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Cloruro di molibdeno(V)

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Cloruro di molibdeno(V)
Formula di struttura del cloruro di molibdeno(V)
Formula di struttura del cloruro di molibdeno(V)
Nome IUPAC
Cloruro di molibdeno(V), pentacloruro di molibdeno
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareCl5Mo
Massa molecolare (u)273,21
Aspettosolido blu scuro[1]
Numero CAS10241-05-1
Numero EINECS233-575-3
PubChem61497
SMILES
Cl[Mo](Cl)(Cl)(Cl)Cl
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.)2,928[1]
Solubilità in acquareazione violenta
Temperatura di fusione194 °C (467 K)[1]
Temperatura di ebollizione268 °C (541 K)[1]
Proprietà termochimiche
ΔfG0 (kJ·mol1)-528 kJ/mol[2]
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
corrosivo
pericolo
Frasi H314 [1]
Consigli P280 - 305+351+338 - 310 - 314 [1]

Il cloruro di molibdeno(V) o pentacloruro di molibdeno è il composto binario del molibdeno(V) con il cloro, avente formula minima MoCl5. Analogo al pentafluoruro MoF5, esso è il cloruro di molibdeno a più alta valenza (5) e a più alto stato di ossidazione (+5) che sia ben caratterizzato,[3][4] mentre i corrispondenti MoBr5 e MoI5, formati da alogenuri più facilmente ossidabili, non sono noti.[5]

In condizioni normali MoCl5 è un solido igroscopico, piuttosto volatile e di colore molto scuro, descritto variamente come nero,[6] blu scuro,[1] o verde scuro;[2][7] in acqua reagisce vigorosamente e un po' meno anche in alcool, mente è solubile in etere, cloroformio e tetracloruro di carbonio.[8]

È il più importante alogenuro di molibdeno, base di partenza per la sintesi di composti organometallici di molibdeno.[7]

Il composto fu probabilmente osservato già da Jöns Jacob Berzelius nel 1825 e quindi da Christian Wilhelm Blomstrand nel 1857, ma fu ottenuto puro e caratterizzato solo da L. Paul Liechti e Bernhard Kempe nel 1873.[9]

Proprietà e struttura molecolare

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Il cloruro di molibdeno(V) è un composto molto stabile termodinamicamente, ΔHƒ° = -527,18 kJ/mol[10] ma, in quanto specie di Mo(V), presenta proprietà ossidanti[5][11] e una certa tendenza a disproporzionarsi a specie di Mo(IV) e Mo(VI).

In MoCl5 il molibdeno ha configurazione elettronica d1, con un elettrone spaiato: allo stato solido il cloruro di molibdeno(V) ha una struttura molecolare dimera, Mo2Cl10,[3] come si osserva nell'analogo composto del tungsteno (che segue il molibdeno nel gruppo), W2Cl10, e come pure si osserva negli analoghi Nb2Cl10 e Ta2Cl10, i quali appartengono però al gruppo precedente della tavola periodica.[6][12]

In Mo2Cl10 i due atomi di molibdeno sono esacoordinati, ciascuno posto al centro di un ottaedro distorto di atomi cloro, dove 2 di questi ultimi sono bicoordinati e posti a ponte angolare tra i due centri metallici.[13] Nonostante non ci siano legami Mo-Mo nella molecola, Il solido appare tuttavia essere paramagnetico, con un momento magnetico pari a 1,6 μB.[3]

I cristalli sono monoclini, gruppo spaziale C2/m, con costanti di reticolo a = 1731 pm, b = 1781 pm, c = 607,9 pm, β = 95,7°. La cella elementare contiene 6 molecole Mo2Cl10 .[14]

Nel vapore sono invece stati osservati monomeri MoCl5, presenti principalmente nelle due diverse disposizioni geometriche, piramide a base quadrata e bipiramide trigonale, con rispettive simmetrie C4v e D3h.[15] Le specie monomere (il numero di elettroni è dispari) hanno un elettrone spaiato e sono quindi necessariamente paramagnetiche.

