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Commemorazione dei defunti

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Commemorazione di tutti i fedeli defunti
Cimitero di Boronów, Polonia
TipoSolennità religiosa
Data2 novembre
ReligioneCattolicesimo
Oggetto della ricorrenzaCommemorazione di tutti i fedeli defunti
Ricorrenze correlateTutti i Santi
TradizioniVisita dei cimiteri, tradizioni locali
Tradizioni religioseOfficium Defunctorum; Missa pro fidelibus defunctis
Tradizioni culinarieDolci dei morti
Altri nomiGiorno dei morti; Festa dei morti

La commemorazione di tutti i fedeli defunti (in latino Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum), comunemente detta giorno dei morti, è una ricorrenza della Chiesa latina celebrata il 2 novembre di ogni anno, il giorno successivo alla solennità di Tutti i Santi. È festività anche a San Marino.

Una suora in visita a un cimitero nel giorno dei morti

Nel luteranesimo e nell'anglicanesimo, i "fedeli" comprendono tutti i credenti uniti a Cristo, vivi sulla terra e i santi in cielo, secondo la dottrina della comunione dei santi e durante il periodo dei defunti, i “fedeli defunti” (la Chiesa trionfante) sono venerati (cfr. Comunione dei santi).[1][2] Nel luteranesimo tutti i battezzati uniti a Cristo sono considerati santi nel senso biblico del termine e il Giorno dei Morti commemora i credenti che sono morti come i "fedeli defunti".[3]

Nella Chiesa cattolica, i fedeli sono i cattolici battezzati; i defunti sono commemorati dalla Chiesa purgante (o Chiesa sofferente) per le anime del Purgatorio, mentre i santi costituiscono la Chiesa trionfante, cioè i santi che sono in cielo. Nei libri liturgici della Chiesa latina è chiamata Commemorazione di tutti i fedeli defunti (in latino: Commemoratio omnium fidelium defunctorum). La Chiesa cattolica insegna che la purificazione delle anime in purgatorio può essere agevolata dalle azioni dei fedeli sulla terra. Il suo insegnamento si basa anche sulla pratica della Preghiera per i morti menzionata già in 2 Maccabei 12:42–46[4]. Il fondamento teologico della festa è la dottrina secondo cui le anime che, lasciando il corpo, non sono perfettamente purificate dai peccati veniali, o non hanno espiato pienamente le trasgressioni passate, non possono ancora accedere alla Visione beatifica fino al compimento della loro purificazione, e che i fedeli sulla terra possono aiutarle con la preghiera, l'elemosina, le opere e soprattutto con il sacrificio della Santa Messa.

La tradizione Protestante Unita enfatizza "la fede cristiana nella risurrezione corporea e nella vita eterna" nelle celebrazioni del Giorno dei Morti.[4]

Il Giorno dei Morti è visto da molti leader cristiani come un giorno in cui si celebra l'ecumenismo, dato che i credenti di varie confessioni visitano collettivamente i cimiteri cristiani che sono di natura interconfessionale.[5][6] I cristiani delle confessioni cattolica, luterana, riformata, anglicana, metodista e battista spesso si riuniscono per pulire, riparare e poi decorare insieme i cimiteri.[6][7] L'uso delle candele da parte dei cristiani simboleggiava la Luce di Cristo e l'uso delle lampade sulle tombe dei Martiri cristiani risale al primo periodo cristiano.[8][9] Nei cimiteri cristiani, nel giorno della commemorazione dei defunti, si tengono spesso funzioni di preghiera ecumeniche.[6]

Secondo il calendario liturgico romano è considerata alla stregua di una solennità e ha precedenza sulla domenica;[10] Nella messa tridentina, invece, quando il 2 novembre cade di domenica la commemorazione dei defunti si sposta al giorno successivo, lunedì 3 novembre. Non è annoverata fra le feste di precetto.[11]

La ricorrenza è preceduta da un tempo di preparazione e preghiera in suffragio dei defunti della durata di nove giorni: la cosiddetta novena dei morti, che incomincia il giorno 24 ottobre. Alla commemorazione dei defunti è connessa la possibilità di acquistare un'indulgenza, parziale o plenaria, secondo le indicazioni della Chiesa cattolica[12][13][14]. In Italia, benché molti lo considerino come un giorno festivo, la commemorazione dei defunti non è mai stata ufficialmente istituita come festività civile.

