Classe di consumo energetico

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Etichetta riportante la classe di consumo energetico di un elettrodomestico

Le classi di consumo energetico, dette più propriamente classi di efficienza energetica, sono le suddivisioni dei valori di efficienza — principalmente per gli elettrodomestici ad uso casalingo ma non solo — in fasce tra loro contigue. Le tipologie di apparecchi per i quali è definita una normativa europea che prescrive l'assegnazione di classe energetica sono: frigoriferi congelatori e loro combinazioni, lampadine, lavatrici, forni elettrici e a gas, lavastoviglie, asciugatrici, lava-asciuga, scaldaacqua (boiler) elettrici e a gas, televisori, condizionatori e climatizzatori, aspirapolvere, cappe aspiranti. Ciascuno di questi dispositivi deve possedere una propria etichetta energetica con i dati identificativi quali produttore e modello, la classe energetica, il consumo elettrico annuo in chilowattora basato su un profilo d'uso standard in termini di ore d'uso o numero di utilizzi, e altri dati ancora.

Classe energetica e consumo elettrico non vanno necessariamente di pari passo: la classe indica l'efficienza prescindendo dalla dimensione. Utilizzare un elettrodomestico grande — come può avvenire per televisori e lavatrici — comporta consumi elevati anche qualora esso sia ad alta efficienza.

Alcuni prodotti — stufette elettriche, asciugacapelli, piani di cottura elettrici, scope a vapore, forni a microonde, bistecchiere e barbecue elettrici, deumidificatori, bollitori, tostapane,... — mancano di normativa e perciò di classe energetica, o perché l'incidenza dei loro consumi su quelli complessivi di un'abitazione è trascurabile (e tale da non giustificare la creazione di una classificazione), o perché si riscontrano differenze di consumo modeste tra i diversi modelli in commercio e non avrebbe senso categorizzarli.

L'etichetta energetica[modifica | modifica wikitesto]

Sull'etichetta energetica europea l'insieme delle classi energetiche possibili appare come una scala composta in genere da sette segmenti colorati: dal verde (miglior efficienza in assoluto), al giallo, al rosso (minor efficienza). La classe di un determinato elettrodomestico è indicata su questa scala con una lettera che può andare da A+++ (miglior efficienza) a G (minor efficienza). Per mantenere un buon impatto visivo dell'etichetta alcune classi, o in alto o in basso, non compaiono. Così l'etichetta per le lampadine ha una scala da A++ a E (perché per esse non esiste ancora la classe A+++), gran parte degli altri apparecchi usano una scala da A+++ a D. I televisori possono mostrare indifferentemente la "versione 2017" dell'etichetta con scala da A++ a E o la "versione 2020" con scala da A+++ a D. Gli aspirapovere mostrano più spesso la scala da A a G ma non obbligatoriamente. Le lava-asciuga hanno scala da A a G, perché la normativa e il formato dell'etichetta sono ancora quelle del 1996.

Il progresso tecnologico, che porta ad apparecchi sempre più efficienti, fa sì che le classi energetiche subìscano periodiche revisioni per stare al passo con l'evoluzione del mercato. Le etichette anteriori al 2010 prevedevano in origine tutte una scala dalla A alla G, ma sono state progressivamente estese con nuove classi A+, A++ e A+++ eliminando di pari passo quelle meno efficienti.

La classe viene assegnata in base a test controllati e riproducibili che valutano l'efficienza. Il consumo annuale in kWh dipende invece sia dall'efficienza che dalla dimensione dell'apparecchio. Si avrà ad esempio, etichette alla mano, che un televisore 65" classe A+ consuma più di un 30" classe C, una lavatrice da 11 kg classe A+++ consuma più di una 6 kg classe A+ (circa 245 kWh/anno contro 190 kWh/anno), e così via.

Fabbricanti, negozianti e siti di vendita online hanno l'obbligo di mostrare, per gli apparecchi per i quali è prevista, l'etichetta energetica o perlomeno i dati che essa contiene[1].

