Coldirodi

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Coldirodi
frazione
già Col di Rodi
Coldirodi – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Comune Sanremo-Stemma.png Sanremo
Territorio
Coordinate 43°48′47″N 7°43′52″E / 43.813056°N 7.731111°E43.813056; 7.731111 (Coldirodi)Coordinate: 43°48′47″N 7°43′52″E / 43.813056°N 7.731111°E43.813056; 7.731111 (Coldirodi)
Altitudine 250 m s.l.m.
Abitanti circa 3 000
Altre informazioni
Cod. postale 18038
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti collantini o coldirodesi
Patrono San Sebastiano Martire, co-patrona Sant'Anna
Giorno festivo 20 gennaio, 26 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Coldirodi
Coldirodi
Panorama di Coldirodi

Coldirodi (dal 1753 Colla o Colla di Sanremo, fino al 1882 Col di Rodi) è la frazione più vasta del Comune di Sanremo in Provincia di Imperia, ed è posta sul crinale della collina che parte dal Capo Pino, al confine con il Comune di Ospedaletti, a circa 250 m s.l.m.

Per la sua posizione è considerato uno tra i paesi con il clima più favorevole della Riviera dei Fiori[senza fonte].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La Piazza di San Sebastiano, punto centrale del Borgo

Il borgo è posizionato al limite ovest della città di Sanremo, sul crinale della collina che ha origine dal panoramico Capo Pino. Confina ad ovest con Ospedaletti, a nord con i comuni di Seborga, Perinaldo, Ceriana e Bajardo. È la frazione del Comune di Sanremo con la maggior estensione.

Vecchia fotografia in bianco e nero ritraente Coldirodi e la 'Pila' di Piazza San Sebastiano e sul fondo l'Oratorio di Sant'Anna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Campanile della Chiesa Parrocchiale

La storia del paese si intreccia fittamente con quella delle due cittadine rivierasche confinanti, Sanremo ed Ospedaletti. La sua fondazione si fa risalire al IX secolo, quando alcuni Cavalieri di Rodi naufragarono nei pressi di Ospedaletti. La vallata retrostante prese quindi il nome di Valle di Rodi, come ancora oggi è nota.

Distrutta l'antica Matutia (Sanremo) dai saraceni a metà del IX secolo circa, alcuni abitanti si rifugiarono nei monti per una sede più sicura e tranquilla. Una di queste era quella di "Poi Pino" o "Capo Pino" (sovrastante o Nero). Vennero fondati un castello e varie fortificazioni a carattere difensivo, sotto il dominio di Genova.

Intorno al 1316, con la distruzione del castello e di "Poi Pino", la popolazione si disperse per il colle sovrastante la Valle di Rodi (oggi Valle Grande), distribuendosi in vari casolari e fondando numerosi piccoli casali, qui fabbricarono una cappella nel 1319 e la intitolarono a San Sebastiano, proprio nel luogo che segna la sommità del colle stesso e che domina la vallata.

Dopo alterne vicende, la comunità, che nel frattempo aveva superato i 1.700 abitanti ed era amministrativamente sotto il comune di Sanremo, si costituì il 1º febbraio 1753 nel comune di Colla. Tale separazione venne osteggiata fortemente dai sanremesi, tanto che i collantini riuscirono a mantenere la propria indipendenza solo grazie ad aspre battaglie ed all'appoggio dei Genovesi, sotto la cui giurisdizione cadevano le due città. Nel 1797 a seguito della dominazione francese di Napoleone Bonaparte, che causò la caduta della Repubblica di Genova, il borgo fu annesso alla Repubblica Ligure, e nel 1805 al Primo Impero francese.

Le Alpi Marittime nel 1805, con la Colla nel cantone di Sanremo

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni dell'ex Repubblica Ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Il borgo si ingrandì a tal punto che l'8 giugno 1882, quando aveva oramai superato i 2200 abitanti, un Regio Decreto sancì il cambiamento del nome da Colla a Col di Rodi (in quanto Colle sulla Valle dei Rodi), ed il passaggio di Ospedaletti a frazione del neonato comune.

Coldirodi perse il suo status di comune nel 1925, quando passò sotto il comune di Sanremo, ma riacquistò la sua autonomia tra il 1926 ed il 1928 e in seguito, sotto il regime fascista, diventò frazione di Ospedaletti.

Nel 1956, in seguito a consultazione popolare, venne decretata definitivamente, dall'allora presidente Giovanni Gronchi, l'aggregazione con il comune di Sanremo. In tale occasione, vennero affissi, nella neonata frazione, dei manifesti che così recitavano:

« Coldirodesi, la Gazzetta Ufficiale del 6 aprile c.a. ha sancito con la pubblicazione del Decreto del Presidente della Repubblica, il vostro distacco dal Comune di Ospedaletti e l'aggregazione a quello di San Remo, come è stato da voi richiesto e fermamente sostenuto dai vostri rappresentanti in questi anni. San Remo vi accoglie nella sua grande famiglia con la certezza di ricevere ottimi cittadini che, con buona volontà e capacità vorranno collaborare al raggiungimento delle aspirazioni della frazione nella concordia e nel comune superiore interesse. Nel porgervi il suo benvenuto, San Remo formula per tutti voi l'augurio di grande prosperità e di fecondo lavoro.
Dal palazzo municipale, li 11 aprile 1956, il Sindaco - Giovanni Asquasciati »

Stemma Araldico Coldirodi
La Piazza di San Sebastiano e l'Oratorio di Sant'Anna.