Il colore liturgico di questa commemorazione è il violaceo o il nero.

L'Encyclopædia Britannica (1910) dice: «Giorno dei morti... giorno riservato nella Chiesa cattolica romana alla commemorazione dei fedeli defunti. La celebrazione si basa sulla dottrina che le anime dei fedeli che alla morte non si sono purificate dai peccati veniali, o non hanno espiato le colpe passate, non possano raggiungere la Visione Beatifica, e che possano essere aiutate a conseguirla mediante la preghiera e il sacrificio della messa... Alcune credenze popolari relative al Giorno dei morti sono di origine pagana. Così i contadini di molti paesi cattolici credono che quella notte i morti tornino nelle loro case precedenti e si cibino degli alimenti dei "vivi"». (Vol. I, p. 709.)

L'idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava infatti tutti i morti, il sabato prima della domenica di Sessagesima, all'incirca in un periodo compreso tra la fine di gennaio e il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all'abate benedettino sant'Odilone di Cluny nel 998: secondo dom Prosper Guéranger, la Cronaca di Sigeberto di Gembloux attesta che sant'Odilone di Cluny istituì la festa in tutti i monasteri da lui dipendenti.[15] La liturgia consisteva nella recita dei vespri per i morti alla vigilia, del mattutino e di una Messa solenne.[16]

Con la riforma cluniacense si stabilì infatti che le campane dell'abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1º novembre per celebrare i defunti e il giorno dopo l'eucaristia sarebbe stata offerta pro requie omnium defunctorum; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell'Ordo Romanus del XIV secolo.[17]

La Solennità è collegata alla verità di fede nella comunione dei santi, nella remissione dei peccati e nella resurrezione della carne come affermati sin dai tempi del Credo Apostolico.[18] La biografia di Odilone curata da san Pier Damiani riferisce che un monaco nativo di Rodi, di ritorno a Gerusalemme, si fermò nell'Isola di Vulcano, dove un eremita gli riferì eventi soprannaturali vissuti dalle anime tormentate da demoni e della loro liberazione interceduta dalle orazioni ed elemosine degli abati cluniacensi. Il racconto del monaco influenzò l'iniziativa dell'abate Odilone.[19]

Il culto dei morti ha origini fin dalla preistoria umana come attestato dalle Incisioni rupestri della Val Camonica. A proposito di queste origini, il libro Il culto dei morti di J. Garnier afferma:

(inglese)
«The mythologies of all the ancient nations are interwoven with the events of the Deluge ...The force of this argument is illustrated by the fact of the observance of a great festival of the dead in commemoration of the event, not only by nations more or less in communication with each other, but by others widely separated, both by the ocean and by centuries of time. This festival is, moreover, held by all on or about the very day on which, according to the Mosaic account, the Deluge took place, viz., the 17nth day of the second month - the month nearly corresponding with our November.»
(italiano)
«La mitologia di tutti i popoli antichi è intessuta degli avvenimenti del Diluvio [...] Ne è prova la celebrazione di una grande festa dei morti in memoria di quell'avvenimento, non solo da parte di nazioni più o meno in comunicazione le une con le altre, ma di altre lontanissime e separate sia da oceani che da secoli. Per di più questa festa è celebrata da tutti più o meno lo stesso giorno in cui secondo il racconto di Mosè ebbe luogo il Diluvio, e cioè il diciassettesimo giorno del secondo mese, il mese che all'incirca corrisponde al nostro novembre»

Perciò queste celebrazioni iniziarono in effetti in onore di persone che Dio aveva distrutto per la loro cattiveria ai giorni di Noè (Genesi 6:5-7; 7:11[20])".

Queste feste, che onorano le "anime dei defunti" come se fossero vive in un altro reame, sono del tutto coerenti con la visione del mondo propria delle religioni cosiddette pagane (si pensi al Valhalla, al Tartaro o ai Campi Elisi), ma contrarie secondo alcuni alle concezioni ricollegabili alla Bibbia, che ad esempio nel libro del Qoelet suggerisce che gli uomini morti non siano in grado di percepire nulla.