Classi per frigoriferi e congelatori[modifica | modifica wikitesto]

La classe energetica di frigoriferi, congelatori e frigocongelatori per uso domestico è determinata, come per altri apparecchi dotati di etichetta energetica, in base al valore dell'Indice di Efficienza Energetica (EEI, dall'inglese energy efficiency index). Questo si ottiene dal rapporto tra il consumo elettrico reale dell'apparecchio da etichettare, espresso in chilowattora all'anno, e quello di un ipotetico apparecchio con pari caratteristiche il cui consumo viene assunto quindi come valore di riferimento per il quale EEI=100(%). Nella pratica il test di consumo reale si protrae per un tempo limitato, ad esempio 24 ore, e il consumo annuo si otterrà moltiplicando il consumo di 24 ore (un giorno) per 356 (giorni/anno). I dati di consumo dell'apparecchio di riferimento si ricavano dalle Direttive e Regolamenti europei[2][3][4][5][6].

Calcolo di consumo e classe energetica per un frigocongelatore[modifica | modifica wikitesto]

Viene considerato come esempio un frigocongelatore di caratteristiche medie: comparto frigorifero con volume netto di 200 litri, comparto congelatore quattro stelle *(***) a -18 °C con volume netto 100 litri, assenza di particolari soluzioni — come no-frost, comparto chiller, classe climatica subtropicale o tropicale — che complicherebbero i calcoli e innalzerebbero il consumo dell'apparecchio di riferimento. Va dapprima determinato il volume equivalente o volume corretto utilizzando il coefficiente di maggior peso di 2,15 per il congelatore, per il maggior dispendio di energia necessario a mantenere la temperatura a -18 °C.
Quindi si avrà che volume corretto = 200 litri + 2,15 × 100 litri = 415 litri.

Il consumo annuo in chilowattora (per l'apparecchio con EEI=100%) si ricava utilizzando l'espressione data nelle Direttive e Regolamenti europei[2][6]
consumo di riferimento = 303 + 0,777 × volume corretto = 303 + 0,777 × 415 = 625,455 kWh/anno.
Il consumo ammesso dal frigocongelatore per rientrare in una determinata classe energetica — poniamo ad esempio la classe A — è dato dal consumo dell'apparecchio di riferimento appena calcolato moltiplicato per l'EEI massimo ammesso per questa classe, ossia 55%. Per qualificare il frigocongelatore in classe A si deve avere:
consumo reale < 0,55 × consumo di riferimento = 0,55 × 625,455 = 344,00 kWh/anno
Il valore qui calcolato corrisponde a quanto riportato su opuscoli informativi come quello[7] redatto da ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

I valori dell'EEI per le diverse classi energetiche, e anche in relazione all'avvicendamento nel corso degli anni di nuove disposizioni comunitarie, sono riassunti in tabella.

Frigoriferi e congelatori, EEI secondo Direttiva 94/2/CE
                                                                                                   
A B C D E F G
<55 <75 <90 <100 <110 <125 >125
Frigoriferi e congelatori, EEI secondo Direttiva 2003/66/CE
 
A++ A+ A B C D E F G
<30 <42 <55 <75 <90 <100 <110 <125 >125
Frigoriferi e congelatori, EEI secondo Regolamento UE/1060/2010
 
A+++ A++ A+ A B C D E F G
<22 <33 <42 <55 <75 <95 <110 <125 <150 >150

Consumo indicativo annuo di energia elettrica di un frigocongelatore a libera installazione sprovvisto di scongelamento automatico (ossia senza no-frost), di volume complessivo utile (netto) 300 litri di cui 200 litri di comparto frigorifero e 100 litri di congelatore quattro stelle *(***), utilizzato continuativamente per 365 giorni all'anno. I consumi per le classi da A a G sono riferiti al Regolamento 643/2009/CE e riportati a puro titolo informativo. Il Regolamento impone difatti che da luglio 2014 possano essere posti sul mercato solo apparecchi di classe energetica A+ o superiore[5].

