers.com. URL consultato il 18/06/2015.
  9. ^ Dati del PET 2001, Zimmers.net. URL consultato il 18/06/2015.
  10. ^ a b Commodore CBM serie 8000, Zimmers.net. URL consultato il 19/06/2015.
  11. ^ Commodore PET serie 3000, Zimmers.net. URL consultato il 19/06/2015.
  12. ^ Commodore SuperPET, Zimmers.net. URL consultato il 18/06/2015.
  13. ^ Foratura delle schede madri dei CBM 40xx per impedire l'espansione delle memorie, Zimmers.net. URL consultato il 18/06/2015.
    (EN)

    « Interestingly, although Commodore provided 8, 16, and 32k versions of their PET 2001 and 3001 series, they had a hard time getting people to purchase higher memory versions as an upgrade. It seemed that people were soldering in their own memory chips onto PET 2001 and 3001 8k and 16k models to upgrade them to 32k. To help prevent this, Commodore sold many PET 4008 and PET 4016 models with the empty memory sockets punched out and destroyed! This encouraged those who wanted more memory to upgrade to the 4032 instead of doing it themselves. »

    (IT)

    « Curiosaemente, nonostante Commodore fornisse versioni con 8, 16 e 32 KB dei loro modelli PET 2001 e 3001, ebbe vita dura nel convincere le persone ad acquistare le versioni con più memoria come aggiornamento. Sembra infatti che le persone saldassero i propri chip di memoria nei modelli da 8 e 16 KB dei PET 2001 e 3001 per aggiornarli a 32 KB. Per evitare questo, Commodore vendette molti PET 4008 e 4016 con gli zoccoli di memoria vuoti forati e distrutti. Questo costrinse chi voleva più memoria ad aggiornare al 4032 piuttosto che fare l'aggiornamento da sé. »

  14. ^ Addio a Luigi Bonezzi in MC Microcomputer, nº 2, 1981. URL consultato il 19/06/2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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