L'idea di una vita oltre alla morte è da sempre presente in ogni gruppo umano (vi sono tracce fin da epoche preistoriche e, secondo molti, ha originato il concetto stesso di religione) e faceva a ogni modo parte anche della visione tradizionale abramitica sul "mondo a venire", pur se in tale religione queste concezioni, diversamente da quanto non fosse nel paganesimo e non sarà poi nel cristianesimo, erano poste in posizione non centrale.

Si trattava in ogni caso di un "oltre vita" eminentemente fisico, laddove permanevano contraddizioni evidenti circa la possibile esistenza attuale e "nel presente" (prima cioè del Giudizio Universale) degli spiriti dei morti, visione a sua volta legata a un concetto di anima particolare, controverso nella visione occidentale, ma da taluni ritenuto invece centrale in alcune tradizioni orientali giunte in occidente per il tramite dell'orfismo e che influenzarono notevolmente la filosofia platonica e in epoche più recenti la neo-platonica e la gnostica, nelle quali l'uomo e visto essenzialmente come uno spirito trascendente e immortale "imprigionato" provvisoriamente (e per uno scopo) nel mondo corporeo e materiale, dal quale si libera con la morte.

L'idea di anima immortale proveniente dall'Oriente e che permeò di sé parte della filosofia occidentale, in particolare quella di matrice platonica, influenzò più tardi la concezione stessa di anima come intesa dai cristiani oggi e probabilmente influenzò anche la stesura di alcuni libri biblici veterotestamentari (i Deuterocanonici) e di parte del Nuovo Testamento (Vangelo di Giovanni e Lettere paoline). Tuttavia, la concezione dell'anima che sopravvive in seguito alla morte del corpo fu, secondo alcuni, solo una spiegazione razionale successiva per tentare di giustificare e comprendere quella risurrezione dei morti da sempre annunciata dalle scritture ebraiche, e ribadita nel cristianesimo, concetto probabilmente poco comprensibile per certa (materialistica) cultura occidentale, nella quale infatti per molto tempo tale resurrezione fu intesa primariamente in senso fisico e quindi come resurrezione materiale e corporea in un'epoca a venire e che poteva quindi fare tranquillamente a meno di spiriti e spiritismo.

Le preghiere per i defunti, siano essi in grado di interagire coi viventi e a prescindere dal fatto che essi possano trarne giovamento immediato o solo al momento della resurrezione e del Giudizio finale, sono ad ogni modo presenti in vari punti della Bibbia. Riferimenti espliciti si possono trovare ad esempio nei libri dei Maccabei (2 Maccabei 12,43-45[21]), testo però non riconosciuto dalla tradizione ebraica, o nel colloquio tra Saul ed il defunto Samuele, in cui sembra rinvenibile una concezione di altro tipo, cioè che gli spiriti dei morti "vivano" da qualche parte, ferma restando l'immoralità del tentativo di parlare con loro e il divieto esplicito della Bibbia in tal senso, sostenuto del resto, pur se poi tradito, dallo stesso primo re di Israele.

Secondo la Chiesa cattolica, dal 1° all'8 novembre è possibile lucrare l'indulgenza plenaria a favore dei defunti che siano in Purgatorio.[22]

Arte e letteratura

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Il giorno dei morti, di Bouguereau, 1859

Alla "Commemorazione" sono dedicate alcune opere, fra cui la più celebre è Le jour des morts (Il giorno dei morti) di William-Adolphe Bouguereau, olio su tela realizzata nel 1859 e oggi esposta al Musée des Beaux-Arts di Bordeaux, in Francia.

Il poeta italiano Giovanni Pascoli inserì nella raccolta Myricae un suo elaborato intitolato Il giorno dei morti; nella stessa raccolta si trova la poesia Novembre, in cui si citano l'estate di San Martino e la commemorazione dei defunti.