Classe Consumo annuo
A+++      < 138 kWh/anno
A++ 138 - 205 kWh/anno
A+ 206 - 262 kWh/anno
A 263 - 343 kWh/anno
B 344 - 468 kWh/anno
C 469 - 593 kWh/anno
D 594 - 687 kWh/anno
E 688 - 781 kWh/anno
F 782 - 938 kWh/anno
G > 938      kWh/anno

I consumi dichiarati dai costruttori in etichetta, pur nel caso di un apparecchio reale con capienze identiche a quello indicato come esempio, possono discostarsi anche di un 10% da quelli riportati per effetto di altri termini correttivi quali l'adozione di no-frost per vano frigo e/o congelatore, idoneità a funzionare in condizioni climatiche severe (cosiddette tropicali), e altro ancora. Tali termini rientrano anch'essi nell'espressione del consumo di riferimento e in ultima analisi nella determinazione dellEEI 'e nell'assegnazione della classe energetica. Può quindi accadere che alcuni modelli rientrino in una determinata classe pur esibendo in etichetta un consumo apparentemente superiore. I consumi nelle reali condizioni di esercizio, benché affetti da oscillazioni stagionali, generalmente non risultano su media annua più alti di quelli dichiarati, anche perché i test di consumo effettuati dai produttori vanno eseguiti con temperatura ambiente fissa di 25 °C, quindi maggiore di quella delle normali cucine domestiche per una frazione consistente dell'anno solare. È comunque assodato che le abitudini d'uso, come frequenti e prolungate aperture delle porte, possono incrementare il consumo.

Classi per lavatrici, asciugabiancheria, lavasciuga[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i valori di consumo di una lavatrice che fa due lavaggi la settimana (104 lavaggi in un anno) di 5 kg di capi in cotone a 60 ºC:

Classe Consumo annuo
A < 247 kWh
B 247 - 299 kWh
C 299 - 351 kWh
D 351 - 403 kWh
E 403 - 455 kWh
F 455 - 507 kWh
G > 507 kWh

Classi per lampadine[modifica | modifica wikitesto]

L'efficienza delle lampade ad uso domestico è definita in relazione alla potenza di una ipotetica lampadina di riferimento di pari emissione luminosa per la quale l'indice di efficienza energetica (EEI dall'inglese energy efficiency index) viene assunto pari a 1, ossia il 100%. La formula che lega emissione luminosa e potenza viene data più sotto.

Si può senz'altro assumere che la lampada di riferimento sia stata definita a partire dalle caratteristiche delle classiche lampadine ad incandescenza. Una potenza di 60 W ed EEI=1 corrisponde difatti secondo la formula ad un flusso luminoso di 737 lumen, in linea con i valori di 702 lumen (per le alogene) e 741 lumen (per le fluorescenti compatte) indicati dal Regolamento europeo 244/2009 come equivalenti alla luce di una 60 W tradizionale[8].

Fino al 2012, le classi di consumo erano così stabilite:[9]

Classi di consumo per lampade fino al 2012
A B C D E F G
<23,2%[9] <60% <80% <95% <110% <130% >130%

La tabella indica l'EEI, ossia la frazione di potenza consumata da una lampada di una determinata classe energetica per produrre la stessa quantità di luce di una incandescenza. Valori più bassi rappresentano quindi maggior efficienza: ad esempio una lampada classe B deve avere un consumo al massimo il 60% di quello dell'incandescenza.

Nel 2012 sono state introdotte le nuove classi A+ e A++ ed è stata estesa la definizione e l'applicazione dell'indice di efficienza energetica anche alle sorgenti luminose che utilizzano alimentatori esterni. Si sono infine divise la lampade in 2 categorie: lampade direzionali e lampade non-direzionali. Le lampade direzionali sono definite come quelle in cui almeno l'80% di emissione luminosa avviene all'interno di un cono di 120°. Le nuove classi energetiche sono:[10]

Classi energetiche per lampade non direzionali in termini ogni flusso luminoso (lm) e potenza assorbita associata (W)
Classi di consumo per lampade non direzionali per EEI
A++ A+ A B C D E
<0.11 <0.17 <0.24 <0.60 <0.80 <0.95 >0.95

A parte il cambiamento di espressione dell'EEI, ora indicato con numero decimale anziché in percentuale, il Regolamento riconferma sostanzialmente, a parità di classi energetiche, gli stessi valori della precedente Direttiva. Nell'attuale Regolamento per determinare l'EEI viene inoltre utilizzata un'unica formula (la stessa già in vigore per le classi B e successive) valida quindi ora per tutte le classi energetiche. Il processo di aggiornamento e ampliamento delle classi energetiche, com'è consuetudine anche per altre tipologie di apparecchi, ha portato inoltre ad uno slittamento delle associazioni classe/colore: ad esempio la classe B era in precedenza individuata dal verde mentre ora è associata al giallo.

