Classe di consumo energetico

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Etichetta riportante la classe di consumo energetico di un elettrodomestico

Le classi di consumo energetico, dette più propriamente classi di efficienza energetica europee, sono le suddivisioni dei valori di efficienza — principalmente per gli elettrodomestici ad uso casalingo ma non solo — in fasce tra loro contigue. Le tipologie di apparecchi per i quali è definita una normativa europea che prescrive l'assegnazione di classe energetica sono: frigoriferi congelatori e loro combinazioni, lampadine, lavatrici, forni elettrici e a gas, lavastoviglie, asciugatrici, lava-asciuga, scaldaacqua (boiler) elettrici e a gas, televisori, condizionatori e climatizzatori, aspirapolvere, cappe aspiranti. Ciascuno di questi dispositivi deve possedere una propria etichetta energetica con i dati identificativi quali produttore e modello, la classe energetica, il consumo elettrico annuo in chilowattora basato su un profilo d'uso standard in termini di ore d'uso o numero di utilizzi, e altri dati ancora.

Classe energetica e consumo elettrico non vanno necessariamente di pari passo: la classe indica l'efficienza prescindendo dalla dimensione. Utilizzare un elettrodomestico grande — come può avvenire per televisori e lavatrici — comporta consumi elevati anche qualora esso sia ad alta efficienza.

Altri prodotti — stufette elettriche, asciugacapelli, piani di cottura elettrici, scope a vapore, forni a microonde, bistecchiere e barbecue elettrici, deumidificatori, bollitori, tostapane,... — mancano di normativa e perciò di classe energetica, o perché l'incidenza dei loro consumi su quelli complessivi di un'abitazione è trascurabile (e tale da non giustificare la creazione di una classificazione), o perché si riscontrano differenze di consumo modeste tra i diversi modelli in commercio e non avrebbe senso categorizzarli.

L'etichetta energetica[modifica | modifica wikitesto]

Sull'etichetta energetica europea l'insieme delle classi energetiche possibili appare come una scala composta in genere da sette segmenti colorati: dal verde (miglior efficienza in assoluto), al giallo, al rosso (minor efficienza). La classe di un determinato elettrodomestico è indicata su questa scala con una lettera che può andare da A+++ (miglior efficienza) a G (minor efficienza). Per mantenere un buon impatto visivo dell'etichetta alcune classi, o in alto o in basso, non compaiono. Così l'etichetta per le lampadine ha una scala da A++ a E (perché per esse non esiste ancora la classe A+++), gran parte degli altri apparecchi usano una scala da A+++ a D. I televisori possono mostrare indifferentemente la "versione 2017" dell'etichetta con scala da A++ a E o la "versione 2020" con scala da A+++ a D. Gli aspirapovere mostrano più spesso la scala da A a G ma non obbligatoriamente. Le lava-asciuga hanno scala da A a G, perché la normativa e il formato dell'etichetta sono ancora quelle del 1996.

Il progresso tecnologico, che porta ad apparecchi sempre più efficienti, fa sì che le classi energetiche subìscano periodiche revisioni per stare al passo con l'evoluzione del mercato. Le etichette anteriori al 2010 prevedevano in origine tutte una scala dalla A alla G, ma sono state progressivamente estese con nuove classi A+, A++ e A+++ eliminando di pari passo quelle meno efficienti.

La classe viene assegnata in base a test controllati e riproducibili che valutano l'efficienza. Il consumo annuale in kWh dipende invece sia dall'efficienza che dalla dimensione dell'apparecchio. Si avrà ad esempio, etichette alla mano, che un televisore 65" classe A+ consuma più di un 30" classe C, una lavatrice da 11 kg classe A+++ consuma più di una 6 kg classe A+ (circa 245 kWh/anno contro 190 kWh/anno), e così via.

Fabbricanti, negozianti e siti di vendita online hanno l'obbligo di mostrare, per gli apparecchi per i quali è prevista, l'etichetta energetica o perlomeno i dati che essa contiene[1].

Quadro normativo attuale e pregresso[modifica | modifica wikitesto]

La Direttiva 92/75/CEE del 22 settembre 1992[2] stabilisce alcuni punti essenziali:

  • delimita la rosa di apparecchi da assoggettare a etichettatura a sette tipologie iniziali (Articolo 1): frigoriferi / congelatori / loro combinazioni, lavatrici / asciugatrici / lavasciuga, lavastoviglie, forni, scaldaacqua e boiler ad accumulo, lampadine, condizionatori.
  • definisce due diverse componenti che caratterizzano gli apparecchi (Articolo 2): etichetta energetica e scheda informativa, quest'ultima citata nell'uso corrente anche come scheda prodotto, technical sheet, product sheet, product fiche, fiche technique,... I fabbricanti sono tenuti a rendere pubblicamente disponibili queste schede informative (Articolo 3, par. 2) che possono contenere informazioni aggiuntive rispetto alla sola etichetta: ad esempio per le lavatrici odierne riportano i valori di consumo dei tre cicli di lavaggio (a 60° C pieno carico, 60° C mezzo carico e 40° C mezzo carico) che concorrono alla determinazione dell'indice di efficienza energetica e quindi della classe energetica.
  • L'‍etichetta energetica contiene i dati di sintesi sui consumi, ma dalla Direttiva non risulta debbano essere rappresentati da una classe energetica, termine che non viene mai menzionato. L'‍etichetta contiene inoltre — qualora prescritto — il dato di rumore generato durante il funzionamento (Articolo 6).
  • pone l'accento sul consumo di energia degli apparecchi domestici piuttosto che sulla loro efficienza energetica. Questo termine e concetto non viene mai indicato né tantomeno sviluppato nella Direttiva.
  • demanda ad ulteriori atti specifici la definizione dei dettagli tecnici riguardanti l'etichettatura delle diverse famiglie di apparecchi
  • pone obbligo ai produttori, distributori e rivenditori di accompagnare gli apparecchi con la loro etichetta energetica in tutte le fasi di pubblicizzazione, esposizione e vendita nei negozi, per corrispondenza, su Internet (Articoli 4 e 5).

La Direttiva 2010/30/UE del 19 maggio 2010[3] conferma, rinforza ed estende quanto indicato nella precedente direttiva, con alcune aggiunte e variazioni:

  • possibilità di dotare di etichetta energetica oltre che gli apparecchi domestici — già individuati dalla 92/75/CEE — anche altri prodotti (non necessariamente elettrodomestici) con impatto significativo sui consumi energetici (non necessariamente quelli elettrici)
  • pone l'accento sull'efficienza energetica degli apparecchi piuttosto che sul loro consumo di energia. La finalità prima dell'etichettatura è di incentivare gli utilizzatori ad acquistare prodotti più efficienti (Considerazione 14) mentre è assunto come possibile, se del caso, evidenziare sull’etichetta anche l’elevato consumo totale (Considerazione 15)
  • introduce al suo interno e assegna un importante ruolo alle classi di efficienza energetica, peraltro alla data di pubblicazione della Direttiva già ampiamente in uso nelle etichette energetiche, definendo la scala base di classi energetiche contrassegnandole con lettere da A a G, e ampliabile con le classi A+, A++ e A+++
  • ribadisce gli obblighi di informazione, in particolare l'accesso ai dati in etichetta e nella scheda informativa, in tutti i casi di vendita a distanza come vendita per corrispondenza, televendita e Internet
  • impone di utilizzare le classi di efficienza energetica (e non indicatori di efficienza alternativi) come criterio di scelta di prodotti efficienti negli appalti pubblici e nell'erogazione di incentivi da parte degli Stati membri (Considerazione 16) limitandosi a quelli appartenenti alla migliore classe di efficienza energetica (Articolo 9).

In sostanza la 2010/30/UE riassume a parole il fatto che la classe energetica riflette in maniera sintetica l'‍efficienza di un apparecchio e non il suo consumo, posizione che è deducibile (sebbene in maniera tecnica e poco accessibile) dalle varie Direttive e Regolamenti che definiscono i criteri specifici dell'etichetta per le varie tipologie di apparecchi.

La Direttiva 2012/27/UE del 25 ottobre 2012[4], recepita con il Decreto legislativo n. 102 del 04 luglio 2014 (G.U. 18 luglio 2014), impone inoltre che amministrazioni ed enti pubblici acquistino prodotti appartenenti alla classe di efficienza energetica più elevata possibile in considerazione dell'esigenza di garantire un livello sufficiente di concorrenza (Allegato III, punto a).

