Coin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo gruppo proprietario della catena, vedi Gruppo Coin.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il comune spagnolo, vedi Coín.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'acronimo militare, vedi Counterinsurgency.
Coin S.r.l.
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà a responsabilità limitata
ISINIT0001336772
Fondazione1916 a Pianiga (VE)
Fondata daVittorio Coin
Sede principaleMestre
GruppoCentenary S.p.A.
Persone chiaveGiorgio Rossi presidente
SettoreGrande distribuzione organizzata
Prodottiabbigliamento, casa, profumeria
Slogan«New Shopping Experience»
Sito web

Coin S.r.l. (pronuncia coín, /koìn/[1]) è una società a responsabilità limitata che, con una catena italiana di department store di fascia alta, opera con le insegne Coin, Coin Excelsior e Coincasa nei settori dell'abbigliamento, della bellezza e della decorazione d'interni.

Coin è di proprietà della società italiana Centenary S.p.A., che nel marzo del 2018 l'ha acquisita dal fondo di private equity inglese BC Partners[2] attraverso un'operazione di management buyout.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Coin venne fondata nel 1916 a Pianiga, da Vittorio Coìn, che ottiene la licenza di venditore ambulante per vendere tessuti ed articoli di merceria. Nel 1927 aprì un negozio di tessuti, filati e biancheria a Mirano. Due anni dopo fu inaugurato un magazzino per la vendita all'ingrosso a Dolo. Dopo aver potenziato il negozio di Mirano (1931), furono aperti un negozio (1933) e un magazzino (1937) a Mestre, seguito dal punto vendita di Padova (1947).

Nel 1957 la famiglia Coin apre un vero e proprio grande magazzino a più piani, il primo della catena, a Trieste, nei locali un tempo occupati dai grandi magazzini austriaci Öhler; nel 1958 Coin supera ancora i confini regionali aprendo un grande negozio nel centro di Bologna.

Fra 1962 e 1965 vengono aperti a Milano i Coin di piazza 5 Giornate, con un'area di oltre 5 000  disposta su 8 piani, di piazzale Loreto e di corso Vercelli. L'espansione prosegue toccando Parma e Bergamo, fino al nuovo grande complesso di Mestre in pieno centro, sviluppato su sei piani con una superficie che sfiora i 20 000 , più un supermercato PAM nel piano interrato. Tra il 1966 e il 1974 si aprono magazzini a Verona, Brescia, Vicenza, Varese, Pordenone, Vigevano, Mantova, Genova, Livorno, Udine, Piacenza, Napoli, Taranto e Ferrara.

Attentati e incidenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 marzo 1970 il punto vendita di Mestre è oggetto di un attentato dinamitardo, di cui diversi anni dopo si scoprirà essere stato utilizzato lo stesso lotto di esplosivo della strage di piazza Fontana a Milano.

Il 17 gennaio 1986, il punto vendita di Venezia è devastato da un furioso incendio, in cui perdono la vita Daniela Masnada (25 anni, incinta di quattro mesi, lavorava come telefonista), Fernanda Mazziotta (direttrice della filiale), Emilia Merlo (una cliente che si trovava a far compere con il marito), Walter Ruffato (operaio), Franca Tagliapietra (commessa).
Nello stesso anno Coin è il primo retailer in Italia a sviluppare una fidelity card, la Coincard.

Nuovi negozi e chiusure[modifica | modifica wikitesto]

Coin dopo l'acquisizione del ramo di vendita dell'abbigliamento della Standa del 1998, apre per la prima volta nelle città di Cagliari, Catania, Como, Lecce, Perugia, Salerno, Sanremo e Sassari, mentre raddoppia a Roma e Venezia, e a Bologna sostituisce la vecchia sede.

Coin di Milano, in Piazza Cinque Giornate

Nel 1999 il piazzale antistante il più grande punto vendita italiano, a Mestre, dopo adeguati restauri viene ribattezzato in onore di Vittorio Coin. Sempre nel 1999 Coin viene quotato alla Borsa di Milano. Nell'estate del 2000 viene acquisita in Germania la catena Kaufhalle. L'acquisizione si rivela fallimentare e la società è in seguito ceduta, emergono anche dissapori tra i fratelli Vittorio e Piergiorgio con il secondo che viene estromesso dall'azienda, i conti del gruppo finiscono in rosso nonostante un fatturato di 1,2 miliardi di euro.[3]

Nel 2005 il fondo francese di private equity Pai Partner entra nella società rilevandone per 181 milioni il controllo (il 62,9% della famiglia e il resto lanciando un'OPA al prezzo di 2,4 euro per azione: al termine la società esce dal listino di Borsa).[3] La cifra permette di riscattare la quota di azioni date in pegno alle banche creditrici mentre una parte serve per entrare con il 45% nella società (Canaletto Investimenti) che controlla il fondo Pai. L'obiettivo della famiglia è infatti di ritornare in possesso della maggioranza una volta che il gruppo sia stato risanato.[3] Alla guida dell'azienda viene nominato Stefano Beraldo.