Classi di consumo per lampade direzionali per EEI
A++ A+ A B C D E
<0.13 <0.18 <0.40 <0.95 <1.20 <1.75 >1.75

Una lampadina non direzionale in classe A++ da 520 lm consuma al più 5 W fornendo lo stesso servizio, ossia la stessa luce, di una incandescente da 45 W. In altri termini una classe A++ consuma poco più di un decimo di una lampada tradizionale a filamento di tungsteno e poco meno della metà di una fluorescente in classe A di pari luce, che richiederebbe invece 11 W.

Calcolo EEI[modifica | modifica wikitesto]

Come per altri apparecchi dotati di etichetta energetica, viene dapprima definita una ipotetica lampadina di riferimento. L'indice di efficienza energetica è calcolato come rapporto fra la potenza associata alla lampadina e la potenza di riferimento per pari flusso luminoso:

La potenza associata alla lampadina è la sua potenza nominale eventualmente aumentata di un certo fattore nel caso in cui la lampada necessiti di un alimentatore esterno. Questo fattore, per esempio, è del 10% nel caso di lampade a led e tubi fluorescenti cilindrici di tipo T5 (volgarmente detti al neon) con unità di alimentazione esterna.

La potenza di riferimento associata al flusso viene calcolata con la formula [10]

Definizioni di efficienza[modifica | modifica wikitesto]

La legislazione europea prescrive che il raffronto di differenti sorgenti luminose venga effettuato, sia per l'utilità del consumatore sia ai fini dell'etichettatura energetica, a parità di emissione luminosa[11]. Per completezza va rammentato che esistono altre definizioni di efficienza tra cui quella espressa in lumen per Watt, spesso utilizzata per qualificare le sorgenti a LED. È facile approdare a conclusioni apparentemente inconsistenti qualora si effettuino confronti a parità di potenza elettrica assorbita. Ad esempio due lampadine da 7 W una in classe A e una in classe A+ forniscono (come minimo) rispettivamente 289,6 lm e 456,6 lm, ossia la A+ genera il 57,7% di luce in più della A. Se consideriamo la potenza equivalente (di due incandescenti con EEI=1 capaci di generare le due emissioni luminose) si ottiene che la A fa luce come 29,2 W a incandescenza e la A+ fa luce come 41,2 W a incandescenza: l'incremento in potenza convenzionale equivalente (assumendo per entrambe EEI=1 in questo caso) sarebbe il 41,2%, ossia minore dell'aumento di emissione luminosa. Non si hanno invece inconsistenze confrontando due lampade di pari quantità di luce generata: una classe A+ in grado di produrre gli stessi 289,6 lm della classe A da 7 W del precedente esempio assorbirà solo 4,96 W. La sua efficienza, esprimendo le efficienze stesse in lm/W, è in effetti del 41,2% superiore a quella della classe A. O, detto in altri termini, la classe A consuma il 41,2% in più della classe A+.

Classi per forni elettrici[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i valori annuali di consumo di un forno utilizzato per cento cicli di cottura l'anno:

Forni di piccolo volume (12-35 litri)
Classe Consumo annuo
A < 60 kWh
B 60 - 80 kWh
C 80 - 100 kWh
D 100 - 120 kWh
E 120 - 140 kWh
F 140 - 160 kWh
G > 160 kWh
Forni di volume medio (35-60 litri)
Classe Consumo annuo
A < 80 kWh
B 80 - 100 kWh
C 100 - 120 kWh
D 120 - 140 kWh
E 140 - 160 kWh
F 160 - 180 kWh
G > 180 kWh
Forni di grande volume (oltre 60 litri)
Classe Consumo annuo
A < 100 kWh
B 100 - 120 kWh
C 120 - 140 kWh
D 140 - 160 kWh
E 160 - 180 kWh
F 180 - 200 kWh
G > 200 kWh

