Coltano

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Coltano (Pisa)
frazione
Coltano (Pisa) – Veduta
Palazzo Mediceo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
ComunePisa-Stemma.svg Pisa
Territorio
Coordinate43°38′18″N 10°23′33″E / 43.638333°N 10.3925°E43.638333; 10.3925 (Coltano (Pisa))Coordinate: 43°38′18″N 10°23′33″E / 43.638333°N 10.3925°E43.638333; 10.3925 (Coltano (Pisa))
Abitanti125[1] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale56121
Prefisso050
Fuso orarioUTC+1
Nome abitanticoltanesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Coltano (Pisa)
Coltano (Pisa)

Coltano è una frazione del comune italiano di Pisa, in Toscana.

Il borgo è noto, oltre che per numerose testimonianze archeologiche, per ospitare, in parte del suo territorio (a cavallo tra i comuni di Pisa e Collesalvetti), il più lungo viadotto autostradale d'Italia con i suoi 9.619 m di lunghezza.

In passato, è stato sede, nei primi quarant'anni del XX secolo, del più importante centro radio d'Europa per comunicazioni transcontinentali progettato e inaugurato nel 1911 da Guglielmo Marconi, ed ha ospitato nei mesi successivi alla seconda guerra mondiale un campo di concentramento, allestito dagli Alleati come centro di raccolta per prigionieri della ex Repubblica Sociale Italiana.

Coltano è nota anche per il campo nomadi principale del comune di Pisa.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La località è posizionata a sud di Pisa, e comprende un'ampia area di campi coltivati, ed una vasta pineta, inclusa nel Parco di San Rossore. È compresa tra l'Aeroporto di Pisa-San Giusto a nord, il Camp Darby (Tirrenia, Pisa) ad ovest, le frazioni di Collesalvetti Guasticce e Stagno a sud e la SR206 "Via Emilia", località Arnaccio, ad est. Il centro del territorio, in posizione leggermente rialzata, è nella località Palazzi.

Numerosi canali attraversano o delimitano il territorio, in quanto l'intero areale, in origine paludoso, è stato bonificato a partire dal 1922 dall'Opera Nazionale Combattenti attraverso un sistema di idrovore e canalizzazione, tuttora ben presenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Coltano è stata dal XVI secolo centro di una vasta tenuta di allevamenti equini e bovini e bandita di caccia medicea inserita nel complesso di bandite venatorie che da Migliarino Pisano, San Rossore e Tombolo arrivava fino a Livorno e Ponsacco. La zona allora prevalentemente paludosa (padule di Stagno maggiore, della Ballerina, ecc) venne dotata da Ferdinando I di un casino di caccia (Villa medicea di Coltano), posto su un'altura sabbiosa, poi rinnovato ed ampliato sotto gli ultimi Lorena. Una parte della tenuta era organizzata, dati i fertili pascoli che si trovavano intorno alle zone umide, un rinomato centro di allevamento e riproduzione di cavalli, muli e bovini.

La tenuta si estendeva ad ovest fino al tracciato del canale dei Navicelli, a nord fino a San Piero a Grado, presso il ponte di S. Maria degli Angioli, per seguire lo scolo di Pisa fino alle prata delle Venticinque e ad est alle prata delle Tredici a sud di S. Giusto in Cannicci e le prata di Callestro confinanti con la tenuta di Montacchiello e di Campo d'Olmo fino al fosso del Caligi e a sud fino alla fossa Chiara, confinando con le fattorie granducali di Nugola e Collesalvetti. Vi si accedeva dallo stradone sulla via Livornese presso l'antica osteria di San Piero a Grado. In direzione sud, si passava il ponte delle alture di Castagnolo, circondate dal palude distinto in padule di Castagnolo, della Ballerina, della Fossa al Pino, della Pantera, del Campo all'orzo, Campo d'Olmo, delle Giuncaie e Stagno Maggiore, ove si gettavano le acque di colmata dei fossi: scolo di Pisa, di S. Giusto, di S. Ermete, delle Bocchette, di S. Maria degli Angioli, della Sofina. A Castagnolo si trovavano i ricoveri degli animali e dei lavoranti; il viale rettilineo proseguiva superando l'altro ponte che attraversava il Sofina e il padule della Ballerina e s'inoltrava nella fitta bandita boschiva, poi il viale piegava verso est attraversando ampie praterie aperte ed arrivava ai "Palazzi", centro direzionale e palazzo mediceo per andare in direzione del fosso del Caligi. A sud un altro vialone conduceva al capannone della lavoria, sede di allevamento dei muli. Con le bonifiche dei terreni, la zona fu ceduta all'Ordine di Santo Stefano, eccetto la bandita intorno ai Palazzi che rimase di proprietà granducale fino all'unità d'Italia.