La proposta di abrogazione della Direttiva 2010/30/UE avanzata dalla Commissione europea per un'eventuale ratifica da parte del Parlamento europeo e del Consiglio[5] metteva in risalto un'evidente distorsione dell'importanza attribuita sino ad oggi alle classi energetiche anche nella percezione da parte dei consumatori: "Si osserva la tendenza all'acquisto di prodotti più grandi che, essendo più efficienti, rientrano nelle classi di efficienza energetica più alte, ma che hanno un consumo assoluto di energia molto più elevato rispetto ai modelli più piccoli" (Relazione introduttiva, 3.1.Valutazione ex post della legislazione vigente, punto 6). Detto altrimenti: perseguire la sola strategia dell'alta efficienza non porta automaticamente a bassi consumi, ma può anzi risultare controproducente.

In realtà l'adozione, in data 26 giugno 2017, del nuovo Regolamento che abroga la direttiva 2010/30/UE[6] vede depennate le considerazioni della Commissione tra cui quella appena citata.

Classificazioni energetiche internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Etichetta energetica per autoveicoli ibridi in uso negli Stati Uniti
Etichetta energetica di una lavatrice australiana con classe di efficienza energetica "quattro stelle"

Numerose nazioni hanno attuato sistemi di etichettatura paragonabili a quello europeo. Le motivazioni a sostegno di queste iniziative sono simili: da un lato stimolare le aziende a competere tra loro migliorando in termini energetici i loro prodotti, sia come efficienza (ottenere le stesse prestazioni con minor dispendio di energia) sia come consumi assoluti (alcuni sistemi di qualificazione energetica penalizzano gli alti consumi, obbligando gli apparecchi di maggior taglia ad essere ancor più efficienti di quelli piccoli). D'altro canto i consumatori, quando le modalità di etichettatura e classificazione sono chiare e stimolanti, vengono invogliati all'acquisto di apparecchiature efficienti e "moderne", che possono ripagare il maggior costo iniziale attraverso economie sui consumi. Il fine ultimo è quello di ridurre il ricorso e la dipendenza da combustibili fossili, ancora ampiamente utilizzati per la generazione elettrica e ancor più per la mobilità e il riscaldamento.

I metodi di etichettatura attualmente sviluppati sono alquanto diversi tra loro. Tutti quanti tentano di stimare efficienza e/o consumo in condizioni tipiche di utilizzo di un apparecchio, ma spesso non possono confrontarsi tra loro: ad esempio nel mercato nord-americano il carico (la grandezza) delle lavatrici è misurata non in chilogrammi ma in termini di volume interno del cestello (tra l'altro espresso in piedi cubici).

Il sistema australiano non usa vere proprie classi energetiche — del tipo di quelle a cui si è abituati — ma una scala con sei stelle. Così un elettrodomestico potrà essere a "tre stelle e mezzo", a "cinque stelle", ecc.

La targhetta di efficienza energetica per autoveicoli ibridi ed elettrici degli Stati Uniti è il Monroney sticker, evoluzione di un'etichettatura degli anni '70 riaggiornata nel 2013. In essa non compaiono delle classi ma piuttosto dei "cursori mobili" posizionati su scale orizzontali che misurano il consumo unitario ossia l'efficienza (in MPGe, miglia percorse per gallone equivalente di combustibile, compresa l'energia elettrica), l'emissione di CO2, l'emissione di altri inquinanti e polveri sottili. La grafica di questa etichetta può apparire datata e forse confusa — particolarmente se la si vede per la prima volta — ma assolve comunque al suo compito di veicolare rapidamente le informazioni essenziali.

L'etichetta per elettrodomestici statunitense EnergyGuide è anch'essa priva di classi energetiche: mostra il consumo annuo in chilowattora e il relativo costo elettrico di esercizio (basato su una tariffa elettrica media di mercato), rappresentato anche come un cursore su una scala lineare che copre la gamma dei costi di esercizio di apparecchi simili[7]. L'impatto visivo è simile a quello del Monroney sticker. L'etichetta EnergyGuide può includere il logo Energy Star, ad indicare il raggiungimento di alte prestazioni energetiche[8] secondo criteri stabiliti dall'EPA.

Un censimento internazionale[9] condotto nell'anno 2013 individuava l'esistenza di 1149 diverse etichette adottate, o in via di adozione, in 81 nazioni al fine di permettere la valutazione e il confronto delle prestazioni principalmente energetiche di prodotti commerciali. Tali etichette coprono 55 categorie diverse di apparecchi, tra cui soprattutto frigoriferi, condizionatori e climatizzatori, lampadine, televisori, boiler per riscaldamento dell'acqua, lavatrici, asciugatrici, apparecchiature elettroniche e informatiche.

Classe energetica e detrazioni fiscali[modifica | modifica wikitesto]

L'Agenzia delle Entrate informa annualmente, ad esempio attraverso l'opuscolo sul suo sito[10], della possibilità di usufruire — in caso di ristrutturazione di un immobile con conseguente suo arredo — di una detrazione fiscale pari al 50% dei costi di acquisto di grandi elettrodomestici di classe A+ o superiore, di forni in classe A o superiore, o di altri apparecchi non dotati di etichetta. Tale possibilità è di fatto un rinnovo tal quale di quanto in vigore dal 2014[11]. Le tipologie di elettrodomestici ammesse al beneficio risultano essere quelle elencate nel Decreto legislativo n. 151/2005[12] che vi include sì alcuni generi di apparecchi dotati di etichetta e classe energetica (frigoriferi, congelatori, frigocongelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, condizionatori), ma non include — cioè tacitamente e di fatto esclude ai fini del beneficio fiscale — lava-asciuga e televisori seppur siano anch'essi dotati di etichetta, e include ulteriormente una serie di apparecchi non dotati di etichetta (stufe, radiatori e altri sistemi di riscaldamento elettrici, forni a microonde). Non si intravvede una logica nella contemporanea promozione all'acquisto, grazie al beneficio fiscale, di elettrodomestici efficienti perché di alta classe energetica, assieme ad altri energivori come radiatori e apparecchi per il riscaldamento elettrici.

Va notato che, in forza del Regolamento (CE) 643/2009, tutti gli apparecchi del freddo (frigoriferi, congelatori e frigocongelatori) sono oggi obbligatoriamente almeno in classe A+, quindi la clausola sulla loro efficienza è superflua. Lo stesso vale per le lavatrici, soggette all'analogo Regolamento (UE) 1015/2010[13]. Per queste due categorie di apparecchi l'incentivo fiscale è di fatto erogato a tappeto e non può agire da reale stimolo all'acquisto di elettrodomestici nelle classi più efficienti A++ e A+++.

Classi per frigoriferi e congelatori[modifica | modifica wikitesto]

La classe energetica di frigoriferi, congelatori e frigocongelatori per uso domestico è determinata, come per altri apparecchi dotati di etichetta energetica, in base al valore dell'Indice di Efficienza Energetica (EEI, dall'inglese energy efficiency index). Questo si ottiene dal rapporto tra il consumo elettrico reale dell'apparecchio da etichettare, espresso in chilowattora all'anno, e quello di un ipotetico apparecchio con pari caratteristiche il cui consumo viene assunto quindi come valore di riferimento per il quale EEI=100(%). Nella pratica il test di consumo reale si protrae per un tempo limitato, ad esempio 24 ore, e il consumo annuo si otterrà moltiplicando il consumo di 24 ore (un giorno) per 356 (giorni/anno). I dati di consumo dell'apparecchio di riferimento si ricavano dalle Direttive e Regolamenti europei[14][15][16][17][18].

Calcolo di consumo e classe energetica per un frigocongelatore[modifica | modifica wikitesto]

Più sotto sono riportati i consumi massimi ammissibili in chilowattora all'anno, per le diverse classi energetiche, riferiti a frigocongelatori con:

  • volumi totali netti (somma del volume netto reparto frigo e volume netto reparto congelatore) compresi tra 250 litri e 550 litri, gamma che copre le tipologie dai piccoli apparecchi con freezer in alto sino a quelli ad armadio, cosiddetti "side by side"
  • ripartizione delle capienze: un terzo della capienza complessiva per il vano congelatore quattro stelle *(***) a -18 °C, due terzi per il vano frigorifero
  • assenza di particolari soluzioni — come no-frost, comparto chiller, classe climatica subtropicale o tropicale — che complicherebbero i calcoli e innalzerebbero il consumo dell'apparecchio di riferimento.

