Colonia di Roanoke

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1leftarrow.pngVoce principale: Isola di Roanoke.

Fortificazioni del sito storico nazionale ricostruito di Fort Raleigh

La colonia di Roanoke fu il secondo insediamento inglese in America del Nord, dopo quello di San Giovanni di Terranova (fondato nel 1583).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'impresa fu finanziata e organizzata da Walter Raleigh, a cui la Regina Elisabetta I d'Inghilterra aveva affidato la colonizzazione della Virginia, il cui territorio allora comprendeva anche l'isola di Roanoke (attualmente nella Carolina del Nord). Raleigh tentò due volte la colonizzazione dell'isola, nel 1585 e nel 1587.

Il primo tentativo di colonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo tentativo fu affidato a Ralph Lane e Richard Grenville e comprendeva 150 coloni su cinque navi, che partirono da Plymouth il 9 aprile 1585. Un fortunale al largo delle coste portoghesi costrinse l'ammiraglia Tiger a separarsi dalla flotta. Questo fu solo il primo di una serie di problemi, fra incidenti di percorso (il 26 giugno, la Tiger si incagliò in una secca, rovinando parte delle provviste) e tensioni crescenti con i nativi, culminate nella distruzione del villaggio di Aquascogoc, i cui abitanti furono accusati di aver rubato una coppa d'argento.

A causa della scarsità di cibo, Grenvile decise di affidare a Lane la costituzione di una colonia sulla costa settentrionale dell'isola: 108 persone sbarcarono sull'isola il 17 agosto 1585, mentre Grenvile salpò per recuperare nuove provviste e nuovi coloni, promettendo di tornare per l'aprile dell'anno successivo. Il termine passò senza che tuttavia Grenvile fece ritorno. Nel giugno 1586, infine, un attacco dei nativi (dovuto alla distruzione di Aquascogoc) fu respinto dai coloni, i quali decisero tuttavia di accettare l'invito di Sir Francis Drake di tornare in patria.

Grenvile fece ritorno molto dopo la partenza del primo gruppo di coloni. Decise così di lasciare un piccolo gruppo di uomini a difesa del forte e di fare ritorno anch'egli in patria per poter organizzare una nuova spedizione.

Il secondo tentativo di colonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1587, un gruppo di 115 coloni, ricevette il compito di stabilire una colonia nella baia di Chesapeake, sotto la guida dell'artista John White (amico di Raleigh e componente della prima spedizione su Roanoke). White fu poi nominato Governatore e Raleigh nominò 12 assistenti, che furono poi incaricati di controllare le sorti dei coloni su Roanoke.

Il gruppo arrivò il 22 luglio 1587, ma trovò soltanto i resti di una guarnigione inglese. Pur non riuscendo a individuare alcun colono, il comandante della flotta Simon Fernandez ordinò (per motivi non del tutto chiariti) alla spedizione di sbarcare e di stabilire una nuova colonia sull'isola. White ristabilì i rapporti con alcune delle tribù locali, a eccezione di quelle che hanno combattuto la prima spedizione.

Poco dopo la creazione del secondo insediamento, il colono George Howe fu ucciso da un nativo mentre cacciava granchi nel canale di Albemarle. Temendo per la propria vita, i coloni convinsero il Governatore White a tornare in Inghilterra per descrivere la situazione disperata della colonia e chiedendo ulteriori aiuti. Al momento della partenza, rimasero 115 coloni su Roanoke, compresa la neonata nipote di White, Virginia Dare (il primo neonato inglese nato nelle Americhe).

Il viaggio di ritorno fu più volte rimandato prima dall'arrivo dell'inverno e poi della Invencible Armada spagnola. White fu in grado di partire soltanto nella primavera del 1588, ma la spedizione fallì quando i capitani delle due navi tentarono un arrembaggio di alcuni navi spagnole, finendo essi stessi catturati e privati delle merci. A causa della guerra in corso contro la Spagna, White non fu in grado di assicurarsi un secondo tentativo fino al 1590, quando ottenne un passaggio da una nave che effettuava azioni di pirateria contro gli spagnoli.

Sbarcato assieme ai rinforzi e ai rifornimenti nell'agosto del 1590, White non trovò alcuna traccia dei coloni, né prove di un combattimento. L'intera colonia risultò smantellata - mostrando quindi che l'abbandono dell'isola fu effettuato con calma e senza fretta - ma non c'era traccia del segnale convenuto in caso di problemi (una croce di Malta). L'unica traccia lasciata fu la parola "CROATOAN" incisa in un palo di una recinzione. White interpretò il segnale come una indicazione dei coloni di essersi spostati sull'isola di Croatoan (oggi Hatteras), ma non fu in grado di verificare se la sua ipotesi era corretta: un forte temporale si stava apprestando e i suoi uomini si rifiutarono di proseguire oltre.

Ancora oggi non si sa quale sia stato il destino dei coloni di Roanoke, ma si suppone che si siano integrati con le popolazioni indigene. Per questo, spesso Roanoke è detta la "colonia perduta" e il suo sito è la principale attrazione turistica dell'isola (assieme al North Carolina Aquarium).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Thomas Hariot, John White e John Lawson, A Vocabulary of Roanoke, Evolution Publishing, Merchantville, NJ, 1999, ISBN 1-889758-81-7. This volume contains practically everything known about the Croatan language spoken on Roanoke Island.
  • Giles Milton, Big Chief Elizabeth, Farrar, Straus and Giroux, New York, 2000, ISBN 0-374-26501-1. Critically acclaimed account, based on contemporary travel accounts from 1497-1611, of attempts to establish a colony in the Roanoke area.
  • Karen Ordahl Kupperman. Roanoke: The Abandoned Colony. Rowman & Littlefield 1984, ISBN 0847673391

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