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Le antenne del Centro Radio di Coltano nel 1924

A Guglielmo Marconi, Premio Nobel per la Fisica nel 1909, è dovuta la prima trasmissione radiotelegrafica effettuata il 1903 con un trasmettitore a scintilla. Marconi individuò nella zona di Coltano tra Pisa e Livorno il luogo adatto per costruire la prima stazione radio italiana a onde lunghe. Quest'area infatti, che originariamente era di proprietà di Casa Savoia, si prestava molto bene alle trasmissioni ad onde lunghe, in quanto zona acquitrinosa che minimizzava le dispersioni del segnale; era inoltre sul Tirreno e cioè in ottima posizione per trasmettere sia con l'Africa, dove allora l'Italia aveva molte colonie, che con l'America dove vivevano molte comunità di immigrati italiani. Il centro fu inaugurato ufficialmente da Guglielmo Marconi alla presenza del re Vittorio Emanuele III con una trasmissione verso Glace Bay, nella Nuova Scozia, il 19 novembre 1911[2]. Nel 1931 da qui partì il segnale radio che accese le luci, a Rio de Janeiro, del Cristo Redentore, quale dimostrazione di Marconi dell'affidabilità e dell'importanza delle comunicazioni radio intercontinentali.

Durante la seconda guerra mondiale, il centro radio fu minato e distrutto dai tedeschi in ritirata. Con la distruzione del ponte Solferino fu anche tranciato il cavo che collegava Coltano con la ricevente di Nodica.

Nel 1952 furono costruiti a Coltano un centro di produzione della Rai, oggi chiuso, e due trasmettitori in onde medie.[3] Oggi è ancora in funzione soltanto un trasmettitore in onde medie della potenza di 120 kilowatt che trasmette Rai Radio 1 sulla frequenza di 657 kilohertz.[4][5]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro Radio di Coltano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Centro radio di Coltano.
Centro Radio di Guglielmo Marconi

Attualmente (2014) sono presenti, oltre all'impianto di trasmissione Rai ancora funzionante, la palazzina Marconi, in stato di completo abbandono, ed i basamenti in cemento delle antenne, facilmente visibili dall'alto, la "Casermetta" (allora alloggio dei marinai addetti alla manutenzione delle antenne), la "Palazzina", alloggio di impiegati, la "Casa dell'ingegnere".

All'inizio del 2018, dopo che la proprietà della Palazzina Marconi è passata al Comune di Pisa, sono iniziati dei lavori di recupero.[6]

La Palazzina Marconi è stata in passato sede della stazione radioamatoriale IY5PIS, che è stata sede, nel 2001, dell'International Marconi Day italiano.

Il campo di concentramento di Coltano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campo di concentramento di Coltano.

Alla 92a Divisione «Buffalo» della V armata USA, fu affidata, tra il maggio e il settembre 1945, la gestione del campo di prigionia in cui furono rinchiusi circa 32.000 ex militari della Repubblica Sociale Italiana.

La dismessa base radar[modifica | modifica wikitesto]

La base radar

Nei campi, non lontano dal Centro Radio Marconi, è tuttora visibile e in stato di abbandono la base radar, concessa alla Forze Armate Americane sin dal dopoguerra e molto attiva ai tempi della Guerra Fredda. All'interno di un'area recintata con doppio cordone di rete con fili spinato, sono ancora visibili le palazzine. Dopo il rilascio da parte delle autorità americane, il sito è passato alla gestione demaniale. Nel 2011 il luogo era stato individuato dal Ministero dell'Interno come adatto ad ospitare i profughi sbarcati a Lampedusa. Il fatto provocò un'indignazione popolare che portò a giornate di presidio nella zona.

Villa Medicea[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Villa medicea di Coltano.

Un tempo riserva di caccia dei Medici, ospita al suo interno la Villa medicea di Coltano.

Trasporti e vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Coltano è costeggiata dalla Via Aurelia ad ovest. A pochi chilometri si trova l'Aeroporto di Pisa-San Giusto "Galileo Galilei", che in passato includeva anche la piccola Stazione di Pisa Aeroporto. Un servizio di autobus di linea urbana operato dalla CTT Nord, collega il centro di Pisa con la frazione, in località Palazzi.