Qui di seguito viene illustrato come si perviene ai valori di consumo massimo per le diverse classi energetiche (e quindi all'assegnazione della corretta classe energetica per un apparecchio di cui sia noto il consumo) nel caso specifico di un frigocongelatore con dimensioni piuttosto tipiche: 300 litri netti totali di cui 200 litri per il vano frigorifero e 100 litri per il vano congelatore. Va dapprima determinato il volume equivalente o volume corretto utilizzando il coefficiente di maggior peso di 2,15 per il congelatore, per il maggior dispendio di energia necessario a mantenere la temperatura a -18 °C.
Quindi si avrà che volume corretto = 200 litri + 2,15 × 100 litri = 415 litri.

Il consumo annuo in chilowattora (per l'apparecchio con EEI=100%) si ricava utilizzando l'espressione data nelle Direttive e Regolamenti europei[14][18]
consumo di riferimento = 303 + 0,777 × volume corretto = 303 + 0,777 × 415 = 625,455 kWh/anno.
Il consumo ammesso dal frigocongelatore per rientrare in una determinata classe energetica — poniamo ad esempio la classe A — è dato dal consumo dell'apparecchio di riferimento appena calcolato moltiplicato per l'EEI massimo ammesso per questa classe, ossia 55%. Per qualificare il frigocongelatore in classe A si deve avere:
consumo reale < 0,55 × consumo di riferimento = 0,55 × 625,455 = 344,00 kWh/anno
Il valore così calcolato corrisponde a quanto riportato su opuscoli informativi come quello[19] redatto da ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, nel quale i valori di consumo indicati per le varie classi risultano uguali a quelli nella tabella più sotto per un apparecchio da 300 litri.

I valori dell'EEI per le diverse classi energetiche, e anche in relazione all'avvicendamento nel corso degli anni di nuove disposizioni comunitarie, sono:

Frigoriferi e congelatori, EEI secondo Direttiva 94/2/CE
                                                                                                   
A B C D E F G
<55 <75 <90 <100 <110 <125 >125
Frigoriferi e congelatori, EEI secondo Direttiva 2003/66/CE
 
A++ A+ A B C D E F G
<30 <42 <55 <75 <90 <100 <110 <125 >125
Frigoriferi e congelatori, EEI secondo Regolamento UE/1060/2010
 
A+++ A++ A+ A B C D E F G
<22 <33 <42 <55 <75 <95 <110 <125 <150 >150

Consumo indicativo annuo di energia elettrica per frigocongelatori a libera installazione sprovvisti di scongelamento automatico (ossia senza no-frost), di volume complessivo utile (netto) da 250 a 550 litri di cui due terzi del volume totale per il vano frigorifero e un terzo per il congelatore quattro stelle *(***). Consumo relativo ad un uso continuativo per 365 giorni all'anno. I consumi per le classi da A a G, sempre riferiti al Regolamento (UE) 1060/2010, sono riportati a puro titolo informativo. L'ulteriore Regolamento 643/2009/CE impone difatti che da luglio 2014 possano essere posti sul mercato solo apparecchi di classe energetica A+ o superiore[17].

Frigocongelatori, consumo max in kWh/anno, Regolam. UE/1060/2010
                                                                                         
volume A+++ A++ A+ A B C D E F
200 litri 114 171 218 285 388 492 570 647 777
250 litri 126 189 240 314 429 543 629 715 858
300 litri 138 206 263 344 469 594 688 782 938
350 litri 149 224 285 374 509 645 747 849 1019
400 litri 161 242 308 403 550 696 806 916 1099
450 litri 173 260 330 433 590 747 865 983 1180
500 litri 185 277 353 462 630 798 924 1051 1261
550 litri 197 295 376 492 671 849 984 1118 1341

Per i congelatori, piuttosto che fornire un'analoga tabella per diversi volumi e classi, sarà sufficiente sapere che un modello a pozzetto (con apertura dal ripiano superiore) da 230 litri utili ed uno verticale (ad armadio) da 175 litri avranno entrambi lo stesso consumo elettrico di un frigocongelatore da 200 litri di pari classe energetica. Analogamente un congelatore a pozzetto da 282 litri utili e uno verticale da 222 litri consumano come un frigocongelatore da 250 litri di pari classe.

I consumi dichiarati dai costruttori in etichetta, pur nel caso di apparecchi reali con capienze identiche a quelle indicate, possono discostarsi anche di un 10% da quelli riportati per effetto di altri termini correttivi quali l'adozione di no-frost per vano frigo e/o congelatore, idoneità a funzionare in condizioni climatiche severe (cosiddette tropicali), montaggio a incasso, e altro ancora. Tali termini rientrano anch'essi nell'espressione del consumo di riferimento e in ultima analisi nella determinazione dellEEI e nell'assegnazione della classe energetica. Può quindi accadere che alcuni modelli rientrino in una determinata classe pur esibendo in etichetta un consumo superiore a quello deducibile dalla tabella. I consumi nelle reali condizioni di esercizio, benché affetti da oscillazioni stagionali, generalmente non risultano su media annua più alti di quelli dichiarati in etichetta, anche perché i test di consumo effettuati dai produttori vanno eseguiti con temperatura ambiente fissa di 25 °C, quindi maggiore di quella delle normali cucine domestiche per una frazione consistente dell'anno solare. È comunque assodato che le abitudini d'uso, come frequenti e prolungate aperture delle porte, possono incrementare il consumo.

Classi per lavatrici[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i valori di consumo in chilowattora all'anno per lavatrici in relazione alla capienza (ossia massimo carico lavabile in kg) e alla classe energetica. Per quelle odierne l'utilizzo tipico è assunto pari a 220 lavaggi all'anno in condizioni miste di temperature e riempimento del cestello, mediamente il 70% della capienza massima.

Lavatrici, consumo max in kWh/anno
riferito a 200 lavaggi a pieno carico a 60° C, Direttiva 95/12/CE
                                                                                                             
capienza kg/anno A+++ A++ A+ A B C D E F
4 kg 800 136 152 184 216 248 280 312
5 kg 1000 170 190 230 270 310 350 390
6 kg 1200 204 228 276 324 372 420 468
Lavatrici, consumo max in kWh/anno
riferito a 220 lavaggi in condizioni miste, Regolam. (UE) 1061/2010
                                                                                                             
capienza kg/anno A+++ A++ A+ A B C D E F
4 kg 629 110 125 141 163 185 209
5 kg 786 132 149 169 195 221 249
6 kg 943 154 174 197 227 257 290
7 kg 1100 175 198 225 259 293 331
8 kg 1257 197 222 252 291 329 372
9 kg 1414 218 247 280 323 366 413
10 kg 1571 240 271 308 355 402 454

I criteri di assegnazione delle classi energetiche e le modalità di valutazione del consumo annuo sono diversi per le due sezioni della tabella. La prima fa riferimento alla Direttiva 92/75/CEE[20] ormai obsoleta, che richiedeva solo la misura di consumo a pieno carico con lavaggio a 60° C. Inoltre le classi energetiche coprivano la gamma da A a G. Nel 2008-2009 sono apparse lavatrici etichettate con classe A+ che, al contrario di quanto avvenuto coi frigoriferi, non è stata formalizzata con atto ufficiale ma nemmeno ne è stato ostacolato l'uso[21][22][23]. La 92/75/CEE prescrive (Allegato II punto 14) di assumere come consumo annuo quello di 200 lavaggi a 60° C a pieno carico. Sono forniti i consumi di lavatrici da 4 kg, 5 kg e 6 kg perché queste erano le capienze reperibili sul mercato sino all'abrogazione della 92/75/CEE.

