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Claudio Volonté

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Claudio Volonté, a destra, con Fernando Sancho in una scena di 10.000 dollari per un massacro, 1967

Claudio Volonté, noto anche con lo pseudonimo di Claudio Camaso (Torino, 3 febbraio 1939Roma, 16 settembre 1977), è stato un attore e attivista italiano.

Era il fratello minore dell'attore Gian Maria Volonté.

Figlio dell'agente di commercio e militare fascista volontario Mario Volonté (già marciatore su Roma), di Saronno, e di Carolina Bianchi, detta Lina, di Milano, era il fratello minore dell'attore Gian Maria Volonté e nacque e crebbe a Torino. Con il padre incarcerato per crimini di guerra fino al 1954, crebbe da militante fanatico di estrema destra. Affiliato al Movimento Sociale Italiano fin dall'adolescenza, girava armato di coltello. Nel 1956, dopo che alcuni suoi camerati erano stati arrestati per la preparazione di un attentato contro il monumento ai caduti partigiani dell'eccidio del Colle del Lys, assieme a un camerata lanciò per rappresaglia una bottiglia Molotov contro l'ingresso di una sezione del Partito Comunista Italiano. Al processo affermò di essere andato a prostitute, venne per questo accusato anche di atti osceni, ma in virtù della minore età ebbe il perdono giudiziale.

Nonostante il conflitto per la divergenza sulle idee politiche familiari (Claudio lo chiamava "traditore") fu proprio il fratello Gian Maria, che nel 1958 lo aveva portato con se a Trieste, città nella quale stava svolgendo la propria carriera di attore teatrale, a farlo appassionare alla recitazione. Nel 1959 Gian Maria, avendo iniziato a Roma la carriera televisiva e cinematografica, lo portò con sé anche nella capitale. Qui Giulio Caradonna, segretario nazionale del Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori, lo inserì nella direzione del Raggruppamento Sociale Repubblicano. Claudio ne divenne vice segretario assieme ad Antonio Masia. Era addetto ai rapporti con gli attivisti romani, soprattutto quelli di Avanguardia Nazionale, organizzazione alla quale si avvicinò stringendo amicizia con il leader Stefano Delle Chiaie. Nel frattempo si iscrisse all'Accademia nazionale d'arte drammatica, e il fratello Gian Maria, ex allievo, stese una lettera di raccomandazione recapitata in Accademia alla vigilia dell'esame di ammissione, a fine settembre. Nello stesso 1959 venne denunciato per un attentato dinamitardo a una sede romana del Partito Comunista Italiano.

Negli ani sessanta entrò a far parte del circolo culturale Letture Nuove, fondato dal fratello, ed iniziò una propria carriera televisiva. Nel 1965 venne nuovamente accusato di terrorismo, in relazione a un ordigno esploso in Vaticano mercoledì 17 febbraio a Porta Sant'Anna, distruggendo il cancello della Gendarmeria pontificia e mandando in frantumi diversi vetri degli edifici circostanti. Anche Papa Paolo VI era stato svegliato di soprassalto dal botto. Prelevato in seguito a una denuncia e interrogato a lungo presso l'Ispettorato di pubblica sicurezza "Vaticano", affermò di aver passato la notte, dopo aver cenato in un ristorante di via Francesco Crispi, con la fidanzata attrice e modella Dominique Boschero, in un appartamento di via dei Lancellotti, nel non lontano rione Ponte, da dove entrambi avrebbero udito l'esplosione. La fidanzata confermò la versione, e il fratello Gian Maria garantì che le sue idee politiche erano mutate. L'accusa si basava sul fatto che tre sere prima la Polizia di Stato aveva fatto irruzione in massa in uno scantinato di via Belsiana sede del circolo Letture Nuove, dove il fratello e i membri della propria compagnia Teatro Scelta stavano recitando clandestinamente la pièce Il Vicario, del tedesco Rolf Hochhuth nella versione italiana di Carlo Cecchi, incentrata sui rapporti tra Papa Pio XII e il Nazionalsocialismo, proibita in quanto ritenuta contraria alle norme del Concordato. Venne rilasciato dopo venti ore di interrogatorio.

