Convitto nazionale statale Francesco Cicognini
| Convitto Nazionale Statale Francesco Cicognini | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Città | Prato (Po), Toscana. |
| Indirizzo | Piazza Del Collegio 13, 59100 Prato |
| Organizzazione | |
| Tipo | Liceo Classico, Liceo Classico Europeo, Liceo Scientifico Tradizionale, Liceo Scientifico Internazionale, Liceo Scientifico Scienze Applicate. |
| Ordinamento | Pubblico |
| Fondazione | 1865 |
| Preside | Tiziano Nincheri |
| Dati generali | |
| Motto | "Invisa colubris"
(Latino: Avversa alle serpi). |
| Mappa di localizzazione | |
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| Sito web e Sito web | |

Il convitto nazionale statale "Francesco Cicognini" è il più antico istituto scolastico di Prato, con una tradizione che affonda le radici nel XVII secolo. Nato come "Collegio dei Gesuiti" nell'antica sede della Badia di Santa Maria a Grignano, un complesso monastico medievale, passato sotto il controllo granducale lorenese fu riorganizzato come "Regio Collegio Cicognini", mantenendo un orientamento classico e teologico. I due licei – classico e scientifico – ne sono derivati direttamente, evolvendosi in enti autonomi o integrati nel tempo. Oggi, l'istituzione, oltre al convitto, è composta da scuole elementari, medie e superiori (liceo classico, liceo classico europeo, liceo scientifico, liceo scientifico internazionale e liceo scienze applicate).
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le origini seicentesche
[modifica | modifica wikitesto]Le radici del Convitto Nazionale Statale Francesco Cicognini affondano nel 1692, allorché i padri gesuiti, su invito del Consiglio Civico di Prato e grazie al generoso lascito testamentario del canonico pratese Francesco Cicognini – deceduto nel 1684 –, istituirono un collegio dedicato all'educazione giovanile. Nato come "Collegio dei Gesuiti" all'interno della storica Badia di Santa Maria a Grignano, un complesso monastico di origine medievale, l'istituto assunse presto una fisionomia barocca grazie al progetto architettonico del gesuita milanese Giovan Battista Origoni che delineò spazi emblematici quali l'atrio d'ingresso, il portale scolpito da Giuseppe Valentini, nonché ambienti funzionali come il refettorio, la cappella e un teatro originariamente concepito come chiesetta interna. L'inaugurazione ufficiale, datata 1715 sotto la guida del rettore Filippo Guadagni, segnò l'avvio di un'intensa attività formativa, improntata a un'educazione umanistica e religiosa che attrasse allievi da ogni angolo della Toscana, fino alla soppressione della Compagnia di Gesù decretata da Clemente XIV nel 1773.
Con la secolarizzazione che ne seguì, il collegio transitò sotto l'egida granducale lorenese, mutando in "Regio Collegio Cicognini" e preservando un orientamento classico e teologico. Il suo emblema – la cicogna che trafigge un serpente, motto "Invisa colubris" (avversa alle serpi) – evoca la lotta contro il male, radicata nella tradizione agiografica di San Francesco. Nel vortice delle turbolenze napoleoniche (1799-1814), l'istituto fu riconvertito in sede militare e, successivamente, in "Liceo di Prato" sotto il Regno italico francese, con un'enfasi su discipline laiche. La Restaurazione asburgica ne restaurò l'influsso ecclesiastico, ma il rettore Atto Vannucci, fino al 1848, infuse riforme illuministe, elevando lo studio dei classici e della storia patria.
Da collegio a convitto nazionale
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Fino all'Unità d'Italia, la direzione fu affidata a esponenti del clero locale, cui apparteneva anche la maggior parte dei docenti. Particolare spicco ebbe il magistero di Atto Vannucci, che restò al "Cicognini" fino al 1848. Successivamente il governo guidato da Urbano Rattazzi nel 1862 nominò rettore Girolamo Bobone, al posto del sacerdote Giovanni Pierallini.
Nell'ottobre di quello stesso anno la carica passò a Giuseppe Merzario, intellettuale, educatore, patriota e uomo politico di idee progressiste. Il blocco politico-sociale conservatore, che trovava i suoi punti di forza in alcuni esponenti del clericalismo e del mondo culturale fiorentino di matrice cattolica (Cesare Guasti, Nicolò Tommaseo), si oppose apertamente all'operato di Merzario, finché questi rassegnò polemicamente le dimissioni.