La seconda sezione della tabella fa riferimento al Regolamento (UE) 1061/2010[24] attualmente in vigore, dove il consumo annuo è valutato su una media di diverse condizioni di lavaggio: a pieno carico e mezzo carico a 60° C, e a mezzo carico a 40° C. La classe energetica, come per altre tipologie di apparecchi domestici, è ora assegnata in base al valore ottenuto dell'EEI (Energy Efficiency Index) che è il rapporto tra il consumo elettrico reale annuale, corrispondente a 220 lavaggi in condizioni miste e includendovi anche gli ulteriori consumi di standby (oggigiorno esigui[25]), e quello di un'ipotetica lavatrice con EEI=100% secondo la formula contenuta nel Regolamento. I consumi in tabella sono quelli annuali massimi ammessi per le diverse classi, come da Allegato II punto 1.f del Regolamento. Per un reale apparecchio sul mercato di pari carico e classe energetica il consumo annuo che si leggerà sull'etichetta energetica (Allegato I Etichetta, punto 1.IV del Regolamento) sarà inferiore o al massimo uguale a quello qui indicato. I valori di consumo di questa sezione corrispondono a quanto riportato su opuscoli informativi come quello[19] redatto da ENEA, nel quale i consumi massimi per le varie classi e per lavatrici da 6 kg e 9 kg risultano uguali a quelli qui presentati.

I consumi annui si basano, come spiegato, su criteri diversi (200 lavaggi per la Direttiva, 220 per il Regolamento) ma il Regolamento assume un lavaggio medio meno dispendioso, indicativamente di un 15% in meno[26] dovuto a carico e temperatura ridotti rispetto al 60° C pieno carico.

Classi per asciugatrici[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito sono riportati i consumi massimi in chilowattora all'anno per asciugatrici cosiddette a condensazione (che costituiscono oggi il 98% dei prodotti presenti sul mercato) in relazione alla loro capienza, ossia il massimo carico asciugabile in kg, e alla classe energetica. Per quelle odierne l'utilizzo tipico è assunto pari a 160 asciugature all'anno in condizioni miste di riempimento del cestello, mediamente il 70% della capienza massima.

Asciugatrici, consumo max in kWh/anno
riferito a 115 cicli di asciugatura a pieno carico, Direttiva 95/13/CE
                                                                                                             
capienza kg/anno A+++ A++ A+ A B C D E F
4 kg 460 253 294 336 377 419 460
5 kg 575 316 368 420 472 523 575
6 kg 690 380 442 504 566 628 690
7 kg 805 443 515 588 660 733 805
8 kg 920 506 589 672 754 837 920
Asciugatrici, consumo max in kWh/anno
riferito a 160 cicli di asciugatura, condiz. di carico miste, Regolam. (UE) 392/2012
                                                                                                             
capienza kg/anno A+++ A++ A+ A B C D E F
5 kg 571 122 162 213 330 386 431
6 kg 686 141 188 247 382 446 499
7 kg 800 159 212 279 432 505 564
8 kg 914 177 236 310 480 562 628
9 kg 1029 195 260 341 528 617 690

I criteri di assegnazione delle classi energetiche e le modalità di valutazione del consumo annuo sono diversi per le due sezioni della tabella. La prima si riferisce alla Direttiva 95/13/CE[27] ormai obsoleta, che richiedeva la misura del consumo di asciugatura a pieno carico, e nella quale le classi energetiche andavano dalla A alla G. La Direttiva non contemplava l'indicazione di un consumo annuo in etichetta, ma ne chiedeva la stima nella scheda di prodotto in base a 150 kg di cotone con asciugatura completa + 280 kg asciugatura 'da stiro' + 150 kg easy care (Allegato II, Scheda, punto 11 della 95/13/CE). Sono forniti in tabella i consumi di asciugatrici con capienza (massimo carico ammesso) da 4 kg a 8 kg perché queste erano le grandezze tipiche[28] sul mercato sino all'abrogazione della Direttiva. I consumi annuali massimi sopra indicati - in relazione alla capienza (kg) e alla classe energetica - sono riferiti a 115 asciugature di cotone a pieno carico.

La seconda sezione della tabella fa riferimento al Regolamento (UE) 392/2012[29] ora in vigore, in cui il consumo annuo è valutato su una media di diverse condizioni di asciugatura: a pieno carico e mezzo carico. La classe energetica, come per altri apparecchi domestici, è ora assegnata in base al valore dell'EEI (Energy Efficiency Index) che è il rapporto tra il consumo elettrico reale annuale, corrispondente a 160 asciugature in condizioni miste, e quello che si otterrebbe con un'ipotetica asciugatrice avente EEI=100% secondo la formula contenuta nel Regolamento. I consumi in tabella sono quelli annuali massimi ammessi per 160 asciugature in condizioni miste, come da Allegato II punto 1.f del Regolamento. Per un reale modello sul mercato di pari capienza e classe il consumo annuo che si leggerà sull'etichetta energetica (Allegato I, Etichetta, punto 1.IV del Regolamento) sarà inferiore o al massimo uguale a quello qui riportato. I valori massimi di consumo della seconda sezione corrispondono a quanto riportato su opuscoli informativi come quello[19] redatto da ENEA, nel quale i consumi massimi di un'asciugatrice a condensazione da 6 kg per le diverse classi energetiche risultano uguali a quelli qui presentati.

I consumi per la classe C, sempre riferiti al Regolamento (UE) 392/2012, sono riportati a titolo informativo. L'ulteriore Regolamento (UE) 932/2012[30] impone difatti che da fine 2015 possano essere poste sul mercato solo asciugatrici di classe B o superiore.

I consumi annui nelle due sezioni della tabella si basano, come spiegato, su criteri diversi: 115 asciugature al carico nominale per la Direttiva, 160 asciugature in condizioni miste (in media con riempimento pari al 70% del carico nominale) per il Regolamento. Con buona approssimazione i due effetti si compensano cosicché il numero totale di kg all'anno asciugati e i consumi annuali, a parità di dimensione dell'asciugatrice e classe energetica, non mostrano scostamenti apprezzabili tra le due normative.

Classi per lavasciuga[modifica | modifica wikitesto]

In tabella viene dato il consumo annuo riferito a 200 lavaggi e asciugature di un quantitativo pari al massimo carico di lavaggio.

Lavasciuga, consumo max in kWh/anno riferito a 200 lavaggi
a pieno carico + relative asciugature, Direttiva 96/60/CE
                                                                               
capienza kg/anno A B C D E F
4 kg 800 544 648 744 840 936 1032
5 kg 1000 680 810 930 1050 1170 1290
6 kg 1200 816 972 1116 1260 1404 1548
7 kg 1400 952 1134 1302 1470 1638 1806
8 kg 1600 1088 1296 1488 1680 1872 2064

Le classi energetiche per le lavasciuga si riferiscono alla Direttiva 96/60/CE[31] e non hanno subìto ulteriori aggiornamenti. Quindi, al contrario di quanto avviene per altri elettrodomestici, non esistono classi A+ e superiori. L'etichetta energetica mantiene ancor oggi il format originale, privo della cornice e dei loghi azzurri che distinguono le etichette di tutti gli altri generi di apparecchi. Benché non vi siano state disposizioni comunitarie di messa al bando delle classi meno efficienti, sta di fatto che le lavasciuga oggi in commercio sono tutte in classe A o al massimo B. Alcuni prodotti adottano la tecnologia a pompa di calore (come già avviene per le sole asciugatrici) che riduce i consumi di un 40% rispetto alla normale classe A, ma questa superiore prestazione energetica non trova modo di venire valorizzata in etichetta. Le lavasciuga a pompa di calore hanno un consumo, per un ciclo completo di lavaggio e asciugatura, inferiore alla somma dei consumi che si avrebbero utilizzando una lavatrice A+ e un'asciugatrice A+ indipendenti e di capienze analoghe. Ciononostante tale tipo di lavasciuga non può accedere al bonus fiscale.

L'utilizzo annuo e il relativo consumo assume 200 lavaggi a pieno carico con completa asciugatura di tale carico, valido per una famiglia di quattro persone che utilizza sempre l'asciugabiancheria per asciugare il bucato (Allegato II scheda, punto 16 della Direttiva). Nelle odierne lavasciuga il massimo carico di lavaggio è maggiore di quello per l'asciugatura. In tal caso il consumo di un ciclo completo di lavaggio + asciugatura va inteso come somma del consumo di un lavaggio a pieno carico di più il consumo per asciugare tale carico, operazione che richiederà più di un ciclo di asciugatura[32]. Ad esempio per una lavasciuga da 9 kg in lavaggio e 6 kg in asciugatura verrà preso, come consumo di un ciclo completo, la somma del consumo di un lavaggio di 9 kg di cotone a 60° C più 1,5 volte il consumo di un ciclo di asciugatura da 6 kg.