A tutt'oggi, la strada di circa 3 km che conduce dall'inizio dell'attuale Via Padre Semeria, sulla Via Aurelia, fino al centro di Coldirodi, sul tracciato della ex-mulattiera, è chiamata "Strada alla Colla".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è paesaggisticamente ben inserito: la sua posizione consente di avere una visuale panoramica che spazia dall'intera Sanremo fino alle coste francesi.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario della Madonna Pellegrina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Madonna Pellegrina.

Posto in uno dei punti più panoramici della zona, è una chiesetta risalente al XVII secolo ed originariamente dedicata a San Bernardo. Dopo la Seconda guerra mondiale vi venne collocata la statua della Madonna Pellegrina e quindi dedicata alla Vergine, divenendo santuario mariano diocesano, e rappresentando una sorta di ex voto da parte delle persone scampate ai pericoli della guerra. Grazie al suo panorama, alla sua ambientazione e graziosità, è una delle chiese più favorite della zona per la celebrazione di Matrimoni e Battesimi, un luogo di festa ma anche di grande religiosità.

Chiesa Parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano Martire di Coldirodi

La parrocchia cattolica di Coldirodi è dedicata a San Sebastiano Martire. La chiesa all'inizio della sua fondazione avvenuta nel 1319 era una semplice cappella attaccata ad altre case, era strutturata diversamente: l'altare maggiore era posto a Est e la parete finale era a Ovest, quindi invece di essere verticale come quella d'oggi era orizzontale e l'entrata era laterale sempre nella posizione dell'attuale ma senza facciata, l'antico campanile si ergeva dove oggi è presente il battistero della parrocchia. Questa primitiva chiesa divenne presto insufficiente per contenere la popolazione che aumentava man mano, perciò fu sottoposta a lavori di totale rifacimento iniziati il 26 giugno 1616 con la posa della prima pietra; venne ricostruita ed ingrandita notevolmente, dandogli la forma che si vede oggi. I lavori furono terminati definitivamente con la benedizione il 6 gennaio 1628. Nei decenni a seguire i collantini continuarono ad abbellire la chiesa e vollero che fosse trasformata da chiesa romanica in edificio dalle tipiche caratteristiche barocche. Dopo la separazione da Sanremo nel 1753 si intrapresero grandi opere di ampliamento della chiesa, nel 1758 si diede inizio alla demolizione delle case situate dietro per la costruzione dell'abside destinato per il coro e il presbiterio, quindi fu allungata sul retro. L'ingrandimento della chiesa rese necessari addobbi e ornamenti più ricchi e sontuosi, cosicché il comune tra il 1764 e il 1769 spese 3682 lire per l'acquisto dell'organo, di una croce in argento per le processioni, di lampade e di un reliquiario dei santi Ignazio e Sebastiano. Negli anni successivi continuarono vari acquisti per tappezzerie destinate all'addobbo delle pareti in occasione delle varie festività.

Nell'ottobre del 1772 giunse da Roma il corpo del martire San Fortunato, un protomartire delle catacombe romane, in un primo momento venne depositato nella nella chiesa di San Bernardo (oggi Santuario della Madonna Pellegrina) e successivamente trasferito nella parrocchiale con una solenne processione dove in quei giorni avvenne una miracolosa guarigione attribuita alla sua intercessione testimoniata anche negli archivi parrocchiali. Nel 1773 per le decorazioni in stucco fu pagato lo stuccatore Pietro Notari di Curio, suoi collaboratori furono gli stuccatori Bartolomeo Bagutti di Rovio e Carlo Papa. L'interno della chiesa conserva pregevoli opere d'arte tra cui l'altare maggiore, un affresco nell'abside del pittore Migliorati raffigurante San Sebastiano in Gloria, e commissionato nel 1923 da don Carassari, gli stucchi della navata realizzati nel 1858 dall'Adami, una pietà e un angelo, opere di ignoti, una Via Crucis in gesso, una statua del Maragliano dedicata alla Madonna del Rosario, un crocifisso in avorio (trafugato da ignoti). L'altare delle reliquie decorato da un crocefisso in legno di tartaruga, racchiude dietro ad un vetro molte reliquie di santi e martiri. La parrocchiale è dotata anche di un pregevole organo, costruito da Natale Marelli di Milano, nel 1910 posto nella cantoria lignea sopra l'ingresso principale all'interno di una cassa inserita in un'altra preesistente risalente al 700, dipinta, decorata e munita di portelle. Di notevole rilievo, infine, è il Cristo Morto, pezzo ligneo del 600 di autore anonimo.

