Clelia Marchi

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Lenzuolo con autobiografia 'Gnanca na busia', 1985

Clelia Marchi (Poggio Rusco, 19 aprile 1912Poggio Rusco, 6 marzo 2006) è stata una scrittrice italiana.

È stata una contadina divenuta celebre negli anni ottanta per la sua autobiografia scritta su un lenzuolo[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La Stanza di Clelia Marchi e del Lenzuolo presso il Piccolo museo del diario, a Pieve Santo Stefano (Arezzo)

«Le lenzuola non le posso più consumare col marito e allora ho pensato di adoperarle per scrivere»

(Clelia Marchi[2])

Clelia Marchi visse una vita di sacrifici nei campi, con il marito Anteo e otto figli da crescere, quattro dei quali deceduti in tenera età[3].

Il 12 marzo 1972 perse suo marito, Anteo Benatti[4], in un incidente stradale[5] e iniziò a scrivere un commosso e intimo diario su un lenzuolo matrimoniale del corredo, come atto d'amore verso il compagno di una vita[6]. "Non potevo più consumare le lenzuola con il marito, e allora ho pensato di adoperarle per scrivere" ripeteva. Nelle 185 righe del lenzuolo, in un italiano ricco di espressioni dialettali e di errori, Clelia raccontò la sua vita, la fatica, l'amore e il dolore.

Nel 1985, Clelia presentò il suo lenzuolo al sindaco di Poggio Rusco, che ne rimase impressionato e decise di coinvolgere l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano[2], dove nel gennaio 1986 la singolare autobiografia venne depositata[7]. Per questo lavoro le venne attribuito il premio speciale dell'Archivio.

La svolta arrivò nel novembre 1989 quando Luca Formenton, nipote di Arnoldo Mondadori, durante una visita a Poggio Rusco, paese natale del nonno, venne a conoscenza dello scritto di Clelia sul lenzuolo. Volle conoscere a tutti i costi l'autrice e subito comprese di trovarsi di fronte a un'impresa letteraria fuori dal comune.

Nel 1992, grazie alla Fondazione Mondadori, il lenzuolo diventò un libro con il titolo «Gnanca na busìa» (Neanche una bugia), per sottolineare il contenuto di una vita, dura ma ricca d'amore verso il marito e i figli, raccontata con sincerità[8]. Il libro ebbe uno straordinario successo e fu ristampato numerose volte. Clelia Marchi morì all'età di 93 anni, il 6 marzo 2006, nella casa di Poggio Rusco in cui aveva sempre vissuto.

Oggi a Clelia Marchi e al suo Lenzuolo è dedicata una stanza nel Piccolo museo del diario di Pieve Santo Stefano (Arezzo)[9].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paola D'Agostino, Scrivere come un ricamo. Il lenzuolo-diario di Clelia Marchi, su leparoleelecose.it, 16 ottobre 2014.
  2. ^ a b Il lenzuolo di Clelia Marchi, su Archivio Diaristico Nazionale.
  3. ^ Paolo Di Stefano, Ricordi scritti sopra un lenzuolo, in Corriere della Sera, 12 dicembre 2014.
  4. ^ È morta Clelia Marchi, la «scrittrice del lenzuolo», in Il Giornale, 8 marzo 2006.
  5. ^ Michele Lauro, Clelia Marchi, Il tuo nome sulla neve - Gnanca na busia, in Panorama, 11 febbraio 2013.
  6. ^ Il tuo nome sulla neve, su Il Saggiatore. URL consultato il 12 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2016).
  7. ^ Il lenzuolo di Clelia Marchi, su Libri de-scritti, 4 febbraio 2016. URL consultato il 12 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2016).
  8. ^ Clelia Marchi - Gnanca na busia, su Fondazione Mondadori. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  9. ^ Piccolo museo del diario, in Area, 13 settembre 2016.
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