Classi per lavastoviglie[modifica | modifica wikitesto]

Per le lavastoviglie la vecchia Direttiva 92/75[33] prevedeva una scala di classi energetiche dalla A alla G. Il successivo Regolamento 1059/2010[34] ha esteso le classi includendo le A+, A++ e A+++, ed eliminando nel contempo le E, F e G.

Questi sono i valori di consumo per un ciclo di lavaggio per delle lavastoviglie da 13 coperti, la capienza più diffusa sul mercato, in relazione a:

  • età dell'apparecchio: se acquistato prima o dopo il 2011 (secondo le definizioni delle classi energetiche pre- e post- Regolamento delegato (UE) n. 1059/2010[34])
  • classe energetica.
Lavastoviglie 13 coperti, consumo max per ciclo di lavaggio standard
Direttiva 97/17/CE
                                                                                           
classe A B C D E F
kWh/ciclo 1,07 1,27 1,47 1,68 1,88 2,08
Lavastoviglie 13 coperti, consumo max per ciclo di lavaggio standard
(consumo annuo max in etichetta/280), Regolamento (CE) 1059/2010
                                                                                           
classe A+++ A++ A+ A B C D E F
kWh/ciclo 0,84 0,94 1,06 1,19 1,34 1,51

Per le lavastoviglie odierne l'utilizzo medio previsto dal Regolamento 1059/2010 è di 280 lavaggi standard, che è il ciclo solitamente di durata più lunga ma con minor dispendio di energia elettrica, a volte indicato come eco sull'apparecchio. Il consumo annuo riportato in etichetta si riferisce quindi a 280 utilizzi e in base ad esso viene determinata la classe energetica. La precedente Direttiva 92/75[33] ormai obsoleta richiedeva invece di indicare in etichetta il consumo per singolo ciclo di lavaggio e tale valore determinava la classe energetica. Per uniformità e a costo di trascurare gli effetti dei consumi di stand-by (considerati dal Regolamento nella valutazione del consumo annuo e trascurati dalla Direttiva) la precedente tabella riporta in entrambi i casi i valori di consumo rapportati ad un singolo ciclo di lavaggio.

Classi per lampadine[modifica | modifica wikitesto]

L'efficienza delle lampade ad uso domestico è definita in relazione alla potenza di una ipotetica lampadina di riferimento di pari emissione luminosa per la quale l'indice di efficienza energetica (EEI dall'inglese energy efficiency index) viene assunto pari a 1, ossia il 100%. La formula che lega emissione luminosa e potenza viene data più sotto.

Si può senz'altro assumere che la lampada di riferimento sia stata definita a partire dalle caratteristiche delle classiche lampadine ad incandescenza. Una potenza di 60 W ed EEI=1 corrisponde difatti secondo la formula ad un flusso luminoso di 737 lumen, in linea con i valori di 702 lumen (per le alogene) e 741 lumen (per le fluorescenti compatte) indicati dal Regolamento europeo 244/2009 come equivalenti alla luce di una 60 W tradizionale[35].

Lampade non direzionali, valori di EEI, Direttiva 98/11/CE
                                                                                                                    
A++ A+ A[36] B C D E F G
<23,2% <60% <80% <95% <110% <130% >130%
Lampade non direzionali, valori di EEI, Regolamento 874/2012
 
A++ A+ A B C D E F G
<0,11 <0,17 <0,24 <0,60 <0,80 <0,95 >0,95
Lampade direzionali, valori di EEI, Regolamento 874/2012
 
A++ A+ A B C D E F G
<0,13 <0,18 <0,40 <0,95 <1,20 <1,75 >1,75

La tabella indica l'EEI, ossia la frazione di potenza consumata da una lampada di una determinata classe energetica per produrre la stessa quantità di luce di una incandescenza. Valori più bassi rappresentano quindi maggior efficienza: ad esempio una lampada per poter rientrare in classe B, con EEI<60%, deve avere un consumo al massimo il 60% di quello di un'incandescenza di pari luce.

Fino al 2012[36] erano definite le classi di consumo da A a G. Successivamente il Regolamento 874/2012[37] ha introdotto le classi A+ e A++ e soppresso le classi F e G.

Classi energetiche per lampade non direzionali in termini ogni flusso luminoso (lm) e potenza assorbita associata (W)

Il Regolamento ha inoltre esteso la definizione e l'applicazione dell'indice di efficienza energetica sia alle sorgenti luminose che utilizzano alimentatori esterni, sia alle lampade direzionali, definite come quelle in cui almeno l'80% di emissione luminosa avviene all'interno di un cono di 120°. Per questa categoria si applicano, ai fini della classificazione energetica, valori di EEI diversi da quelli delle lampade non direzionali.

A parte il cambiamento di espressione dell'EEI, ora indicato con numero decimale anziché in percentuale, il Regolamento riconferma sostanzialmente, a parità di classi energetiche, gli stessi valori della precedente Direttiva per le lampade non direzionali. Nell'attuale Regolamento per determinare l'EEI viene inoltre utilizzata un'unica formula (la stessa già in vigore per le classi B e successive) valida quindi ora per tutte le classi energetiche. Il processo di aggiornamento e ampliamento delle classi energetiche, com'è consuetudine anche per altre tipologie di apparecchi, ha portato inoltre ad uno slittamento delle associazioni classe/colore: ad esempio la classe B era in precedenza individuata dal verde mentre ora è associata al giallo.

Lampade, luce minima in lumen in relazione a
potenza in Watt e classe en., Regol. 874/2012
                                                       
P (W) A++ A+ A B C D
3 265 144 87 21 13 9
4 388 216 133 33 21 15
5 519 293 183 47 30 22
6 654 373 235 62 40 30
7 793 457 290 79 51 39
8 935 542 346 96 62 48
9 1080 630 404 114 75 57
10 1226 719 464 133 87 67
11 1362 810 524 152 101 78
12 1486 901 586 172 114 89

Una lampadina non direzionale in classe A++ da 520 lm consuma al più 5 W fornendo lo stesso servizio, ossia la stessa luce, di una incandescente da 45 W. In altri termini una classe A++ consuma poco più di un decimo di una lampada tradizionale a filamento di tungsteno e poco meno della metà di una fluorescente in classe A di pari luce, che richiederebbe invece 11 W.

Calcolo EEI[modifica | modifica wikitesto]

Come per altri apparecchi dotati di etichetta energetica, viene dapprima definita una ipotetica lampadina di riferimento. L'indice di efficienza energetica è calcolato come rapporto fra la potenza associata alla lampadina e la potenza di riferimento per pari flusso luminoso:

La potenza associata alla lampadina è la sua potenza nominale eventualmente aumentata di un certo fattore nel caso in cui la lampada necessiti di un alimentatore esterno. Questo fattore, per esempio, è del 10% nel caso di lampade a led e tubi fluorescenti cilindrici di tipo T5 (volgarmente detti al neon) con unità di alimentazione esterna.

La potenza di riferimento associata al flusso viene calcolata con la formula [37]

Definizioni di efficienza[modifica | modifica wikitesto]

La legislazione europea prescrive che il raffronto di differenti sorgenti luminose venga effettuato, sia per l'utilità del consumatore sia ai fini dell'etichettatura energetica, a parità di emissione luminosa[38]. Per completezza va rammentato che esistono altre definizioni di efficienza tra cui quella espressa in lumen per Watt, spesso utilizzata per qualificare le sorgenti a LED. È facile approdare a conclusioni apparentemente inconsistenti qualora si effettuino confronti a parità di potenza elettrica assorbita. Ad esempio due lampadine da 7 W una in classe A e una in classe A+ forniscono (come minimo) rispettivamente 289,6 lm e 456,6 lm, ossia la A+ genera il 57,7% di luce in più della A. Se consideriamo la potenza equivalente (di due incandescenti con EEI=1 capaci di generare le due emissioni luminose) si ottiene che la A fa luce come 29,2 W a incandescenza e la A+ fa luce come 41,2 W a incandescenza: l'incremento in potenza convenzionale equivalente (assumendo per entrambe EEI=1 in questo caso) sarebbe il 41,2%, ossia minore dell'aumento di emissione luminosa. Non si hanno invece inconsistenze confrontando due lampade di pari quantità di luce generata: una classe A+ in grado di produrre gli stessi 289,6 lm della classe A da 7 W del precedente esempio assorbirà solo 4,96 W. La sua efficienza, esprimendo le efficienze stesse in lm/W, è in effetti del 41,2% superiore a quella della classe A. O, detto in altri termini, la classe A consuma il 41,2% in più della classe A+.