Classi per condizionatori e climatizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Questi sono i valori di consumo di un condizionatore split con potere di raffreddamento di 5,7 kW, raffreddato ad aria, usato per 500 ore l'anno:

Classe Consumo annuo
A++ 321 kWh
AA < 734 - 890 kWh
A < 890 kWh
B 891 - 950 kWh
C 950 - 1018 kWh
D 1018 - 1096 kWh
E 1096 - 1188 kWh
F 1188 - 1295 kWh
G > 1295 kWh

Occorre tenere presente che tutti i dati riportati nelle tabelle precedenti si riferiscono a un consumo misurato in laboratorio, secondo parametri ben definiti; nell'uso pratico i consumi potrebbero essere superiori.

La classe di efficienza energetica dell'elettrodomestico è indicata all'interno della sua etichetta energetica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Direttiva 92/75/CEE, eur-lex.europa.eu, 13 dicembre 1992. su Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, riguardante l'indicazione del consumo di energia... mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti
  2. ^ a b Direttiva 94/2/CE della Commissione del 21 gennaio 1994 che stabilisce modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CEE per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia dei frigoriferi elettrodomestici, dei congelatori elettrodomestici e delle relative combinazioni (PDF), Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, 17 febbraio 1994. (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2015).
  3. ^ Direttiva 96/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 settembre 1996 sui requisiti di rendimento energetico di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, 18 settembre 1996. La direttiva fissa i valori massimi di consumo elettrico (pressoché coincidenti a quelli per la classe energetica C) per l'immissione di elettrodomestici di refrigerazione sul mercato.
  4. ^ Direttiva 2003/66/CE della Commissione del 3 luglio 2003 che modifica la direttiva 94/2/CE che stabilisce modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CEE del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante il consumo d'energia dei frigoriferi elettrodomestici, dei congelatori elettrodomestici e delle relative combinazioni (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 9 luglio 2003. La direttiva estende le classi energetiche di frigoriferi, congelatori e frigocongelatori introducendo le nuove classi A+ e A++ con indice di efficienza energetica pari rispettivamente a 42 e 30.
  5. ^ a b Regolamento (CE) N. 643/2009 della Commissione del 22 luglio 2009 recante modalità di applicazione della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile degli apparecchi di refrigerazione per uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 27 luglio 2009. Il Regolamento impone un limite superiore di 42 all'Indice di Efficienza Energetica (IEE). Lo stesso valore di IEE è quello necessario a qualificare un apparecchio come appartenente alla classe A+.
  6. ^ a b Regolamento delegato (UE) N. 1060/2010 della Commissione del 28 settembre 2010 che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo d’energia degli apparecchi di refrigerazione per uso domestico (PDF), Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, 30 novembre 2010. Viene introdotta la classe energetica A+++ e leggermente ritoccati i valori di altre classi
  7. ^ Etichetta energetica (PDF), ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 8 aprile 2013.
  8. ^ Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, REGOLAMENTO (CE) N. 244/2009 DELLA COMMISSIONE del 18 marzo 2009 recante modalità di applicazione della direttiva 2005/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile delle lampade non direzionali per uso domestico, eur-lex.europa.eu.
  9. ^ a b Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, Direttiva 98/11/CE della Commissione del 27 gennaio 1998 che stabilisce le modalità d'applicazione della direttiva 92/75/CEE del Consiglio per quanto riguarda l'etichettatura indicante l'efficienza energetica delle lampade per uso domestico, eur-lex.europa.eu. Va notato che, per la sola classe A, il Regolamento indica una relazione funzionale tra flusso luminoso e potenza diversa da quella usata per le classi da B a G. Piuttosto che riportare esplicitamente questa ulteriore formula si è indicato per semplicità nella tabella delle classi di consumo un EEI del 23,2% per la classe A che per i flussi luminosi delle normali applicazioni domestiche (200 lm - 1500 lm) produce valutazioni sostanzialmente indistinguibili da quelle ufficiali.
  10. ^ a b Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 874/2012 della commissione del 12 luglio 2012 che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo d’energia delle lampade elettriche e delle apparecchiature d’illuminazione, eur-lex.europa.eu.
  11. ^ (EN) Lighting now labelled in lumens : News : News + Events : National Physical Laboratory, npl.co.uk.

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