Classe Scharnhorst (nave da battaglia)

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Classe Scharnhorst
Gneisenau und Scharnhorst.jpg
La Gneisenau (in alto) e la Scharnhorst
Descrizione generale
War Ensign of Germany (1938-1945).svg
TipoNave da battaglia veloce
Incrociatore da battaglia
ClasseScharnhorst
ProprietàKriegsmarine
Caratteristiche generali
Dislocamentostandard: 31.500 t
a pieno carico: 38.900 t
Lunghezza235 m
Larghezza30 m
Pescaggio(a 37.303 t): 9,69 m
Propulsione3 turbine meccaniche Germania con riduzione singola
3 eliche, 4,8 m di diametro
151.893 CV
Velocità30,7 nodi (57 km/h)
Autonomia8.400 mn a 19 nodi (15.556 km a 35 km/h)
Equipaggio1.669 (56 ufficiali, 1.613 marinai)
Armamento
Armamento
Corazzaturaprincipale 350 mm
Mezzi aerei1 catapulta con 3 idrovolanti Arado Ar 196
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La classe Scharnhorst fu una classe di navi da battaglia veloci (o incrociatori da battaglia) della Kriegsmarine tedesca composta dalla Gneisenau e dallo Scharnhorst.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo successivo alla stipula dell'accordo navale anglo-tedesco, venne commissionata la costruzione di due grandi navi da guerra, della stazza di circa 30.000 tonnellate ciascuna; queste, per potenza ed armamento, erano paragonabili agli incrociatori da battaglia britannici ma i tedeschi decisero di classificarle come corazzate[1].

Entrambe parteciparono alla battaglia dell'Atlantico ed entrambe, insieme all'incrociatore pesante Prinz Eugen, furono protagoniste dell'attraversamento del canale della Manica, per fare rientro in Germania dal porto francese di Brest, in prospettiva di proteggere un possibile attacco Alleato contro la Norvegia, venendo tuttavia danneggiate dall'urto con alcune mine[2].

Entrambe le navi dovettero essere sottoposte a lavori di riparazione ma, mentre lo Scharnhorst riprese a navigare, venendo successivamente affondato il 26 dicembre 1943 nella battaglia di Capo Nord[3], lo Gneisenau, a causa dei danni ulteriori causati da diversi bombardamenti, non riprese più il mare, venendo in seguito smantellata[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il Terzo Reich, vol. Guerra sul mare, H&W, 1993, ISBN non esistente.
  • Basil H. Liddell Hart, Storia militare della seconda guerra mondiale, 2009ª ed., Milano, Oscar Storia, Mondadori, 1970, ISBN 978-88-04-42151-1.
  • Cesare Salmaggi, Alfredo Pallavisini, La seconda guerra mondiale, Mondadori, 1989, ISBN 88-04-39248-7.

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