Il composto si ottiene per reazione diretta in condizioni controllate, curando di rimuovere tracce di ossigeno e di ossidi superficiali dal molibdeno metallico.[9][16]

MoCl5 è un composto molto reattivo, che si idrolizza rapidamente in presenza di umidità rilasciando acido cloridrico e ossicloruri di molibdeno(V) come MoOCl3. La reazione in acqua è violenta. Si scioglie invece senza decomporsi in solventi come etere dietilico, tetracloruro di carbonio e disolfuro di carbonio.[16]

Con acetonitrile MoCl5 esercita la sua azione ossidante riducendosi a [MoCl4(CH3CN)2], un complesso rappresentativo di Mo(IV) molto utile per la sintesi di altri complessi di molibdeno(IV), dato che tale esso è labile e rilascia facilmente il legante acetonitrile.[17]

Analogamente, MoCl5 è in grado di ossidare il bromuro di idrogeno: dalla reazione si può ottenere il bromuro di molibdeno(IV):[18]

MoCl5 ossida l'anione solfuro dei solfuri alcalini dando il semiconduttore disolfuro di molibdeno,[19] del quale questa reazione molto rapida rappresenta una sintesi alternativa:[20]

MoCl5 è un buon acido di Lewis; con anioni cloruro si forma il complesso ottaedrico [MoCl6].[2][12]

Tossicità / Indicazioni di sicurezza

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Il composto va maneggiato con tecniche particolari in atmosfera inerte, dato che reagisce con umidità e acqua rilasciando HCl e prodotti secondari, e risulta quindi fortemente corrosivo.

  1. 1 2 3 4 5 6 7 GESTIS
  2. 1 2 3 Holleman e Wiberg 2007
  3. 1 2 3 Egon Wiberg, Nils Wiberg e A. F. Holleman, Anorganische Chemie, 103ª ed., De Gruyter, 2017, p. 1872, ISBN 978-3-11-026932-1.
  4. Erwin Riedel e Christoph Janiak, Anorganische chemie, collana De Gruyter Studium, 10ª ed., De Gruyter, 2022, p. 855, ISBN 978-3-11-069604-2.
  5. 1 2 Giulio Bresciani, Fabio Marchetti e Guido Pampaloni, The reactivity of halides of high valent groups 5 and 6 metals with oxygen and nitrogen organic donors and the parallelism with related chemistry of main groups, in Coordination Chemistry Reviews, vol. 496, 1º dicembre 2023, pp. 215399, DOI:10.1016/j.ccr.2023.215399. URL consultato il 26 novembre 2025.
  6. 1 2 Greenwood e Earnshaw 1997
  7. 1 2 Sebenik et al. 2002
  8. molybdenum(V) chloride, su chemister.ru. URL consultato il 26 novembre 2025.
  9. 1 2 Liechti e Kempe 1873
  10. M. W. Chase, NIST-JANAF Themochemical Tables, Fourth Edition, 1998, pp. 1–1951. URL consultato il 26 novembre 2025.
  11. Egon Wiberg, Nils Wiberg e A. F. Holleman, Anorganische Chemie, 103ª ed., De Gruyter, 2017, pp. 1869-1870, ISBN 978-3-11-026932-1.
  12. 1 2 Housecroft e Sharpe 2008
  13. (EN) J. Beck e F. Wolf, Three New Polymorphic Forms of Molybdenum Pentachloride, in Acta Crystallographica Section B: Structural Science, vol. 53, n. 6, 1º dicembre 1997, pp. 895–903, DOI:10.1107/S0108768197008331. URL consultato il 23 novembre 2025.
  14. Sands e Zalkin 1959
  15. Brunvoll et al. 1984
  16. 1 2 Brauer 1965
  17. Dilworth e Richards 1990
  18. Calderazzo et al. 1993
  19. (EN) Katsuyoshi Kobayashi e Jun Yamauchi, Electronic structure and scanning-tunneling-microscopy image of molybdenum dichalcogenide surfaces, in Physical Review B, vol. 51, n. 23, 15 giugno 1995, pp. 17085–17095, DOI:10.1103/PhysRevB.51.17085. URL consultato il 26 novembre 2025.
  20. N. N. Greenwood e A. Earnshaw, Chemistry of the Elements, 2ª ed., Butterworth-Heinemann, 1997, p. 1018, ISBN 0-7506-3365-4.

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