Nelle varie confessioni cristiane

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Cristianesimo occidentale

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Giorno dei Morti, dipinto di Jakub Schikaneder, 1888

Nel Cristianesimo occidentale, vi sono ampie prove dell'usanza di pregare per i defunti nelle iscrizioni delle Catacombe, con le loro continue preghiere per la pace delle anime dei defunti, e nelle prime liturgie, che comunemente contengono commemorazioni dei morti. Tertulliano, Cipriano e altri scrittori occidentali testimoniano la pratica regolare di pregare per i morti tra i primi cristiani.

Nel VI secolo, nei monasteri benedettini era consuetudine commemorare i membri defunti durante la Pentecoste. Ai tempi di Sant'Isidoro di Siviglia (morto nel 636), vissuto nell'odierna Spagna, il lunedì dopo Pentecoste era dedicato al ricordo dei defunti. All'inizio del IX secolo, l'abate Eigilo di Fulda stabilì il 17 dicembre come giorno di commemorazione di tutti i defunti in parte di quella che oggi è la Germania.

Secondo Vitichindo di Corvey (c. 975), esisteva anche una cerimonia di preghiera per i morti il 1° ottobre in Sassonia. Fu però il giorno dopo Ognissanti che sant'Odilone di Cluny scelse quando, nell'XI secolo, istituì per tutti i monasteri dipendenti dall'Abbazia di Cluny una commemorazione annuale di tutti i fedeli defunti, da osservare con elemosine, preghiere e sacrifici per il sollievo delle anime sofferenti del purgatorio. Odilo decretò che coloro che chiedevano che fosse offerta una Messa per i defunti dovessero fare un'offerta per i poveri, collegando così l'elemosina al digiuno e alla preghiera per i morti.

La data e le usanze del 2 novembre si diffusero dai monasteri cluniacensi ad altri monasteri benedettini e da lì alla Chiesa occidentale in generale. La Diocesi di Liegi fu la prima diocesi ad adottare la pratica sotto il vescovo Notger (morto nel 1008).Il 2 novembre fu adottato in Italia e a Roma nel XIII secolo.

Nel XV secolo i domenicani istituirono la consuetudine che ogni sacerdote celebrasse tre messe nella festa di tutti i defunti. Durante la prima guerra mondiale, dato il gran numero di morti in guerra e le numerose chiese distrutte dove non si poteva più celebrare la Messa, Papa Benedetto XV concesse a tutti i sacerdoti il privilegio di offrire tre Messe nel giorno di Ognissanti.

Cattolicesimo

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Giorno di Ognissanti allo Skogskyrkogården di Stoccolma. Le tombe sono illuminate da luci votive.

Se il 2 novembre cade di domenica, in quel giorno si celebra la Commemorazione dei Defunti. Nella Liturgia delle Ore del Giorno dei Morti, la sequenza Dies irae può essere utilizzata Ad libitum. Ogni sacerdote è autorizzato a celebrare tre Messe nel giorno della Commemorazione dei Defunti.

Nel Messale divino utilizzato dai membri degli Ordinariati anglicani, i testi propri minori (Introito, Graduale, Trattato, Sequenza, Offertorio e Comunione) sono quelli utilizzati per le composizioni musicali da Requiem rinascimentali e classiche, incluso il Dies Irae. Ciò consente l’esecuzione di composizioni requiem tradizionali nel contesto della forma di culto divino del rito romano nel giorno di Ognissanti, così come ai funerali, alle celebrazioni votive di tutti i fedeli defunti e agli anniversari di morte.[23]

Nella forma ordinaria del rito romano, così come negli ordinariati personali istituiti da Benedetto XVI per gli ex anglicani, rimane il 2 novembre se questa data cade di domenica;[24][25] nella forma del rito romano 1962-1969, il cui uso è tuttora autorizzato, viene trasferita al lunedì 3 novembre.[26]