Negli anni 1875–1881, in cui fu rettore e preside Flaminio Del Seppia, fu convittore Gabriele D'Annunzio, che mostrò particolare stima per l'ex garibaldino Tito Zucconi, suo insegnante di letteratura inglese.
Nel 1882 il Cicognini divenne statale. Alla sua guida il ministero assegnò il letterato ed educatore Ulisse Poggi, che vantava trascorsi patriottici quarantotteschi. Malgrado tensioni con alcuni insegnanti e studenti, Poggi restò in carica fino al pensionamento, avvenuto nel 1889. A succedergli fu il latinista Pietro Tosi, che restò in carica fino all'estate del 1899, in tempo per organizzare le celebrazioni per il bicentenario dell'istituto, in occasione del quale venne inaugurato un busto di Umberto I, opera del giovane scultore pratese Oreste Chilleri.
Dal settembre del 1899 fino al 1918 fu preside Paolo Giorgi, fautore di un'intensa opera di propaganda nazionalista e interventista che portò anche a violente tensioni con il contesto sociale cittadino, negli anni della prima guerra mondiale. Nei primi anni del nuovo secolo furono insegnanti del "Cicognini" l'italianista livornese Ubaldo Angeli, amico di Severino Ferrari e Fabio Fedi, insegnante di lettere al ginnasio e acceso sostenitore della laicità dell'istruzione, oltre che consigliere comunale.
Dal dopoguerra il "Cicognini" da regio collegio tornò ad essere convitto nazionale; i rettori che si sono succeduti hanno continuato la tradizione (Gentileschi, Mati, D'Ascenzio, Caiazza, Pistone) dalla fine degli anni '90 è iniziata una profonda innovazione metodologica e tecnologica (rettore Enrico Fadda) ed è stata nominata alla guida del "Cicognini" la prima donna (Anna Grazia Greco). Dal 2004 al 2007 (sotto la Direzione di Daniele Santagati)
Nel 2004 diventa rettore del "Cicognini" Daniele Santagati, tornato a Prato dopo l'esperienza di rettore del "C. Colombo" di Genova[1]. Sotto il suo rettorato sono stati eseguiti imponenti lavori di messa a norma previsti dalla legge 626/94. Il 1º settembre 2012 il Rettore Santagati ha lasciato la guida del "Cicognini". Nell'anno scolastico 2012-2013 è stata aperta la sezione femminile del convitto residenziale, adeguando così il "Cicognini" ai cambiamenti della società.
Il liceo-ginnasio statale Francesco Cicognini (1925-1972)
[modifica | modifica wikitesto]Nato alla fine del Settecento come sezione liceale del Collegio Cicognini, il Liceo Classico si affermò con la Riforma Casati (1859) come "Liceo Ginnasio Regio".
Dal 1925, autonomo dal convitto ma condiviso la sede fino al 1972, quando si trasferì nel moderno edificio di Via Baldanzi. Presidi come Guarducci e Fatini ne segnarono l'impronta umanistica. Nel dopoguerra, Cesare Grassi e Agostino Ammannati promossero teatro e collaborazioni (es. con Don Lorenzo Milani). Il patrimonio include archivio storico (dal 1870), musei di fisica e storia naturale, e biblioteca con l'Antologia di Vieusseux. Ex allievi illustri: Gabriele D'Annunzio, Curzio Malaparte, Mario Monicelli, Tommaso Landolfi.
Il liceo scientifico Francesco Cicognini (1969-)
[modifica | modifica wikitesto]Il Convitto Cicognini, già sede del Liceo Ginnasio Classico dal 1925, vide l'introduzione di sezioni scientifiche negli anni '60, in linea con l'espansione nazionale dei licei scientifici promossa dalla Riforma Segre (1962). Il Liceo Scientifico "Francesco Cicognini" fu istituito formalmente intorno al 1969-1970, subito dopo il distacco del primo nucleo scientifico (che divenne autonomo come Liceo Scientifico "Niccolò Copernico", trasferito in via Costantini nel settembre 1970). Il Cicognini mantenne una propria sezione scientifica stabile nella sede storica di Piazza del Collegio 13, sfruttando gli spazi liberati dal trasferimento del Liceo Classico (avvenuto nel 1972-1973 in via Baldanzi).
