Claudio Bertieri

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Claudio Bertieri (Genova, 20 settembre 1925) è un critico cinematografico, pubblicitario e critico di fumetti italiano, che ha particolarmente esplorato i rapporti fra cinema, immagini disegnate e sport.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Bertieri è nato in una famiglia borghese: il nonno, socialista, era comandante di marina; il padre era un dirigente d'azienda[1], che nel tempo libero era un appassionato sportivo e dirigente di associazioni sportive come la Cristoforo Colombo e il Genoa[2]. Di qui l'interesse di Bertieri per lo sport.

Bertieri ha frequentato il liceo classico durante la seconda Guerra mondiale, cambiando tre diversi istituti a causa dello sfollamento e dei bombardamenti. Dopo la maturità, secondo i desideri del padre, ha iniziato gli studi di ingegneria, ma li ha presto abbandonati[1] per dedicarsi ciò che più gli interessava. Aveva infatti iniziato a frequentare i Cine Club e Cineforum liguri, di cui era anzi uno degli animatori, insieme a Claudio G. Fava[3].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Bertieri ha esordito come critico cinematografico nel 1947, inizialmente sulla Gazzetta del Lunedì, poi su Il Piccolo di Genova, su Il Lavoro, sul Corriere Mercantile[4]. In tale veste ha avuto occasione di conoscere alcuni "miti" del cinema italiano di allora, come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e Sophia Loren[1].

Ha esplorato vari ambiti cinematografici, alcuni dei quali trascurati dalla critica[5]. Si è innanzitutto occupato di cinema d'animazione, interessandosi in particolare alle scuole che fiorivano nell'Europa dell'Est negli anni Sessanta e Settanta. Analogamente si è occupato dei film dedicati a personaggi dei fumetti, su cui ha scritto l'esaustiva opera ComicShow[6].

Si è interessato di cinema sportivo. Sin dal 1958 si è occupato del cinema di montagna collaborand al Trento Film Festival. Dal 1986 al 1998 è stato direttore culturale dello Sport film festival di Palermo. Sul rapporto fra cinema e sport Bertieri ha scritto alcuni libri, fra cui il monumentale Filmario dello sport in quattro volumi[7].

Nel campo dei documentari e dei cortometraggi è stato collaboratore fisso di Cinema e di Bianco e nero[8]. Inoltre, dal 1992 al 2001 è stato condirettore di Filmvideo - Mostra Internazionale del Cortometraggio di Montecatini Terme[4].

Fumetto[modifica | modifica wikitesto]

Bertieri è stato uno dei primi critici italiani ad occuparsi di fumetto, quando questa forma espressiva iniziava ad essere considerata arte, all'inizio degli anni Sessanta, ed ha partecipato ad alcuni momenti importanti del nostro fumetto[6].

Nel 1965 ha fondato insieme a Romano Calisi il Salone Internazionale dei Comics di Bordighera, che l'anno successivo fu spostato a Lucca[9]. Fino agli anni Novanta Bertieri ha continuato a essere uno dei responsabili della manifestazione, sia come membro di giuria che come organizzatore di mostre tematiche, in particolare sui rapporti fra fumetto e cinema e fra fumetto e sport[10]. È stato anche più volte membro di giuria al Salone di Angoulême[10].

Bertieri ha inoltre collaborato con molte riviste di fumetti, come Linus, Eureka, Comic Art e Totem[4]. Di una, però, è stato direttore dal primo all'ultimo numero: Sgt. Kirk, edita da Fiorenzo Ivaldi[10]. Da questa rivista Bertieri ha permesso l'affermazione nel fumetto d'autore dei veneziani Dino Battaglia e Hugo Pratt: del secondo, in particolare, ha pubblicato la prima avventura di Corto Maltese, Una ballata del mare salato[6].

Sempre per Ivaldi Bertieri è stato il curatore di AZ Comics, la prima enciclopedia italiana dei fumetti, uscita nel 1969[11]. Fra i redattori dell'opera c'erano quasi tutti gli esperti italiani di fumetto dell'epoca, da Gianni Brunoro a Carlo della Corte, da Franco Fossati a Ernesto G. Laura, da Hugo Pratt a Rinaldo Traini, mentre la prefazione era affidata a Cesare Zavattini[12].

Comunicazione d'impresa[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine degli anni Cinquanta Bertieri ha lavorato molto nel campo della comunicazione d'impresa, contribuendo a creare l'immagine dell'industria italiana negli anni del miracolo economico. Inizialmente ha collaborato con le Acciaierie di Cornigliano, per le quali ha organizzato gli spettacoli di cinema e teatro per dipendenti e dirigenti. Pochi anni dopo si è trasferito a Milano per svolgere un'attività simile all'Edison-Volta. Successivamente è tornato a Genova per collaborare con l'Italsider come curatore delle iniziative culturali e promozionali[4]. Dal 1967 al 1985 ha lavorato nella RPR di Mario Lucio Savarese, sempre nel campo della comunicazione d'impresa[1].

Nell'ambito di queste collaborazioni Bertieri ha partecipato alla realizzazione di documentari con autorevoli registi: con Rossellini per L'età del ferro[13], con Ermanno Olmi e Tullio Kezich per l'Edison-Volta, con i fratelli Taviani per l'Italsider[14], con Aglauco Casadio per il documentario sulla mostra Sculture nella città, organizzata anch'essa dall'Italsider.