Iniziata la carriera cinematografica, Claudio si distinse soprattutto nel western all'italiana. Lavorò inoltre con i registi Antonio Margheriti e Mario Bava, abbandonando con gli anni settanta il suo pseudonimo. Al cinema lavorò con Lina Wertmüller in Tutto a posto e niente in ordine e, nel giugno 1974, con l'Istituto nazionale del dramma antico, fu Taltibio ne Le troiane, di Euripide, in scena al Teatro greco di Siracusa per la regia di Giuseppe Di Martino. Nel 1976 doppiò Gérard Depardieu in Novecento, di Bernardo Bertolucci. Lui e la moglie Verena si separarono nell'aprile 1977.[1][2][3]

Martedì 26 luglio, andando da lei a ritirare la figlia, fece all'ormai ex moglie la proposta di ritornare insieme, ma tanto insistentemente da originare un alterco. Dopo aver passato il pomeriggio con la figlia, avendole anche comprato un passeggino per una bambola, la sera alla chiusura della boutique di Verena Baer senza più la bambina iniziò a litigare vistosamente a Campo de' Fiori con lei, sempre cercando invano di convincerla a ritornare con lui, spostandosi poi nell'adiacente via dei Baullari. Era in stato di ebbrezza, tirava calci e pugni ed era armato di uno stiletto indiano, che agitava sulla donna avendola ferita lievemente alla schiena, al petto e a un braccio. Quando il ventisettenne elettricista di scena Vincenzo Mazza (calabrese di Lamezia Terme, conosciuto per aver partecipato al film Anna, di Alberto Grifi e Massimo Sarchielli, nel quale interpretava sé stesso), che conosceva entrambi, lì per caso in attesa della propria fidanzata insieme agli amici Marco Roselli e Antonio Berrettini (i quali si trattennero conoscendo la natura impetuosa del Volonté), intervenne assieme a due passanti afferrandogli un braccio per sedare la lite, venne ucciso con una stilettata al torace, vibrata dal Volonté girandosi di scatto. Mazza, con un polmone forato e perdendo molto sangue, mentre Volonté e la donna si dileguavano fece in tempo a tornare dagli amici premendosi la ferita, per poi perdere i sensi, Sopraggiunse anche la fidanzata Cristina De Gregorio, tenuta lontana dalla scena. Mazza venne portato all'Ospedale Santo Spirito in Saxia e operato d'urgenza, ma spirò attorno all'1.20[4][1][5][6][7].

Con su di lui un mandato di cattura per omicidio volontario, secondo una successiva inchiesta Volonté venne inizialmente protetto dall'attrice Carla Gravina, ex compagna del fratello, per poi darsi alla fuga. Dopo dieci giorni di latitanza passati anche dormendo all'aperto fuori Roma, l'attore accompagnato dai legali Nicola Lombardi, Carlo Patrizi e Paolo Falcone, si consegnò alla giustizia il mattino di venerdì 5 agosto attorno alle 9.15 alla Procura della Repubblica, dimostrando dolore, chiedendo comprensione e affermando anche con una lettera scritta che il tragico episodio era stato causato involontariamente. Dopo un interrogatorio di poco oltre tre ore, gli fu notificata l'accusa di omicidio volontario e venne trasferito in questura per le foto segnaletiche. Durante la successiva uscita per il trasferimento in carcere venne fotografato in manette per i quotidiani. Carla Gravina venne invece indagata per favoreggiamento personale.

