Coefficiente di comprimibilità cubica

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Il coefficiente di comprimibilità cubica[1] è una relazione che indica l'entità della compressione di un corpo sottoposto a degli sforzi normali. È dato da:

dove ρ è la densità di riferimento, T indica la dipendenza dalla temperatura e p è la pressione indotta. Poiché l'aumento di pressione porta all'aumento della densità, per utilizzare valori positivi si usa il segno positivo.

Il coefficiente ha le dimensioni di una lunghezza al quadrato divisa per una forza [L2F−1], quindi l'unità di misura è m2/N.

Si consideri dove v è il volume specifico del corpo. Derivando e sostituendo si ottiene

.

Si ottiene quindi per sostituzione un'ulteriore forma della relazione:

Coefficiente di compressione uniforme[modifica | modifica wikitesto]

La comprimibilità di una sostanza è indicata dal coefficiente di compressione uniforme: quanto più esso è grande, tanto più la sostanza si comprime sotto l'azione di una determinata pressione. per esempio per ridurre di appena un millesimo un volume di acqua occorre una pressione di circa 2,2 MPa. per il petrolio e l'alcool etilico sono sufficienti 1,2 MPa, mentre per il mercurio ci vogliono 28,6 MPa. Il coefficiente di compressione varia inoltre anche con la temperatura della sostanza. Nel caso dell'acqua diminuisce di circa un quinto passando da 5 a 80 °C.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il coefficiente di comprimibilità cubica non va confuso con il fattore di comprimibilità, che è un parametro utilizzato nello sviluppo delle equazioni di stato.

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