L'ambiente naturale ed i boschi[modifica | modifica wikitesto]

Coltano è un'ex area paludosa bonificata, sia in epoca medicea grazie alla costruzione del Fosso delle Bocchette, sia in epoca fascista grazie alle opere di canalizzazione ed alla costruzione di idrovore per il pompaggio delle acque. Il territorio risulta per buona parte coltivato e per una parte minore boscato con prevalenza di piante mediterranee quali il pino domestico, il leccio, l'alloro.

Discarica abusiva ai lati delle strade del bosco

Parte di questi boschi, in particolare la pineta situata nei pressi del campo nomadi, risulta molto degradata a causa dell'accumulo di rifiuti di varia natura, in prevalenza residui di attività edili.

Dal 13 giugno 2015 è partita l'opera di pulizia chiamata "PuliAmo Coltano" organizzato dalla Proloco di Coltano, a cura dei volontari del parco con il patrocinio della Regione Toscana, la Geofor, la provincia di Pisa e l'ente Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 61 in località Coltano Radio e 64 in località Palazzi
  2. ^ "FIRST WIRELESS FROM ITALY; Marconi Sends Greetings to The Times Across 4,000 Miles of Space.", New York Times, 20 novembre 1911
  3. ^ Una storia affascinate lunga più d’un secolo, Il Tirreno, 2 novembre 2012. URL consultato il 15 febbraio 2013.
  4. ^ Frequenze radiofoniche nel comune di Pisa[collegamento interrotto], Rai Way. URL consultato il 15 febbraio 2013.
  5. ^ (EN) Euro-African Medium Wave Guide - Online edition - Medium wave 531-1099 kHz, su hermanboel.eu. URL consultato il 15 febbraio 2013.
  6. ^ Parte il recupero della Stazione Radio Marconi, in il Tirreno, 29 gennaio 2018. URL consultato il 19 marzo 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Terre e paduli.Reperti documenti immagini per la storia di Coltano, Comune diPisa, Circoscrizione 9, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera (PI) 1986.
  • A cura di Sondra Cerrai, Coltano: storia corale, Comune di Pisa, Circoscrizione 3.
  • Baroni Matilde, Radio days, in "il grandevetro", n. 158, 2001.
  • Baroni Matilde, Il centro Radio di Coltano, in "Sulle tracce della Storia", ed. Comune di Pisa Circoscrizione 3, 1998.
  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 3, tomo I, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 282–285.
  • Ciabattini Pietro, Coltano 1945, Mursia, Milano 1995.
  • Dal Dosso Mariano, Quelli di Coltano, Giachini editore, Milano, 1950.
  • Fabietti Ettore, Marconi e la radio, Sesto San Giovanni (MI), Barion, 1943.
  • Ferraro Giorgio, Il mago dell'etere.Vita di G.Marconi Bologna, Carroccio, 1961
  • Frio Da Pisa, Coltano e la stazione radiotelegrafica Marconi, in "La Lettura", rivista mensile del Corriere della sera.
  • Gerin Bianca,La stazione Marconi di oggi, in " Le vie d'Italia" marzo 1933.
  • Giannetti Filippo, "Coltano: the forgotten story of Marconi's early powerful intercontinental station," IEEE Aerospace and Electronic Systems Magazine, Volume 32, Issue 3, March 2017, pages 16 - 29, ISSN: 0885-8985, DOI: 10.1109/MAES.2017.160076.
  • Monteleone Franco, Storia della radio e della televisione in Italia. Società, politiche, strategie, programmi 1922-1992, Venezia, Marsilio, 1992.
  • Passetti Lorenzo, Operazione Caligi, Grafica Hobby Lorentz, 1995.
  • Passetti Lorenzo, I giorni che contano: diario di guerra e di pace, Grafica Hobby Lorentz, 1990.
  • Pession G., Montefinale G., Marzoli A., Il centro radiomarittimo di Coltano (1929-1932): comunicazione alla XXXVII riunione annuale dell'AEI., Firenze, 25 settembre-1º ottobre 1932, Milano, Stucchi, 1932.
  • Poli Pietro, Opera tecnico-scientifica di Guglielmo Marconi, Faenza,C&C, 1985.
  • Simoni Dario, Coltano e la sua storia, Bemporad, Pisa 1911.
  • Simoni Dario, Coltano e la sua storia, Ospedaletto (PI), Felici, 1998.

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