Codice barbaricino

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Il Codice barbaricino può essere definito un codice comportamentale non scritto vigente sin dalle origini della civiltà nuragica[senza fonte]. Prese poi il nome dalla Barbagia, ove maggiormente si radicò, essendo la regione ove le popolazioni sarde si ritirarono in seguito a invasioni esterne, come anche nei territori attualmente definiti da tutti i comuni della provincia di Nuoro, in quelli del Goceano (provincia di Sassari) e in alcuni dell'alto Oristanese. Tale codice comunque rimase nelle caratteristiche civili della popolazione sarda autoctona e si è evoluto nel tempo, via via perdendo la caratteristica di codice vigente, ma mantenendo i caratteri di codice d'onore in grado di sostituire, in caso di carenza, la giustizia di volta in volta ufficiale.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Trattasi di una sorta di codice d'onore, simile ad una giustizia parallela, che ha talvolta sostituito gli organi giuridici del territorio. Alcuni studiosi ritengono che alla base della creazione del codice ci sia la scarsa tutela dell'individuo da parte dello Stato, che negli anni in questione non era presente nel territorio.

Questa situazione di assenza dello Stato ha motivato le cruente azioni di organizzazioni criminali del ventesimo secolo e retto i fili organizzativi della stessa Anonima sarda negli anni sessanta del XX secolo.

Secondo una ricerca condotta nel 2006 da Antonietta Mazzette, docente dell'Università di Sassari, la maggior parte dei fatti di sangue dell'isola avviene nelle sue zone interne. Per quanto tali subregioni non siano molto popolate, esse corrispondono a quelle in cui si sviluppò, a partire dal XVIII secolo, il cosiddetto "banditismo classico".

Buona parte del codice tratta e definisce le offese subite, dall'insulto personale al furto e all'omicidio, e le relative sanzioni; l'ambito socio-economico in cui questo processo si è sviluppato è quello agro-pastorale. Lo scopo è quello della tutela dell'onore e soprattutto della dignità del singolo individuo.

Esempio pratico[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso un individuo subisca un furto di bestiame, non sarà il furto in sé a costituire danno, ma il significato intrinseco a cui era mirato il crimine: in questo caso la perdita dell'autosussistenza della famiglia offesa. Quest'ultima avrà il diritto di vendetta, che dovrà essere proporzionata al danno subito. Per quanto riguarda il lato strettamente economico della perdita, l'individuo offeso commetterà a sua volta un furto di bestiame per tornare ad una situazione di parità.[senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]