Club Alpino Accademico Italiano

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Club Alpino Accademico Italiano
Club Alpino Accademico Italiano.jpg
Stemma del Club Alpino Accademico Italiano
AbbreviazioneCAAI
TipoSezione nazionale del Club Alpino Italiano
Fondazione1904
Fondatore16 soci del Club Alpino Italiano
Scopopromuovere la pratica dell’alpinismo di alta difficoltà su tutte le montagne del mondo
Sede centraleItalia Milano
PresidenteItalia Giacomo Stefani
Lingua ufficialeItaliano
Sito web

Il Club Alpino Accademico Italiano (CAAI), associazione fondata nel 1904 per riunire i soci del Club Alpino Italiano (CAI) che avessero acquisito meriti speciali nell'alpinismo senza guide, è costituito in Sezione Nazionale del CAI (dallo statuto).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Club Alpino Accademico Italiano fu fondato nel 1904 dai soci dei gruppi ligure, torinese e valsesiano del CAI. Riuniva gli "alpinisti senza guide". Infatti all'epoca la maggior parte delle persone che frequentavano la montagna si avvalevano di guide locali, professionisti che, oltre alla conoscenza del territorio, garantivano esperienza e competenza in campo alpinistico. Solo gli alpinisti più forti potevano quindi permettersi di farne a meno. Il primo presidente fu Ettore Canzio.

Nel 1922 il CAAI si unì con il Club Alpino Accademico Aviglianese e il Gruppo Lombardo Alpinisti Senza Guide, mantenendo il suo nome.

Il maggior contributo dato dal CAAI alla pratica alpinistica cominciò nel 1925 con l'installazione dei primi bivacchi fissi. Queste strutture di lamiera venivano poste nei luoghi di interesse alpinistico più isolati per poter fornire un rifugio di fortuna a coloro che si fossero trovati in quelle zone.

Nel 1930 il CAAI fu sciolto per decisione del governo, che stava riorganizzando le associazioni sportive. I soci vennero trasferiti alle rispettive sezioni del CAI di appartenenza. Tuttavia l'anno successivo il CAI ricostituì il Club Alpino Accademico come sezione autonoma.

Il CAAI si separò dal CAI nel 1947, per rientrarci nel 1954, vista l'impossibilità di una gestione completamente autonoma, sia dal punto di vista organizzativo che da quello finanziario. Fu reinserito come "sezione nazionale", al pari con l'Associazione Guide Alpine Italiane.

Negli anni seguenti il CAAI continuò a riunire i più forti alpinisti italiani, i quali contribuirono alla pratica alpinistica soprattutto con l'apertura di nuove vie e la pubblicazione di guide.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Oggi il CAAI ha lo scopo dichiarato di favorire l'alpinismo di elevato livello di difficoltà e di aiutare tutte le iniziative che a loro volta ne favoriscano la pratica. Costituisce sezione nazionale del Club Alpino Italiano.

È diviso in tre gruppi: occidentale, centrale e orientale, corrispondenti alla zona delle Alpi dove i loro soci hanno svolto la maggior parte dell'attività alpinistica.

Per entrare a far parte del CAAI bisogna essere soci del CAI ed aver svolto per almeno cinque anni (anche non consecutivi) attività alpinistica considerata di alta difficoltà[1]. La candidatura deve essere presentata da due soci dello stesso gruppo del quale il candidato vuole entrare a far parte. L'assemblea del gruppo valuta poi l'attività alpinistica del candidato e vota per la sua ammissione. Il candidato è ammesso se gli sono favorevoli almeno i due terzi dei voti totali. A questo punto la domanda passa nelle mani della Commissione Tecnica Centrale, che esprime il suo parere. La decisione definitiva spetta comunque al Consiglio Generale.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Il CAAI gestisce rifugi e bivacchi in tutte le montagne italiane, provvedendo alla loro costruzione e manutenzione (per i rifugi anche alla custodia nel periodo d'apertura). Inoltre organizza spedizioni extraeuropee alpinistiche ed esplorative ed assegna ogni anno un riconoscimento (premio "Paolo Consiglio") per premiare le spedizioni extraeuropee (condotte col patrocinio del CAI) in stile alpino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'attività non deve essere svolta in campo professionistico (vedasi guida alpina) ma dilettantistico

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]