Classi per forni elettrici[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito sono riportati i valori massimi di consumo in chilowattora, per un singolo ciclo di cottura in un forno elettrico, in relazione a:

  • età del forno: se acquistato prima o dopo il 2015 (secondo le definizioni delle classi energetiche pre- e post- Regolamento delegato (UE) n. 65/2014)
  • volume interno utile per la cottura
  • classe energetica
Forni elettrici, consumo max in kWh per 1 ciclo cottura, Direttiva 2002/40/CE
                                                                                                   
volume A B C D E F
90 litri 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80 2,00
80 litri 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80 2,00
70 litri 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80 2,00
60 litri 0,80 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80
50 litri 0,80 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80
40 litri 0,80 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80
30 litri 0,60 0,80 1,00 1,20 1,40 1,60
Forni elettrici, consumo max in kWh per 1 ciclo cottura, Regolam. (UE) 65/2014
 
volume A+++ A++ A+ A B C D E F
90 litri 0,42 0,58 0,76 0,99 1,22 1,48
80 litri 0,40 0,55 0,73 0,95 1,17 1,41
70 litri 0,38 0,52 0,69 0,90 1,11 1,34
60 litri 0,36 0,50 0,66 0,86 1,06 1,28
50 litri 0,34 0,47 0,62 0,81 1,00 1,21
40 litri 0,32 0,45 0,59 0,77 0,95 1,14
30 litri 0,30 0,42 0,55 0,72 0,89 1,07

Ai fini dell'assegnazione della classe vale il consumo più basso tra le due modalità di cottura normale e ventilato (ammesso che il forno le possieda entrambe). I relativi valori in ckilowattora/ciclo sono indicati esplicitamente in etichetta. Il test standardizzato[39][40][41] impiega un mattone di dimensioni 23 cm × 11,4 cm × 6,4 cm di Hipor, un materiale ceramico poroso, che viene preventivamente impregnato con acqua e attrezzato con due sonde elettroniche di temperatura inserite al suo interno. Si mette il blocco freddo (a 5° C) nel forno, si accende il forno regolandolo ad una temperatura di 200° C per la cottura normale o 175° C per quella ventilata. Si misura il consumo elettrico nell'arco di tempo di questa cottura simulata che si considera conclusa quando le sonde arrivano a 60° C.

L'attuale Regolamento (UE) 65/2014 distribuisce le classi energetiche in modo più imparziale. La suddivisione precedente presentava discontinuità: prodotti prestazionalmente simili (come un 61 litri consumo 0,99 kWh/ciclo contro un 59 litri consumo 1,01 kWh/ciclo) potevano differire tra loro di due classi energetiche (nella fattispecie A e C).

Classi per televisori[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i consumi in chilowattora all'anno per televisori in relazione alla dimensione (lunghezza della diagonale in pollici o centimetri) dello schermo e alla classe energetica. L'utilizzo tipico è assunto pari a 4 ore di accensione al giorno per 365 giorni l'anno con regolazione della luminosità "di fabbrica" preimpostata per l'uso domestico. I consumi valgono per i soli televisori, ossia per apparecchi che non possiedano un videoregistratore (hard disk) integrato.

Televisori, consumo max in kWh/anno
per utilizzo 4 ore/giorno × 365 giorni/anno, Regolamento (UE) 1062/2010
corrispondenza tra colori e classi energetiche sull'etichetta "versione 2017"
                                                                                                             
corrispondenza tra colori e classi energetiche sull'etichetta "versione 2020"
                                                                                                             
pollici cm A+++ A++ A+ A B C D E F
24 61 13 21 30 39 54 78 104 117 130
32 81 21 33 47 62 87 124 165 186 206
40 102 31 50 71 93 130 186 248 279 310
43 109 35 56 80 105 147 210 280 315 350
49 125 45 72 104 135 189 270 360 405 451
55 140 56 89 128 167 234 335 446 502 558
60 152 65 104 150 196 274 391 522 587 652

I consumi per le classi E e F sono inclusi a titolo informativo dal momento che il Regolamento (CE) 642/2009 impone che dal 2012 siano posti sul mercato solo televisori con consumo elettrico uguale o inferiore a quello della classe D. I valori massimi di consumo in tabella corrispondono a quanto riportato su opuscoli informativi come quello[19] redatto da ENEA, nel quale figurano i consumi massimi di un televisore da 102 cm (40 pollici) per le varie classi energetiche; tali valori sono uguali a quelli qui indicati.

I monitor per computer — qualora vengano qualificati dal produttore come monitor televisivi perché adatti alla riproduzione di segnali video HDMI, SCART o composito — sono soggetti allo stesso Regolamento e con ugual obbligo di etichettatura dei televisori. I consumi dei monitor non si discostano apprezzabilmente da quelli dei televisori dai quali differiscono principalmente per l'assenza della sezione di ricezione e decodifica del segnale video terrestre. Il minor consumo dei monitor può andare da 1 a 6 kWh/anno in relazione alla classe energetica.

Classi per condizionatori e climatizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i valori di consumo annuo per un condizionatore cosiddetto mono-split, ossia fisso e composto da un'unità esterna ed una interna, di potenza termica nominale di 3500 W circa pari a 12000 BTU/h, la taglia più facilmente reperibile sul mercato, e con un'utilizzazione annua secondo le prescrizioni europee susseguitesi nel tempo: 500 ore/anno al massimo regime in condizione climatica standard T1 definita dalla norma ISO 5151 (temperature dell'aria all'unità esterna e interna rispettivamente di 35° C e 27° C) come da Direttiva 2002/31[42]; 350 ore/anno al massimo regime con temperature dell'aria all'unità esterna mediate su un profilo climatico standard (con temperatura media oscillante attorno ai 23° C, quindi non particolarmente rappresentativo delle condizioni estive italiane) e all'unità interna di 27° C come da Regolamento 626/2011[43]. I valori di consumo annuo ottenuti nei due casi non sono direttamente confrontabili, poiché basati su assunzioni climatiche e d'uso alquanto diverse.

Condizionatore split 3500 W termici ≈ 12000 BTU/h, consumo kWh/anno
per un utilizzo di 500 h/anno a potenza nominale, Direttiva 2002/31/CE
                                                                                           
classe A+++ A++ A+ A B C D E F
kWh/anno 547 583 625 673 729 795
 
Condizionatore split 3500 W termici ≈ 12000 BTU/h, consumo kWh/anno
per un utilizzo di 350 h/anno a potenza nominale, Regolamento 626/2011
corrispondenza tra colori e classi energetiche sull'etichetta "versione 2017"
                                                                                           
corrispondenza tra colori e classi energetiche sull'etichetta "versione 2019"
                                                                                           
classe A+++ A++ A+ A B C D E F
kWh/anno 144 201 219 240 266 299 340 395 471

Le classi energetiche sono concepite per valutare l'efficienza di un apparecchio in relazione ad altri apparecchi funzionalmente e tecnologicamente simili. Le tipologie di condizionatori domestici sono d'altronde variegate e comprendono: portatili con scarico dell'aria calda con tubo alla finestra, monoblocco addossati a parete senza unità esterna (ma che richiedono di predisporre uno o due sfiati attraverso il muro esterno), i cosiddetti split con unità interne ed esterne separate, ed altro ancora. Ciascuna di queste soluzioni in termini di freddo generato a fronte dell'energia elettrica spesa ha un ventaglio di rese diverse. Ciò si è tradotto a livello normativo[42] in una ripartizione degli apparecchi in cinque grandi famiglie, ognuna dotata di propri gradini nella scala di assegnazione delle classi energetiche. Queste inizialmente andavano dalla A alla F, poi estese nel 2011 con le ulteriori classi da A+ ad A+++[43]. Dal 2014 la classe minima in raffrescamento per apperecchi split è la C e per il riscaldamento la A[44].