Secondo la sacra tradizione della Chiesa cattolica, dall'1 all'8 novembre è possibile ottenere l' indulgenza plenaria a beneficio delle anime dei defunti che si trovano in Purgatorio.[27] Secondo l'Enchiridion delle Indulgenze, un'indulgenza plenaria applicabile solo alle anime del purgatorio (comunemente chiamate "le anime povere") è concessa ai fedeli che visitano devotamente un cimitero e pregano per i morti.[28] L'indulgenza plenaria si può ottenere tra l'1 e l'8 novembre; un'indulgenza parziale è concessa negli altri giorni dell'anno.[29] Per ottenere l'indulgenza plenaria, il cristiano deve aver ricevuto la confessione e l'assoluzione e l'Eucaristia venti giorni prima o dopo la visita al cimitero, oltre a pregare per le intenzioni del Papa.[29]

L'indulgenza plenaria, applicabile solo alle anime del defunto, si può ottenere recandosi in una chiesa, cappella o oratorio nel giorno della Commemorazione dei defunti e recitando il Padre Nostro, insieme al Simbolo degli apostoli, al Simbolo atanasiano o al Simbolo niceno . In alternativa, i cristiani possono recitare le Lodi o i Vespri dell'Ufficio dei defunti e la preghiera dell'Eterno Riposo per i defunti.[30][31]

Chiese evangeliche luterane

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Un cimitero fuori da una chiesa luterana nella città svedese di Röke.

Il giorno dei morti viene osservato nelle chiese evangeliche luterane.[32] Durante la vita di Lutero, il Giorno dei Morti era ampiamente osservato in Sassonia; ecclesiasticamente nella Chiesa luterana, il giorno fu unito e spesso è visto come un'estensione del Giorno di Ognissanti, con molti luterani che ancora visitano e decorano le tombe in tutti i giorni di Ognissanti, incluso il Giorno dei Morti. Nelle Chiese luterane, "tutto il popolo di Dio in Cristo Gesù" è considerato santo e il Giorno dei Morti commemora i credenti che sono morti come i "fedeli defunti".[33] Come è consuetudine dei francesi, di ogni ceto sociale e credo, decorare le tombe dei propri morti nel giorno dei morti, così i tedeschi si recano nei cimiteri il giorno dei morti con offerte di fiori e speciali luci tombali.In Svezia, un paese evangelico-luterano, "le persone si riuniscono nelle chiese illuminate da candele e decorate con corone per ricordare i propri cari" e "visitano anche i cimiteri e lasciano lanterne speciali sulle tombe che bruciano fino a notte fonda".[32] Ecco una preghiera evangelica luterana recitata nel giorno dei morti:

«Vorrei ricordare davanti a Te anche i miei genitori, i pastori, gli insegnanti, i figli, i parenti e i benefattori, che mi hanno preceduto nella beata fede e ora sono a casa con Te. Se, per mezzo di Gesù Cristo, la mia preghiera trova grazia ai Tuoi occhi, fa' Tu, in mia vece, ricambia loro la mia gratitudine e il mio amore, in qualunque modo sia possibile. A tutti coloro che ho mai ferito, ingannato o indotto a peccare, o che ho derubato di onore, salute o beni, ai quali non posso più chiedere perdono né restituire, perché sono già andati nella gioia e nel perdono di ogni peccato – tornati a casa con Te – a tutti costoro, o Signore, concedi il bene per tutto il mio male, ora e nel giorno della risurrezione dei giusti; come Tu sai come e in che misura tutto ciò che chiedo può essere concesso. Quanto a me, che io possa trascorrere i miei giorni rimanenti nella preghiera, nell'adorazione del santissimo nome di Gesù, e nella lode e nel ringraziamento per aver ascoltato le mie preghiere e quelle di tutti i cristiani che ti sono state offerte per mezzo di Gesù Cristo. Amen.[34]»

Comunione anglicana

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Chiesa anglicana di tutti i defunti nella diocesi di Sydney

Nella Chiesa d'Inghilterra è chiamata Commemorazione dei Fedeli Defunti ed è una celebrazione facoltativa; gli anglicani considerano il Giorno dei Morti come un'estensione dell'osservanza del Giorno di Ognissanti e serve a "ricordare coloro che sono morti", in connessione con le dottrine teologiche della Risurrezione della carne e della Comunione dei santi.