I nuovi licei
[modifica | modifica wikitesto]Verso la fine degli anni ‘90 fu ospitato nella sede convittuale un nuovo liceo classico, in discontinuità con quello precedente, che continua tutt’oggi a operare nella sede nel Centro Direzionale di Prato.
A seguito inoltre del riordino dei licei, attuato dalla riforma Gelmini, vengono inoltre attivati all’interno del Convitto il liceo classico europeo, che si aggiunge al neo liceo classico degli anni ‘90, i licei scientifici tradizionale (in continuità con quello attivo dalla fine degli anni '60), scienze applicate e internazionale[2].
Questi licei sono parzialmente indipendenti dall’attività convittuale in quanto è possibile iscriversi senza risiedere all’interno della struttura.
Il programma Enduscopio della Fondazione Agnelli ha assegnato nel 2022 un punteggio di 57.68 per il liceo classico[3] e un punteggio di 46.10 per il liceo scientifico[4].
Architettura
[modifica | modifica wikitesto]L'enorme edificio del convitto venne progettato dal gesuita Giovan Battista Origoni. L'atrio e il portale d'ingresso furono costruiti dall'architetto pratese Giuseppe Valentini. Al suo interno sono degni di nota il refettorio (affrescato da Giacinto Fabbroni nel 1754 con scene tratte dalla Bibbia), la cappella settecentesca (con interessanti arredi lignei) ed il teatro (inizialmente chiesetta del convitto, adibito all'uso attuale durante il periodo di secolarizzazione dell'istituto: i suoi affreschi vennero rifatti durante l'epoca fascista).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ L'elenco completo dei rettori è disponibile sul sito ufficiale dell'istituto.
- ^ Licei, su Convitto Nazionale Cicognini di Prato. URL consultato il 7 marzo 2023.
- ^ EDUSCOPIO | Scheda scuola, su eduscopio.it. URL consultato il 7 marzo 2023.
- ^ EDUSCOPIO | Scheda scuola, su eduscopio.it. URL consultato il 7 marzo 2023.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giuseppe Merzario, Storia del Collegio Convitto di Prato, Prato 1870.
- Giuseppe Fatini, Il Cigno e la Cicogna: Gabriele D'Annunzio collegiale, Pescara, Edizione Aternine, 1959.
- Giancarlo Nanni - Ivo Regoli (a cura di), L'archivio storico del Convitto Nazionale Cicognini. Cenni storici e inventario, Prato, Comune di Prato, 1985.
- Fernand Braudel, Prato. Storia di una città, III, 2, Comune di Prato, Firenze, Le Monnier, Firenze 1988.
- Ottone Magistrali, Gli allievi nella storia del Cicognini, in «Prato Storia e Arte», XXIX, 73, dicembre 1988, p. 28.
- E. Borchi - R. Macii, Antichi apparecchi del Gabinetto di Fisica del Liceo Ginnasio Cicognini di Prato, Prato, Edizioni del Palazzo, 1988.
- Ivo Regoli - Giancarlo Nanni, Convitto Nazionale Cicognini 1692-1992 Tre secoli di cultura, Prato, Pentalinea, 1993 (2ª ed. 2006).
- C. Innocenzi – S. Pozzi, Il Collegio Cicognini a Prato. Arte e Storia, Pentalinea, Prato 1993.
- Antonello Nave, Il liceo classico ‘F. Cicognini' di Prato negli anni del fascismo (1922-1944), Prato 1995.
- Antonello Nave, Educando al teatro. Cento anni di attività teatrale nel liceo classico “F. Cicognini” di Prato, Prato 1997.
- Antonello Nave, Fra Troia e la Bosnia: Agamennone e la guerra inutile. Un allestimento della tragedia di Eschilo nel “teatro della scuola”, Liceo classico “F. Cicognini” di Prato, Firenze 1998.
- E. Borchi, R. Macii, Le collezioni del Liceo Classico di Prato. Catalogo degli strumenti di Fisica tra Ottocento e Novecento, Prato, Artestampa, 1999.
- AA.VV., I ragazzi dell'Ammannati. Il teatro al Liceo classico “Cicognini” attraverso lettere, testimonianze, fotografie e disegni, Prato, Comune di Prato, 2000.
- Antonello Nave, Giuseppe Fatini preside del liceo pratese, in «Amiata Storia e Territorio», XIII, 43, aprile 2003, pp. 39–42.
