Clinamen

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Nella fisica epicurea, il clinamen è la deviazione spontanea degli atomi nel corso della loro caduta nel vuoto in linea retta, deviazione casuale, sia nel tempo sia nello spazio, che permette agli atomi di incontrarsi. Il concetto fu introdotto da Epicuro con il termine greco parenclisi (parénklisis, παρέγκλισις), successivamente tradotto da Lucrezio con il termine latino clinamen.

Nell'opera Sulla natura (II, 216-219) Lucrezio, commentando la filosofia di Epicuro, afferma: «A questo proposito voglio che tu sappia anche che, quando i corpi cadono diritti attraverso il vuoto per il loro peso, in qualche tempo e luogo non definiti deviano per un poco, tanto che appena può dirsi modificato il loro percorso[1]». Per evitare il problema della pura casualità come causa del mondo poco dopo (II, 289-294) Lucrezio afferma: «Che la mente in tutto ciò che compie non abbia una necessità interna, che non sia sconfitta e costretta a sopportare, ciò nasce proprio dalla piccola inclinazione [clinamen appunto n.d.a.] degli elementi che avviene in un momento e un punto indeterminati[1]»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b A. Perutelli, G. Paduano, E. Rossi, Storia e testi della letteratura latina, Bologna, Zanichelli, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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