Per determinare efficienza e classe è utilizzato sempre e comunque l'‍indice di efficienza energetica, indicato sulle vecchie etichette energetiche[42] (pre 2011) nella versione italiana come indice di efficienza elettrica e nelle nuove etichette[43] come EER, abbreviazione dell'inglese Energy Efficiency Ratio alla lettera Rapporto di Efficienza Energetica. Questo è il rapporto adimensionale tra il freddo prodotto, ossia la quantità di energia termica sottratta all'ambiente, e l'energia elettrica consumata. Per i climatizzatori in modalità di riscaldamento invernale lo stesso rapporto, questa volta tra energia termica ossia calore immesso nell'ambiente ed energia elettrica consumata, è indicato comunemente ed anche sull'etichetta con il termine COP, abbreviazione dall'inglese Coefficient Of Performance alla lettera Coefficiente di prestazione. Una stufetta elettrica o un termoventilatore utilizzati per riscaldare un ambiente hanno sempre COP = 1 poiché essi non usano nessun ciclo termodinamico e tutta l'energia elettrica consumata si trasforma in energia termica. Un climatizzatore di tipo split può avere un COP di 3,5-5,0 e oltre, ottenendo di fatto una sorta di amplificazione nella trasformazione dell'energia elettrica in energia termica ceduta all'ambiente. L'EER di un condizionatore può assumere una gamma di valori simile a quella del COP.

Rispetto alla precedente Direttiva 2002/31/CE il Regolamento 626/2011, oltre a introdurre le nuove classi A+ A++ e A+++, prescrive che l'efficienza per i climatizzatori split e per la loro modalità in riscaldamento sia determinata simulando tre diverse condizioni climatiche esterne corrispondenti a regioni europee fredde, temperate e calde. Per ognuna di esse l'efficienza è mediata considerando ore d'uso e andamento di temperatura di un "anno climatico invernale tipo". In modalità di raffrescamento vi è invece un unico "anno climatico estivo tipo". Da queste medie si ricavano i coefficienti SEER (Seasonal Energy Efficiency Ratio ossia l'EER medio stagionale) e gli SCOP (Seasonal Coefficient Of Performance ossia i COP stagionali per i tre climi). Per tale ragione un singolo apparecchio può arrivare a riportare in etichetta sino a quattro classi energetiche contemporanee: una per la modalità in raffreddamento e tre in riscaldamento. Una sommaria mappa climatica dell'Europa suggerisce sull'etichetta quale delle tre classi di SCOP vada presa in considerazione in relazione alla zona geografica in cui il climatizzatore verrà installato. Alcuni apparecchi possono essere progettati per i soli climi temperati e caldi, quindi non idonei all'uso in climi freddi. In tali casi il produttore ometterà in etichetta l'SCOP e la classe energetica per tale clima.

Per gli apparecchi di tipo split la scala di classi energetiche da porre in etichetta dal 2017 va dalla A++ alla E, come prescritto dal Regolamento 626/2011[43] Art. 3 punto 4-c e Allegato 3 punto 1.3, ma l'ulteriore il Regolamento 206/2012[44] impone dal 2014 per gli split un SCOP > 3,42 riducendo le classi possibili in riscaldamento alle sole A, A+ e A++. Dal 2019 la scala da apporre in etichetta va obbligatoriamente dalla A+++ alla D, ma può essere utilizzata già da ora.

Classi per aspirapolvere[modifica | modifica wikitesto]

In tabella si riportano i consumi annui riferiti a 50 sessioni di utilizzo per pulire una superficie di 87 m2, considerata essere la grandezza standard di un'abitazione.

Aspirapolvere, consumo max in kWh/anno per 50 sessioni di
pulizia di un appartamento di 87 m2, Regolamento (UE) 665/2013
corrispondenza colori / classi energetiche etichetta versione I
                                                                                                   
corrispondenza colori / classi energetiche etichetta vers. II (fine 2017)
                                                                                                   