- Antonello Nave, Gabriellino D'Annunzio convittore al “Cicognini”, in «Rassegna Dannunziana», 2003, 43, pp. 34–36.
- Antonello Nave, Il deputato di Asso alla guida del Cicognini, in «Brianze», IV, 24, febbraio 2003, pp. 46–51.
- Antonello Nave, Il debutto teatrale di D'Annunzio jr., in «Microstoria. Rivista toscana di storia locale», V, 29, maggio-giugno 2003, pp. 38–39.
- Antonello Nave, Adolfo Sironi. Una bandiera rossa al “Cicognini” di Prato, in «L'Almanacco. Rassegna di studi storici e di ricerche sulla società contemporanea», Istituto per la Storia del Movimento Operaio e Socialista ‘P. Marani', Reggio Emilia, XXI, 41, dicembre 2003, pp. 93–105.
- A. Benedetti-B. Benedetti, Gli archivi della scienza. Musei e Biblioteche della Scienza e della Tecnologia in Italia, Genova, Erga Edizioni, 2003, p. 282.
- Antonello Nave, Sebastiano Nicastro al “Cicognini” di Prato, in «Archivio Storico Siracusano», serie III, XVII, 2003 [2004], pp. 253–263.
- Antonello Nave, Ulisse Poggi. Dal liceo di Reggio al ‘Cicognini’ di Prato, in «Reggiostoria», XXVI, 1, gennaio-marzo 2004, pp. 28–36.
- Antonello Nave, Giuseppe Merzario educatore e parlamentare, in «Camicia Rossa», XXIV, 3-4, agosto-dicembre 2004, pp. 23–25.
- Antonello Nave, Ritratto del latinista Vittorio Ragazzini da Modigliana, in «Il Carrobbio. Tradizioni, problemi, immagini dell'Emilia-Romagna», Bologna, Pàtron Editore, XXX, 2004, pp. 251–258.
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- Eleonora Maccarone, L'archivio del Convitto "Francesco Cicognini" di Prato. Sessione scolastica 1864-1925. Inventario, tesi di laurea, Università di Firenze, facoltà di lettere e filosofia, a.a. 2006-2007, relatrice prof. Laura Giambastiani.
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- Antonello Nave, Da collegio a convitto nazionale: il Cicognini dopo l'Unità d'Italia, in «Archivio Storico Pratese», XCII, 2016 (2018), 1-2, pp.173-183.
- Antonello Nave, Il Cicognini in epoca umbertina. Vicende e insegnanti negli anni del rettore Ulisse Poggi (1883-1889), in «Archivio Storico Pratese», XCIII, 2017 (2019), 1-2, pp. 111-123.
- Antonello Nave, Il Cicognini in epoca umbertina. Vicende e insegnanti negli anni del preside-rettore Pietro Tosi (1891-1899), in «Archivio Storico Pratese», XCIV 2018 (2020), 1-2, pp. 141-153.
- Antonello Nave, Atto Vannucci e il Cicognini post-unitario, in Andrea Giaconi-Giovanni Pestelli (a cura di), La primavera della democrazia. Il 1849 a Prato e in Toscana, Firenze, Nerbini, 2020, pp. 99-105.
- Niccolò Lucarelli, L'esordio poetico di Malaparte al Cicognini, in «Prato Storia e Arte», 126-127, dicembre 2020, pp. 65-75.
- Antonello Nave, Gli studenti del Cicognini statalizzato negli anni 1882-1890, in «Archivio Storico Pratese», XCV, 2019 (2021), pp. 105-134.
- Antonello Nave, L’attività teatrale del Cicognini e delle filodrammatiche pratesi negli anni 1903-1913, in «Archivio Storico Pratese», XCVI-XCVII, 2020-2021 (2022), pp. 165–174.
- Antonello Nave, Giuseppe Fatini biografo del giovane D’Annunzio, in «Archivio Storico Pratese», XCVIII, 2022 (2023), pp. 55-62.
- Antonello Nave, Le filodrammatiche pratesi e l’attività teatrale al «Cicognini» (1914-1928), in «Archivio Storico Pratese», XCIX, 2024 (2023), pp. 79-94.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Convitto nazionale
- Ville della Sacca, residenza estiva dei convittori del "Cicognini"
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su convittocicogniniprato.edu.it.
- Sito ufficiale, su convitto-cicognini.it.