Nel 2007 inizia un restyling del gruppo, partendo con il grande magazzino "flagship" di Milano Piazza Cinque Giornate, che verrà riaperto al pubblico il 14 marzo 2008. Nel 2009 è acquisita per 40 milioni la catena UPIM, diventando la prima rete in Italia di distribuzione di abbigliamento con i marchi Coin, UPIM e Ovs, per un totale di 883 negozi e grandi magazzini.[4]

Dopo sei anni di gestione, nel 2011, il fondo Pai cede il 69,30% di Coin (valutato complessivamente 930 milioni)[5] al fondo di private equity inglese BC Partners,[6][5] alla guida dell'azienda resta Stefano Beraldo mentre nel consiglio d'amministrazione non appare più un componente della famiglia Coin.

Ad aprile 2014 apre il primo Coin Excelsior a Roma in via Cola di Rienzo, format leggermente diverso dalla catena Excelsior Milano.[7]
Nello stesso anno, a Salerno chiude l'unico punto vendita presente in città. Nel 2015 Ovs è quotata in Borsa a Milano.

Nel gennaio 2016 dopo 50 anni di attività chiude il mega negozio di Piazzale Loreto a Milano, con una superficie di 1 800  suddivisi in cinque piani.

Coin S.r.l.[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º gennaio 2017 alla newco Coin S.r.l., interamente controllata dal Gruppo Coin, è stato conferito il ramo d'azienda commerciale sotto le insegne Coin, Coin Excelsior e Coincasa.

Nel marzo 2018 BC Partners cede il controllo di Coin ad una cordata organizzata da Beraldo e formata da 23 manager del gruppo con una quota del 25% (tra di loro Ugo Turi, Alessandro Faccio, Alessandro Massa, naturalmente Beraldo) mentre il resto, con partecipazioni che vanno dal 5% al 15% finisce nelle mani di un gruppo di imprenditori: tra gli altri Alessandro Bartagli (proprietario di Lineapiù e Shanghai Thung), Enzo De Gasperi (proprietario del gruppo di prodotti per la casa Edg), Giorgio Rossi (settore immobiliare), Jonathan Kafri (proprietario del gruppo fiorentino di accessori Sicem).[2] In novembre Giorgio Rossi è nominato presidente di Coin mentre Beraldo resta a tempo pieno alla guida di Ovs, sempre sotto il controllo di BC Partners.

Insegne della Coin S.r.l.[modifica | modifica wikitesto]

  • Coin: è presente con 43 punti vendita in tutta Italia,[8] con le principali firme dell'abbigliamento e della bellezza di fascia alta.
  • Coin Excelsior: presente a Roma e Venezia in spazi ricercati e raffinati, è una selezione dei più famosi marchi italiani e internazionali della moda, del beauty, dell'home decor e del fine food.
  • Coincasa: presente sia all'interno dei negozi Coin, con l'home decor che in singoli punti vendita, è dedicata all'arredo, al soggiorno, al bagno, al letto, alla tavola, ed ai complementi d'arredo delle abitazioni. Conta 110 negozi, di cui 70 in Italia e 40 all'estero, in particolare nell’area dell’Est Europa, nel bacino del Mediterraneo e nel Nord Europa.

Loghi storici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Coin", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. ^ a b Coin, gli storici grandi magazzini tornano in mani italiane, su repubblica.it, 1º marzo 2018. URL consultato il 13 marzo 2018.
  3. ^ a b c Coin, la famiglia cede il 62,9% al fondo Pai, su fashionmagazine.it, 29 marzo 2005. URL consultato il 18 novembre 2018.
  4. ^ Coin acquista i negozi UPIM e diventa la prima rete in Italia, su ilgiornale.it, 17 dicembre 2009. URL consultato il 18 novembre 2018.
  5. ^ a b Coin, si chiude la gestione dei fondi Pai. BC Partners si compra i grandi magazzini, su finanza.com, 9 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2018.
  6. ^ Coin, il fondo Pai tratta con BC Partners, su lagazzettadelmezzogiorno.it, 1º febbraio 2011. URL consultato il 18 novembre 2018.
  7. ^ Apre a Roma il primo Coin Excelsior, un nuovo department store, su vogue.it, 25 aprile 2014. URL consultato il 17 maggio 2014.
  8. ^ Il gruppo Coin riprende a volare, su italiaoggi.it, 14 luglio 2017. URL consultato il 31 ottobre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]