Colli Martani Vernaccia

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Colli Martani
Dettagli
Stato Italia Italia
Resa (uva/ettaro) 60 q
Resa massima dell'uva 40,0%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
11,0%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
17,0%
Estratto secco
netto minimo
30,0‰
Riconoscimento
Tipo DOC
Istituito con
decreto del
06/06/2009  
Gazzetta Ufficiale del 28/07/2009,
n 173
Vitigni con cui è consentito produrlo
  • Vernaccia Nera o Vernaccia: 85.0% - 100.0%
[senza fonte]

Con il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 6 giugno 2009 viene modificato il disciplinare di produzione dei vini della denominazione di origine controllata «Colli Martani» aggiungendo fra gli appelattivi DOC anche la Vernaccia ottenuta dal relativo vitigno Vernaccia Nera o Vernaccia.

Pertanto dalla vendemmia 2009 il Colli Martani Vernaccia è un vino passito rosso DOC la cui produzione è consentita in alcune zone della provincia di Perugia (ovvero Gualdo Cattaneo, Giano dell'Umbria e parte del territorio dei comuni di Todi, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montefalco, Castel Ritaldi, Spoleto, Bevagna, Cannara, Bettona, Deruta e Collazzone)

Prima del 2009 la Vernaccia era riconosciuta solo come vitigno dal quale si poteva ottenere del vino rosso passito IGT[1]

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica wikitesto]

  • colore: rosso rubino.
  • odore: fruttato con caratteristica nota di passito.
  • sapore: dolce, più o meno tannico secondo l'annata, fresco e fruttato.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Vernaccia sembra derivare dalla parola latina Vernum (inverno) in quanto il vino viene lavorato nei mesi invernali dopo un periodo di appassimento di circa 2-3 mesi. Troviamo una descrizione della Vernaccia, già sul finire dell'Ottocento, in una relazione sulle “Condizioni agricole economiche del territorio di Cannara” di Giulio Baldaccini (1882). In tale documento si parla in particolare della Vernaccia di Cannara, un piccolo paese in provincia di Perugia dove tale vino rappresenta ancora oggi un tipico prodotto locale insieme alla cipolla di Cannara. Il Baldaccini riferisce di una pratica vinicola di tipo tradizionale che avrebbe compreso una varietà innumerevole di uve dolci, ora quasi tutte sostituite dal vitigno Vernaccia chiamato localmente anche Cornetta. Riportiamo un passo della relazione:

« Eccellente è la così detta vernaccia di Cannara, vino che usa farsi negli ultimi giorni di ottobre, con uve appassite, alle quali vien mescolata una certa quantità di Sacrantino o Tintarolo che imparte un colore rosso rubino. La vernaccia è un vino ordinariamente dolce o abboccato, perché fatto con i soli acini dell'uva, i quali dopo essere stati franti vengono posti entro i tini ove si fan fermentare per un tempo più o meno lungo, a seconda delle condizioni termiche dell'atmosfera, del maggiore o minore grado di dolcezza che ad esso si vuol dare, o fino al momento in cui ha acquistato il suo colore rubino trasparente. »

(dalla relazione sulle “Condizioni agricole economiche del territorio di Cannara” di Giulio Baldaccini - Foligno, 1882)

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Dolci e pasticceria secca, formaggi erborinati, torte di noci e nocciole, frutta secca. Ottimo con il "Lonzino di fico", prodotto tipico marchigiano ed il Foie gras, piatto francese a base di fegato di anatra o di oca. L'abbinamento principe, secondo tradizione, è con il salame al pepe o sotto cenere.

La Vernaccia di Cannara[2][modifica | modifica wikitesto]

Rappresenta la Vernaccia più famosa della zona tanto che l'art. 2 del Decreto Ministeriale del 6 giugno 2009 (che istituisce la Vernaccia come vino DOC «Colli Martani») prevede espressamente la possibilità di aggiungere il riferimento geografico "Cannara" qualora tale vino venga prodotto e vinificato nel Comune di Cannara. Solo parte del territorio comunale rientra però nel disciplinare DOC: in particolare la porzione di suolo agricolo al di sopra della strada provinciale SP403 che congiunge Passaggio di Bettona a Bevagna.

Il vitigno utilizzato per la Vernaccia di Cannara è autoctono e localmente è chiamato anche Cornetta. Il nome sembra nascere dal fatto che gli acini di questa uva, quando non ancora a piena maturazione, assumono una forma simile ad un piccolo corno, per poi allungarsi ed ovalizzarsi nella fase finale della maturazione. Questa uva viene raccolta e posta ad appassire su dei telai riparati dalle intemperie per almeno due-tre mesi e poi vinificata. L'appassimento avviene con i grappoli integri mentre la vinificazione è effettuata con le sole bacche senza i graspi. Il disciplinare DOC «Colli Martani» prevede che l'appassimento avvenga anche sulla pianta stessa, pratica che però non risulta impiegata per la Vernaccia di Cannara.

La tradizione contadina vuole che la Vernaccia di Cannara, quella dell'ultima vendemmia, venga assaggiata la mattina del giorno di Pasqua, durante un'abbondante colazione con la tradizionale Torta al formaggio, capocollo e uova sode.

Cosa prevede il disciplinare[modifica | modifica wikitesto]

Perché il vino possa chiamarsi Colli Martani Vernaccia il disciplinare DOC impone l'impiego del vitigno Vernaccia per almeno l'85% dell'uvaggio, il restante può essere costituito anche da altre uve sempre a bacca rossa e comunque coltivate nei comuni riportati sul disciplinare DOC «Colli Martani». Il rendimento reale è pari circa a 8 tonnellate per ettaro, ma secondo il disciplinare DOC «Colli Martani», se ne possono usare per l'appassimento solo 6 a seguito di cernita. Le bottiglie o i recipienti non devono superare la capacità massima di 0,750 lt. e devono essere confezionati secondo i tradizionali caratteri di un vino di pregio e possono essere chiusi o con tappo raso bocca o a fungo per lo spumante o con tappo a vite tipologia “Pilfer Prof” e similari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto del Ministero per le Politiche agricole del 13 agosto 1997 “Disposizioni concernenti l'utilizzazione del riferimento al nome di due vitigni nella designazione e presentazione dei vini da tavola a Igt nel territorio della regione Umbria” pubblicato sulla G.U. - Serie Generale n. 214 del 13-9-1997
  2. ^ cfr il dépliant «Cannara – Umbria», di Fabio Bettoni e Ottaviano Turrioni, a cura della Pro-Loco di Cannara, Bastia Umbra 1990
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