classe A+++ A++ A+ A B C D E F
kWh/anno 10 16 22 28 34 40 46 52 58

Le classi energetiche e le procedure da applicare per la determinazione del consumo annuo sono definite nel Regolamento 665/2013[45].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Direttiva 92/75/CEE, eur-lex.europa.eu, 13 dicembre 1992. su Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, riguardante l'indicazione del consumo di energia... mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti
  2. ^ Gazzetta ufficiale delle comunità europee, Direttiva 92/75/CEE del Consiglio del 22 settembre 1992 concernente l'indicazione del consumo di energia e di altre risorse degli apparecchi domestici, mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti (PDF), Gazzetta ufficiale delle comunità europee, 13 ottobre 1992.
  3. ^ Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, Direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 concernente l'indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all'energia mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 18 maggio 2010.
  4. ^ Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 sull'efficienza energetica che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 14 novembre 2012.
  5. ^ Commissione europea, Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'etichettatura dell'efficienza energetica e abroga la direttiva 2010/30/UE, eur-lex.europa.eu, 15 luglio 2015.
  6. ^ Ufficio stampa Consiglio europeo e Consiglio dell'Unione europea, Etichettatura energetica più chiara: migliore efficienza energetica, consilium.europa.eu, 26 giugno 2017. In fondo pagina è accessibile la versione finale del Regolamento in attesa della sua pubblicazione ufficiale
  7. ^ (EN) Federal Trade Commission, Shopping for Home Appliances? Use the EnergyGuide Label | Consumer Information, consumer.ftc.gov, gennaio 2015.
  8. ^ (EN) ENERGY STAR Product Label | ENERGY STAR, energystar.gov.
  9. ^ (EN) L. Harrington, J. Brown, M. Caithness, Energy Standards and Labelling Programs throughout the World in 2013 (PDF), iea-4e.org, novembre 2014.
  10. ^ Agenzia delle Entrate, Bonus mobili ed elettrodomestici (PDF), Agenzia delle Entrate, 17 gennaio 2017.
  11. ^ Agenzia delle Entrate, Bonus arredi (PDF), Agenzia delle Entrate, 1º aprile 2014. (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2014).
  12. ^ Decreto legislativo n. 151/2005 (PDF), Supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale, 29 luglio 2005.
  13. ^ Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, Regolamento (UE) N. 1015/2010 della Commissione del 10 novembre 2010 recante modalità di applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile delle lavatrici per uso domestico (PDF), eur-lex.europa.eu, 11 novembre 2010. Il regolamento prescrive che dall'1 dicembre 2013 in avanti possano venir prodotte solo lavatrici con EEI<59, il valore limite per rientrare in classe A+ o superiore
  14. ^ a b Direttiva 94/2/CE della Commissione del 21 gennaio 1994 che stabilisce modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CEE per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia dei frigoriferi elettrodomestici, dei congelatori elettrodomestici e delle relative combinazioni (PDF), Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, 17 febbraio 1994. (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2015).
  15. ^ Direttiva 96/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 settembre 1996 sui requisiti di rendimento energetico di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, 18 settembre 1996. La direttiva fissa i valori massimi di consumo elettrico (pressoché coincidenti a quelli per la classe energetica C) per l'immissione di elettrodomestici di refrigerazione sul mercato.
  16. ^ Direttiva 2003/66/CE della Commissione del 3 luglio 2003 che modifica la direttiva 94/2/CE che stabilisce modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CEE del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia dei frigoriferi elettrodomestici, dei congelatori elettrodomestici e delle relative combinazioni (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 9 luglio 2003. La direttiva estende le classi energetiche di frigoriferi, congelatori e frigocongelatori introducendo le nuove classi A+ e A++ con indice di efficienza energetica pari rispettivamente a 42 e 30.
  17. ^ a b Regolamento (CE) N. 643/2009 della Commissione del 22 luglio 2009 recante modalità di applicazione della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile degli apparecchi di refrigerazione per uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 27 luglio 2009. Il Regolamento impone un limite superiore di 42 all'Indice di Efficienza Energetica (IEE). Lo stesso valore di IEE è quello necessario a qualificare un apparecchio come appartenente alla classe A+.
  18. ^ a b Regolamento delegato (UE) N. 1060/2010 della Commissione del 28 settembre 2010 che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo d’energia degli apparecchi di refrigerazione per uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 30 novembre 2010. Viene introdotta la classe energetica A+++ e leggermente ritoccati i valori di altre classi
  19. ^ a b c d Etichetta energetica (PDF), ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 8 aprile 2013.
  20. ^ Direttiva 95/12/CE della Commissione del 23 maggio 1995 che stabilisce le modalità d'applicazione della Direttiva 92/75/CEE per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo di energia delle lavatrici ad uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, 21 giugno 1995.
  21. ^ (EN) A. Michel, B. Josephy, E. Bush, S. Attali, Monitoring the washing machines market in Europe (PDF), Topten International Services, 8 luglio 2015. Si legge che "in base ad accordo volontario tra la Commissione e CECED (federazione di produttori di elettrodomestici europea) alcune aziende hanno etichettato con classe A+ i modelli con efficienza A-10% (con consumo inferiore di almeno un 10% rispetto alla classe A della 95/12/CE allora in vigore)"
  22. ^ (EN) B. Josephy, E. Bush, J. Nipkow, S. Attali, Washing Machines: Key Criteria for Best Available Technology BAT (PDF), Topten International Services, maggio 2011. A pag. 6, nota 17: "La classe A+ non ufficiale (consumo < 0,17 kWh/kg) è un accordo volontario tra le aziende associate a CECED e la Commissione europea".
  23. ^ (EN) SOWATT and Bush Energie on behalf of ADEME, Energy efficiency of White Goods in Europe: monitoring the market with sales data (PDF), topten.eu, dicembre 2016. A pag. 28: "la classe A+ fu aggiunta in etichetta nel 2008 (a indicare consumi ≤0,17 kWh/kg) secondo l'accordo CECED tra i produttori".
  24. ^ Regolamento delegato (UE) N. 1061/2010 della Commissione del 28 settembre 2010 che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia delle lavatrici per uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 30 novembre 2010.
  25. ^ (EN) J. Viegand, B. Huang, L. Maya-Drysdale (Viegand Maagøe), Review study on Standby Regulation, Study on the Review of the Regulation (EC) No 1275/2008, Final report Draft version (PDF), ecostandbyreview.eu, 7 aprile 2017. Lo studio mostra che la potenza in standby di lavatrici, asciugatrici e lavapiatti è in media 0,33 W, il che porta a un consumo annuo aggiuntivo di 3 kWh.
  26. ^ (EN) Van Holsteijn en Kemna B.V. - The Netherlands, Vlaamse Instelling voor Technologisch Onderzoek NV - Belgium, Viegand Maagøe A/S - Denmark e Wuppertal Institut für Klima, Umwelt, Energie GmbH - Germany, "Omnibus" Review Study on Cold Appliances, Washing Machines, Dishwashers, Washer-Driers, Lighting, Set-top Boxes and Pumps; Final report (PDF), susproc.jrc.ec.europa.eu, 12 marzo 2014. Lo studio fa corrispondere il consumo pesato secondo il Regolam. 1061/2010 all'84%-86% di quello a 60° C pieno carico.
  27. ^ Direttiva 95/13/CE della Commissione del 23 maggio 1995 che stabilisce le modalità d'applicazione della Direttiva 92/75/CEE per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo di energia delle asciugabiancheria ad uso domestico (PDF), eur-lex.europa.eu, 21 maggio 1995.
  28. ^ (EN) Energy Efficient End-use Equipment, International Energy Agency, Energy efficiency benchmarking report on residential laundry dryers (PDF), mappingandbenchmarking.iea-4e.org, giugno 211. Il rapporto analizza l'evoluzione internazionale ed europea di consumi, dimensioni, regolamentazioni energetiche, normative di test per le asciugatrici tra il 1996 e il 2010.
  29. ^ Regolamento delegato (UE) n. 392/2012 della Commissione del 1º marzo 2012 che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia delle asciugabiancheria per uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 9 maggio 2012.
  30. ^ Regolamento (UE) n. 932/2012 della Commissione del 3 ottobre 2012 recante modalità di esecuzione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile delle asciugabiancheria per uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 12 ottobre 2012. Impone che da novembre 2015 siano poste sul mercato asciugatrici con indice di efficienza < 76 (classe B o superiore).
  31. ^ Direttiva 96/60/CE della Commissione recante modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CEE del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo di energia delle lavasciuga biancheria domestiche (PDF), Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, 18 ottobre 1996.
  32. ^ (EN) K, Graulich, Öko Institut, Ecodesign and Energy label revision: Household Washing machines and washer-dryers (PDF), susproc.jrc.ec.europa.eu, giugno 2015..
  33. ^ a b Direttiva 97/17/CE della Commissione, del 16 aprile 1997, che stabilisce le modalità di applicazione della direttiva 92/75/CEE per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo di energia delle lavastoviglie ad uso domestico (PDF), in Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, vol. 40, L118, 7 maggio 1997, pp. 1-25, ISSN 0378-7028.
  34. ^ a b Regolamento delegato (UE) N. 1059/2010 della Commissione, del 28 settembre 2010, che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia delle lavastoviglie per uso domestico (PDF), in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, vol. 53, L314, 30 novembre 2010, pp. 1-16, DOI:10.3000/1725258X.L_2010.314.ita, ISSN 1725-258X.
  35. ^ REGOLAMENTO (CE) N. 244/2009 DELLA COMMISSIONE del 18 marzo 2009 recante modalità di applicazione della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile delle lampade non direzionali per uso domestico, Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.
  36. ^ a b Direttiva 98/11/CE della Commissione del 27 gennaio 1998 che stabilisce le modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CEE del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante l'efficienza energetica delle lampade per uso domestico, Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. Va notato che, per la sola classe A, il Regolamento indica una relazione funzionale tra flusso luminoso e potenza diversa da quella usata per le classi da B a G. Piuttosto che riportare esplicitamente questa ulteriore formula si è indicato per semplicità nella tabella delle classi di consumo un EEI del 23,2% per la classe A che per i flussi luminosi delle normali applicazioni domestiche (200 lm - 1500 lm) produce valutazioni sostanzialmente indistinguibili da quelle ufficiali.
  37. ^ a b Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 874/2012 della commissione del 12 luglio 2012 che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo d’energia delle lampade elettriche e delle apparecchiature d’illuminazione, eur-lex.europa.eu.
  38. ^ (EN) Lighting now labelled in lumens : News : News + Events : National Physical Laboratory, npl.co.uk.
  39. ^ (EN) Ecodesign and energy labelling – Domestic ovens, hobs and range hoods - European Commission, ec.europa.eu. Il documento indica la procedura di test Cenelec EN 60350-1:2016 come quella da adottare per valutare il consumo dei forni.
  40. ^ CEI - My Norma, IEC, 29 aprile 2016. Norma IEC 60350-1:2016, trasposizione della EN 60350-1:2016, per misure di prestazione dei forni, a sua volta evoluzione della CEI EN 60350-1:2013-10 Parte 1 (CEI 59-42) "Apparecchi elettrici per la cottura per uso domestico - Parte 1: Cucine, forni, forni a vapore e griglie - Metodi per la misura delle prestazioni" che sostituisce la CEI EN 50304-60350:2010-03 (CEI 59-35). L'attuale EN 60350 e le (obsolete) EN 50304:2010 e precedenti sono di fatto equivalenti.
  41. ^ Benché le norme IEC 60350-1:2016 e EN 50304:2010 e precedenti non siano accessibili gratuitamente, se ne ricavano gli elementi salienti dalla letteratura scientifica, ad esempio (EN) J. Capablo, N. Garcia-Polanco e J. Doyle, Modeling of energy performance of a domestic oven: experimental validation (PDF), Lisbon, Portugal, 8th World Conference on Experimental Heat Transfer, Fluid Mechanics, and Thermodynamics, June 16-20 2013, giugno 2013
  42. ^ a b c Direttiva 2002/31/CE della Commissione, del 22 marzo 2002, che stabilisce le modalità di applicazione della direttiva 92/75/CEE per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo di energia dei condizionatori d'aria per uso domestico (PDF), in Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, L86, 3 aprile 2002, pp. 26-41.
  43. ^ a b c d Regolamento delegato (UE) N. 626/2011 della Commissione, del 4 maggio 2011, che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia dei condizionatori d'aria (PDF), in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, vol. 54, L178, 6 luglio 2011, pp. 1-72, ISSN 1725-258X.
  44. ^ a b Regolamento (UE) N. 206/2012 della Commissione, del 6 marzo 2012, recante modalità di applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile dei condizionatori d'aria e dei ventilatori (PDF), in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, vol. 55, L152, 10 marzo 2012, DOI:10.3000/19770707.L_2012.072.ita, ISSN 1977-0707.
  45. ^ Regolamento delegato (UE) n. 665/2013 della Commissione del 3 maggio 2013 che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia degli aspirapolvere (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 13 luglio 2013.

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