Nella Comunione anglicana, il Giorno dei Morti è liturgicamente noto come Commemorazione di tutti i Fedeli Defunti ed è una celebrazione facoltativa vista come "un'estensione del Giorno di Ognissanti", quest'ultimo dei quali segna il secondo giorno di Ognissanti.Storicamente, e ancora oggi, diverse chiese anglicane sono dedicate alla Commemorazione dei Defunti. Durante lo Scisma anglicano, la celebrazione del Giorno dei Morti venne meno, sebbene una nuova comprensione teologica anglicana del giorno abbia "portato a una diffusa accettazione di questa commemorazione tra gli anglicani". Patricia Bays, riguardo alla visione anglicana del Giorno dei Morti, scrisse che:

«Il Giorno dei Morti… è un momento in cui ricordiamo in modo particolare coloro che sono morti. Le preghiere previste per quel giorno ci ricordano che siamo uniti alla Comunione dei Santi, quel grande gruppo di cristiani che hanno concluso la loro vita terrena e con i quali condividiamo la speranza della risurrezione dai morti.»

Pertanto, le parrocchie anglicane «ora commemorano tutti i fedeli defunti nel contesto della celebrazione di Ognissanti», in linea con questa nuova prospettiva.A contribuire alla rinascita fu la necessità "di aiutare gli anglicani a piangere la morte di milioni di soldati nella Prima guerra mondiale". I membri della Guild of All Souls, una società devozionale anglicana fondata nel 1873, "sono incoraggiati a pregare per i morenti e i morti, a partecipare a un requiem del giorno di Ognissanti e a recitare una Litania dei Fedeli Defunti almeno una volta al mese".

Con la Riforma protestante la celebrazione del Giorno dei Morti fu fusa con il Giorno di Ognissanti nella Chiesa d'Inghilterra[35] o, secondo il giudizio di alcuni, fu "meritatamente abrogata". Fu reintrodotto in alcune parrocchie in relazione al Movimento di Oxford del XIX secolo[36] ed è riconosciuto nell'anglicanesimo degli Stati Uniti nel calendario Holy Women, Holy Men[36] e nella Chiesa d'Inghilterra con l'Alternative Service Book del 1980. È presente nel Common Worship come una festa minore chiamata "Commemorazione dei fedeli defunti (Giorno dei morti)".[37]

Chiese riformate

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Alcune chiese riformate (riformate continentali, presbiteriane e congregazionaliste) osservano il Giorno dei Morti.[38] Nelle celebrazioni del Giorno dei Morti delle Chiese Riformate, viene enfatizzata la dottrina teologica della "credenza cristiana nella risurrezione corporea e nella vita eterna", insieme al ricordo dei fedeli defunti.[39] Inoltre, i defunti vengono ricordati nella festa di Totensonntag (Totenfest), l'ultima domenica prima dell'Avvento. Fu introdotto nel 1816 in Prussia e, oltre ai riformati, viene osservato anche dai luterani in aggiunta ad Ognissanti, in particolare nelle aree con una forte presenza germanica.[40]

chiese metodiste

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Nella Chiesa metodista, i santi si riferiscono a tutti i cristiani e quindi, nel giorno di Ognissanti, la Chiesa universale, così come i membri defunti di una congregazione locale, vengono onorati e ricordati.Nelle congregazioni metodiste che celebrano la liturgia nel giorno di Ognissanti, l'osservanza, come nell'anglicanesimo e nel luteranesimo, è vista come un'estensione del giorno di Ognissanti e, come tale, i metodisti "ricordano i nostri cari defunti" nell'osservanza di questa festa.[41]

Cattolici orientali, luterani orientali e ortodossi orientali

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Offerte di Kollyva, grano bollito benedetto liturgicamente il Sabato delle Anime (Psicosabbato)

Il Sabato dei Morti (o Sabato delle Anime) è un giorno riservato alla commemorazione dei defunti nell'anno liturgico delle Chiese ortodosse orientali, luterane orientali e cattoliche bizantine.[42] Il sabato è tradizionalmente un giorno di preghiera per i morti, perché Cristo giaceva morto nel sepolcro di sabato.[43]