Oratorio di Sant'Anna[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio Sant'Anna

Di fronte alla chiesa di San Sebastiano, dalla parte opposta della piazza si trova l'antichissimo oratorio di Sant'Anna risalente al XVI secolo al cui interno si trovano un pregevole altare marmoreo e una tavola sovrastante di scuola genovese che raffigura Sant'Anna, San Gioacchino e un'altra figura mentre insegnano a leggere alla Madonna.

Vecchia cartolina ritraente l'interno dell'Oratorio di Sant'Anna a Coldirodi

La chiesa ha le volte e il catino affrescati con pitture settecentesche di notevole effetto e accurata esecuzione, mentre sulla volta del presbiterio vi è un affresco di Maurizio Carrega del 1768 raffigurante i quattro evangelisti: un'autentica opera d'arte come i dipinti posti al fianco dell'altare maggiore raffiguranti San Giovanni Battista e San Bernardo. La statua di Sant'Anna fu acquistata dalla comunità dei collantini di Marsiglia ed accompagnata alla Colla tra il tripudio dei fedeli: era il 1890.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Pinacoteca Rambaldi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Pinacoteca Rambaldi.
Pinacoteca e Biblioteca Rambaldi

Nel giugno del 1865, il consiglio comunale di Colla, oggi Coldirodi, deliberava di acquistare i dipinti della collezione del sacerdote Paolo Stefano Rambaldi e di riunirli così nella biblioteca e alla raccolta di stampe che lo stesso Rambaldi aveva voluto donare alla sua morte al comune natio “non fosse per altro – così recita l'atto del Consiglio comunale – che per conservare nella terra che ebbe la fortuna di dare i natali al detto Rambaldi quante di lui più care memorie”. I dipinti presenti sono oltre 100, di datazione variabile tra il XIV ed il XVI secolo, e di autori più diversi, quali Paolo Veronese, Guido Reni, Jacopo Ligozzi, Mario Balassi ed una "Madonna con il Bambino" di Lorenzo Credi della bottega del Verrocchio. Una raccolta quindi che deve essere letta con la coscienza di trovarci di fronte, qui nell'estremo ponente ligure, ad un angolo di Toscana significativamente legato per il tramite di Paolo Stefano Rambaldi al ricordo della nativa Coldirodi. Annessa alla pinacoteca, la biblioteca Rambaldi, nella quale sono conservati oltre 5000 volumi donati in parte dallo stesso sacerdote, editi tra il XV ed il XIX secolo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Associazioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Famijia Culantina - (Famiglia Collantina) è un'associazione finalizzata alla valorizzazione del patrimonio artistico, storico, linguistico e folcloristico, impegnata in ogni manifestazione che possa valorizzare il paese e che possa servire da richiamo per turisti e villeggianti.

Persone legate a Coldirodi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Paolo Rambaldi (1803-1865), sacerdote, fondatore dell'omonima Pinacoteca. Nato a Coldirodi nel 1803, uomo di chiesa e patriota, il Rambaldi aveva trascorso gli anni della maturità a Firenze, dove ricoprì la carica di Rettore del Seminario, e dove visse l'esperienza risorgimentale. Se con tutta probabilità, come dimostrano i testi della sua biblioteca, il Rosmini fu tra i suoi maestri di pensiero, come appare dall'interessante epistolario fu certo in contatto diretto con il Gioberti, con Pellegrino Farini, con Silvio Pellico ed altre figure di spicco del Risorgimento. Impegnato nell'opera di educatore e in un personale aggiornamento culturale, il Rambaldi dichiara anche nei suoi scritti una perenne fiducia nella cultura come mezzo di emancipazione del popolo e come veicolo verso una fede “non per istinto”, ma “razionabile ed illuminata”.
P.G.Semeria
Iniziò la sua carriera come predicatore acclamato nelle basiliche romane (come San Lorenzo in Damaso alla Cancelleria), ma si pose anche come rinnovatore del pensiero cristiano, attento alle istanze sociali espresse nel 1891 nell'enciclica Rerum novarum di Papa Leone XIII. Morì, apostolo della carità, a Sparanise (Ce), il 15 marzo 1931, in una delle case dell'Opera che aveva fondato, insieme al Padre Minozzi, per dare un tetto e un'educazione agli orfani di guerra.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Campanile della Parrocchia di San Sebastiano.

Il borgo è storicamente sopravvissuto grazie alla coltivazione di agrumi (prevalentemente limoni), ulivi, vite e grano. Con il diffondersi della floricoltura a Sanremo, anche il borgo mutuò rapidamente la propria economia, tanto che attualmente la coltivazione di rose (varietà Baccarat) e garofani (varietà Marte, Sim e Lolita) rappresenta la principale attività.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Coldirodi è situata sulla collina tra i comuni di Ospedaletti e Sanremo. Inoltre è facilmente raggiungibile anche grazie al casello autostradale di Sanremo Ovest sull'Autostrada A10, posto nel territorio della frazione.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Sanremo, a circa 8 km di distanza.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono quotidiane corse orarie dalla stazione degli autobus di Sanremo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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