Per la FIAT ha invece realizzato tre volumi in cui ha raccolto fumetti, illustrazioni e vignette dedicate all'automobile, volumi che s'intitolano Comicar, Graphicar e Homourcar[6].

Illustrazione[modifica | modifica wikitesto]

All'Italsider Bertieri aveva stretto amicizia con Emanuele Luzzati, che era un altro degli artisti che ruotavano intorno all'azienda siderurgica. Avendone apprezzato il talento poliedrico, Bertieri è stato fra i primi a recensire i cartoni animati dell'artista genovese[15].

Attraverso mostre e pubblicazioni Bertieri ha valorizzato i grandi "figurinai" liguri, dallo stesso Lele Luzzati a Flavio Costantini, da Antonio Rubino ad Alarico Gattia, da Luciano Bottaro a Enzo Marciante, a Giovan Battista Carpi.

Attività istituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni Novanta Claudio Bertieri è stato consulente del'Assessorato alla Cultura del Comune di Genova. In questo periodo ha fondato e presieduto il "Museo ligure dello sport"[14][4].

Dal 1991 è membro del consiglio d'amministrazione della "Fondazione Mario Novaro", che studia la cultura ligure del Novecento[4].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Per un elenco completo dei libri pubblicati da Bertieri si rinvia alle opere indicate in bibliografia. Qui di seguito elenchiamo alcuni fra i più significativi:

  • Venezia 1932-1939. Filmografia critica (con Giulio Cesare Castello), Roma, Bianco e nero, 1959
  • AZ Comics, Roma, Archivio internazionale della stampa a fumetti, 1969
  • Cinema d'animazione bulgaro, Milano, ISCA, 1972
  • Cinema d'animazione ungherese, Milano, ISCA, 1973
  • Comicar. L'auto nei fumetti, Torino, FIAT, 1975
  • Graphicar. L'auto nella grafica, Torino, FIAT, 1976
  • Humourcar. L'auto nell'umorismo, Torino, FIAT, 1977
  • I film di carta, Firenze, Vallecchi, 1979
  • Assi &Divi, Divi & Assi. Sport, cinema e società, Palermo, Rassegna di cinematografia sportiva, 1982
  • Gli atleti di carta, Palermo, Rassegna di cinematografia sportiva, 1983
  • Le rotte dell'immaginario, Genova, Esagraph, 1985
  • Olimpia, Olimpia (con Ugo Casiraghi), Palermo, Rassegna di cinematografia sportiva, 1987
  • Le fiabe a quadretti:1908-1945, Roma, Comic Art, 1989
  • Filmario dello sport (con Ugo Casiraghi), Palermo, International SportFilmFestival, 1988-91
  • Antonio Rubino l'amico delle nuvole, Sanremo, 1995
  • Il cinema di carta, Genova, 1996
  • ComicShow, Genova, Fondazione Novaro-Le Mani, 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d L'uomo delle immagini, intervista di Eliana Quattrini a Claudio Bertieri in Francesco De Nicola (a cura di), La seduzione dell'immagine. Claudio Bertieri spettatore di professione, Sestri Levante, Gammarò, 2016
  2. ^ Franco Maria Conti, Atleti di carta e di celluloide in Maria Novaro (a cura di), Claudio a Quadretti, Genova, Erredi, 1995
  3. ^ Claudio G. Fava, il tempo dei cineforum in Maria Novaro (a cura di), Claudio a Quadretti, Genova, Erredi, 1995
  4. ^ a b c d e f Claudio Bertieri sul sito Fondazione Franco Fossati
  5. ^ Claudio Bertieri sul sito Patrimonio Orale
  6. ^ a b c d Gianni Brunoro, Il senso di C.B. per i comics. Il senso dei comics per C.B. in Francesco De Nicola (a cura di), La seduzione dell'immagine. Claudio Bertieri spettatore di professione, Sestri Levante, Gammarò, 2016
  7. ^ Franco Maria Conti, Atleti di carta e di celluloide in Maria Novaro (a cura di), Claudio a Quadretti, Genova, Erredi, 1995
  8. ^ Ernesto G. Laura, Lo sguardo intelligente in Maria Novaro (a cura di), Claudio a Quadretti, Genova, Erredi, 1995
  9. ^ Romano Calisi sul sito della Fondazione Franco Fossati
  10. ^ a b c Claudio Bertieri sul sito Guida Fumetto Italiano
  11. ^ Massimo Maisetti, Bert...ieri oggi domani in Maria Novaro (a cura di), Claudio a Quadretti, Genova, Erredi, 1995
  12. ^ AZ Comics sul sito Fondazione Franco Fossati
  13. ^ Aldo Viganò, Claudio Bertieri e il cinema in Francesco De Nicola (a cura di), La seduzione dell'immagine. Claudio Bertieri spettatore di professione, Sestri Levante, Gammarò, 2016
  14. ^ a b sito FilmDoc
  15. ^ Intervista a Emanuele Luzzati in Maria Novaro (a cura di), Claudio a Quadretti, Genova, Erredi, 1995

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Novaro (a cura di), Claudio a Quadretti, Genova, Erredi, 1995 (edizione fuori commercio)
  • Francesco De Nicola (a cura di), La seduzione dell'immagine. Claudio Bertieri spettatore di professione, Sestri Levante, Gammarò, 2016

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]