Questi giorni sono dedicati alla preghiera per i parenti defunti e per altri fedeli che non desiderano essere commemorati specificamente come santi. Durante le funzioni religiose di questi giorni, vengono aggiunti inni speciali per commemorare i defunti. Spesso si tiene una Panikhida (funerale) dopo la Divina Liturgia del sabato mattina o dopo i Vespri del venerdì sera, per la quale si prepara la Koliva (un piatto a base di chicchi di grano o riso bolliti con miele) e si dispone sul tavolo della Panikhida. Al termine della funzione, il sacerdote benedice la Koliva. Viene poi mangiato in memoria da tutti i presenti.[44]

Un'altra festa commemorativa in Oriente, la Radonica, non cade di sabato, ma di lunedì o martedì della seconda settimana dopo la Pasqua.[45] A Radonitsa non ci sono inni specifici per i defunti durante le funzioni religiose. Invece, dopo la Divina Liturgia, seguirà una Panikhida, e poi tutti porteranno cibi pasquali ai cimiteri per salutare i defunti con la gioia della Resurrezione.[45]

Tradizione siriaca orientale

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Le chiese siro-orientali, tra cui la Chiesa cattolica siro-malabarese e la Chiesa cattolica caldea, commemorano la festa dei fedeli defunti l'ultimo venerdì del tempo dell'Epifania.

«1563. In molti modi le comunità parrocchiali esprimono questo senso della speranza cristiana. Per la commemorazione di tutti i fedeli defunti è consuetudine andare in processione al Cimitero e in tale occasione benedire le tombe. In questa o simili circostanze è opportuno promuovere una celebrazione con un apposito rito di benedizione.»

In America centrale (Venezuela e Messico in particolare)

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Lo stesso argomento in dettaglio: Giorno dei morti (America).

Nei paesi dell'America centrale è consuetudine, oltre a visitare i cimiteri, addobbare le tombe con fiori, oltre che depositare sulle stesse giocattoli (nel caso in cui il defunto sia un bambino) o alcolici.[46]

In Messico, in alcune abitazioni, è ancora consuetudine preparare l'"altare dei morti": tale manufatto viene arricchito con immagini del defunto, una croce, un arco e incenso. Ciò in quanto il credo popolare pensa che, durante tale giorno, lo spirito dei defunti venga a trovare i loro cari. Questo altare servirebbe a favorire tale ritorno.[46]

Nelle Filippine

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In questo paese asiatico è consuetudine abbellire le tombe dei propri cari, oltre che offrire preghiere per tutti i defunti.[47]

Nella città di Tours era diffusa la credenza di un ritorno violento e burrascoso delle anime dal Purgatorio al mondo dei viventi durante quella che sarebbe poi divenuta la notte di Halloween. Il loro nome francese (le roi Huguet) sarebbe all'origine della parola Ugonotti associata ai Protestanti nel XVI secolo.[48]

È consuetudine, nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori (tradizionalmente crisantemi) e lumini sulle tombe dei propri cari.

Le fave dei morti di Perugia

In molte località italiane è diffusa l'usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati "dolci dei morti", per celebrare la giornata.

Nelle province di Lodi e di Cremona (Lombardia) è diffuso un piatto tipico della solennità dei defunti chiamato nel dialetto locale Fasulìn de l'öc cun le cùdeghe e composto, come il nome suggerisce, da fagioli dall'occhio e cotenne di maiale cucinati in umido; tale pietanza viene servita pubblicamente in una manifestazione gastronomica dedicata che si svolge proprio tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre a Pizzighettone (provincia di Cremona).

In Sicilia e nella provincia di Reggio Calabria, la credenza vuole che durante la notte di Ognissanti i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana, ai pupi di zucchero (statue realizzate in zucchero, rappresentanti in origine dame e cavalieri della Storia dei Paladini di Francia o personaggi tipici siciliani ed oggi anche cartoni animati) e ad altri dolci caratteristici detti "ossa dei morti" (biscotti secchi a base di albume, zucchero, cannella e chiodi di garofano).

Nella provincia di Massa-Carrara la giornata è l'occasione del bèn d'i morti, con il quale in origine gli estinti lasciavano in eredità alla famiglia l'onore di distribuire cibo ai più bisognosi, mentre chi possedeva una cantina offriva a ognuno un bicchiere di vino; ai bambini inoltre veniva messa al collo la sfilza, una collana fatta di mele e castagne bollite.