Nel carcere di Regina Coeli Volonté si mostrò provato e depresso a causa dei sensi di colpa e del terrore di essere processato come omicida. Rifiutava persino l'ora d'aria e per questo i suoi avvocati chiesero dei compagni di cella che potessero comprendere la sua situazione, ottenendo dalla direzione la compagnia di tre detenuti già di sua conoscenza, e dei colloqui con una assistente sociale volontaria. Un giorno l'attore scrisse su un quaderno: "L'angoscia fa regredire la speranza. La punizione del carcere. Della paura. Dei rimpianti. Il ricordo di ciò che si è perduto ... Tutto ciò può essere vissuto anche in una chiave armonica. È necessario trovare la strada di una realtà alternativa. Spaziare con l'anima anche se il corpo è imprigionato."

Venerdì 16 dicembre tentò di ottenere un incontro con i suoi avvocati, che venne respinto. La sera poco dopo le 20, mentre i compagni di cella stavano cucinando si recò in bagno con uno strofinaccio da cucina, lo tagliò in varie strisce che intrecciò per comporre una fune, salì sul water e si impiccò alle sbarre di una finestrella, piegando le ginocchia e lasciandosi strozzare. Si suicidò così, a 38 anni. Non vedendolo tornare, un compagno di cella bussò alla porta, poi la aprì, trovandolo. Un infermiere gli praticò il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, ma inutilmente. Nell'apprendere la notizia, la madre venne colta da un collasso cardiaco. Subito partì una breve inchiesta del sostituto procuratore Mario Amato e lunedì 19 venne eseguita l'autopsia.[8][1][3][5][9]

Dalla relazione con Verena Baer, proprietaria di una boutique in Campo de' Fiori e in seguito attrice, ebbe la figlia Saba Maria Viva Volonté, nata a Rio de Janeiro il 6 settembre 1971. I due si sposarono nel 1972, e si stabilirono a Capena, dove lui aveva acquistato e fatto ristrutturare una casa a tre piani. Lui e la moglie Verena si separarono nell'aprile 1977.[1][2][3]

Teatro (parziale)

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Doppiatori italiani

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Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Claudio Volonté è stato doppiato da:

  1. 1 2 3 4 3 febbraio 1939, nasce Claudio Volontè, attore e attivista giovanile neofascista, su FascinAzione.info. URL consultato l'11 dicembre 2025.
  2. 1 2 Luca Benigni, L'11 settembre del '73, quando Claudio sfondò il tamburo bianco e rosso, su Il Nuovo Magazine, 11 settembre 2019. URL consultato il 18 dicembre 2025.
  3. 1 2 3 Redazione Spazio70, La tormentata esistenza di Claudio Volonté, su Spazio70. URL consultato l'11 dicembre 2025.
  4. Ricercato per l'assassinio il fratello di Gian Maria Volonté - Accoltellato a morte mentre prova a difendere una ragazza (PDF), su archivio.unita.news.
  5. 1 2 La Stampa - Consultazione Archivio, su www.archiviolastampa.it. URL consultato l'11 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2025).
  6. Lotta continua, 29 luglio 1977.
    «Vincenzo Mazza era uno dei tanti testimoni di una violenta lite tra un uomo e una donna, martedì sera a Campo de' Fiori. Gli altri sono rimasti a guardare, lui invece è intervenuto ed è finito ricoverato in ospedale con il torace spaccato da una coltellata. Oggi sappiamo che Vincenzo è morto e che il suo assassino è Claudio Volonté, attore, fratello del più noto Gian Maria, e con questo il nome di Vincenzo Mazza, 27 anni, elettricista, è stato sepolto da quello di chi lo ha ucciso. I giornali fanno ampi servizi sul curriculum cinematografico dell'assassino, e del morto non se ne parla più.»
  7. Si consegna in tribunale l'attore Claudio Volonté (PDF), su archivio.unita.news.
  8. La tragica morte di Claudio Volonté dentro una cella di Regina Coeli - Gli avvocati dell'attore suicida: non ha retto al peso del delitto (PDF), su archivio.unita.news.
  9. Volonté si è costituito, su archivio.corriere.it.
  10. Lily Tirinnanzi, su Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 9 luglio 2022.
  11. Reazione a catena, su Vix Vocal, Vix Vocal s.r.l.. URL consultato il 14 luglio 2022.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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