Nella zona del monte Argentario era tradizione cucire delle grandi tasche sulla parte anteriore dei vestiti dei bambini orfani, affinché ognuno potesse metterci qualcosa in offerta, cibo o denaro. Vi era inoltre l'usanza di mettere delle piccole scarpe sulle tombe dei bambini defunti perché si pensava che nella notte del 2 novembre le loro anime (dette angioletti) tornassero in mezzo ai vivi.

Nelle comunità dell'Italia meridionale delle eparchie di Lungro e di Piana degli Albanesi i defunti sono commemorati, secondo la tradizione orientale di rito greco-bizantino, nelle settimane precedenti la Quaresima.

In Abruzzo, analogamente a quanto avviene in occasione della festa di Halloween, derivata dal mondo anglosassone, era tradizione scavare e intagliare le zucche e porvi poi una candela all'interno per utilizzarle come lanterne.[49]

A Treviso si mangiano per la ricorrenza focacce particolari chiamate "i morti vivi".

A Castel San Giorgio vi è una singolare iniziativa ovvero quella di esporre un Presepe all'interno del civico cimitero, fatto da uno dei migliori artisti presepali al mondo, e nel giorno dei defunti viene eseguito un concerto di musica classica che attrae migliaia di persone.[senza fonte]

In Sardegna si tramanda una particolare tradizione, ovvero quella di lasciare, la notte a cavallo tra 1 e il 2 novembre, la tavola imbandita, con i cibi preferiti dai cari defunti, escluso l'uso delle posate.

In Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia

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S'intitola Wspomnienie Wszystkich Wiernych Zmarłych o Zaduszki (Polonia), Vzpomínka na všechny věrné zesnulé o Památka zesnulých (Repubblica Ceca), Pamiatka zosnulých (Slovacchia) o tradizionalmente nella entrambi Repubblica Ceca e Slovacchia Dušičky. Oggi, Ognissanti (polacco: Uroczystość Wszystkich Świętych, ceco: (Slavnost) Všech svatých, slovacco: Sviatok všetkých svätých) e la Commemorazione dei defunti sono percepiti come un memoriale per gli antenati defunti. La maggior parte degli slovacchi associa la vigilia del 2º novembre alla visita di cimiteri e all'accensione di candele su tombe. Oltre alle tombe di parenti e conoscenti, vengono accese candele anche alle croci centrali dei cimiteri, ma anche ai memoriali secolare delle vittime e alle tombe di personaggi importanti.[50]

  1. ↑ (EN) All Saints Day, su trinitysv.com, Trinity & Concordia Lutheran Church, 29 giugno 2021. URL consultato il 2 luglio 2026.
  2. ↑ (EN) All Faithful Departed, Commemoration of, su Chiesa episcopale degli Stati Uniti d'America. URL consultato il 2 luglio 2026 (archiviato il 1º novembre 2022).
  3. ↑ (EN) All Souls’ Day, su Joy Lutheran Church Ocala, Florida, 2 novembre 2023. URL consultato il 3 luglio 2026.
  4. ↑ (EN) Sanjana Deshpande, Christians across India commemorate 'All Souls' Day', su Mid-day, 3 novembre 2023. URL consultato il 3 luglio 2026.
  5. ↑ (EN) All Souls Day in South Asia an ecumenical event ‎, su archivioradiovaticana.va, Radio Vaticana, 2 novembre 2015. URL consultato il 3 luglio 2026.
  6. 1 2 3 Shillong, Dibrugarh residents remember departed loved ones on All Souls' Day, su The Times of India, 3 novembre 2012. URL consultato il 3 luglio 2026.
  7. ↑ (EN) In South Asia, All Souls' Day is also a tribute to ecumenism, su ucanews.com, Union of Catholic Asian News, 2014. URL consultato il 3 luglio 2026.
  8. ↑ (EN) Leor Halevi, Muhammad's Grave: Death Rites and the Making of Islamic Society, Columbia University Press, 5 luglio 2011, p. 150, ISBN 978-0-231-51193-3.
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